Berlino e Olanda

Viaggio itinerante fai da te
Scritto da: paola1966
berlino e olanda
Partenza il: 31/08/2010
Ritorno il: 18/09/2010
Viaggiatori: due
Spesa: 1000 €
Quest’anno (2010) decidiamo di restare in Europa.

Prima tappa Berlino, prenotiamo un volo Ryanair che parte da Bergamo (Orio al Serio) alla mattina (circa 70 euro con un bagaglio) e arriviamo all’aeroporto di Schönefeld.

Ritiriamo i bagagli e ci rechiamo al banco informazioni per chiedere l’orario dei treni per raggiungere la città ed acquistando i biglietti. Anche se non è l’aeroporto principale è ben collegato con la città con i mezzi pubblici e sono anche ben segnalati i percorsi. Ricordatevi prima di salire su qualsiasi mezzo (treni o mezzi di trasporto cittadini) di timbrare sempre il biglietto perché i controlli sono frequenti.

Raggiungiamo in metropolitana l’ostello “The Circus” (http://www.circus-berlin.de) in cui abbiamo prenotato una camera doppia con bagno in comune (70,00 a notte senza colazione) per 7 notti. L’ostello è bello; tenuto bene, molto comodo per muoversi con i mezzi, lo staff giovane, cortese e disponibile. Nessun problema anche con i bagni in comune che sono puliti come quelli di casa propria. Il problema è la gente maleducata che non accompagna mai le porte sbattendole!

Berlino è una bellissima città, noi l’abbiamo girata a piedi e con i mezzi pubblici,. Informatevi bene sulle proposte di abbonamenti che sono molto interessanti, abbiamo anche approfittato di un nostro amico che durante i mesi estivi ci si trasferisce per lavorare. Con lui abbiamo potuto vedere posti poco turistici e mangiato in ristoranti dove non saremmo mai andati da soli visto che si parlava solo tedesco. A Berlino e probabilmente in tutta la Germania l’acqua è potabile e quindi non c’è bisogno di comprare quella in bottiglia che infatti costa anche molto. Se lo fate ricordate che c’è il vuoto a rendere così come per il vetro.

L’ultimo giorno, domenica, abbiamo concluso in bellezza. Al mattinoa abbiamo visitato un piccolo mercatino delle pulci e poi siamo passati a quello più grande che si trova nei pressi del Mauerpark. Ci sono tantissime bancarelle con cose usate ma anche nuove e si può anche mangiare.

Nel pomeriggio se la giornata è bella il parco si anima di gente. Ai berlinesi piace vivere e socializzare all’aria aperta, sui prati si possono vedere famiglie che giocano o prendono il sole, ragazzi che suonano e cantano e vi è anche una piccola arena in cui si svolge il karaoke. Quando ce l’hanno detto pensavamo alla solita pacchianata e invece ci sbagliavamo; è molto ben gestito e coinvolgente, assolutamente da provare.

Lunedì mattina (6/9) prendiamo il treno che abbiamo prenotato tramite internet (www.bahn.de 103 euro) per raggiungere Amsterdam. Il viaggio è piacevole ma visto che siamo partiti in ritardo siamo un pochino preoccupati poiché il treno non arriva alla stazione centrale e la coincidenza ha solo pochi minuti di attesa ma quando passa il controllore dice di non preoccuparsi. Infatti il treno recupera durante il tragitto e tutto è regolare.

Arriviamo ad Amsterdam nel primo pomeriggio e quando usciamo dalla stazione andiamo all’ufficio turistico che è proprio di fronte per avere una cartina, c’è però troppa gente così ci arrangiamo e prendendo un tram arriviamo all’ostello.

Abbiamo prenotato per quattro notti allo Stayokay Amsterdam Zeeburg (www.stayokay.com) una camera con il bagno e la colazione (67,00 al giorno). L’edificio è grande, assomiglia come struttura ad una scuola e non è molto lontano dal centro. La camera ha il soffitto molto alto e la parte alta della finestra ha il meccanismo rotto e chiediamo di farcela sistemare oppure di cambiare camera. Quando capiamo che non ci sono altre camere e nessuno i può aiutarci decidiamo di arrangiarci da soli visto che la temperatura si è notevolmente abbassata e piove a dirotto. Lo stabile è molto rumoroso per colpa di chi lo frequenta che ha poco rispetto degli altri, ragazzi che corrono per i corridoi oppure giocano a pallone e come a Berlino sbattere le porte è consuetudine.

La colazione si svolge in una sala che assomiglia ad una mensa; non ci si può lamentare della qualità ma bisogna andarci non troppo tardi.

Amsterdam la visitiamo a piedi poiché non è molto grande, incominciamo anche a capire i cambiamenti meteorologici di questo stato: in una giornata riesci a vedere passare tutte le stagioni.

