California e grandi parchi

Salve a tutti i turisti per caso. Anche quest’anno ho preso i miei appunti di viaggio un po’ per fermare ricordi che col tempo svanirebbero e un po’ per aiutare chi come me cerca sempre informazioni e consigli prima di partire. Biglietto aereo: Milano-Francoforte-Los Angeles acquistato a maggio a 630 Euro Giorni:16 Km totali: 5.500 Auto:...
 
Partenza il: 16/07/2004
Ritorno il: 31/07/2004
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 2000 €

Salve a tutti i turisti per caso. Anche quest’anno ho preso i miei appunti di viaggio un po’ per fermare ricordi che col tempo svanirebbero e un po’ per aiutare chi come me cerca sempre informazioni e consigli prima di partire. Biglietto aereo: Milano-Francoforte-Los Angeles acquistato a maggio a 630 Euro Giorni:16 Km totali: 5.500 Auto: noleggiata sul sito Hertz dall’Italia a 730usd Spesa complessiva (incluso biglietto, auto, pernottamenti generalmente in motel, pasti, ingressi parchi): 1600 Euro/persona 16/7 Milano – Los Angeles dopo un viaggio di quasi un giorno (partenza da casa il 15 sera, notte a Malpensa con un paio d’ore di sonno e 4 ore di attesa a Francoforte) finalmente arriviamo a Los Angeles nel pomeriggio e passato il controllo (molto più noioso a Francoforte, qui ci fanno solo qualche domanda quando presentiamo il foglio verde) ci rendiamo conto che siamo proprio negli States! Basta mettere il naso fuori e guardarsi intorno per capire che abbiamo cambiato continente.

Visto il tempo che ci vuole a fare mente locale, ritirare l’auto alla Hertz e trovare l’albergo abbiamo fatto bene a fermarci qui la prima notte, non saremmo stati in grado di andare molto lontano. Giusto il tempo per una doccia e un boccone in un ristorante dietro l’angolo e poi subito a nanna per farci una bella dormita e iniziare l’avventura…

Howard Johnson Hotel Airport (51 usd – i prezzi sono tutti a camera doppia e includono le tasse) 17/7 Los Angeles – Santa Barbara – Solvang – Monterey 680 km la sveglia stamani non serve, grazie al jet lag ci svegliamo alle 6. Usciamo subito da Los Angeles visto che quello che abbiamo letto e sentito non ci ha entusiasmato e decidiamo di dedicargli gli ultimi giorni se abbiamo tempo. Quindi partiamo alla volta di San Francisco ma visto che non è proprio dietro l’angolo ed è la prima tappa ce la prendiamo comoda. Smaltita la stanchezza del viaggio l’euforia comincia a farsi sentire, quindi presa confidenza con la nostra Toyota Camdy (soprattutto con cambio e limitatore) siamo veramente pronti per l’avventura, accendiamo la radio e come per magia le note di Hotel California ci danno il benvenuto negli States.

Seguiamo la costa da Santa Monica a Santa Barbara e almeno io rimango un po’ delusa da queste spiagge tanto famose così deserte, eppure è sabato! Proseguiamo verso l’interno e ci fermiamo per un boccone a Solvang, ricostruzione fedele di un paesino danese. La temperatura rispetto alla costa è aumentata notevolmente e rende il tutto ancora più strano: siamo negli US in uno scenario nordeuropeo e con temperature tropicali…! E’ un po’ troppo, quindi riprendiamo la interstate che porta a San Francisco e attraversa paesaggi bellissimi di ogni tipo, da distese di frutteti a colline coperte da vigneti, da vallate con pascoli a deserti di rocce rossastre. Arriviamo nel pomeriggio a Monterey, cerchiamo l’albergo e facciamo due passi prima di cena. Per quello che riusciamo a vedere il paese è carino, unico neo la temperatura, direi che fa abbastanza fresco, e la sera la felpa fa proprio comodo…

Vagabond Motel (77 usd) troppo caro per quello che offre 18/7 Monterey – 17 mile Drive – Carmel – San Francisco 270 km ci alziamo di prima mattina (costante di tutto il viaggio perché con le distanze da fare tutti i giorni non abbiamo scelta e poi la sera non è che facciamo le ore piccole…) e prendiamo la 17 mile drive che ci fa fare il giro della penisola di Monterey, un’oasi naturale abitata da foche, leoni marini, molte specie di uccelli, cerbiatti e anche da tanti ricconi a giudicare dai campi da golf e dalle ville di politici e artisti (la definizione villa non rende bene l’idea…) Lasciando la penisola passiamo da Carmel famosa per l’ex sindaco Clint Eastwood, di per sé solo una bella zona residenziale. Non a caso mi dicono che queste due cittadine sono prime in classifica sulla costa occidentale per quanto riguarda il prezzo al mq. Degli immobili.

