Cabo de Gata, un luogo di quasi sconosciuto

Breve vacanza (in Almeria) di mare e non solo
 
Partenza il: 05/06/2011
Ritorno il: 12/06/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Da qualche anno ho eletto la Spagna meta delle mie vacanze di mare e non solo. La sua posizione geografica, dal nord affacciato sull’Atlantico fino al sud a toccare quasi il Marocco, lascia ampio spazio a scelte di ogni tipo. La gente è cordiale, la lingua non rappresenta un grosso problema e, non ultimo, i costi sono quasi sempre contenuti. Un aspetto negativo è l’urbanizzazione selvaggia di certe zone e la quantità di turisti che vi si riversano. Ma se non ci si lascia abbagliare dalle mete più conosciute si possono trovare delle oasi quasi incontaminate.

Cabo de Gata l’ho scoperto per caso. Avevo intenzione con mio marito di visitare l’Andalusia, ma avevamo poco tempo a disposizione e volevamo anche rilassarci un po’, così viaggiando virtualmente in quella regione mi sono imbattuta in questo promontorio poco noto. Mi ha subito intrigata. Detto fatto! L’ideale sarebbe stato volare su Granada ma in quel periodo Ryanair non dava accesso a quella rotta (per noi che abitiamo a Bergamo questa compagnia è comodissima) l’alternativa più economica è stata quindi Alicante (88 euro A/r per 2 persone con bagaglio in stiva). Da casa abbiamo anche prenotato l’auto (e noleggio auto) con Goldcar la nostra abituale compagnia di noleggio per la Spagna (7 gg euro 120).

Finalmente domenica 5 giugno pronti alla partenza

Atterriamo ad Alicante alle 15,30 e andiamo subito a ritirare l’auto, Goldcar non si smentisce: auto perfetta, inoltre ci danno un diesel. Ok! Partiamo con la nostra Polo nera fiammante e via: prima tappa Almeria. I chilometri che dovremo affrontare non sono pochi (295), ma anche il viaggio fa parte della vacanza. Abbiamo l’aria condizionata ed il paesaggio è molto bello (il tratto Alicante-Mazzaron lo conosciamo, l’abbiamo già percorso in un viaggio precedente e se ci sarà l’occasione vi racconterò anche quella esperienza). Facciamo una piccola sosta a Lorca. Bella cittadina, peccato sia stata da poco colpita da una forte scossa di terremoto e lo si vede nelle strade, dalle crepe sui muri degli edifici e dai molti lavori in atto. Alle 19 circa siamo ad Almeria, l’hotel che abbiamo scelto attraverso booking è il Costasol (120 euro per 2 notti con colazione), molto centrale, peccato che non abbia il parcheggio, ma solo una convenzione con un parking a pagamento. Sistemiamo l’auto, tanto non la useremo fino al mattino successivo e andiamo a riposare un po’. L’albergo è carino, la camera pulita e spaziosa, fin qui tutto bene. Dopo una doccia ristoratrice (fa molto caldo) usciamo per farci un’idea della città e per la cena d’obbligo. Avevo letto commenti e giudizi poco felici su Almeria, devo dire che mi è sembrata invece più pulita di tante città spagnole, ariosa e curata. Il nostro hotel si affaccia su un’ampia strada con molti negozi e locali ma appena giriamo l’angolo ci ritroviamo in un dedalo di stradine strette e caratteristiche dove le auto faticano a passare. Una curiosa contraddizione. Bighelloniamo parecchio lasciandoci trasportare dalla libertà che ci regala sempre una vacanza. Guardiamo le vetrine dei negozi, i palazzi, ci rilassiamo finché la fame ci ricorda l’ora. Mi ero appuntata il nome di alcuni locali e il loro indirizzo ma dopo un paio di tentativi andiamo in panico: sono tutti chiusi. Fermiamo un passante per avere qualche indicazione e lui lascia moglie e figlio sull’angolo della strada e ci accompagna nei pressi di un ristorante, indicandoci la strada per raggiungerne eventualmente un altro. Quasi fosse una sua colpa ci dice, scusandosi che molti locali la domenica sono chiusi e ci da una enormità di informazioni per le sere seguenti. Ah, gli spagnoli! Ringraziamo il gentile signore e andiamo a cena. L’uso locale è: si ordina una cerveza (birra) e te la portano accompagnata da una buona porzione di tapas, nel vero spirito del tapear. Il bello è che paghi solo la birra! Così entriamo in due locali, ci beviamo due birre e mangiamo a sazietà spendendo anche con i caffè circa 9 euro (in due). Soddisfatti e sazi facciamo due passi e poi torniamo in hotel. Un po’ di riposo ci serve per ripartire domani mattina alla volta di Tabernas e il suo deserto.