La mattina di giovedì 9/9 andiamo a ritirare le biciclette che abbiamo noleggiato (Fiets+Meer 7 gg di noleggio per due bici euro 75) rientriamo in ostello e carichiamo i bagagli sulle stesse poi cartina alla mano ci dirigiamo verso Utrecht. Naturalmente sbagliamo strada perché stiamo facendo pratica con la cartina, comprata sul posto perché si trovano soltanto in Olanda. Mentre siamo impegnati nella consultazione si ferma un signore che ci chiede se abbiamo bisogno di aiuto. In Olanda se ti fermi a consultare la cartina si materializza sempre qualcuno al fianco che ti chiede “can I help you?”. Questo tizio dopo essersi informato sulla nostra meta ci avverte che stiamo andando nella direzione sbagliata. “Ma come?” diciamo guardando la cartina “siamo sulla sponda destra del canale e là c’è il ponte!” Comunque dopo averci dato indicazioni riprende la sua strada e noi ostinati la nostra. Dopo un paio di chilometri in cui non incontriamo più nessuna segnalazione ci rassegniamo a ritornare indietro-. Caspita quanta strada inutile abbiamo fatto! Aveva proprio ragione quel tipo, infatti ritroviamo le indicazioni e capiamo che dobbiamo stare attenti ai segnali che troviamo e seguirli anche se alle volte ci sembra che non vadano bene.

La giornata è relativamente bella, le piste ciclabili invece sono favolose. E’ davvero bello pedalare senza problemi, non è facile descriverlo bisogna assolutamente provarlo!

Finalmente arriviamo a Utrecht. Pensavo che Paola non ce la facesse visto che faceva molta fatica perché non aveva voluto far alzare il sellino per paura di non toccare a terra con i piedi, ma in questo modo non riusciva ad allungare bene le gambe. Ci rechiamo all’ufficio turistico che si trova proprio in centro per cercare un posto dove dormire. Ci propongono un albergo che non è proprio conveniente ma è l’unica possibilità quindi facciamo l’ultima pedalata e lo raggiungiamo (Hotel Oorsprongpark 75 euro a notte a cui vanno aggiunte le commissioni dell’ufficio 2,50 euro e 0,50 euro per la telefonata). Finalmente camera e doccia.

Qui passiamo un paio di giorni poiché Paola deve riprendersi e riesco a convincerla ad alzare il sellino; stabiliamo anche un itinerario. Prossima tappa: Alphen aan den Rijn.

Dopo colazione carichiamo le bici e partiamo. E’ domenica per cui incrociamo un po’ più gente (visto che di solito non incontriamo nessuno). Turisti come noi zero, solamente gente del posto quando entravamo nelle cittadine.

Quando arriviamo a destinazione cerchiamo il solito ufficio turistico per trovare un alloggio. Ci troviamo proprio di fianco al ponte che si è appena alzato per far passare una barca e quindi c’è tantissima gente che aspetta la discesa per attraversarlo.

Le signore dell’ufficio cortesissime ci spiegano che oggi c’è la festa del paese e per questo motivo fanno molta fatica a trovarci una sistemazione; alla fine ci trovano una stanza, ci danno indicazioni e ripartiamo.

Qui inizia l’avventura: ci immettiamo nel flusso di gente che attraversa il ponte poi, seguendo le indicazioni, percorriamo la strada principale piena di bancarelle di ogni genere (merci e cibarie). Un fiume di gente che cammina ci costringe a scendere dalle bici e procedere a piedi. Bisogna constatare che nessuno ci ha detto o fatto niente considerato che camminavamo con le nostre bici ingombranti in mezzo alla folla in festa.

Alla fine quando stavamo per rinunciarci troviamo la casa che era nascosta da alcuni danzatori. Qui veniamo accolti da un signore che ci fa parcheggiare le bici nel suo box e ci mostra la casa raccontandoci aneddotti sulla stessa (ci scappa la pipi!) il tutto naturalmente in perfetto inglese. Io purtroppo dopo i primi dieci minuti non lo ascolto più ho urgenza di un bagno così appena ci dà la chiave andiamo in camera. Si trova nei piani alti e come al solito per raggiungerla la scala è molto ripida. In Olanda le scale hanno sempre i gradini stretti e sono molto ripide, quando scendi è sempre meglio procedere al contrario. Doccia veloce con cambio abbigliamento e via a goderci le ultime ore di sole e perché no anche la festa che sta terminando con tanto di finale musicale.

La mattina mentre ci dirigiamo verso Kaag prendiamo la nostra prima pioggiama siamo ben attrezzati anche se non proprio belli a vedersi; l’importante è essere ben protetti.

Abbiamo prenotato tramite internet l’hotel Orion (75 euro con colazione), Kaag si trova su un isolotto raggiungibile dalla terraferma con un traghetto che non passa spesso; noi però siamo stati fortunati abbiamo aspettato solo una ventina di minuti.

Raggiungiamo l’albergo e poi usciamo per un giretto a piedi e per sistemare il cambio della bici di Paola che non funzionava bene., Alla sera ceniamo in un ristorantino dove ancora una volta realizziamo che bere acqua imbottigliata costa un capitale (9,50 euro per una bottiglia da litro) meglio l’alcool (birra).

