Belize e Messico… il tocco inglese

Belize: interno con puntata al bellissimo sito Maya di Tikal. Relax al mare di San Pedro Ambergris. Sosta alla magnifica Laguna Bacalar. Sorprendente Messico coloniale di Durango e Zacatecas!
 
Partenza il: 09/08/2013
Ritorno il: 01/09/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Una spada con elsa argentata, un ampio cappello nero con una lunga piuma e degli stivali sblusati. Tanto mi parve sufficiente per sentirmi un vero corsaro, pronto a emozionarmi per le avventure che mi sarebbero sicuramente capitate. Almeno fino al martedì grasso. Sono passate molte quaresime, ma il fascino esercitato dai racconti pirateschi è rimasto solo sopito sotto la cenere degli anni e per risvegliarlo è stato sufficiente una visita ai Caraibi. Una mattina d’agosto a Chetumal, nella penisola dello Yucatàn, ci ritroviamo Paulina ed io. La città ha la grande speranza di attrarre almeno una piccola parte del turismo massiccio che si accalca nel resto della penisola, ma, a giudicare da una breve occhiata, la fiducia è mal riposta. Tra i vari tentativi il governo della città ha pensato di creare un bel Museo Maya, sito proprio davanti al nostro Hotel. Perché non andare a fare una visita, tanto più che piove a secchiate? Purtroppo abbiamo fatto i conti senza il calendario: è lunedì e, come nel resto del mondo, il museo è chiuso. Sconforto. Confidiamo che il dio Tlaloc-Chaak ci faccia la grazia di smettere di frignare e ci dirigiamo verso la Laguna di Bacalar, una fantastica laguna turchese, una volta infestata dai pirati…. Ma andiamo per ordine.

09 Agosto: Si vola

Prima giornata passata in viaggio, con lunghissima sosta a Madrid (5 ore) dove ho patito la fame, visto che nel nuovissimo Terminal di Madrid (4S, come il telefonino) ancora i negozi sono in costruzione, e mi sono dovuto accontentare di una mezza baguette al prosciutto (semi irrancidito) per di più carissima dell’unico bar sfigato aperto.

Seguono una decina di ore intrappolato nella pancia della balena volante, fino a Città del Messico. Come la mia prima volta rimango affascinato dall’imponente e apparentemente senza fine, mare di luci della città, che di notte e dall’alto fa un effetto magnifico.

Di notte… e dall’alto…

10 Agosto: Città del Messico

Appena esco dall’aereoporto, la prima sorpresa: un freddo micidiale: 14 gradi! Mi ficco l’unica felpa che mi sono portato, vado all’hotel con la navetta (che si trovata a passare per fortuna subito), mollo i bagagli e vado a prendere Paulina al Terminal degli autobus. Arrivo un paio d’ore prima di lei e le passo osservando la varia umanità che affolla la Terminal Norte già dalle sette di mattina. Come sempre ci sono molti addetti alla pulizia che passano e ripassano in continuazione con la scopa, e la loro aria perennemente afflitta. Spingono il lungo bastone col grande mocio in fondo, lustrando a specchio i pavimenti..

Come le sirene dell’Ulisse dii Joyce, le addette alla vendita dei biglietti degli autobus, mezzobusto, cercano di attirare i clienti chiamandoli ad alta voce. Dopo aver dato il mio grande contributo a lucidare il pavimento col mio passeggio, arriva Paulina!

Facciamo un giretto per il centro storico, affollato per il fine settimana. Cerchiamo di vedere i murales della SEP, il Ministero della Pubblica Istruzione, ma è Sabato e sono chiusi (è la seconda volta che proviamo a visitarlo ma non ci siamo riusciti neanche stavolta)

Città del Messico è un grande mercato. In ogni angolo (retto o piatto che sia) si trova qualcuno che vende qualcosa. Nei corridoi della metro ci sono mille venditori che cercano di piazzare qualunque cosa sia vendibile, ovviamente anche nelle carrozze c’è un sali scendi di venditori urlanti. Gli articoli più gettonati sono i CD con centinaia di canzoni pirata, la tecnica di vendita prevede di caricare in spalla uno zainetto con una potente cassa, dal lettore mp3 far sentire giusto l’inizio delle prime canzoni per invogliare l’acquisto. Seguono gomme da masticare, caramelle, guanti da lavoro, uccelli di carta che volano sbattendo le ali… Uno vendeva persino il Codice Civile ed il Codice Penale!

Tra il grida-grida, cantato o con le mani a imbuto, o con il megafono, per la strada una signora col camice bianco, cercava di vendere degli occhiali da vista ad un malcapitato. Gliene ha messi due o tre paia in mano e “provali!” gli gridava. Nella piazza dello Zocalo (la principale della città) si trovava chi, sempre col professionale camice immacolato, si offriva di fare massaggi alla schiena e chi, ancora col candido coprivestiti offriva di misurare la pressione “arteriosa” (caso mai a qualcuno venisse il dubbio che misurassero quella venosa)

11 Agosto: Teotihuacan

Oggi abbiamo appuntamento con degli zii gentilissimi di Paulina. Facciamo la solita abbondante colazione messicana: uova, chilaquiles (pezzi di tortillas fritti e ricoperti di salsa piccante), trippa, ma anche frutta, yoghurt, cereali e té. Immancabili anche i fagioli serviti in un pentolone dove nuotano come squali dei peperoncini interi dall’aria molto mordace. Gli zii cii vengono a prendere all’albergo, ci accompagnano a visitare le rovine di Teotihuacàn.

Poco più a nord di Città del Messico si trovano delle imponenti e famosissime piramidi. E’ quello che resta di una città molto antica, precedente gli Atzechi, e di cui si conosce poco. Lo stesso nome, Teotihuacan (città degli dei, o città dove si fanno gli dei) gli è stato dato dagli Aztechi, ma non era il nome con cui si chiamavano i costruttori della città.

Il sito è composto dalla lunga strada “Calzada de los Muertos”, chiamata così perché le costruzioni a lato furono considerate dagli spagnoli, erroneamente, delle tombe. A metà si trova la grande Piramide del Sole. E che facciamo, non ci saliamo?

E’ domenica, c’è molta gente e la fila è lunga. La salita non è impegnativa, ci sono dei passamano. La difficoltà è la lentezza con cui si muove la coda, ma presto arriviamo sulla piatta ed ampia cima, dove la folla si addensa nel punto più alto. Tutti sono protesi a toccare col dito indice il centro della Piramide. Per prendere l’energia. Come fossero i controllori dell’Enel. Piuttosto direi per prendere qualche malattia, visto il tocca-tocca generale.

Il panorama spazia su tutta la lunghissima Calzada (2 Km) fino alla bella Piramide della Luna che si trova in fondo al vialone.

Guarda la gallery
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Tikal, Tempio principale

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Rice and Beans

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Aquila Azteca

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Bacalar

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La statica

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Tra la spiaggia e la barriera corallina

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Spiaggia di Ambergris

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Durango



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