Caldissima sicilia

SICILIA AGOSTO 2003 Quest’anno abbiamo deciso di fare “turismo lampo” in Sicilia. Partiamo da Bologna, abbiamo 23 giorni per girarla tutta, abbiamo la tenda nel baule e non abbiamo prenotato nulla. Per due mesi ho letto molto materiale scaricato da internet e, con l’aiuto di Seba e della guida Lonely Planet, ho steso un ipotetico...
 
Partenza il: 09/08/2003
Ritorno il: 30/08/2003
Viaggiatori: in coppia

SICILIA AGOSTO 2003 Quest’anno abbiamo deciso di fare “turismo lampo” in Sicilia. Partiamo da Bologna, abbiamo 23 giorni per girarla tutta, abbiamo la tenda nel baule e non abbiamo prenotato nulla. Per due mesi ho letto molto materiale scaricato da internet e, con l’aiuto di Seba e della guida Lonely Planet, ho steso un ipotetico itinerario. Ce la faremo? Sabato 9 Agosto 2003 Alle 7.00 siamo pronti per partire. Silvana (Transalp 600 ‘97 rosso) non è mai stata così carica. Siamo Monia (che scrive) e Stefano (Bus nel testo), un baule centrale, due valigie laterali e una borsa da serbatoio gentilmente prestataci dal Coppo. Tutto veramente stracolmo.

Saliamo in sella. La prima sosta obbligatoria è in Via Arno per fare colazione. Poi, emozionantissimi, imbocchiamo l’autostrada. Direzione Sud. La giornata è splendida, c’è pochissimo traffico ed è molto caldo (ovviamente … vista l’estate di quest’anno!!!). La prima sosta riusciamo a farla dopo 200 km. Siamo soddisfatti, perché con la moto precedente (un salutone alla Cavalla – Pegaso ‘93) le soste erano obbligatorie molto ma molto tempo prima … Il caldo si fa sempre più insopportabile e gli incendi nei boschi sono numerosi. Le nostre soste sono sempre più vicine una all’altra. Finalmente verso le 16.30 cominciamo a vedere il Vesuvio in lontananza e quando il contachilometri segna 600 km dalla partenza, arriviamo a Napoli. Bus è un pelino terrorizzato dalla guida dei napoletani ma fortunatamente non impieghiamo molto per trovare il porto.

Ora dobbiamo trovare un posto sul traghetto per poter evitare di affrontare la Salerno – Reggio Calabria che tutti ci hanno sconsigliato. Ci fiondiamo negli uffici della Tirrenia ma un terrorizzante cartello comunica che è tutto pieno fino a lunedì. Vediamo in lontananza gli uffici della Snav. Proviamo. Dopo penosa attesa, ci comunicano che hanno solo una cabina interna. All’inizio la prendiamo controvoglia (per risparmiare ci saremmo accontentati pure del passaggio ponte), ma alla fine si è rivelata una scelta fantastica. Doccia in camera e un letto morbido dove riprenderci dal viaggio. Alle 20.00 il traghetto finalmente lascia Napoli e il Vesuvio diventa sempre più piccolino all’orizzonte. Ci godiamo un umidissimo tramonto davanti ad una fresca birra, ceniamo al ristorante (ma ricordarsi di evitarlo … se si può), facciamo una bella doccia e sveniamo entrambi nel morbido letto … Totali giornalieri: km 600; 48,29 euro benzina; 158,10 euro traghetto; 29 euro autostrada; 20 euro cena.

Domenica 10 Agosto 2003 Ci svegliamo alle 6.30 e siamo praticamente già al porto di Palermo. Alle 7.30 mettiamo piede in Sicilia. E’ deserta. Ok che è domenica, ma ho idea che dovremo abituarci ai loro ritmi estremamente diversi dai nostri. Decidiamo di cominciare il nostro giro della Sicilia dalla costa ionica e quindi prendiamo direzione Catania. Ci fermiamo a fare colazione al Bar Italico – Via Ponte di Mare n. 1 a Palermo dove sono tutti gentilissimi e le paste sono veramente delle bombe. Con la pancia piena imbocchiamo l’autostrada che costeggia il mare prendendo direzione Messina. Il paesaggio è spettacolare. Mare trasparente alla nostra sinistra e monti altissimi alla nostra destra. E, diversamente da quello che mi aspettavo, c’è tantissimo verde. Passiamo vicino al famoso stabilimento della Fiat di Termini Imerese. A questo punto l’autostrada che porta a Catania lascia la costa e si dirige verso l’interno dell’isola. Il paesaggio cambia radicalmente. E’ affascinante. Spariscono le case e tutto è incredibilmente brullo. Ovunque c’è il giallo dei campi di grano mietuto. E osservando bene, ci accorgiamo che tutto il terreno è coltivato. Come avevo letto sulla mia guida, in Sicilia è stato sfruttato tutto veramente fino all’osso. L’autostrada (che continua a essere gratuita) è molto bella e praticamente deserta. In lontananza intravediamo i Monti delle Madonie dove d’inverno si può anche sciare. Sono imponenti. Ci fermiamo in un’area di servizio per cominciare a telefonare agli affittacamere. Accidenti … ma come parlano??? … al telefono è veramente un’impresa capire ciò che mi stanno dicendo.