2° giorno: FARWEST!

Dopo una colazione discreta, siamo pronti per partire. Preleviamo l’auto al parcheggio sotterraneo e usciamo dalla città direzione Tabernas. Sono circa 40 km, è una bella giornata e di nuovo fa molto caldo. Più ci si inoltra nella zona più si capisce perché questo luogo viene definito “deserto”. La vegetazione è sempre meno presente: pochi cactus, qua e là cespugli bassi e spinosi. La terra è rossa, ocra e crea un paesaggio spettacolare con rilievi e piccoli canyon che si perdono a vista d’occhio. Ti sembra proprio di essere nel Far west. Non per niente alcuni registi hanno scelto questi luoghi per girare i loro film western e in particolare Sergio Leone che qui ha creato i set per i suoi più famosi “Spaghetti Western”. Alcuni set sono stati mantenuti in buono stato per i turisti e ci rendiamo conto che tante persone hanno una vera passione per questo genere cinematografico. Ce lo potevamo perdere? Scegliamo di visitare “Forte Bravo” perché ci sembra il migliore e il più economico (l’ingresso costa comunque 16.50 euro a testa!). Effettivamente quando varchiamo l’ingresso ci troviamo immersi nel West: le case in legno, il saloon, le rimesse dei cavalli e la banca, le staccionate con i cavalli in attesa, le strade in terra battuta e parecchie comparse che girano per il villaggio in costume. Non manca naturalmente il forte e la missione. Tutto realizzato molto bene. Esploriamo ogni angolo, poi alle 14 gli “attori” mettono in scena un breve spettacolo. Ovviamente sceriffo contro banditi! La recitazione lascia un po’ a desiderare ma l’effetto scenico è decisamente coinvolgente, anche perché nel frattempo si è alzato un vento molto forte (pare anche quello programmato) che crea nubi di polvere ad ogni passaggio al galoppo dei cavalli. Foto e video in quantità! Finito lo spettacolo ci rendiamo conto che è il caso di pranzare ma il ristorante all’interno del saloon non ci ispira per niente, per cui ci beviamo una cerveza (per non smentirci) e ce ne andiamo. È stata, nonostante il mio scetticismo, una visita piacevole. Ci fermiamo per un veloce spuntino lungo la strada e in breve raggiungiamo Almeria. Dopo una doccia necessaria, vista la polvere che abbiamo addosso, ci rimettiamo in cammino per riprendere la visita della città Almeria, in realtà, non offre un vasto patrimonio artistico; si può visitare l’Alcazaba (che però oggi, lunedì, è chiusa al pubblico), la Cattedrale e qualche museo. Ci inoltriamo nelle viuzze attorno al nostro hotel e troviamo comunque qualche spunto fotografico. Poi, improvvisamente, uscendo da un vicolo ci troviamo di fronte la Cattedrale. Simile a una fortezza, nel sole del pomeriggio, il colore ocra e l’imponenza dell’edificio crea un effetto suggestivo, inoltre nella piazza ci sono molte palme rigogliose e altissime. E’ evidente quanto l’Africa sia vicina! Giriamo attorno all’edificio e scopriamo sulla facciata rivolta su Calle del Cubo il “Sol de Portocarrero” un bel bassorilievo che raffigura il sole. Sole che è il simbolo della città. Percorriamo altre stradine dirigendoci verso il mare e costeggiando poi il litorale. È quasi ora di cena e risaliamo verso il centro con l’intenzione di recarci nei locali chiusi il giorno precedente. Il “Quinto toro” è una delusione: è affollatissimo, i camerieri neanche ci guardano, usciamo immediatamente. Proviamo a “Casa Puga” pare sia un’istituzione ed è vero. Mangiamo benissimo (sempre cerveza e tapas) un jamon cerrano da 10 e lode e spendiamo come sempre pochissimo. Poi andiamo a berci un caffè a “Lamarca” anche questo un locale di rito, bello, elegante, tavoli all’aperto su un ampia piazza con fontana. E’ finita anche questa giornata e rientriamo a riposare.

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Almeria

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Forte Bravo (scena)

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Almeria La cattedrale

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Plaja Medialuna

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Paesaggio Los Genoveses

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El Playazo

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San Jose'

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L'Alcazaba

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Verso Cala Carbon

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Cabo de Gata

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Los Muertos

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Forte Bravo



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