Bretagna e Castelli della Loira

Una splendida vacanza in luoghi dove la natura è ancora la padrona indiscussa e un tuffo in uno scenario da favola.
 
Partenza il: 26/08/2018
Ritorno il: 02/09/2018
Viaggiatori: 8

A volte le cose migliori nascono per caso

E per caso è nato questo viaggio in Bretagna.

Tutto inizia con una telefonata del mio omonimo Maurizio che mi racconta che, insieme a due amici del lago sta organizzando un viaggio in Bretagna, e la conclusione fu: “Perché non venite anche voi, sai anche Roberto sarebbe interessato, se siamo in otto, possiamo andare o con due auto o meglio noleggiando un Van, pensaci”. Valutate alcune priorità familiari e sentito l’amico Roberto, la decisione è presa. Andiamo!

Un viaggio per caso

Mauri, compagno di altri indimenticabili viaggi, organizza come sempre con la massima precisione. Prenotiamo il Van Mercedes Vito, nove comodi posti, su Booking blocchiamo i vari alberghi o “chambre d’hotel” che ci ospiteranno, apportiamo alcune varianti al percorso iniziale e siamo pronti per partire. Siamo quattro coppie; Maurizio e Tiziana, Maurizio e Isa, Roberto e Maurizia e Delfino con Donatella.

Partiamo all’alba di domenica 26 agosto e la nostra prima tappa bretone è in realtà in Normandia: il paese di Pontorson a pochi chilometri da Mont Saint Michel. Attraversiamo il passo del Fréjus, acquistando il biglietto A/R valevole otto giorni che ci consente un notevole risparmio, e circa ogni trecento chilometri Mauri, Roberto ed io ci alterniamo alla guida. Sostiamo nella zona dei Vulcani per uno spuntino, ammiriamo un paesaggio molto rilassante, collinare, con ampi spazi coltivati, enormi campi di girasole purtroppo secchi, mandrie di placide mucche e deliziosi paesini con i tetti di ardesia spioventi. Dopo un viaggio di ca. 1200 km arriviamo a Pontorsol intorno alle venti. Siamo divisi in due alberghi diversi. Noi, Roberto e consorte all’”Am de Gourmand”, mentre le altre due coppie al “Mont B&B”. Ad attenderci all’Am de Gourmand il simpatico Didier, chef e albergatore della piccola ma accogliente struttura. Avevamo prenotato la cena, che si presenta di piena soddisfazione, dall’aperitivo al dolce tutto perfetto e per la modica cifra di 25 euro a persona! Dopo cena un salto a Mont Saint Michel è d’obbligo. Lasciato il Van al parcheggio, una navetta ci porta proprio sotto il complesso abbaziale. Maurizio ed io l’avevamo già visitato nel nostro viaggio in Normandia una decina di anni fa, ma rivederlo è sempre una grande emozione. C’è bassa marea e soprattutto, vista l’ora, c’è anche poca gente, quindi possiamo camminare nelle vie buie del complesso in tutta tranquillità. Ritorniamo stanchi ma soddisfatti nel nostro albergo, dove ci attende una bella dormita per riprenderci dalle fatiche del viaggio. In fondo non siamo più ragazzini, ma reggiamo bene!

LUNEDI 27 AGOSTO

Al mattino Didier ci sorprende nuovamente con una ricca colazione che consumiamo su un unico tavolo dove conosciamo due simpatici ragazzi italiani che stanno ultimando il loro viaggio in Bretagna. Il programma odierno prevede la visita di Mont Saint Michel e il successivo trasferimento a Saint Malò. Ritorniamo al parcheggio della sera prima, parcheggiamo e ci mettiamo in fila per salire sulla navetta che ci porterà ai piedi del monte. In alternativa si può raggiungere la struttura o a piedi o con caratteristiche carrozze trainate da cavalli. Rivedere Mont Saint Michel è assolutamente affascinate. Sarà per la struttura unica, la spoglia bellezza del complesso monastico o per lo spettacolo delle maree ma ritornare in quei luoghi a distanza di qualche anno è una forte emozione. Entrando dalla porta principale si accede a un piccolo borgo medioevale, commercialmente molto sfruttato con locali, ristoranti, hotel e negozi di souvenir. Ma che comunque mantiene il suo fascino. Salendo dalla Grand Rue si raggiunge il complesso monastico, un monumento unico nel suo genere, la cui pianta non è paragonabile ad altri monasteri. Entriamo, decidendo di un usufruire della visita guidata ma di seguire il piccolo dépliant consegnato all’ingresso.

