Benvenuti nella Corea del Nord

Questo Paese merita di essere visitato per conoscere meglio la sua cultura e lasciarsi rapire dalle atmosfere uniche e misteriose. Benvenuti al 38° parallelo!
Scritto da: franxx
benvenuti nella corea del nord
Partenza il: 06/10/2011
Ritorno il: 15/10/2011
Viaggiatori: 1
Spesa: 2000 €

Un viaggio diverso, in una nazione bistrattata dai media che la descrivono come l’impero del male. Niente di più falso, la Corea del Nord merita di essere visitata per conoscere meglio la sua cultura, viverla nei suoi contrasti e lasciarsi rapire dalle atmosfere uniche e misteriose. Benvenuti al 38° parallelo! Viaggio fatto con un gruppo di 10 persone, di cui io, l’unico Italiano.

Due. In Corea, tutto è doppio. Due sono le Coree, quella del Nord e quella del Sud, due sono i Mondi a cui appartengono, uno sfacciatamente capitalista e l’altro un paradiso stalinista. Due sono le realtà che attraverseranno i miei occhi, quella reale e quella della propaganda. Due sono i leader che governano, Kim Il Sung, il padre della patria, e Kim Jong Il, il “caro Leader”. E due sono anche le guide che verranno a prendermi all’aeroporto, e che per tutto il mio soggiorno in Corea del Nord mi scorteranno, mi osserveranno, risponderanno alle mie domande e m’incuriosiranno con i loro modi bizzarri, un momento incredibilmente misteriosi e un’attimo dopo terribilmente sinceri. Mr. Lim e la Signorina Kim mi danno il benvenuto in una Pyongyang fresca di pioggia, che davanti ai miei occhi, si manifesta in ampi viali di tipo stalinista percorsi qua e là da qualche raro veicolo, statue gigantesche che incitano alla forza e al patriottismo, enormi piazze piene di bandiere rosse e qualche ragazza che vestita con il “josenot” il colorato abito nazionale Coreano, s’affretta a salire su autobus decrepiti ed affollati. Mentre fuori dal finestrino del minibus scorre la città e le nostre guide ci riempiono di dettagli pieni di propaganda sul loro grande paese e di quanto siano fortunati a vivere qui, non posso fare a meno di pensare che non sono mai stato così lontano da casa. Non come fattore geografico, ma proprio come fattore mentale, culturale, sociale. Qui si parla delle atrocità compiute dai Giapponesi con un grande fervore, della guerra di Corea come se fosse appena finita o come se dovesse da un momento all’altro riprendere vita, della fede “Juche” come unica ragione di vita, ovvero un mix di stalinismo e confucianesimo. Internet non esiste e nemmeno i telefoni cellulari. Forse sono finito in una dimensione spazio-temporale che ancora non conosco, perché qui, il tempo come lo intendiamo noi, si è inesorabilmente fermato, ma che al contempo è capace di sedurre, di attrarre, di confonderti. Il buio si e’ già impossessato del cielo quando arriviamo in hotel, e curiosando fuori dalla finestra della mia stanza, rimango sorpreso nel vedere che le tenebre sono scese su Pyongyang. Le uniche luci che si scorgono sono quelle della torre Juche, di un rosso intenso, e quella di una macchina che sta correndo solitaria lungo il fiume Taedong. Anche il silenzio è irreale, non lo si avverte solamente ma lo si può davvero percepire in tutta la sua potenza.

il risveglio nella capitale

Al mattino, tirando le tende, finalmente lo skyline della capitale si manifesta in tutta la sua opulenza, perché Pyongyang è una metropoli, la sola nella Corea del Nord, dove enormi grattacieli svettano nel cielo azzurro senza nuvole, mescolandosi all’architettura tipica del socialismo reale, dandole così un fascino molto singolare e decisamente unico. E un fascino tutto suo, ha anche la deposizione di fiori, rituale obbligatorio per ogni gruppo che viene in visita qui, ai piedi della gigantesca statua di Kim Il Sung, il padre fondatore di questo Paese, che dall’alto dei suoi 20 metri, guarda ogni cittadino. Milioni di Nordcoreani vengono qui ogni anno a visitare e offrire rispetto al leader mai dimenticato, quindi, anche il nostro gruppo, dopo aver ricevuto una breve lezione su come porgere omaggio nella maniera corretta, compra un mazzo di fiori in un chiosco e s’inchina, tutti all’unisono, davanti a questo gigante di bronzo depositando poi i fiori ai suoi piedi. Non c’è dubbio che Kim Il Sung sia amato e venerato, come un padre, come un Dio. Quando le nostre guide ci parlano dei suoi sforzi, delle sue idee e dei suoi progetti, hanno le lacrime agli occhi e l’emozione rompe le loro voci. Forse per noi è inimmaginabile questo tipo di venerazione, e tantomeno mi sento di giudicarli. Così, quando subito dopo visitiamo il Mausoleo del defunto leader troviamo pazientemente in fila brigate di operai in divise da lavoro, contadini vestiti con l’unico abito elegante che possiedono, soldati in uniforme che vengono a prostrarsi pieni di dolore davanti al corpo imbalsamato della loro guida. Non ho mai visto così tanta gente piangere simultaneamente di profondo dolore, di disperazione. Rimango davvero senza parole davanti alla loro pena, perché sarebbe difficile trovare un termine, uno qualsiasi, per descrivere le sensazioni che provo davanti a questa folla in lacrime. Le guide in seguito, ci informano che è dovere di ogni cittadino della nazione di venire a omaggiare il defunto leader almeno una volta l’anno, cosa che fanno con un fervore quasi religioso.

