Brasile Hoje vai chover ou não chover?

Viaggio in brasile fai da te
 
Partenza il: 13/08/2010
Ritorno il: 12/09/2010
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Qualche anno fa lo spot di una nota carta di credito mostrava una dinamica e moderna globe-trotter seduta sull’Escadaria Selaron pienamente immersa nel clima festoso di Rio de Janeiro, la città del Carnevale. Io ero ancor una ragazzina, ma la pubblicità mi colpì e inconsciamente la sua protagonista divenne un modello da seguire: era felice, appagata, aveva denaro e con esso la possibilità di viaggiare, vivere e conoscere il Mondo. Credo che il desiderio di incominciare un viaggio nasca sempre da un’immagine da guardare con i nostri occhi, da un racconto del quale vorremmo conoscere in prima persona i luoghi ed i protagonisti, dalla musica sentita in un cd che vorremmo udire dal vivo, e perciò posso dire che il mio viaggio in Brasile ebbe inizio quel giorno: sognando Rio! Sergio è stato invece affascinato dallo spirito di avventura ed attratto dalla natura sublime. Prima tra tutte le meraviglie del Paese è la foresta amazzonica, inestimabile patrimonio dell’umanità, polmone del mondo, riserva faunistica ed una delle ultime aree selvagge del pianeta. Altrettanto meravigliose sono le immense e spettacolari cascate di Iguassu, che con i loro 275 salti tolgono il fiato, e le uniche ed enigmatiche dune del Lençois Marhanenses in cui sabbia bianchissima e lagune azzurre sembrano un mistero geologico. E’ da queste immagini che prende spunto il nostro viaggio in Brasile durante il quale scopriremo molto di più di noi stessi e di questo Paese, non solo luoghi, ma persone, ritmi, emozioni, sapori che renderanno indimenticabile la nostra esperienza.

IL VIAGGIO:

MILANO 13 AGOSTO 2010 Venerdì.

Dunque questo viaggio brasilero, tanto atteso, prende il via in una data fatidica? Direi proprio di sì. Ci chiediamo: sarà di buono o cattivo auspicio? Decidiamo subito che venerdì 13 ci porterà bene! Sì perché, partiti direttamente dall’ufficio alle 17.00 (ogni secondo di vacanza è prezioso!) e decollati puntuali da Malpensa, durante il volo notturno Milano-San Paolo un cielo incredibilmente luminoso ci regala lo spettacolo di decine e decine di stelle cadenti che sembrano passare vicinissime ai finestrini dell’aereo, quasi si potessero toccare. Felici per questo romantico San Lorenzo ritardatario ed inaspettato ci addormentiamo per svegliarci in Brasile! Alle 5.00 il nostro volo TAM ci porta a San Paolo e da qui la coincidenza per Rio de Janeiro.

14 agosto 2010

Finalmente Rio!

Eccoci! Eccoci arrivati! Non mi sembra vero! Per così tanti anni ho sognato la Cidade maravilhosa! Non vedo l’ora di stendermi al sole di Ipanema e Copacabana, di salire al Cristo Redentore ed al Pao do Azucar, di correre su è giù lungo l’escadaria Selaron tra Lapa e Santa Teresa! Ok, ora però freniamo un attimo l’entusiasmo: dobbiamo dedicarci alla parte logistica! Prima di tutto: soldi. Non è consigliabile portare in contanti l’intero fabbisogno per un mese di vacanza o, in caso di furto, saremmo + o – sul lastrico. Optiamo quindi per prelevare al bancomat un po’ alla volta il denaro che ci serve, anche se sono un po’ in ansia perché penso: “e se non funzionasse?”. Sappiamo che all’aeroporto di Rio ci sono dei bancomat e li troviamo al primo piano: un’intera sala con una decina di macchinette. Infiliamo subito la tessera, poi codice segreto e….. Ta-da: “cartao nao è reconechida!”. Caz…! Merda! Ok, calma. Non c’è problema mi dico, proviamo quello in fianco. Carta: tac! Codice: tac! Richiesta in corso: tac! ….e…“cartao nao è reconechida!” Ok, la mia faccia è come la maschera di scream ed inizio a sudare freddo incominciando a vagliare tutte le possibili soluzioni: money transfer? Elemosina? Ritorno a casa? Quando ecco che mi cade l’occhio sulla macchinetta bancomat più lontana, quella nell’angolino, l’unica che tra tutte ha anche il logo Visa-Cirrus. Riprovo, funziona! Su 10 macchinette solo una è internazionale! Ma pensa! Vabbè incidente chiuso, terrore passato e urgenza di farsi una doccia causa ascella pezzata.