La mattina dopo in sella alle nostre fedelissime ci dirigiamo verso Haarlem. La giornata è bella anche se si sta alzando un bel venticello. Pedalare con il vento contro non è facile soprattutto quando lo stai facendo su una stradina in mezzo a due canali e vedi il tuo compagno piegato come in pista su una curva parabolica e ti domandi: “ma sarò così anch’io?” Qualche volta Paolo si girava per vedere se ero alle sue spalle, io sono sempre dietro perché sono lenta, ma ha confessato che non se la sentiva di dirmi qualcosa quella mattina perché lo sforzo era davvero notevole.

Anche qui ci rivolgiamo all’ufficio turistico per trovare una sistemazione per la notte ma ormai abbiamo capito che ogni ufficio ha le sue organizzazioni e questo ci dice i nomi di alcuni alberghi ma dobbiamo verificare noi direttamente le disponibilità. Troviamo posto all’Hotel Amadeus (85 euro) che affaccia sulla piazza principale raggiungibile tramite una ripidissima scala e ancora con la camera da sistemare visto che gli occupanti se ne sono andati da poco (oppure erano in ritardo loro con la sistemazione!). Per far passare il tempo torniamo in piazza dove al centro ci sono molte bancarelle. Nel pomeriggio decidiamo di andare a vedere il mare approfittando delle bici leggere senza zaini. Passiamo davanti alla stazione ferroviaria e vediamo i famosi “parcheggi delle bici” dei pendolari che utilizza un sistema di parcheggi a due piani molto ingegnoso. La strada per il mare è molto bella ma c’è un vento incredibile, si pedala ma sembra di essere fermi. La sera il tempo peggiora infatti ceniamo in un posticino molto carino dove c’è anche la connessione wi-fi così prenotiamo un b&b per il giorno dopo.

Facciamo colazione e ci prepariamo alla nostra prima trasferta sotto l’acqua visto che già sta iniziando a gocciolare. Per tutto il percorso non smetterà mai di piovere e raggiungeremo Alkmarr sotto una pioggia battente. Quando arriviamo a destinazione siamo d’accordo con il proprietario di telefonare per farci aprire l’appartamento (prenotato tramite il sito http://www.bedandbreakfast.nl 40 euro a notte senza colazione). La signora è molto gentile e visto il nostro stato, siamo molto infreddoliti, ci accende anche il riscaldamento per permetterci di asciugare l’abbigliamento. La casa è molto bella e ben tenuta, fino a non molto tempo prima ci abitava lei. Come ospiti ci siamo solo noi e un signore che passa la notte ma è in trasferta per lavoro e quindi non lo vedremo mai. Nel pomeriggio smette di piovere ma si alza un vento forte che soffierà per tutta la notte ma che ci regalerà una stupenda mattina il giorno dopo. E’ stato elettrizzante pedalare sotto la pioggia, fradici al punto che i piedi nelle scarpe sembravano pesci: il rumore dell’acqua ti picchietta come fossi pianta, fiore, foglia.

Partiamo per raggiungere Volendam dove abbiamo cercato di prenotare un altro b&b che però non ci risponde. Quando arriviamo l’ufficio turistico alla fine ci propone proprio quel b&b che si trova in una zona periferica e tranquilla in cui pernotteremo per un paio di giorni. E’ gestito da una coppia di persone anziane molto gentili.

Il paesino è molto carino anche se al mattino è preso d’assalto da gruppi di turisti che arrivano con pullman di giri organizzati, sostano al molo dove ci sono diversi negozietti di souvenir e poi via. Alla sera c’è in giro poca gente e si sta veramente bene.

La mattina di venerdì 17 di buon’ora partiamo per rientrare ad Amsterdam. La giornata è bella e visto che è ancora presto lasciamo i bagagli al deposito della stazione ferroviaria e alleggeriti del peso facciamo un giro per la città godendoci ancora le biciclette. Restituite le stesse prendiamo un treno che ci porterà a Eindhoven dove passeremo la notte (Crown hotel prenotato con booking.com 65 euro senza colazione) e il mattino dopo prenderemo l’aereo della Ryanair delle 12.20 che ci riporterà a Orio (76 euro con un bagaglio).

La cittadina di Eindhoven è molto diversa da quelle che abbiamo visto finora. L’architettura è molto moderna però la zona pedonale è molto estesa.Iinoltre essendoi venerdì sera scopriamo che i negozi rimangono aperti fino a tardi e la gente, come nella maggior parte del nord Europa, fa baldoria fino a tardi.

Devo dire che è stata una delle più belle vacanze che abbiamo fatto, cercheremo di rifarla magari pianificando meglio gli spostamenti e prenotando i pernottamenti in anticipo visto che ora sappiamo come organizzarci con cartine ed altro.

A parte che avere con te il bagaglio (come quando siamo stati in vacanza in montagna con lo zaino in spalla) che contiene tutto ciò che occorre ti da un senso di autosufficienza, ma un altro motivo per cui è bello fare una vacanza in bici è che ogni cosa ti arriva nei dettagli: i borghi con le loro casette colorate, gli aironi e le anatre sui canali, le mucche che divorano campi enormi d’erba e pale eoliche che girano per produrre energia. Sei sempre all’aria aperta, la parcheggi ovunque, se ti vuoi fermare in un posto ti fermi e se non ti piace riparti, insomma libertà assoluta!



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