Nel cuore della NAZIONE

E che Pyongyang (e forse tutta la Corea del Nord) sia dedicata a Kim Il Sung lo rispecchia anche il fatto che la piazza principale, dove con il gruppo ci rechiamo in seguito, si chiama… indovinate un po’… Piazza Kim Il Sung. Questo luogo è il cuore pulsante della nazione, dove vengono regolarmente eseguite la maestose parate militari del primo maggio, e dove si celebrano gli avvenimenti e le celebrazioni più importanti. La piazza inoltre, che come potete facilmente immaginare è di dimensioni enormi ed è tra l’altro, una delle più grandi di tutta l’Asia, ospita la sede del Partito Comunista, facilmente riconoscibile dalle due gigantografie di Marx e Lenin, il museo di arte e cultura Coreana e la biblioteca più grande del paese, sede nazionale per gli studi sul “Juche”, l’ideologia ufficiale della Repubblica Democratica di Corea, nonché il sistema politico su cui si basa. Significa letteralmente “corrente principale” e identifica i cittadini Coreani come gli artefici dello sviluppo della nazione. Kim Il Sung descrisse il “Juche” come l’idea secondo cui “l’uomo è il padrone di ogni cosa e decide ogni cosa” e da questa idea, si è sviluppata questa disciplina che trae le sue radici da un mix di confucianesimo e stalinismo, e che mira a creare una nuova società, priva di classe sociali e al contempo influenzata dal culto dell’autorità. E parlando di “Juche”, di fronte alla piazza, oltre il fiume Taedong, si erge in tutta la sua altezza, la torre Juche, dominata da una fiamma (non vera) che s’illumina di notte e da dove godiamo di una vista mozzafiato su tutta la città. Che il tempo qui a Pyongyang si sia fermato ad altre epoche, ci verrà dimostrato anche in serata, quando andiamo allo stadio 1° maggio, lo stadio più grande del mondo, dove assisto ad uno degli spettacoli più belli, incredibili e stupefacenti che abbia mai visto: i giochi di massa del festival Arirang. Ginnasti, atleti, soldati, bambini e spettatori sugli spalti si esibiscono in esercizi di sincronia con cartoncini colorati ed altri oggetti, creando suggestive coreografie che illustrano la storia Coreana, il partito dei lavoratori, l’esercito e, certo non potevano mancare, Kim padre e Kim figlio. Ogni dettaglio è curato, ogni persona è in sincronia, e lo spettacolo a cui assistiamo è semplicemente riassumibile in una parola: stupendo!



  • c3821437@drdrb.com [email protected]
    Non lo vedi che è sempre la stessa persona, che fanno falsa pubblicità ad una falsa vacanza ? Non ti devi fidare ... Ci sono un sacco di altri posti belli da visitare nel mondo senza rischiare la pelle ed in pace con la propria cosienza."
  • c3821437@drdrb.com [email protected]
    Non lo vedi che è sempre la stessa persona, che fanno falsa pubblicità ad una falsa vacanza ? Non ti devi fidare ... Ci sono un sacco di altri posti belli da visitare nel mondo senza rischiare la pelle ed in pace con la propria cosienza."
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    Non lo vedi che è sempre la stessa persona, che fanno falsa pubblicità ad una falsa vacanza ? Non ti devi fidare ... Ci sono un sacco di altri posti belli da visitare nel mondo senza rischiare la pelle ed in pace con la propria cosienza."
  • c3821437@drdrb.com [email protected]
    Ti piace rischiare la pelle della tua sposa eh ... !!!"
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    Ti piace rischiare la pelle della tua sposa eh ... !!!"
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