Berlino, una città incantevole

La capitale tedesca è una sorpresa... e non vorresti più venire via
 
Partenza il: 27/05/2012
Ritorno il: 30/05/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Ero scettica su Berlino, nonostante gli amici e i figli insistessero perchè ci andassi. E’ uno di quei posti dove ti senti a casa tua anche a dispetto della lingua sicuramente ostica. Da visitare anche i dintorni.

Domenica 27 maggio

Partenza da Roma Fiumicino con il volo EasyJet 4985 delle ore 7:40. Abbiamo raggiunto l’aeroporto con la nostra automobile che lasciamo in custodia ad un addetto del Parking Fiumicino al prezzo di € 15,00 per quattro giorni, avendo usufruito di una promozione on-line (oltretutto l’addetto ha ritirato l’auto davanti al Terminal partenze e lì ce l’ha riconsegnata, tipo taxi, comodissimo). Il volo parte in orario ed atterra a Berlino Schoenefeld alle ore 9:30. L’aeroporto è ben collegato con il centro della città. Noi prendiamo la linea S9 (la lettera S identifica le linee di superficie), scendiamo alla fermata Frankfurter Allee, prendiamo la U5 (la U identifica le linee sotterranee) fino ad Alexander Platz e di lì, infine, la linea U2 fino alla fermata Spittelmarkt. Già in aeroporto, abbiamo acquistato la Berlin Welcome Card 72 ore al prezzo di € 26,00 che ci consentirà l’uso illimitato dei mezzi pubblici nell’arco della sua validità, decorrente dal momento della prima vidimazione. Ritengo che sia indispensabile, considerate le distanze da coprire in città. Alle 11:30 circa siamo in albergo, il Best Western “Hotel am Spittelmarkt” in Neue Grunstrasse 28 (siamo nel “Mitte” , cioè il centro) a due passi dalla fermata della metro U2. L’hotel è tutto bianco, i suoi corridoi sembrano quasi corsie d’ospedale, le camere essenziali, ma la qualità BW non ci deluderà: è tutto pulitissimo, bagni nuovi, colazione fantastica.

Ci riposiamo un po’, ma presto siamo di nuovo alla fermata della metro U2: scendiamo a Postdamer Platz e ci troviamo subito in una atmosfera da grande metropoli. La piazza è il simbolo della rinascita di Berlino, grattacieli, edifici in vetro, centri commerciali sono sorti su quella che, dopo gli anni della guerra e nel sofferto successivo periodo della Guerra Fredda, si era ridotta ad una landa desolata dopo i fasti degli anni Venti del Novecento, quando era la zona più viva della città.

La piazza è delimitata dall’edificio della Bahnof Postdamer Platz e ospita in questi giorni una festa della comunità turca che offre i prodotti tipici del suo artigianato e l’immancabile kebab. Rimango colpita dalla mole del grattacielo sede degli uffici Daimler-Chrysler e dal grattacielo di 26 piani delle DB, cioè delle Ferrovie Tedesche. E ancora più stupita, ammiro il complesso del Sony Center, è vero, molto simile ad un centro commerciale, ma di impatto visivo impressionante, con una piazza centrale ricoperta da un tetto di vetro a forma di tenda sostenuto da cavi di acciaio che si dipartono come raggi di una ruota di bicicletta. Il Sony Center ospita il Film Museum, viaggio multimediale attraverso la storia del cinema tedesco e diversi locali sempre molto frequentati.

E’ nostra intenzione ora dirigerci verso la porta di Brandeburgo e, girando intorno al Sony, ci ritroviamo su Postdamer Strasse e di lì a poco, costeggiando il fianco del grande parco Tiegarten, di fronte al “Monumento alle vittime ebree in Europa”, più noto come “Holocaust-Mahnmal”, a ricordo appunto delle vittime dell’Olocausto. Sorge più o meno sul luogo dove era il bunker di Hitler, distrutto completamente dopo la guerra: è un luogo molto suggestivo, formato da 2711 blocchi di cemento scuro, simili ad altrettanti sarcofagi, che non ha bisogno di commenti o di didascalie per colpire la coscienza.

Lasciato il Mahnmal, lungo Ebertstrasse si intravvede il fianco della Porta di Brandeburgo e attraversatala, siamo in Pariser Platz. Devo dire che la Porta mi ha un po’ deluso, me l’aspettavo più imponente, ma capisco però l’importanza che ha per i Berlinesi, visto che si trovò ad essere coperta dal muro e che è stato il primo monumento che la popolazione ha attraversato il giorno della sua caduta. Infatti, all’interno del propileo di sinistra, si trova la cosiddetta Camera del Silenzio, un luogo di raccoglimento per non dimenticare che qui la sera del 30 gennaio 1933 Hitler organizzò una fiaccolata per autocelebrarsi e che il luogo rimase di monopolio nazista fino al 1° maggio 1945 quando i soldati dell’Armata Rossa vi issarono la bandiera sovietica.

Diamo uno sguardo alla Pariser Platz, anch’essa frutto della ricostruzione, dopo essere stata terra di nessuno e tagliata dal Muro: vi si affacciano ora il lussuoso Hotel Adlon, l’Ambasciata degli Stati Uniti, l’Akademie der Kunste, l’Ambasciata di Francia. Nota negativa: di fronte alla Porta, che comunque non si riesce ad ammirare completamente per il gran flusso di gente, stazionano le comparse vestite da soldati russi ed americani che attirano i turisti per le foto: penso ai falsi gladiatori del Colosseo, ogni mondo è paese.

Ci accorgiamo che è ora di mangiare qualcosa e, oltretutto, fa anche molto caldo. Ci fermiamo all’imbocco dell’Unter den Linden, il Viale dei Tigli, e mangiamo il classico panino con wurstel in un piccolo locale chiamato “Bacher Wiedemann”. Niente di speciale, ma qualcosa sotto i denti bisognava pur mettere: € 12,00 in due per il panino e una bibita.

Usciti dal locale, sulla destra della Porta, già si intravvede la mole del Reichstag, il Parlamento tedesco che fa parte del Band des Bundes (Nastro dello Stato Federale), un gruppo di imponenti edifici in vetro e cemento che collegano sopra la Sprea (il fiume di Berlino) Berlino Ovest e Berlino Est. Ci informiamo come si fa per visitare la famosa cupola di vetro che da qualche anno è diventata il simbolo di questo edificio: dobbiamo fare una richiesta per e-mail ([email protected]) specificando il numero delle persone interessate. Ci fisseranno un appuntamento per mercoledì 30 alle ore 15:30.

Attraversiamo Platz der Republik per riposarci un po’ nel parco dove si affaccia il Bundskanzleramt, ossia la sede di Angela Merkel, un lungo edificio bianco. Nel parco si può vedere anche l’Haus der Kulture der Welt, la Casa delle Culture del Mondo, una costruzione molto singolare, chiamata anche l’Ostrica incinta, per la sua forma. Mentre siamo seduti sulle panchine del parco, ci capita di sentire il concerto di campane che si tiene ogni domenica alle 15:00 da una torre adiacente.

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