Cappadocia on the road

Una settimana nella regione dei camini delle fate
 
Partenza il: 15/02/2015
Ritorno il: 21/02/2015
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

La sensazione che mi ha accompagnata lungo tutto il viaggio in Cappadocia è di non essere riuscita a capire se mi trovassi in Europa oppure in Asia. Questa regione pare volersi allacciare al nostro mondo moderno pur rimanendo un luogo mistico e suggestivo, incantato e sospeso. E’ un’esperienza che raccomando a tutti.

Io e Tommaso (22 e 25 anni), studenti fiorentini abbiamo selezionato la Cappadocia come meta di viaggio verso novembre. Ciò che ci ha spinti a sceglierla sono state le offerte dei prezzi e la voglia di scoprire luoghi fuori dall’ordinario ma molto vicini a noi.

Abbiamo prenotato i voli per metà febbraio, approfittando della stagione bassa. Abbiamo volato con la compagnia turca Freebird da Milano Malpensa a Antalya. I voli di andata e ritorno partivano la mattina presto, forzandoci ad alzatacce, ma questo ci ha permesso di usufruire di ottimi prezzi.

Giorno 1°: Milano Malpensa – Antalya Aspendos

Da Milano Centrale raggiungiamo col treno l’aeroporto di Milano Malpensa in un’oretta. Prima di imbarcarci cambiamo i nostri euro in lire turche. Questa manovra risulterà poi superflua dal momento che ovunque accettano l’euro. Il volo decolla, procede e atterra in perfetto orario e senza intoppi. Il personale di volo è molto disponibile. Ovviamente stiamo parlando sempre di una compagnia low cost, quindi non aspettatevi molto posto per le vostre gambe.

Dopo 3 ore atterriamo all’aeroporto di Antalya. Prendiamo il pullman (durante tutto il viaggio ci sposteremo sempre con il pullman) per raggiungere il nostro primo hotel, il Gypsophila Holiday Village di Okurcalar, ad un’ora dall’aeroporto. Sì, avete capito bene un villaggio vacanze; io di solito sono refrattaria a queste soluzioni ma come vi ho detto le nostre scelte si sono basate principalmente sull’ottimo prezzo.

Pranzo con kebab al sacco: il primo kebab turco che mangiamo! Costano veramente poco, la carne è di montone o pollo, le salse le scegliamo noi. Molto meno salato rispetto a quello che possiamo mangiare in Italia, io l’ho trovato squisito e non lo paragonerei neanche a quello italiano per il semplice motivo che è una cosa diversa. Per svegliarci assaggiamo subito il famigerato caffè turco che all’inizio proprio non ci piace… ma a fine viaggio un po’ di abitudine la prendo anche io. A proposito, dimenticatevi di trovare qui un buon caffè italiano, l’espresso costa dai 3 ai 4 euro e non ne vale proprio la pena.

Risvegliati dal caffè turco, ci dirigiamo verso Aspendos col pullman. Prima tappa il ponte selgiuchide che attraversa il fiume Kopru. Saldo e imponente. Proseguiamo per il teatro romano di Aspendos, il meglio preservato del mondo romano dove ancora oggi fanno spettacoli. Il teatro offre 16.000 posti a sedere, le decorazioni della scena sono magnifiche. Uscendo dal teatro salendo ammiriamo l’agorà, lo stadio, una basilica e possiamo vedere da lontano i resti dell’antico acquedotto. Fa davvero molto caldo per essere febbraio, io e Tommaso giriamo addirittura a maniche corte. Quando scendiamo decidiamo infatti di andare ad osservare l’acquedotto da vicino. Vi avverto subito che in ogni sito turistico verrete assaltati dai venditori delle bancarelle che vorranno rifilarvi i soliti souvenir che troverete ovunque. Il mio consiglio è quello di provare invece le spremute d’arancia o di melograno che fanno davanti a voi sul momento. Quelle sono davvero buone.

