Berlino: la città cantiere dal cuore verde

Quattro giorni alla scoperta della capitale tedesca: una città in continuo divenire e in perenne evoluzione
 
Partenza il: 06/06/2017
Ritorno il: 11/06/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Berlino è la città “alternativa” per eccellenza, anche più di Londra, dove potete andare in giro in pigiama e con un cresta viola senza che nessuno vi degni di uno sguardo di disapprovazione. Non è forse la città giusta per atteggiarsi a “fighetti” ma la zona di Charlottenburg vi farà cambiare idea. Tornerei a Berlino solo per le colazioni dell’Otto Hotel e per godermi l’atmosfera rilassata ma con una marcia avanti di questo quartiere. E se volete sfoggiare la vostra cresta viola o collezione di piercing, nessun problema. Qui ognuno è libero di esprimersi come più gli piace.

Avrete già capito che il giorno dell’arrivo non abbiamo fatto grandi cose se non girovagare nei dintorni, anche perché tra una cosa e l’altra siamo arrivate in Hotel alle 18,00 passate. Per cena ci dirigiamo in un ristorante tedesco segnalato sulla Lonely Planet, il REPKE SPÄTZLEREI, locale rustico e alla mano dove assaporare grosse porzioni di piatti tipici del sud della Germania come gli Spätzle (pasta fresca al formaggio) e i Maultaschen (dei ravioloni ripieni di spinaci), il tutto annaffiato dalla buonissima birra tedesca che fino a domenica sostituirà di diritto e senza troppi rimorsi l’acqua naturale. Nelle sere successive ceneremo sempre nei dintorni spaziando dalla cucina asiatica a quelle greca e spagnola. Abbiamo sempre mangiato benissimo e con una spesa molto contenuta.

PRIMO GIORNO – IL MITTE

Berlino è una città grande e visitarla in pochi giorni è un’impresa ardua anche perché a Berlino c’è davvero tanto da vedere. L’efficiente rete di trasporti vi permette di spostarvi facilmente da una parte all’altra della città ma potreste impiegare anche più di mezz’ora. Il mio consiglio è valutare con attenzione quali sono le attrazioni che più vi possono interessare e dedicare ogni giorno del vostro soggiorno ad una zona specifica. Dedichiamo il primo giorno al MITTE, ovvero quello che può essere considerato il centro della città, anche se Berlino è talmente estesa che non esiste un vero e proprio centro nevralgico, è più appropriato parlare di quartieri. Con la metro raggiungiamo il REICHSTAG, da dove avrà inizio il nostro tour a piedi che toccherà i punti di maggior interesse del MITTE. Il Reichstag è il palazzo che ospita la sede del Parlamento tedesco dal 1999, chiamato Bundestag. È possibile partecipare a visite guidate gratuite ma solo su prenotazione. Una tappa imperdibile a mio avviso è la famosa e affascinante cupola di vetro, costruita dall’architetto Sir Norman Foster e raggiungibile con un ascensore. Anche per la visita della cupola vi raccomando di prenotare con largo anticipo, vi eviterete lunghe ore di coda. Potete farlo direttamente sul sito del parlamento, vi arriverà una email che dovrete stampare e presentare ai controlli nel giorno e nell’ora selezionata. Un altro consiglio è visitarla la mattina presto o in tarda serata per evitare le grosse comitive di turisti. Io ho prenotato una settimana prima della partenza a questo link: https://www.bundestag.de/en/visittheBundestag/dome/registration/245686. L’unico slot disponibile era sabato sera, giusto in tempo prima della partenza. Muovetevi per tempo! Torneremo quindi nei prossimi giorni. A piedi raggiungiamo la PORTA DI BRANDEBURGO, distante solo 300 metri. Munitevi di cartina per battezzare il percorso ma una volta in giro è spesso superflua, è tutto indicato alla perfezione. Quanto amo l’organizzazione tedesca. La PORTA DI BRANDEBURGO, meglio conosciuta come Brandenburger Tor, è uno dei simboli della capitale tedesca e la visita della città non poteva che partire da qua. Da qui, sempre a piedi raggiungiamo il Denkmal für die ermordeten Juden Europas, l’impressionante Memoriale dell’Olocausto. È una vasta area grande quanto un campo de calcio nel cuor del Mitte, progettato da Peter Eisenman. Composta da più di 2.000 steli di cemento di altezze irregolari in memoria degli ebrei vittime della Shoah. Camminando in questa sorta di labirinto, mano a mano che l’altezza degli steli aumenta verrete inevitabilmente sopraffatti da un senso di soffocamento e di grande commozione, non potrete che interrogarvi sul perchè di certe atrocità. Per approfondire la visita e cercare qualche risposta alla mille domande che inevitabilmente vi avrà suscitato il memoriale, vi invito a visitare il Museo ubicato sotto il monumento. Riceverete un forte pugno nello stomaco ma è da vedere. L’ingresso è gratuito, il costo della audioguida è di € 4, con la Berlin Welcome Card pagherete un costo ridotto di € 2.

La nostra passeggiata continua verso Gerdamerplaaz (il Mercato dei Gendarmi), la piazza più elegante di Berlino, che grazie alla presenza dei due duomi gemelli ubicati ai lati, Deutscher Dom e il Französischer Dom, richiama le tipiche piazze che siamo soliti ammirare nelle altre grandi capitali europee. Dico questo perché camminando per Berlino vi rendere ben presto conto che non possiamo applicare lo stesso metro di misura con cui valutiamo altre città, Berlino è sì un museo a cielo aperto ma la bellezza di Berlino non va ricercata nei monumenti o nei palazzi, è qualcosa che va oltre, nascosta agli occhi meno attenti ma allo stesso tempo tangibile per chi avrà voglia di scoprirla a cuore aperto e senza troppi preconcetti.

Ci concediamo una breve pausa alla birreria Augustiner AM per gustare le specialità tipiche bavaresi: wurstel bolliti con senape, brezel e birra ovviamente. Una birra cosi buona e leggera come solo in Germania si può trovare.

Proseguiamo su Friedrichstraße, una lunga via di moderni palazzi e piena di negozi, tra cui è facile riconoscere i più noti brand di franchinsing e importanti firme di fama internazionale. Qui trovate anche la filiale berlinese delle Galeries Lafayette, il raffinato grande magazzino di moda francese.

Raggiungiamo Checkpoint Charlie, un altro importante simbolo della seconda Guerra Mondiale e Guerra Fredda, il posto di blocco di frontiera tra l’area Americana (Ovest) e l’area sovietica (Est). Da qui passavano gli alleati, i diplomatici e gli stranieri che avevano il diritto di andare da una parte all’altra di Berlino, in funzione dal 1945 al 1990. Quello presente non è la guardiola originale, trasferita nell’ Alliertenmuseum ma una fedele ricostruzione dell’originale. Attraverso questo posto di blocco tanti berlinesi dell’est riuscirono nelle maniere più incredibili a scappare all’Ovest. Leggere le storie e le testimonianze di chi ce l’ha fatta è commovente. Purtroppo il luogo è diventato molto turistico e ancora una volta ho provato un po’ di tristezza e rabbia nell’osservare turisti sorridenti che si fanno immortalare con elmetti in testa assieme alle finte guardie messe ad intrattenere i visitatori. Qui troverete svariate bancarelle stracolme di gadget che richiamano la guerra: bandiere, maschere antigas, elmetti, oggetti militari appartenenti ai diversi schieramenti. Non mi è sembrato niente di speciale ma la visita è d’obbligo se non altro per quello che ha rappresentato per tanti anni per questa città.

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Potsdamer Platz



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