Cambogia e Bangkok: Paesi indimenticabili per i popoli, l’arte, la natura

Viaggio fai da te in cui abbiamo provato forti emozioni… a contatto con persone meravigliose, siti archeologici ricchissimi e natura selvaggi
 
Partenza il: 20/12/2013
Ritorno il: 03/01/2014
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

20 / 12 / 2013

Questo è un diario di viaggio molto dettagliato. Il nostro scopo, oltre a descrivere i luoghi indimenticabili visitati, è quello di trasmettere ai lettori le intense emozioni provate durante questa vacanza, a contatto con la gente del luogo.

Finalmente il conto alla rovescia è terminato ed è giunto il momento di partire! Con vari spostamenti in auto, treno e navetta, raggiungiamo Milano Malpensa. Il cielo è nuvoloso e spira un vento gelido, siamo stanchi, ma la voglia di iniziare un’ altra bella avventura in luoghi nuovi è tanta e quasi non ci accorgiamo dei disagi da sopportare! Finalmente verso le 21.45 si decolla. E’ sempre un’ emozione forte!! Poco dopo ci viene servita un’ ottima cena che, oltre a sfamarci, è anche un bel passatempo: aprire le varie scatolette, scoprire quali cibi contengono, gustare nuovi sapori e poi cercare di reincastrare alla perfezione i vari contenitori, richiede il suo tempo. Viaggiamo veramente bene e alle 5.15, ora locale, due in più rispetto all’ Italia, siamo a Doha.

21 / 12 / 2013

Dopo tre ore di scalo, prendiamo il secondo volo che ci porterà direttamente a Bangkok. e con soli 15 minuti di ritardo atterriamo a Bangkok verso le 18.45, ora locale ( precisamente 6 ore più avanti rispetto all’ Italia). Non sappiamo però che di lì a poco ci aspetta una coda lunghissima per il visto. Intorno a noi ci sono centinaia di persone, di razze e nazionalità diverse ed è curioso sentir parlare tante lingue, osservare tanti modi di vestirsi e di atteggiarsi. Raggiungiamo poi il parcheggio dei taxi. Questi sono molto particolari: tutti coloratissimi, fuxia, arancioni, gialli e verdi…… mettono allegria in quel gran caos di traffico in cui entreremo di lì a poco! Impieghiamo quasi un’ ora per raggiungere il “Mistic Palace”, l’ albergo che avevamo prenotato tramite internet . Qui ci viene subito assegnata la camera, molto spartana, ma pulita. Naturalmente non resistiamo e subito andiamo a fare un giro esplorativo nei paraggi. La zona è molto tranquilla e decidiamo di avere un primo approccio con la cucina thailandese, sedendoci ad un ristorantino frequentato solo da locali. Mangiamo benissimo, all’ aperto, mentre guardiamo una partita proiettata su un particolarissimo schermo: il muro della costruzione di fianco! Paghiamo 195 bath (4,50€) e poi ritorniamo in albergo, perchè abbiamo un gran bisogno di dormire e di riprenderci per bene. Domani ci aspetta Chatuchak, il più grande mercato all’ aperto del Sud-Est asiatico!

22/ 12/ 2013

Oggi trascorriamo l’intera giornata a Chatuchack e ci divertiamo un sacco! E’ immenso! Dicono che si contino più di 10.000 bancarelle e che un intero week-end non sia sufficiente per girarlo completamente. E’ diviso in varie sezioni, a seconda della merce venduta. In buona parte prevale l’abbigliamento, ma si trova di tutto un po’! Dagli oggetti di antiquariato e di artigianato, ai libri usati, ai CD, ai DVD, agli elettrodomestici, alla bigiotteria ad accessori di ogni tipo. L’area che ci colpisce di più è quella dedicata alla zoologia, dove possiamo ammirare splendidi cuccioli di ogni razza di cani, ma la zona in cui facciamo più acquisti è sicuramente quella del tessile dove troviamo ottimi capi di abbigliamento a prezzi stracciati.. Ogni tanto ci fermiamo anche alle bancarelle di cibo, che con cifre davvero irrisorie, vendono fritti di ogni tipo, carne e pesce alla brace, dolci tipici, gelati, frullati di frutta… Trascorrere una giornata a Chatuchat è una vera festa per i sensi; ovunque vedi colori, ascolti suoni e rumori, senti nell’ aria profumi insoliti, gusti cibi particolari dai sapori unici. Verso sera ritorniamo in hotel e decidiamo di incamminarci lungo la strada principale, ma dopo pochi metri, alla vista di un grosso ratto che gironzola indisturbato sul marciapiede poco distante da noi, decidiamo di andare nella direzione opposta. Troviamo un locale molto carino, dove ceniamo spendendo solo 380 bath (8,55€). In fretta ritorniamo in albergo e finalmente andiamo a riposare le nostre stanche membra: siamo stremati!!