La meta del giorno è San Francisco, ci arriviamo nel primo pomeriggio e ci immergiamo per la prima volta nell’atmosfera di una metropoli americana (a Los Angeles non siamo usciti dalla zona aeroporto) La sensazione è spettacolare, improvvisamente sembra di essere catapultati in un telefilm e di girare in compagnia di Michael Douglas. Per fortuna è domenica e non c’è molto traffico quindi ci spostiamo bene da un punto panoramico all’altro: da Telegraph Hill ci godiamo la visuale su tutta la baia, dal Golden Gate al Bay Bridge, poi ci facciamo un giro del centro per arrivare al Golden Gate che fino ad ora è rimasto avvolto nelle nuvole. Lo attraversiamo e ci fermiamo un po’ su Angel Island poi torniamo in centro per cercare l’albergo già prenotato da casa. Dopo una bella doccia facciamo un giro a piedi a Chinatown e in centro e ceniamo in un locale molto americano stile Happy Days con tanto di divani rosso lucido, juke box e un’auto anni ‘60. Chiudiamo la giornata con giro panoramico della città in notturna. Col buio il centro si è riempito di barboni che non sembrano pericolosi, ma noi che viviamo in città di provincia non siamo abituati a queste scene mentre gli abitanti della città non ci fanno assolutamente caso. Metropolis Hotel (72 usd) camera grande e molto ben arredata

19/7 San Francisco – Groveland 240 km Dopo una bella colazione con tanto di cappuccino italiano, ci facciamo un giro sui famosi cable car fino al Fisherman’s Wharf, passiamo tutta la mattinata tra i negozi di souvenir e i pier e mangiamo a un baracchino una bella dose di pesci e gamberi fritti. Il panorama sulla baia e sulla città è bellissimo e il tempo è dalla nostra, splende il sole ma l’aria non è caldissima. Nel primo pomeriggio ci rifacciamo tutto il percorso fino all’albergo in cable car, ci riprendiamo i bagagli e a malincuore lasciamo SF.

Tutto quello che avevo letto su questa città è sicuramente vero: è bellissima e particolare, dal punto di vista architettonico combina la metropoli americana con la città europea e gli abitanti sono gentilissimi (ma questa si rivelerà una costante di tutti i posti che abbiamo visto). Il clima è strano, fa un po’ freddo per essere in estate, ma per chi come noi deve camminare tutto il giorno è l’ideale. La metà di oggi è avvicinarci allo Yosemite. Nonostante non sia una delle tappe più lunghe in programma è sicuramente una delle più varie: lasciata la metropoli e il mare ci troviamo su una strada che passa dritta in mezzo a frutteti e campi immensi di mandorli (ho provato ad immaginare lo spettacolo quando sono in fiore…), poi inizia a salire e il panorama diventa simile a quello delle colline toscane e infine diventa montagna. L’intenzione è fermarsi nell’ultimo paesino prima dell’entrata del parco, ma è già tardi (sono le 19.30 e in questi posti cenare tardi è difficile!) e dobbiamo ancora cercare un albergo, così ci fermiamo al primo motel che troviamo sulla strada a Big Oak Flat, un posticino sperso nel nulla con qualche bungalow prefabbricato e una piscina. Ci accoglie un omone uguale allo zio Jessie di Hazzard con tanto di tuta di jeans e ci porta alla nostra roulotte con due camere un bagno e un cucinotto. Non è sicuramente tra le sistemazioni più carine che abbiamo trovato, ma non ricordo di aver mai visto un cielo così pieno di stelle! Per cena ci facciamo la solita bistecca (che sta diventando un appuntamento giornaliero) in un saloon a Groveland.



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