Bahamas Mama 2

Le Bahamas non sono esattamente come ce le aspettavamo. Sono a tratti selvagge, incontaminate, sono un paradiso naturale in cui convivono animali e uomini in perfetta simbiosi e con altissimo rispetto reciproco. Tutto procede ad un ritmo completamente diverso dal nostro, a cui noi, inaspettatamente, ci siamo subito adattati, lasciandoci...
Scritto da: bahamasmama
bahamas mama 2
Partenza il: 05/01/2011
Ritorno il: 16/01/2011
Viaggiatori: 2
Spesa: 2000 €

05/01/2011

Partenza da Bologna ore 7.15. Arrivo a Parigi, prendiamo la coincidenza per Miami con “transfer” attraverso Philadelphia. Dopo 2 scali quindi raggiungiamo Miami, e passiamo la notte nel nostro lussuoso hotel da 44 $, l’Airways airport Inn, tutti meritati sia per il servizio navetta gratuito che per il bellissimo locale stile american sport bar a cui si accede direttamente dalla hall, e dove si mangiano ottimi hamburger! Per il resto la moquette verde anni 70 e da allora mai cambiata, e la scarsa pulizia delle camere lo rendono perfetto solo per una notte al risparmio.

06/01/2011

La navetta c’è ogni ora, noi prendiamo quella delle 8.00 e arriviamo all’aeroporto. Non si capisce veramente nulla, e dopo numerosi consigli arriviamo nel gate giusto. Ore 11.00 arriviamo finalmente a destinazione, Freeport, Grand Bahama. Il cielo è nuvolo e non c’è esattamente un clima caraibico come dalle nostre aspettati ve, ma nonostante questo ci sembra di essere sbarcati in un paradiso. Usciti dall’aeroporto cerchiamo un taxi, e un’inserviente ci trova un taxi-limousine. Peccato che nonostante numerosi tentativi non volesse proprio partire, quindi scarichiamo i bagagli e abbandoniamo l’idea del nostro primo giro in limousine anni 80, e saliamo su un pulmino sgangherato ma funzionante. Per 25 $ ci porta all’hotel (tariffa standard), il Flamingo Bay, che è un complesso splendido con bellissime camere che noi abbiamo scelto perché hanno anche l’angolo cottura, e possibilità di sfruttare tutte le strutture del vicino Taino Beach Resort, compresa la piscina da film e l’accesso alla spiaggia. L’albergo ci prenota già il taxi per il trasferimento di 3 giorni dopo all’aeroporto di Freeport. Date le condizioni meteo non favorevoli, dopo una prima passeggiata sulla spiaggia (meravigliosa!!) decidiamo di sfruttare quello che resta della giornata per visitare il Lucaya Market e fare un po’ di spesa. Prendiamo il ferry boat a cui si accede direttamente dal porticciolo dell’hotel, al costo di 5 $ a persona andata e ritorno. E’ il modo più veloce e economico per raggiungere il centro di Lucaya, dato che la conformazione dell’Isola, fatta attraverso canali rende impraticabile il percorso a piedi. L’equivalente di 500 metri in linea d’aria sarebbero 5 miglia di camminata. Appena sbarcati andiamo a prenotare lo scopo fondamentale di questo viaggio: prenotiamo la nostra esperienza con i delfini: uno “swim with dolphins” e un “dolphins encounter” per il giorno successivo alle 14.00. Totale costo= 251$.

Visitiamo il Lucaya Market, che è molto carino e offre la possibilità di comprare prodotti anche di artigianato locale, tutti a prezzi ragionevoli grazie al duty free. Acquistiamo birra, patatine e qualche biscotto, e mangiamo uh hot dog e proviamo una “conch salad” in una baracchina. In realtà volevamo mangiare altri tipi di conch, ma il negoziante non ci ha dato molte alternative; ingredienti: peperoncino, cipolla, conch, pomodori, il tutto affogato nel succo di lime. Risultato: non è piaciuto neanche al gatto che passava di li! Meno male che invece i pesci del molo lo hanno apprezzato ..

Ci accorgiamo però che non ci sono negozi di alimentari, e il nostro budget prevede molte cene fatte in casa, quindi ci dirigiamo a piedi verso il supermercato più vicino (che poi cosi vicino non è…) nonostante il consiglio di prendere l’autobus. Mentre camminiamo inizia a piovere. Decidiamo di fare retromarcia, e a 200 metri dal primo porticato disponibile inizia il diluvio universale, tanto che in quei pochi metri riusciamo ad arrivare bagnati fradici. Aspettiamo una mezzora che spiova, e riprendiamo il traghetto verso casa, con tanta voglia di metterci qualcosa di asciutto. Appena prima di imbarcarci troviamo il pane da toast, la nostra salvezza. Giunti in camera tra l’acqua, il fuso orario e la stanchezza decidiamo di fare un riposino, dal quale ci svegliamo il mattino dopo alle 5.30.

07/01/2011

In questo periodo dell’anno il sole sorge verso le 6.30 e tramonta verso le 18.00. Dato che ci siamo svegliati all’alba, anzi prima dell’alba, decidiamo di ottimizzare la giornata: colazione, corsa e bagno in spiaggia. Il check in per i delfini è alle 13.30, quindi ci prepariamo e raggiungiamo il negozio dell’Unexso a Lucaya. Prima di prendere il ferry boat facciamo in tempo a prenotare un auto grazie alla gentilissima signora dell’hotel, che chiama tutte le compagnie per trovare il prezzo minore. Avis è la più cara, quella che troviamo noi è una compagnia locale totale costo dell’auto: 65 ­­­+ 12 $ di assicurazione. Raggiungiamo l’Unexso, e io mi metto la muta da sub (la temperatura non esterna non è proprio perfetta per le immersioni). Raggiungiamo il sito per il nuoto con i delfini, ma dato che facciamo due attività diverse ci separano. Marco gli dà da mangiare e gli fa i grattini, io nuoto con Daphne, e che mi abbraccia e mi dà i baci. Uno spettacolo, ed era il mio sogno… La cosa bella di questo sito a differenza di altri è che i delfini non sono in cattività ma semi addestrati, vivono in mare aperto e sono liberi di entrare e uscire a loro piacimento dalla Salvation Bay. Il sito è molto carino e finite le attività, che durano circa 40 minuti, siamo andati anche a giocare con i pappagalli. Raggiungiamo l’albergo e ci aspetta la nostra auto a noleggio. Il tizio che ci viene a prendere in albergo ci spiega nel tragitto verso l’agenzia le strade e ci da alcuni consigli utili per la guida a sinistra, che sperimentiamo per la prima volta. Dopo qualche piccola difficoltà iniziale nella guida, riusciamo a raggiungere il nostro hotel. Proviamo poi il cavern bar, un barettino fatto in una grotta sotto la piscina, con un bancone rotondo in cui da una parte ci si può fermare per una sosta direttamente dalla piscina, con tanto di sedili sott’acqua. Prendiamo 4 cocktail visto che c’è l’happy hour, due may tay, e due tequila sunrise. Totale 14 dollari. Passeggiata con tramonto sulla spiaggia, poi torniamo in camera, mangiamo una pasta cotta con il nostro fornellino elettrico Chico (che con la 110 W di elettricità non rende proprio al massimo), e verso le 20.00 siamo già a letto.



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