23/12/2013

Questa mattina raggiungiamo l’ aeroporto Dom Mueang per prendere il volo che ci porterà in Cambogia. Le pratiche per l’ imbarco sono velocissime, come pure il volo che dura circa un’ ora. Appena atterrati, ci rilasciano il visto, pagando 21 euro a testa. Curiosa l’ organizzazione dei Cambogiani: gli impiegati svolgono un lavoro a catena ed i nostri documenti passano velocemente tra le mani di sei annoiatissimi funzionari che, dopo aver fatto vari timbri e firme, chiamano ad alta voce, con un accento molto particolare, ogni singolo turista per nome (tralasciando il cognome). Appena usciti dall’ aeroporto, vediamo un Cambogiano, dall’ espressione particolarmente simpatica, che tiene tra le mani un cartello con scritti i nostri nomi. E’ Dom che, a bordo del suo tuc-tuc ci accompagnerà per quasi una settimana alla scoperta di Siem Reap e dintorni. In mezz’oretta di viaggio raggiungiamo la nostra guest house, l’ “Avie Morjia villa”. Conosciamo subito Luca il proprietario dell’ hotel: è un italiano disponibile e allegro che vive da due anni in Cambogia. Ci assegna la nostra camera, modesta ed essenziale, disfiamo velocemente le valigie e poi ci tuffiamo subito a spasso per le vie di Siem Reap, precisamente nella zona di Pub street, la via dove si trovano decine di ristoranti. Decidiamo poi di fermarci a mangiare in un bel locale in stile cambogiano dove forse esageriamo un po’ e ordiniamo un sacco di piatti veramente squisiti. Intanto incominciamo a vedere intorno a noi tanta miseria. Si avvicina a noi un bimbo che fa da accompagnatore ad un anziano cieco, un poliomielitico procede con fatica sulla sua carrozzina, chiedendo elemosina ai turisti. E questi sono solo i primi di una lunga serie di handicappati che incontreremo nei prossimi giorni. Qui in Cambogia infatti si trovano tanti mutilati, a causa delle mine anti-uomo che erano state sparse ovunque durante il regime di Pol Pot e tante persone che hanno contratto malattie da noi ormai debellate. In giro incontriamo ad ogni angolo bambini abbandonati a se stessi che giocano a piedi scalzi e persone che si riposano o lavorano. Nel pomeriggio ripartiamo con Dom che ci accompagna in tuc tuc ad acquistare il biglietto valido tre giorni per la visita del grande sito archeologico di Angkor. E’ così ricco al punto che in nessun altro luogo al mondo si trova una tale concentrazione di capolavori architettonici. Spendiamo così 40 dollari (29,20 €) a testa. Percorriamo una strada lunga circa 7 km, immersa in una vegetazione ricchissima e finalmente abbiamo di fronte ai nostri occhi lo splendido Angkor Wat. E’ circondato da un enorme fossato e svetta verso il cielo in tutta la sua imponenza e maestosità. Le luci del tardo pomeriggio lo rendono di una colorazione rossastra molto suggestiva. Cosi restiamo lì ad osservare la lenta trasformazione del suo aspetto al tramonto, all’ imbrunire ed al sopraggiungere dell’ oscurità completa, fin quando, verso le 18, i guardiani ci sbattono letteralmente fuori. Percorriamo la stradina che ci conduce all’ uscita al buio, rischiarato qua e là dalle pile di alcuni turisti. All’ uscita c’ è Dom ad attenderci che con il suo tuc tuc ci accompagna al Night Bazar dove giriamo tra le bancarelle. Osserviamo tanti souvenirs, prodotti di artigianato, ma non compriamo nulla, perchè i prezzi ci sembrano un po’ elevati e pare che non ci sia neppure la possibilità di contrattare. Decidiamo invece di lanciarci nella cura del corpo e ci accomodiamo in uno dei tanti centri massaggi dove due giovani Cambogiane, per un solo dollaro a testa (1,46€ in due!), ci fanno un meraviglioso massaggio ai piedi, molto piacevole e rilassante, ma a tratti anche un po’ doloroso. Ritorniamo alla nostra guest house, scriviamo il diario di viaggio della giornata e poi subito a dormire: domani mattina la sveglia suonerà molto presto per andare a vedere il sunrise sui templi!

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