Budapest: istruzioni per l’uso 3

Budapest, una descrizione
 
Partenza il: 24/07/2011
Ritorno il: 31/07/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Ad una settimana di distanza dal rientro da Budapest provo a scrivere qualche appunto di viaggio a mente libera. L’organizzazione del viaggio è stata difficile per tutta una serie di imprevisti, dal gran premio di formula uno in concomitanza al nostro arrivo ai siti dei musei scritti per lo più in magiaro ai mancati gangi da Pisa. Come sempre prima di partire avevo un elenco di musei con appuntati orari e prezzi, cartine di tutti i generi e, grazie a Romina un dizionario italiano-ungherese che si è dimostrato poco utile. Il viaggio è iniziato sabato e l’arrivo a Pisa ci è sembrato una piccola liberazione. La zietta che ci aspettava in stazione ci ha guidato e accompagnato in una visita al suo pensionato prima e alla città poi, regalandoci un bellissimo pomeriggio. Il giorno dopo, domenica, era il giorno della partenza e di prima mattina lasciamo il bed and brekfast per dirigerci prima dalla zia e poi con lei (che devo ancora ringraziare come si deve!) in aeroporto. A Pisa c’è il sole, l’aereo è in ritardo e non c’è traccia di personale wizz air che dia una spiegazione. Il volo non ha imprevisti e dopo un’ora e mezza circa atterriamo tra la pioggia di Budapest al terminal 1. Un giro ai servizi e via verso il pulmann 200E che ci deve portare alla metro. A beneficio di chi legge, i biglietti si prendono all’edicola-tabaccaio a fianco dell’ufficio turistico dell’aeroporto a 320 HUF o sul treno a 400 HUF. Ricordatevi di vidimarli perchè abbiamo visto sei o sette turisti che avendo il biglietto non vidimato e sono stati fatti scendere bruscamente dal bus da 4 ragazzi del servizio di vigilanza. La scena era un pò truce con questi che non parlavano inglese e che spintonavano fuori i turisti agitati. Il viaggio dura circa 50 minuti e arriva all’ultima fermata della linea blu della metro. Poche indicazioni, panorama cadente e nessuno che parli inglese danno l’impressione di essere arrivati in un luogo da terzo mondo più che in una capitale europea. Superato lo schoch e fatto l’abbonamento settimanale per la metro (così da toglierci il problema di dover vidimare ogni volta) siamo arrivati in prossimità del nostro hotel. Il centroom hotel non è in realtà un vero e proprio hotel ma un affittacamere sopra il burgher king di radocki utca (utca vuol dire strada). L’albergo era più che dignitoso, con 40 euro a notte c’era una stanza (con due letti singoli avvicinati a formare un matrimoniale) ammobiliata ikea, tv (canali in magiaro + cnn in inglese), wireless, condizionatore, bagno in camera (con due asciugamani grandi e una mini saponetta, niente bidè ma solo lavabo, tazza e doccia). Alla reception erano molto disponibili e gentili ed avevano un inglese molto fluente (cosa non scontata da quelle parti). Pulizia solo al momento di entrare o lasciare la stanza (qualche formica qua e la girava in camera), piccolo frigo comune a tutte le stanze, macchinette caffè automatiche (non provate). Direi consigliabile se riuscite a prendere le stanze non affacciate sull’incrocio della strada principale che è molto rumorosa già alle 6 del mattino. Dimenticavo, scordatevi tapparelle e persiane, all’alba la stanza è illuminata a giorno ma è così in ogni albergo. Qui le tende erano un po’ leggere, altrove potrebbe andarvi meglio. Altro pregio dell’albergo la vicinanza con il supermercato match in cui abbiamo sempre preso il necessario per far i panini per pranzo.

Trovato l’albergo, vista la pioggia insistente e la stanchezza del viaggio abbiamo optato per una cena veloce da purghe king e via a disfare le valigie e riposare.

Il lunedì, visto che è praticamente tutto chiuso, abbiamo preferito andare a fare una gita fuori città dirigendoci a Godollo per vedere il castello di Sissi (con il trenino della HEV, non compreso nell’abbonamento settimanale, biglietto al capolinea o a bordo senza sovrapprezzo) dopo una colazione al Lado cafè (bel locale, colazione tra i 3 e i 5 euro a seconda di cosa si prenda, continentale, francese.. + prezzo della bevanda). Il castello è carino, (appena messo a posto dopo il semestre di presidenza europeo dell’Ungheria) si gira in due-tre ore. Il parco del castello (per dare l’idea dell’estensione, direi meno della metà di quello di Racconigi) è ad ingresso libero, molto fiorito e ben curato nella prima parte, meno nella parte più lontana dal castello.

Li vicino un parchetto tranquillo dedicato a Sissi (Erzebeth) in cui abbiamo pranzato con un chiosco dei gelati davanti che ai turisti per 150 Huf (è il più economico che abbiamo visto, in centro arrivano a 300) da una pallina di gelato (buono) nel cono ed agli ungheresi due. Se si ha tempo da attendere prima di riprendere il treno è piacevole.

Tornati in città verso le cinque abbiamo fatto un giretto sul tram numero 1 preso di fianco al parlamento e visto la città da quella prospettiva (consigliato). Visitala la parrocchia del centro città (niente di che), cena al govinda in zona parlamento con menù dai 750 ai 1450 huf per una cena vegetariana in un locale interrato. A me è piaciuto molto, la mia compagna non l’ha digerito. Dopo cena giretto nei dintorni, pur essendo in centro la zona era quasi deserta (l’unica zona in cui c’è sempre gente è Vaci utca) ed alle 10:30 in albergo.

Terzo giorno in zona Buda. Raggiunta con la metro la zona bassa di Buda abbiamo girato a piedi prima di arrivare alla galleria nazionale e alla chiesa di Mathias. Se si ha tempo è un bel giro, stancante per i dislivelli ma molto carino.

La Chiesa di Mathias (biglietto d’ingresso 900 huf), in stile orientale è molto bella (sia dentro che fuori) ed è circondata dal bastione dei pescatori (non prendere il biglietto 500 huf, è diviso in due zone ed una è libera, si vedono le stesse cose senza spendere).

Alla galleria nazionale ungherese (prezzo dai 1000 per la permanente ai 4000 per tutto il pacchetto) parlano solo magiaro e i visitatori sono così rari che c’è un solo bagno. Normalmente i turisti si fermano davanti alla galleria (senza entrare) ad ammirare la fontana di Mathias ed il panorama. Con la giusta calma è consigliabile vederla anche non conoscendo gli artisti (gli ungheresi non mi sono familiari). Noi abbiamo fatto il biglietto completo con le temporanee (una molto bella, l’altra no) ma è stancantissimo con i suoi tre piani enormi per cui tornassi indietro farei la sola permanente.



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