Balcani on the road 2

Girovagando tra Bosnia, Montenegro e Croazia
 
Partenza il: 04/08/2017
Ritorno il: 19/08/2017
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

Abbiamo deciso di fare questo viaggio attratti principalmente dalla Bosnia Erzegovina, di cui sapevamo ben poco, a parte i tristemente noti fatti riguardanti la guerra.

L’unica cosa che assolutamente non può mancare per girare in auto nei Paesi dei Balcani è la carta verde! Molte assicurazioni italiane non la stampano più in originale, ma dovete chiederla, perché in alcuni Paesi la copia o il pdf non sono validi.

Abbiamo organizzato tutto noi, come sempre, siamo andati con la nostra auto e abbiamo prenotato tutti gli hotel su booking.

GIORNO 1: ARRIVO A ZAGABRIA

Siamo partiti alle 12.30 da Monza e alle 19.30 siamo arrivati a Zagabria. È andata ancora bene se consideriamo che è il 4 agosto e che abbiamo trovato più di un’ore di coda per lavori in autostrada in Italia e che abbiamo perso circa 30 minuti per acquistare la vignetta Slovena. In Croazia le autostrade si pagano come da noi, quindi non è necessario acquistare niente e anche alla frontiera tra Slovenia e Croazia ce la siamo cavata abbastanza velocemente, una ventina di minuti.

Arriviamo al Palace Hotel, in pieno centro, e usciamo subito a piedi per cena. Mangiamo un ottimo hamburger e torniamo abbastanza presto in hotel, stanchi.

GIORNO 2: ZAGABRIA

Visitiamo tutto il giorno la città alta e bassa e i suoi parchi. Piccola ma molto carina e soprattutto molto vivace. Alla sera ci sono proprio due vie nella città bassa piene di locali e ristoranti uno accanto all’altro. Avrete l’imbarazzo della scelta per mangiare e per bere.

GIORNO 3: ZAGABRIA – SARAJEVO

Partiamo al mattino presto perché abbiamo paura di trovare una coda infinita al confine e invece ce la caviamo in mezzoretta. Appena entriamo in Bosnia abbiamo la sensazione di essere in un Paese fermo a 20 anni fa. Le strade non sono tenute benissimo come in Croazia, non esiste l’autostrada, ma c’è solo una statale tutta a curve, con limite di velocità basso (70 km/h al massimo) e con un grande cartello che vieta di fare foto…

Anche se i km tra Zagabria e Sarajevo non sono moltissimi, ci impieghiamo quasi 6 ore ad arrivare, perché le strade bosniache sono veramente lente… solo per gli ultimi 40 km c’è l’autostrada.

Il paesaggio che ci accompagna per tutto il viaggio è verde, paesi praticamente inesistenti, qualche casa bombardata e ogni tanto qualche minareto in lontananza.

Arriviamo a Sarajevo verso le 14 e alloggiamo all’hotel Story, in centro, praticamente nella Bascarsija, il quartiere turco.

Giriamo per tutto il quartiere e ci perdiamo nei meravigliosi vicoletti e poi visitiamo il lungo fiume. Saliamo anche in uno dei (purtroppo) tanti cimiteri che sorgono un po’ su tutte le colline e poi ci fermiamo a cena da Inat Kuca, sul fiume, assolutamente consigliato.

GIORNO 4: SARAJEVO

Giriamo ancora per la città, tutta la mattina per vedere quello che ci mancava e alle 13 facciamo un tour in inglese “sarajevo Under the siege” con un’agenzia del luogo che ci porta a vedere il Tunnel della guerra e i siti abbandonati delle Olimpiadi del 1984 (facciamo circa 1,5km a piedi sulla pista da bob); ci fermiamo anche per vedere un cimitero ebraico e passiamo per il viale dei cecchini, tristemente noto per la guerra.

GIORNO 5: SARAJEVO – BUDVA (MONTENEGRO)

Giornata interamente dedicata al viaggio. I km son quasi 300, il navigatore dice che ci metteremo più di 5 ore. In realtà considerando le frontiere ce ne mettiamo quasi 9… un viaggio infinito su e giù per le montagne, alla fine arriviamo alla frontiera con una strada a tratti non asfaltata e perdiamo quasi 2 ore con il doganiere bosniaco che cerca ogni scusa per avere qualcosa in cambio… Arriviamo a Budva nel tardo pomeriggio stanchissimi.

GIORNO 6: BUDVA

Giornata di relax dopo la faticaccia di ieri. Prendiamo una barca che ci porta a fare un giro a Sveti Stefan e poi sull’isola davanti a Budva (hawaii), dove prendiamo due lettini e un ombrellone con 10 euro e ci rilassiamo fino al tardo pomeriggio.

Usciamo all’ora di cena e andiamo a fare un giro sul lungo mare (un susseguirsi di ristoranti) e arriviamo alla città vecchia, circondata dalle mura (all’interno fa un caldo terribile).

Budva è una sorta di Riccione, ma con ancora più gente, tutti giovanissimi, una sacco di discoteche e locali sulla spiaggia… se non vi piacciono i luoghi affollati, evitatela.

GIORNO 7: KOTOR

Ci spostiamo a Kotor, a soli 20 km. La giornata è caldissima, così decidiamo di prendere una barca e facciamo un giro nella baia di Kotor. Visitiamo l’Isola di San Giorgio e Perast e per il primo pomeriggio siamo di ritorno. Aspettiamo le 17 e decidiamo di salire alla fortezza… sono 1350 gradini, spesso sconnessi tutti sotto il sole. Arriviamo in cima sciolti per il caldo, ma la vista mentre si sale e quando si arriva in alto è impagabile. Ci godiamo il tramonto da lì… bellissimo. Per sera ceniamo in un ristorante fuori dalla città vecchia, in riva al mare.

GIORNO 8: KOTOR

Oggi decidiamo di salire lungo la strada panoramica e raggiungere il Parco di Lovcen. Si sale parecchio, la strada ha 25 tornanti (numerati) e anche qui la vista è molto bella. Riusciamo a vedere tutta la baia dall’alto e il fiordo si vede benissimo. Arrivati in cima, saliamo a piedi al Mausoleo.. c’è un’aria bella fresca. Dalla cima si vedono i numerosi incendi che stanno colpendo il Montenegro. Per cena andiamo in un altro ristorante, il Galion: elegante e romantico, ci godiamo un’ottima cena di pesce a lume di candela.

GIORNO 9: KOTOR – MEDJUGORIE – MOSTAR

Partiamo prestissimo per cercare di evitare code alla frontiera con la Bosnia. Arriviamo a questa frontiera (una nuova, diversa da quelle già percorse), molto presto al mattino e dopo aver “svolto le solite formalità” con il doganiere, entriamo in Bosnia e andiamo alle cascate di Kravice. Il tempo è nuvoloso, sembra che stia per piovere. Scendiamo alle cascate quasi per primi, così riusciamo a fare delle belle foto, ma non facciamo il bagno: la portata d’acqua è molto bassa e il laghetto dove di solito si può nuotare, sembra una pozza di acqua ferma… non è allettante. Proseguiamo per Medjugorie: quando arriviamo c’è la Messa in italiano. Ci fermiamo a sentirla, compriamo qualcosa da portare a casa, pranziamo e partiamo per Mostar. Mostar è pieno di edifici non ricostruiti dove i segni della guerra sembrano evidenti, come se fosse stata il giorno prima… impressionante. La cosa che ci è piaciuta meno è che era pieno di italiani e che è molto più turistica di Sarajevo. Addirittura accettano gli Euro come se fosse una seconda moneta ufficiale.



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