Comunque troviamo per almeno una o due notti e quindi finiamo i 200 km che separavano Palermo da Catania e poi, da Catania, dirigiamo verso nord per raggiungere Giarre, paese ai piedi dell’Etna. Qui l’autostrada diventa a pagamento ed è decisamente più caotica. L’Etna è bellissimo. Si vede da ogni punto e quelle che in lontananza ci erano sembrate nuvole, in realtà è il fumo che esce costantemente dal suo cratere. E’ emozionante sapere di essere ai piedi di un vulcano attivo. E non ci dispiacerebbe assistere in diretta ad un’eruzione.

Raggiungiamo Giarre (paese molto carino con una grande piazza dove spicca uno splendido Duomo stile barocco bianchissimo) e, un po’ a fatica (cosa non strana per noi che ci perdiamo 3 volte su 2!!!), troviamo l’affittacamere di Cantarella Angela – Via Giammona, 47 – 95014 Giarre (CT) – tel. 095-935806. Le signore sono gentilissime, premurose e incredibilmente disponibili. La camera non è bellissima, ha il bagno in comune, ma considerato il prezzo non possiamo lamentarci. La voglia di cominciare a visitare la Sicilia è tantissima e quindi molliamo tutto in camera e dirigiamo alle Gole dell’Alcantara. Facciamo una piccola sosta per bere qualcosa in un bar (la gente continua ad essere gentilissima) e ripartiamo seguendo le ottime indicazioni stradali. Da Giardini Naxos lasciamo la costa e prendiamo una bellissima strada interna.

Arriviamo alle famose Gole e pagando 2,50 euro a testa ci fanno accedere al fiume. Volendo si possono noleggiare degli stivaloni di gomma verdi (che ti fanno sembrare un vero pescatore!!!) per evitare di congelarsi piedi e gambe. Ma noi non li prendiamo. Ci inoltriamo in mezzo ad una bolgia terribile di persone (come fanno a passare una intera giornata qui lo sanno solo loro!!!) e arriviamo fino alla prima pozza di acqua profonda. L’acqua è veramente gelata ma il panorama è stupendo. Sei circondato ovunque da roccia lavica liscia. Non avendo il costume (grosso errore!!!!) torniamo sui nostri passi e gironzoliamo ancora un po’ tra i sassoni e le cascatelle.

Poi stravince la fame e quindi pranziamo con un bel panino ed il primo di una serie infinita di arancini di riso (non assomigliano nemmeno lontanamente a quelli che mangiamo a Bologna!!!). Rientriamo a Giarre, ci prepariamo e dirigiamo a Taormina. La costa qui è molto frastagliata ed il mare molto bello. Ci mangiamo la prima granita siciliana agli agrumi e, dopo esserci persi a piedi nel paese (eh si!!! siamo incredibili!!! anche a piedi riusciamo a perderci …), riusciamo finalmente a trovare il famoso Teatro Greco di Taormina. Ci chiedono, per stare dentro mezz’ora, 4,50 euro a testa ed inoltre scopriamo che il Teatro è allestito per lo spettacolo della Tourandot. Sicuramente la posizione del teatro è molto bella in quanto sullo sfondo vedi l’Etna ed uno splendido golfo, ma sinceramente vederlo così è stata una grossa delusione. Un po’ amareggiati ci fermiamo almeno a guardare le prove della Tourandot cercando di indovinare i nomi degli strumenti che suonano … Finiamo il giretto di Taormina che sicuramente, in un mese diverso da Agosto, è molto affascinante. Ma a noi è sembrato il classico ritrovo estivo di Vip con tutti gli aspetti negativi che questo comporta. Ceniamo alla Trattoria la Botte – Piazza S.Domenica, 4 e assaggiamo le famose “Pasta alla Norma” e “Pasta con le sarde” entrambe veramente eccezionali. Il nostro palato gradisce meno i ricci sperimentati come antipasto. Spendiamo 36 euro che confermano che Taormina è un mondo a se in Sicilia. Finiamo il giretto del paese consolandoci con i buonissimi dolcetti alle mandorle. Rientriamo a Giarre … E scopriamo che la camera è praticamente un forno a micronde.



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