Avventura, imprevisti, incantesimi

V e n e z u e l a 11 Agosto 2000 / 27 Agosto 2000 11 Agosto 2000 … Si parte… L’appuntamento è fissato per le ore 15,30 al Guglielmo Marconi di Bologna. Luca e Roberta sono già arrivati. Il tempo di ricontrollare tutti i documenti, fare il check-in, spedire le valige ed il nostro viaggio ha inizio con il saluto a tutti coloro...
Scritto da: marco-monottoli
avventura, imprevisti, incantesimi
Partenza il: 11/08/2000
Ritorno il: 27/08/2000
Viaggiatori: in gruppo

V e n e z u e l a 11 Agosto 2000 / 27 Agosto 2000 11 Agosto 2000 … Si parte… L’appuntamento è fissato per le ore 15,30 al Guglielmo Marconi di Bologna.

Luca e Roberta sono già arrivati. Il tempo di ricontrollare tutti i documenti, fare il check-in, spedire le valige ed il nostro viaggio ha inizio con il saluto a tutti coloro che ci hanno accompagnato: Anna, Giorgio e Marzia.

Primo imprevisto: Luca ha con se un coltello che ovviamente viene bloccato al controllo: deve spedirlo come bagaglio: il volo Iberia per Madrid è già stato chiamato: manchiamo solamente noi all’appello. Finalmente Luca arriva e possiamo imbarcarci.

Il volo è tranquillo: arriviamo a Madrid e come da programma, veniamo accompagnati all’Hotel Colon per la notte.

Ultima notte europea…Poi chissà !!! 12 Agosto 2000 Alle 10,30 lasciamo l’Hotel Colon per l’aeroporto: spediamo gli ingombranti bagagli e attendiamo il nostro volo, previsto per le 12,00.

Iberia annuncia la partenza del volo per Caracas: ci imbarchiamo sul DC10 della Compagnia Spagnola che ci porterà fino in Sud America con un tranquillissimo volo di circa 10 ore.

Dall’oblò ecco spuntare la costa venezuelana…Le favelas…Siamo in Sud America !! Alle 15,30 circa atterriamo all’aeroporto Internazione Simon Bolivar di Caracas: l’impressione è di uno scalo piccolo rispetto a quanto ci si possa immaginare: ci sono pochi aerei e l’aerostazione non è grandissima…Strano..!! Attendiamo i nostri bagagli ,che ritiriamo da li a poco, e ci affrettiamo a compiere le formalità doganali per l’ingresso nel Paese.

Ci troviamo quasi subito circondati da una moltitudine di persone che ci propongono taxi,cambi, viaggi,escursioni, insomma un vero fastidio anche perché non è facile svincolarsi da questi personaggi che spesso sono insistenti e non cedono ai nostri rifiuti.

Ci rivolgiamo alla Herz per informarci sul noleggio di un’autovettura: prima “sparata” di prezzo: un milione di Lire per 5 giorni…Ci sembra davvero eccessivo e così decidiamo di andare al Terminal delle partenze nazionali per informarci circa un volo per Puerto La Cruz: purtroppo è tardi, l’ultimo volo della giornata sta completando le operazioni di imbarco e comunque non ci sarebbe stato posto: a questo punto chiediamo per un Volo su Cumanà: c’è posto e compriamo i biglietti ( 70 Dollari per persona): le operazioni di emissione dei biglietti e check-in sono effettuate manualmente e molto lentamente. Terminiamo e ci imbarchiamo quasi subito: sono ormai le 17,30.

Saliamo a bordo di un piccolo e scassatissimo aereo di una compagnia interna e decolliamo alla volta di Cumanà, nello Stato del Sucre dove arriveremo dopo 1 ora e mezza di volo.

