Bienno e Bergamo Città Alta: perle medievali

Dai mulini e le fucine di Bienno in Val Camonica ai campanili e le chiese di Bergamo Città Alta.
Scritto da: alvinktm
bienno e bergamo città alta: perle medievali
Partenza il: 01/02/2020
Ritorno il: 02/02/2020
Viaggiatori: 3
Spesa: Fino a €250 €

Per il pernottamento scegliamo l’hotel Borgo Brianteo di Ponte San Pietro, a soli venti minuti su strade a scorrimento veloce. Conosciamo già l’albergo quattro stelle ed essendoci trovati benissimo vi torniamo volentieri. La posizione tranquilla ma strategica, il parcheggio privato gratuito e il personale cortese, le camere ampie e pulite, la colazione eccellente, varia e abbondante, la zona bimbi accanto alla libreria fornita di meravigliosi libri di fotografia e l’ottimo rapporto qualità prezzo, costruiscono il luogo ideale per soggiornare.

Passeggiare per Bergamo alta

Se il sabato lo abbiamo dedicato a Bienno, la domenica siamo pronti a tornare in un luogo ricco di fascino: Bergamo città alta.

Il modo migliore per raggiungerlo è lasciare l’auto in una della autorimesse a pagamento limitrofe a Piazzale della Repubblica. Da lì comincia la salita dolce che conduce a Viale delle Mura. Come lascia intendere il nome, la strada lambisce il nucleo storico cittadino e si snoda sull’antica cinta muraria eretta dalla Repubblica di Venezia nel XVI secolo. La dominazione veneziana è ricordata dal bassorilievo scolpito sulla maestosa Porta San Giacomo, il leone, emblema della Repubblica Veneta.

Proseguiamo girando letteralmente attorno a ‘Berghem de Sura’, così si chiama in dialetto, godendo dei bei panorami sulla ‘Berghem de Sota’ e sui colli che circondano e sopra cui si sviluppa la cittadella. La successiva Porta Sant’Alessandro segna l’inizio del selciato dalle pendenze importanti che guida sino al parco castello di San Vigilio. Le soste per riprendere fiato sono d’obbligo e consentono di ammirare il panorama verso il basso, sulle torri, le cupole e i campanili della Città Alta la cui visione più completa e fascinosa si apre in corrispondenza dell’arrivo della funicolare.

Sì, perché un altro modo, meno faticoso, di raggiungere il centro storico alto, e poi San Vigilio, sono i trenini mossi da fune. Tuttavia le code alle stazioni di partenza che si creano in particolare nei fine settimana e la bellezza della passeggiata mi spingono a sconsigliare l’utilizzo della funicolare. Un ultimo sforzo consente di superare i gradini che conducono alla terrazza panoramica adagiata sopra le rovine della rocca di San Vigilio, della quale rimangono soltanto alcuni segmenti murari e i sotterranei (non visitabili). Inutile dire che la vista è sublime, si posa sulle lussuose ville incastonate nei fianchi delle colline e abbraccia i profili montuosi delle Prealpi Orobie.

Sazi del panorama possiamo scendere e varcare di nuovo Porta Sant’Alessandro per tuffarci nel via vai di turisti di Bergamo Alta. Esistono altri tre accessi alla cittadella dislocati lungo il perimetro delle mura, Porta San Giacomo, Sant’Agostino, San Lorenzo e ognuno di essi deve il nome alle chiese limitrofe un tempo esistenti. Purtroppo, tranne quella di Sant’Agostino, gli edifici religiosi sono stati demoliti nel 1561 per costruire la fortificazione che vediamo oggi.

Museo Civico di Scienze Naturali

Prima tappa obbligatoria se viaggiate con i figli è il Museo Civico di Scienze Naturali E. Caffi. L’orario continuato nei weekend, dalle 10 alle 18, e il prezzo d’ingresso di 3 euro (gratuito per i minori di 18 anni) ne incentivano la visita. Si viene accolti dalla riproduzione di un grande mammut assieme al proprio piccolo, quindi i bambini possono divertirsi ascoltando il canto degli uccelli e toccando la pelliccia ben conservata di alcune specie animale. Si osserva lo scheletro di un cervo fossile estinto e risalente a 700 mila anni fa assieme alle collezioni mineralogiche, geologiche, zoologiche e ai numerosi fossili di pesci, crostacei, rettili provenienti dalle vicine valli bergamasche che anticamente erano dei fondali marini tropicali. Fra tutti i reperti ci ha impressionato il cristallo di fluorite, il più grande rinvenuto nelle miniere intorno a Bergamo, facente parte della collezione privata di Franco Maida e donata dai famigliari del defunto collezionista al museo nel 2016. Laboratori didattici, tavoli con fogli e pennarelli distribuiti nelle sale e una zona con macchinette di snack e caffè completano l’offerta per le famiglie, contribuendo a rendere la visita piacevole.

Museo di Scienze naturali a parte, le attrazioni di Bergamo Alta sono davvero molte. A partire dai viottoli su cui si affacciano pasticcerie, botteghe d’artigianato e ristoranti tipici dagli interni in legno e sasso a vista.

È impossibile non assaggiare, seduti ai tavolini di una trattoria, o a casa propria dopo averli acquistati nelle gastronomie, i ‘casonsei’ o casoncelli. Il curioso appellativo è dovuto alla loro forma che ricorda vagamente quella di un piccolo calzone e che custodisce un ripieno di carne, grana, spezie avvolto da una sfoglia di pasta gialla. Merita una citazione anche la ‘polenta e osei’. Nonostante il nome possa trarre in inganno non si tratta di un primo piatto, bensì di una deliziosa cupola di pan di spagna con crema al burro di cioccolato e nocciola, ricoperta di pasta di mandorle gialla e sormontata da un cioccolatino a forma di uccellino adagiato su un ‘nido’ di marmellata.

Piazza Vecchia

A stomaco pieno si è pronti a farsi ammaliare dalla scenografica Piazza Vecchia, per secoli centro rappresentativo del governo cittadino, e rimasta pressoché invariata dal XV. Intorno a essa sorge il Palazzo della Ragione (o Palazzo Vecchio) affiancato dal Palazzo del Podestà e opposto al Palazzo Nuovo, sede della Biblioteca civica Angelo Mai. La piazza è impreziosita dalla bella fontana centrale e dominata dalla Torre Civica (o Campanone). Quest’ultima, con i suoi 52,76 metri di altezza, è la più alta della città e fu costruita alla fine del secolo XII dalla famiglia nobile Suardi. Un tempo, i rintocchi della sua campana maggiore segnalavano il coprifuoco serale, le sedute del consiglio e gli eventi felici e dolorosi della città. E’ possibile accedere alla sommità e godere di un paesaggio unico che spazia a 360° sui tetti della cittadella e il territorio circostante.

Essendoci già saliti stavolta passiamo oltre ma ne consiglio la visita, così come quella all’adiacente Palazzo del Podestà, compresa nel costo del biglietto di 5 euro. L’edificio è il frutto del connubio di epoche diverse in quanto a causa degli incendi e delle devastazioni subite fu sottoposto a rifacimenti e trasformazioni. Al piano terra si scoprono gli scavi archeologici romani, mentre il primo piano accoglie il Museo multimediale del Cinquecento, adatto pure ai bambini.

Guarda la gallery
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Bergamo Alta vista dalla Rocca

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Dentro il Mulino Museo di Bienno

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Bergamo Alta vista dalla salita verso parco San Vigilio

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Mammut al Museo di scienze naturali di Bergamo Alta

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Dentro la Fucina Museo di Bienno

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Vista su Bergamo e delle mure



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