Visitiamo in tutta tranquillità le varie stanze, ammiriamo lo splendido chiostro e mentre siamo nella sala dei Cavalieri, a Mauri squilla il telefono. E’ Didier che ci informa che nel rassettare le camere ha trovato i pantaloni di un pigiama dimenticati da Maurizia. Nessun problema. Al ritorno passeremo a recuperarli. Terminata l’interessante visita a quello che dal 1979 è dichiarato patrimonio mondiale dall’UNESCO, ci concediamo un po’ di shopping e ritorniamo, sempre con la comoda navetta, al parcheggio. Il tempo è stato clemente. Nuvoloso, coperto ma senza pioggia. Questo ci ha consentito di visitare e ammirare un complesso unico nel suo genere. Ritorniamo a Pontorson, recuperiamo il pigiama, ringraziamo Didier e ci concediamo delle splendide crépes alla “Creperie du Coueson”, accompagnata da una bottiglia di sidro, la tipica bevanda bretone. E’ tempo di dirigersi verso Saint Malò. Il paesaggio è molto rilassante, ampie campagne con le solite mandrie di mucca pigramente accovacciate nei pascoli e deliziosi paesini con le case con i tetti spioventi. Parcheggiamo sotto le mura nei pressi del porto. Entriamo dalla porta Saint Vincent e saliamo sui larghi bastioni, dove è possibile camminare intorno alla città. La vista è incredibile. Da un lato il mare con le sue spiagge e i segni lasciate dalle maree. Dall’altra parte eleganti palazzi testimoniano un passato, quando la città era il centro d’importanti scambi commerciali e marittimi. Nella spiaggia molte persone approfittano della bassa marea per abbronzarsi, bambini che giocano e qualche temerario che si addentra nel mare per un bagno. Raggiungiamo la piscina di acqua salata situata direttamente sulla spiaggia che si riempie con l’alta marea. Molto spettacolare. Scendiamo dalle mura e ci addentriamo nella città. Pulita, ordinata con tanti negozi di ogni genere. Una città viva, forse anche un po’ caotica ma che, a mio avviso, ha saputo mantenere la sua identità originale. Si respira “Bretagna”… Visitiamo la cattedrale di Saint Vincent, passeggiamo nelle eleganti vie della cittadina e ripreso il Van, raggiungiamo la cittadina di Plurien, dove alloggiamo all’hotel “Le Bon Cap”. Ceniamo al “Bistrot des Caps”a Frehel. Lungo il tragitto ammiriamo la marea che cresce e un bellissimo tramonto. Cena discreta con buoni piatti principali ma dolci non all’altezza.

MARTEDÌ 28 AGOSTO

Colazione nella norma e via alla scoperta di nuove bellezze naturali. Prima tappa il Faro di Cap Frehel, e primo “oohh” di stupore per lo splendido paesaggio naturale. Il faro è a pianta quadrata ed è alto 103 metri. Tutt’intorno una distesa sconfinata di erica e ginestre fanno da cornice a scogliere alte 70 metri che scendono a strapiombo su un mare di color smeraldo. Uno spettacolo incredibile. Siamo già innamorati della Bretagna e siamo solo all’inizio. Passeggiamo lungo la scogliera, scattiamo foto e giriamo video e anche noi costruiamo il nostro piccolo totem di sassi a ricordo del nostro passaggio. Siamo affascinati da tanta bellezza e anche il meteo ci è amico. L’aria è frizzantina ma non fa freddo e il cielo si apre lasciando intravedere ampi scorci di sole. Passeggiamo in lungo e largo sulla scogliera poi raggiungiamo in auto il vicino “Forte La Latte”, costruito nel XIV secolo, direttamente a picco sul mare. Lo vediamo solo dall’esterno e sinceramente non ci lascia una grande impressione. Probabilmente con ancora negli occhi lo spettacolo naturale di Cap Frehel, tutto sembra relativo. Riprendiamo la strada provinciale fermandoci in una boulangerie dove acquistiamo baguette farcite, qualche dolce e l’ormai immancabile bottiglia di sidro. Sarà il nostro pranzo che consumiamo in una tranquilla area picnic lungo la costa. Il nostro prossimo albergo si trova a Ploubazlanec, “Le Relais de Launay”, con annesso ristorante, situato a pochi chilometri dall’imbarco per l’isola di Brehat. Lasciamo i bagagli nelle stanze, per la verità molto piccole, prenotiamo la cena e via verso Pointe de l’Arcouest, punto d’imbarco per l’isola di Brehat. L’isola è separata dalla terraferma da un braccio di mare e si raggiunge con una veloce traversata di una decina di minuti. Notiamo che, sia sulla terra ferma sia sull’isola, vi sono tre imbarcadero che sono utilizzati a secondo della bassa o alta marea. C’è bassa marea e sulla spiaggia notiamo barche e gommoni pigramente adagiate sul fianco. L’isola, chiamata anche”Isola dei fiori”, è verdissima con piante e fiori di ogni genere. È composta di due isole collegate tra loro da un ponte. E’ lunga 3,5 chilometri e larga 1,5 chilometri. Si circola solo a piedi o in bicicletta, gli unici mezzi meccanici che circolano solo un trenino trainato da un trattore che porta persone e bagagli alle abitazioni e qualche mezzo agricolo. La visita dell’isola spazia da scogliere di granito rosa a spiagge, con bassa marea, a spazi verdi e tipiche case bretoni. Il giro scelto ci porta sino all’inizio dell’Ile Nord e alla Chapelle Keranroux. Ritornando raggiungiamo la Chapelle Saint Michel da cui si gode un panorama mozzafiato e, vediamo la marea che a poco a poco inizia a salire. Ritorniamo verso il piccolo borgo, qualche goccia di pioggia, una sosta in un bar e verso le 18,30 rientriamo a L’Arcouest. Momento di panico all’imbarco. Mentre Mauri consegna il biglietto del ritorno all’addetto, una folata di vento fa volare in mare il biglietto del parcheggio! Panico! Fortunatamente un ragazzo che stava facendo il bagno arriva velocissimo a recuperarlo. Meno male, pericolo scampato e sul traghetto operazione asciugatura! Nel frattempo la marea è salita e le barche, che all’andata erano mollemente adagiate sulla sabbia, ora solo in mezzo al mare e anche il pontile da cui eravamo partiti è lentamente coperto dall’acqua. Un fenomeno unico e affascinante. Ceniamo con soddisfazione nel ristorante dell’albergo. Cena completa a soli 26 euro a persona.

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Saint Malò

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La casa tra le rocce

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Castello di Chenonceaux

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Castello di Chambord

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Il faro di Cap Frehel

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L'isola di Brehart



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