Il cielo è temporalesco e il piccolo bielica ha qualche scossone: sorvoliamo le Isole del Parque National Mochima, che sarà la nostra prima meta. Da li a poco cominciano le operazioni di atterraggio: favelas, terra rossa per le strade e pozzanghere la prima sconcertante impressione…E dire che Cumanà è, insieme a Puerto La Cruz, punto di partenza per il Parque Mochima, uno dei più belli della costa Nord.

Scendiamo dal piccolo aereo ed entriamo nella minuscola e calda aerostazione per ritirare i nostri bagagli che, fortunatamente, arrivano senza problemi: siamo gli unici turisti…Ci sentiamo forse un po’ disorientati, ma non lo diciamo. Decidiamo di telefonare per prenotare un alloggio o un albergo: purtroppo nessuno vende targhe telefoniche e quindi vado insieme a Roberta, all’Ufficio della Budget a chiedere di poter fare una telefonata: gentilmente Amarylis, questo il nome della signorina che poi rincontreremo, ci suggerisce la Posada Bubulina’s nel centro di Cumanà: c’è posto e prenotiamo. Prendiamo un taxi che in poco ci porta alla Posada: ad accoglierci Josè Romero che ci accompagna nelle nostre camere: Bubulina’s è una Posada in un edificio coloniale recentemente ristrutturato con il tradizionale patio nel quale si aprono le porte delle camere: fa caldissimo e fortunatamente c’è il condizionatore che però è molto rumoroso e quindi impossibile da tenere acceso durante la notte.

Una rapida doccia e via alla scoperta della Capitale dello Stato del Sucre: sono quasi le 21,00 e abbiamo un po’ fame: decidiamo di cenare in un piccolo ristorante all’aperto nel Parco Ayacucho vicino al Rio Manzanares; nonostante l’ora tarda fa ancora molto caldo e l’atmosfera della città ed i volti delle persone non sono certo raccomandabili né rassicuranti.

Siamo sfiniti..Andiamo a letto.

13 Agosto 2000 Ci svegliamo abbastanza presto, facciamo colazione e cerchiamo di contattare qualcuno per noleggiare un’autovettura: purtroppo è domenica ed in Venezuela nessuno lavora.

Decidiamo, dopo diversi tentativi, di telefonare ad Amarylis, la cortese signorina della Budget: la macchina c’è. Josè Romero ci accompagna all’aeroporto (questo servizio avrà un prezzo) e contrattiamo per il noleggio della splendida Ford Festiva azzurra, che sarà nostra per i successivi quattro giorni.

Partiamo quindi alla volta di Puerto Mochima, uno dei punti di imbarco per le spiagge del Parque National Mochima: il caldo è quasi insopportabile e, dopo aver percorso diverse decine di chilometri lungo una polverosa e dissestata strada, finalmente ci imbarchiamo su una delle barche che accompagnano i turisti nelle diverse destinazioni; Puerto Mochima è un paesino che si sviluppa lunga un’unica strada in parte asfaltata, case di legno basse con lunghi porticati, qualche negozio, un paio di bar: di fronte uno scenario costituito da alte e verdissime montagne che si gettano nel mare formando una costa molto particolare simile ai Fiordi.

La nostra meta è Playa Blanca, forse la più bella; la domenica è sconsigliabile perché le spiagge sono affollatissime di venezuelani: attraversiamo in barca un tratto di mare molto particolare, ricchissimo di vegetazione alta e mangrovie: l’acqua è molto bella ed anche Playa Blanca non è assolutamente male. Cerchiamo subito un posto sulla spiaggia: primo bagno venezuelano in un’acqua cristallina, calda e tranquilla.

Pranziamo in un capanno in riva al mare a base di pesce, arepas e ananas: il paesaggio è stupendo ed il cibo è molto buono. Ci rilassiamo un po’ all’ombra e poi ancora in acqua, mentre si sta preparando a piovere: prendiamo il primo violento acquazzone tropicale che cesserà soltanto dopo il nostro arrivo a Puerto Mochima: sbarchiamo praticamente fradici e ci dirigiamo alla macchina.



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