Problema logistico 2: trasporto. Abbiamo prenotato presso l’ostello El Misti a Copacabana perché aveva un prezzo ragionevole e perché offriva il trasferimento gratuito dall’aeroporto (servizio interessante se arrivate sfatti da un volo notturno in una città enorme a voi sconosciuta), ed infatti troviamo puntuale ad attenderci un tassista con il cartello “Ilaria e Sergio El Misti”. Ottimo. Usciamo dall’aeroporto ai 200 km/h e comprendiamo da subito che il 90% dei brasiliani si ispira ad Ayrton Senna, guidando con lo stesso carisma come fosse in F1. Il restante 10% non ha la patente! Immediatamente ci colpiscono i morros avvinghiati dalla città, le estese favelas e altrettanto immediatamente un duro contatto con la realtà: piove! Anzi, come impareremo presto, chuva! Quelle dannate previsioni avevano ragione! In circa 20 minuti arriviamo all’ostello che, in uno stabile davvero piccino, sembra schiacciato dagli altissimi grattacieli di Copacabana e dal morro alle sue spalle. La sistemazione è spartana (in alternativa a Rio si trovano hotel a prezzi altissimi!), ma ben ubicata in prossimità della spiaggia, frequentata da gente simpatica e giovane di tutto il Mondo. Ci sembra un po’ di stare in gita scolastica! Unico lato negativo: piove ancora, ci sono 15 gradi come a Milano in ottobre e non indosso il tanga, ma un pile pesante, nemmeno fossimo a Cortina! Come è facile immaginare tutti i piani vanno a gambe all’aria! Trovare qualcosa da fare a Rio con la pioggia è peggio che essere a Rimini con il brutto tempo! Altro che Cidade maravilhosa, mi sembrano le Paludi della Tristezza: Copacabana ed Ipanema deserte sotto ad una pioggia torrenziale con il vento che mi rovescia anche l’ombrello! Il Pan di Zucchero ed il Corcovado sono avvolti dalle nubi…Insomma camminiamo sconsolati fino a Ipanema (che bel lungomare! Pensa che bello con il sole!) e per ammazzare il tempo visitiamo il forte di Copacabana, ma fa un freddo becco che ci rende tristi così che anche i primi sucos e cafezinho ci sembrano senza sapore! Iniziamo a familiarizzare con la lingua anche se continuo a dire muchas gracias anziché obrigada e guardandomi in giro la gente mi sembre strana, non abituata al freddo: ci sono persone con i cappotti di lana e gli stivali,ed altri in shorts e infradito…bho?! Verso sera il fuso orario ci fa entrare in coma già verso le 17.00 ma teniamo duro e decidiamo di partecipare al simpatico BBQ-rodizio di carne organizzato per pochi reais dallo Staff dell’ostello che, vedendoci già ½ in coma, decide di stenderci con un paio di caipirinhas di benvenuto. Risultato: ore 21.00 crolliamo e dormiamo per più di 12 ore filate nonostante nell’ostello si suoni musica techno ed alcuni facciano una specie di karaoke internazionale sul ballatoio proprio fuori dalla nostra stanza. Non ho neanche la forza per chieder loro di smetteronf…..



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