Prima di tornare all’hotel ci fermiamo per ammirare una moschea con quattro minareti. Ci togliamo le scarpe e io indosso un velo per rispetto. La moschea al suo interno è ancora più bella. Sfortunatamente non ricordo di preciso dove fosse situata questa, ma di moschee ne trovate una in ogni quartiere e sono una più bella dell’altra. Potete entrare senza problemi. Rientriamo in albergo dove ceniamo. Buffet internazionale ma anche con le specialità del posto. Io diventerò una vera “addicted” del Lahmacun, la cosiddetta “pizza turca”.

Giorno 2°: Trasferimento in Cappadocia – Konya – Dervisci danzanti

Oggi passiamo gran parte della giornata in pullman. Percorriamo 515 km circa per raggiungere Konya, la prima città della Cappadocia che visitiamo. Molto presto il paesaggio e la temperatura cambiano: siamo a 1825 m di altitudine, dove fuori ci sono -5 gradi. Percorriamo la catena montuosa del Tauro e raggiungiamo Konya, l’ex capitale selgiuchide famosa per le sue origini cristiane e islamiche. E’ infatti la città più religiosa e qui le donne sono tutte coperte. Visitiamo il museo di Mevlana, poeta e fondatore della confraternita dei “dervisci danzanti”. Qui sono conservati molti corani del quattordicesimo secolo, si può vedere il mausoleo, la piccola moschea e molti artefatti inerenti la cultura dei dervisci. In uno scrigno vi è conservato un pezzo della barba di Maometto! A fine pomeriggio abbiamo l’occasione di assistere al rito dei dervisci danzanti, costa 30 euro ma li vale tutti. Il rito avviene in una caverna vicino Avanos: le luci basse, il tepore e le musiche inducono molti turisti a russare alla grande, ma rimanere concentrati è fondamentale perché i dervisci spogliati della loro veste che rappresenta una tomba iniziano a roteare. Leggo che girano su loro stessi per più di 400 volte, fino a raggiungere un’estasi controllata. Io dopo due piroette sarei caduta a terra in stato confusionario. Il rito dura un’ora circa e dopo viene offerto a tutti un gradito tè caldo alla cannella. Lasciati i dervisci, raggiungiamo il nostro secondo hotel: il Lodge Kapadokya a Nevsehir. Vi pernottiamo 3 notti, le camere sono scavate nella roccia. La cena avviene sempre in hotel perché questo è isolato e fuori c’è neve ovunque. La qualità è davvero ottima.

Giorno 3°: Göreme – Cavusin

Göreme è la città che più mi ha impressionata. E’ formata interamente da “case” bizzarre in tufo calcareo, plasmate nel corso dei millenni da eruzioni vulcaniche e agenti atmosferici.

Giriamo per templi, chiese rupestri e pitture murali. Seguendo il percorso ammiriamo le chiese e i loro affreschi bizantini, le più belle sono la chiesa della Mela, del Serpente, di San Basilio e la Chiesa Buia, dove per entrare vi chiedono un surplus di 10 lire turche, ma è la meglio conservata e la più suggestiva. Visitiamo anche la Tokali Klise e la El Nazar Klise. Giriamo per quasi due ore, incantati da questo paesaggio antico. L’unico inconveniente che abbiamo incontrato è il freddo polare, per due giorni la bufera di neve non ci ha mai lasciato. Fortuna che l’autista Çetin era molto competente e si destreggiava su ogni tipo di strada. A tal proposito vi sconsiglio vivamente di intraprendere un viaggio in Cappadocia in macchina, soprattutto in questo periodo: il prezzo della benzina è il secondo più alto nel mondo e le strade sono davvero difficili. Per non parlare di tutti i cartelli in turco. La ferrovia non esiste ma pullman e pulmini sono molto semplici da trovare.

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Cooperativa di tappeti

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Fortezza di Ortahisar

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Antalya

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Bazaar

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Statua di Ataturk

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Teatro di Aspendos

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Acquedotto di Aspendos

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Valle dei Monaci

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Göreme

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Dervisci danzanti

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Moschea

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Göreme

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Camini delle fate



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