Canada: natura, animali e..

Canada (Ontario e Québec) dal 3 al 24 agosto 2008. E' stato un viaggio lungo, ma davvero straordinario. Il merito va certamente a queste distese immense, tutte diverse tra loro, che amplificano il senso di libertà di chi le percorre per oltre 4000 km. 3 AGOSTO Ho fatto la valigia venerdì sera. Ormai sono veloce... Mi sono bastate poche ore....
 
Partenza il: 03/08/2008
Ritorno il: 24/08/2008
Viaggiatori: in coppia

Canada (Ontario e Québec) dal 3 al 24 agosto 2008.

E’ stato un viaggio lungo, ma davvero straordinario. Il merito va certamente a queste distese immense, tutte diverse tra loro, che amplificano il senso di libertà di chi le percorre per oltre 4000 km.

3 AGOSTO Ho fatto la valigia venerdì sera. Ormai sono veloce… Mi sono bastate poche ore. L’ho chiusa sabato mattina e domenica, prima di partire, mi è venuto un dubbio: ” cavolo, non ho messo niente in borsa… Che se ce la perdono…”.

“Tranquilla -mi ha rassicurata SuperTechMan-, tanto abbiamo fatto l’assicurazione”.

Lì per lì non ho pensato che di domenica sera, a Toronto, quando i negozi alle 18 hanno già chiuso, soprattutto alla vigilia della Ontario Civic Holiday, difficilmente con il solo foglio dell’assicurazione mi sarei potuta lavare i denti.

Siamo partiti da Milano questa mattina, 3 agosto, con volo Alitalia delle 9.30 da Linate, direzione Roma Fiumicino.

Al desk Alitalia SuperTechMan mi batte sul tempo e chiede alla signorina se ci può imbarcare il bagaglio fino a Toronto… Ho urlato un “nnnnooooo”, a denti stretti, mentre la signorina ha guardato attonita prima me, poi SuperTechMan, e mentre il codice a barre usciva dalla macchinetta per essere appiccicato sul bagaglio, mio marito mi guardava stranito, come per dire “eddaaaiii… Sembra che sia la prima volta che viaggi… E poi c’è sempre l’assicurazione!!”.

Non so… Qualcosa mi diceva che quella valigia avrebbe dovuto rifare con noi il check-in a Roma, al banco dell’Air Canada, dove ci presentiamo con giusto anticipo, per sentirci dire che il volo al momento era in overbooking, ma che comunque ci avrebbero fatti salire (noi sì… Ma la valigia no, evidentemente!).

Dopo 8 ore e mezza di volo, che forse sono state 9 o forse anche di più, mettiamo piede sul suolo canadese. “Dobbiamo andare al baggage claim”, dico io… “No, lo sai che non ti danno la valigia finché non hai passato la dogana”, mi ricorda SuperTechMan. Il punto è che non me l’hanno data neanche dopo.

Abbiamo atteso diligenti al nastro su cui era scritto il numero del nostro volo, invano. Al desk dell’Air Canada, una signora, dopo aver controllato il codice, si è detta molto dispiaciuta, in quanto la mia valigia sarebbe arrivata l’indomani e ci sarebbe stata recapitata all’albergo in serata o la mattina del giorno dopo al più tardi.

4 AGOSTO Oggi il programma prevedeva un tour organizzato alle Cascate del Niagara.

Ora… Sono un’americanata pazzesca. Due sipari di acqua abbastanza larghi, che cadendo dal lago Eire nel lago Ontario fanno un sacco di schizzi, che non si vede quasi nulla. Non sono alte, come ci si aspetterebbe, ma anzi, sono piuttosto modeste.

Tuttavia, la crociera (pure questa molto American style) sul Maid of the Mist, il battello che ti porta fin sotto ciascuna delle cascate (una statunitense, l’altra, a ferro di cavallo, canadese), va fatta indispensabilmente, non fosse altro che per indossare l’impermeabile blu da portare a casa come ricordo e per scattare qualche foto da un punto di vista privilegiato.

Avevamo prenotato il tour online perché come primo giorno non volevamo metterci alla guida e siccome il sito prometteva che era sufficiente dare i propri riferimenti senza pagare, saldando poi a tour effettuato, ho fatto prima una prova come “lamorachevola” e, una volta confermato che funzionava, ho prenotato a nome di SuperTechMan. Purtroppo ho però dimenticato di cancellare la prenotazione de “lamorachevola” e quando l’omino è venuto a prenderci all’hotel, dopo aver individuato SuperTechman, ha iniziato a cercarmi. Non ho risposto all’appello, per paura che mi fosse richiesto un ulteriore pagamento, oltre a quello insieme a SuperTechMan. Risultato: il pulmino è partito dal nostro hotel con mezzora di ritardo perché “lamorachevola” non si trovava, con buona pace di chi era già sul pulman (una famiglia italiana) e di SuperTechMan, che mi guardava con disappunto! L’omino era molto arrabbiato e dopo aver preso su tutti coloro che si erano prenotati in altri hotel della città, è tornato al nostro a cercare di nuovo “lamorachevola”, che temeva fosse solo in ritardo. SuperTechMan scuoteva la testa in segno di disapprovazione e io mi sono sentita un po’ in colpa, anche se faticavo a trattenere il sorriso.

Una volta partiti (finalmente), abbiamo fatto sosta a una fabbrica di cioccolato dove, dopo aver ascoltato la storia della signora Monique, la titolare, abbiamo potuto assaggiare una serie di praline e cioccolatini niente male, che però ci hanno assetati tremendamente. Seconda tappa, la Cantina Pillitteri (assaggio di vini rossi e bianchi canadesi doc… Non ci hanno fatto provare però il famoso “Iced Wine”!)… Dopo il cioccolato, ci stava a pennello. Infine, prima di arrivare alle Niagara Falls, tappa a Niagara on the Lake, un paesello dell’Ottocento che in ogni abitazione ha ricavato un esercizio commerciale (immaginate un nostro outlet!). Immancabile l’acquisto dello squisito Sciroppo d’Acero canadese.

5 AGOSTO Anziché partire alla volta di Kingston e Gananoque, oggi siamo rimasti a Toronto, prenotando una notte in più nell’albergo in cui già alloggiavamo, in attesa della nostra valigia.

Dopo aver visto dall’alto Fort York, la ricostruzione di un forte inglese, molto simile a quelli popolati dai soldatini dell’infanzia di molti ragazzini, siamo andati sulla CN Tower, l’edificio più alto del mondo (553 metri), perché la vista dall’alto rientra tra le attrazioni della città.

Considerando che la cosa che più caratterizza lo skyline di Toronto è la torre, e che dall’alto della stessa, la torre chiaramente non si vede, lo skyline da lassù risulta abbastanza spoglio: grattacieli anonimi, tetti, e il lago Ontario con le sue isole. Carino, ma certamente non meritevole dell’attesa: siamo entrati nella torre attorno alle 10 e siamo usciti alle 15! Non ci bastava infatti la vista panoramica al primo livello (un’ora e mezza di attesa per salire sull’ascensore!)… No! Noi si doveva andare anche al secondo livello (un’altra oretta) ed entrare nella zona in cui una parte del pavimento è di vetro e sembra di star sospesi nel vuoto (foto di rito!).



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