Bratislava, la piccola capitale sul Danubio

Città nel complesso carina con due cose bellissime da vedere: la Chiesa Blu e il Museo d’arte contemporanea Danubiana
Scritto da: elle67
bratislava, la piccola capitale sul danubio
Partenza il: 19/01/2018
Ritorno il: 22/01/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Bratislava, una città tagliata dal Danubio, così come Budapest e Vienna. Certo che competere con queste due bellissime capitali non è facile, ma Bratislava in realtà è carina, ha diverse cose da vedere per cui vale la pena di fare il viaggio.

Le cose più turistiche sono tutte su un lato del Danubio, e quindi non è necessario oltrepassarlo, a meno che non si voglia salire sull’UFO per andare a bere o mangiare qualcosa o anche solo per la vista (ma l’ascensore è a pagamento e secondo me non ne vale la pena, ci sono altri posti da cui ammirare la vista).

La città è piccolina, in due giorni e mezzo si riesce a vederla bene tutta e fare le due escursioni a Danubiana (assolutamente da fare) e al Castello di Devin.

Il centro storico

Il centro storico, con le sue stradine con i ciottoli e le sue strane statue a grandezza naturale, è molto carino e ben tenuto. Stupisce il fatto che ci sia pochissima gente in giro, sia di giorno che di notte. E’ vero che gennaio non è certo un mese di alta stagione, ma siamo rimasti stupiti da quanta poca gente ci fosse in giro. È divertente andare alla ricerca delle statue, in particolare quella dell’uomo che esce dal tombino (man at work) che è un po’ il simbolo della città, quella del soldato napoleonico appoggiato alla panchina nella piazza del Municipio, il Bell’Ignazio, quella del Barone di Münchhausen, sui tetti non distante dallo Slovak Pub, quella di Andersen, nella grande piazza che parte dal Teatro dell’Opera e arriva al Danubio.

Il Municipio: consiglio di salire in cima alla torre per vedere la vista dall’alto.

La Cattedrale è un gotico abbastanza spoglio ma bella, fuori impressiona il tetto spiovente. Purtroppo le hanno costruito a soli tre metri il ponte nuovo, fatto dai sovietici negli anni ’70, un vero obbrobrio! Dall’altra parte della Cattedrale c’è il Castello e sotto al Castello c’era il vecchio ghetto di cui è rimasto ben poco, forse solo la Casa del Buon Pastore (quando c’era da buttare giù interi quartieri a casa degli altri i Sovietici non andavano per il sottile).

Da lì partono le stradine per salire al Castello, ci si può andare anche verso l’ora del tramonto solo per fare qualche foto e poi fermarsi a cena al Ristorante Modrà Hviezda. È molto carino, scavato nella roccia, il cibo è ottimo e abbondante, il servizio buono e i prezzi contenuti. Attenzione agli orari, a Bratislava si mangia da mezzogiorno fino a sera a qualsiasi ora ma la sera la cucina chiude presto, alle 21 è difficile riuscire a sedersi a un tavolo.

Il Castello è imponente con la sua mole bianchissima, anche di notte e anche con la nebbia si vede dal resto della città ed è un punto di riferimento fondamentale. Dentro è tenuto molto bene, tutto bianco e oro, e ci sono diversi musei che dal mio punto di vista non sono nulla di speciale, la parte più carina è quella con le pubblicità del ‘900.

Attorno al centro

Il Palazzo Grassalkovich è la residenza del Presidente. È un bel palazzo che non credo sia visitabile, mentre i giardini sono aperti a tutti ma, almeno d’inverno, sono un po’ tristi. Le povere violette completamente congelate, le fontane asciutte… insomma un panorama un po’ decadente. Poco distante c’è il Palazzo Primaziale, anche questo bello ma nulla di speciale. Davanti c’è una grande piazza (Namestie Slobodi) con una fontana grigia e triste, e anche questa senz’acqua, ma spero sia solo un problema invernale. Dall’altra parte della piazza c’è la Facoltà di Ingegneria Meccanica, nulla di particolarmente estetico, ma è una struttura da vedere, rispecchia molto lo stile della città. Poco distante l’edificio della radio e della televisione, a forma di piramide invertita. Magari l’idea era buona e originale ma l’architettura non è il meglio della città. Ho cercato la zona con i negozi di lusso, ma alla fine ho capito che non esiste. Nel centro storico c’è qualche negozio carino, le grandi catene internazionali, ma nulla di più. C’è una piccola zona con un paio di negozi un po’ sopra la media ma niente in comune con le altre capitali bagnate dal Danubio.

Namastie a me è piaciuta tantissimo. È una zona abbastanza degradata, nonostante l’enorme Tesco, ma sulle pareti dei brutti e vecchi edifici di edilizia popolare hanno fatto dei graffiti bellissimi. Finalmente un po’ di colore! Le case attorno sono decrepite, al limite del crollo, ma fateci un giro se vi piace la street art, ne vale la pena.

Da lì in cinque minuti a piedi si arriva al gioiello di Bratislava, la Chiesa di Santa Elisabetta, detta anche chiesa blu perché è completamente celeste, sia dentro che fuori, anche il tetto! È un piccolo capolavoro art nouveau, non troppo grande, ma così accogliente, così particolare, ha un tono di azzurro molto rilassante, ricorda un po’ Gaudì senza averne gli eccessi. Per me è bellissima, emozionante, va vista. Lì attorno ci sono anche altri edifici della stessa epoca, purtroppo non è rimasto molto e non sono in ottime condizioni, ma il quartiere va visto.

Altri dieci minuti e si arriva ad Eurovea, un nuovo centro commerciale. Ci siamo andati più che altro per vedere la vera vita della città, in un sabato pomeriggio di saldi invernali, e siamo rimasti stupiti ancora una volta per la poca gente in circolazione. Un edificio di vetro è particolare ma non bellissimo. Una pista per pattinare sul ghiaccio ci ha fatto venire una mezza idea ma poi abbiamo saggiamente deciso di lasciar perdere! Comunque se vi piace pattinare di piste ce ne sono sparse un po’ ovunque.

Proprio lì di fronte c’è anche il Nuovo Teatro Nazionale Slovacco: orrendo. Non c’è altro da dire. È nato per sostituire quello vecchio, che invece è fortunatamente ancora in funzione ed è bellissimo! Si trova nella parte più elegante della città e sarebbe stato bello andare a vedere un balletto, ma non c’era il tempo. Invece ci siamo concessi un Concerto alla Filarmonica, che è proprio lì di fronte.

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