Australia orientale: consigli e dritte

Tra l’Ayers Rock, Kangaroo Island, Adelaide, Melbourne, Sydney e lungo la panoramica Great Ocean Road
Scritto da: lurens55
australia orientale: consigli e dritte
Partenza il: 05/07/2016
Ritorno il: 24/07/2016
Viaggiatori: 2

 

Giovedì 07-07-16

Come al solito il jet lag si fa sentire. Sonno molto disturbato e alle 5 eravamo svegli a girare nel letto in attesa che facesse giorno. Così alle 8 eravamo già al bar a usufruire del “welcome cappuccino” omaggio. Abbastanza ben fatto. Le brioche invece hanno un’aria tristissima e oltre tutto pure care. Un croissant dall’aspetto appassito quasi 5 AUD. Facciamo un giro per la zona centrale della città per vedere quelle poche cose che la guida suggerisce tra cui la via commerciale (Rundle st. e Rundle Mall) con alcuni vecchi edifici che mi ricordano quelli di Bourbon St. a New Orleans e il Central Market dove abbiamo visto i broccoli venduti a 8.99 AUD/Kg. (cioè più di 6 €), del filetto di vitello a quasi 60 €/kg, sardine a 20€/kg. In generale i prezzi sono abbastanza alti (nei giorni seguenti nei supermercati troveremo prezzi sempre alti, ma abbastanza più bassi di questi). C’è un clima tipo Liguria a gennaio. Ci sono dai 10 ai 12 gradi. La cosa strana è che parecchie persone (sia uomini sia donne) girano in maglietta e sandali senza calze. Adelaide è una tappa funzionale al tour di Kangaroo Island. Per il resto non vale minimamente la pena. Andiamo all’AVIS a ritirare l’auto. Mi danno un SUV enorme con una caterva di automatismi in parte fastidiosi e che non si riesce a capire come disinserirli. Visto che si viaggia al contrario, una macchina così grande proprio non era il caso. Mi fanno una mini lezione sull’uso dell’auto, l’addetto se ne va, regolo il sedile, parto e già il freno a mano elettrico non si sblocca. A forza di fare riesco a sbloccarlo. Risolto il problema si parte per Glenelg, un sobborgo di Adelaide sul mare. Anche questo posto non vale un granché. Mentre giriamo un po’ a caso troviamo un ristorante cinese che propone dei piatti abbastanza attraenti e quindi ci fermiamo a pranzo. I piatti cucinati e serviti costano 10AUD; bottiglietta di birra 7, lattina di coca 5.

Si parte da Glenelg per Wirrina. Arrivando all’hotel ci siamo imbattuti in due canguri presumibilmente mamma a figlio. Buffissimi. Il canguro grande è alto almeno un metro e mezzo. L’hotel fa parte di un centro sportivo per il golf ed è in mezzo al nulla. È una struttura un po’ decadente tipo motel. Entrati in camera si gela. Accendo la pompa di calore e non parte. Così ci cambiano la camera. La connessione wi-fi in camera un po’ fa schifo un po’ non va per niente, nella hall invece va bene. Usciamo a perlustrare il nulla assoluto che circonda l’hotel e troviamo di nuovo i due canguri che pascolano. Ci avviciniamo lentamente, ma se andiamo a meno di una ventina di metri si allontanano. Dopo una breve siesta prendiamo l’auto per andare al paesino che c’è a 10 km a cercare un ristorante o qualcosa che gli somigli. Arriviamo alle 18.15 e sembra un paese deserto. C’è un bugigattolo tipo fast food, gestito da australiani, che propone filetto di barramundi (pesce australiano) alla griglia, insalata e chips per 15 AUD (molto poco). Buono. Poi in camera.

 

Venerdì 08-07-16

Continua l’effetto jet lag, quindi svegliarsi presto non è stato un problema. In camera ci sono bollitore e caffè solubile, così ci facciamo una colazione con i muffin comperati al supermarket. Decisamente meglio di quella di ieri da Safeway. Alle 7:45 si parte (temperatura 6°C) per Cape Jervis dove arriviamo in meno di mezz’ora senza correre. Facciamo il pieno prima della traversata perché sull’isola i benzinai sono rari. Ci mettiamo in coda per il traghetto. Facciamo il check in e poi comincia l’imbarco. La sfiga da traghetto che mi perseguita da sempre fa sì che mi facciano mettere l’enorme SUV in uno spazio strettissimo con non poche difficoltà di manovra. Quello dopo di me invece l’hanno sistemato in un posto comodissimo senza manco una manovra. Vabbé. Fin che le sfighe sono queste non c’è problema. Si parte. Mare calmissimo. Giunti a Penneshaw si sbarca. Un tizio sulla rampa di discesa è riuscito a tamponare l’auto davanti. Un bel modo per cominciare il tour. Le previsioni meteo danno bel tempo oggi e brutto domani. Perciò come prima tappa andiamo a Parndana al Wildilfe Park un bioparco di fauna prevalentemente australiana. Lungo la strada che porta al parco ci sono un sacco di animali, compresi vari canguri, morti investiti. Uno spettacolo molto triste. Il biglietto di ingresso adulti costa 22AUD. Insieme al biglietto ci danno un sacchettino di mangime poiché ci sono due aree in cui si può entrare a dare da mangiare a canguri e wallaby. Le razze di canguri sono varie. Qui ci sono esemplari che vanno dai piccoli wallaby a quelli che raggiungono un’altezza massima di 1,5 metri. Essendo abituati alla presenza umana sono praticamente domestici e se si mette in mano il mangime arrivano in gruppo e mangiano tranquillamente dalla mano spintonandosi tra loro. E si lasciano anche accarezzare. A parte qualcuno hanno tutti un pelo morbidissimo e non puzzano per niente. Sono come dei pacifici cagnoni. Siamo anche entrati nel recinto dei koala dove è stato possibile vederli da vicinissimo. Anche i koala sono particolarmente abituati alla presenza umana e si lasciano accarezzare il pelo straordinariamente morbido. Abbiamo passato 3 ore molto piacevolmente. Partiamo quindi alla volta del nostro hotel (Kangaroo Island Wilderness Retreat) situato quasi al fondo dell’isola poco lontano dall’ingresso del Parco Nazionale di Flinders Chase.

Purtroppo durante il trasferimento un canguro è sbucato dai cespugli per attraversare la strada. Pur inchiodando e sterzando è stato inevitabile lo scontro. Temevo che fosse morto, ma ho visto che si è rialzato (presumo un po’ acciaccato) ed è scappato nella boscaglia. Anche la macchina non ha ammaccature né macchie di sangue per cui spero che a parte la botta presa il simpatico marsupiale si riprenda in fretta e faccia tesoro della brutta esperienza. Su quest’isola i canguri non hanno predatori se non gli automobilisti. Sulle strade dell’isola è piuttosto rischioso andare con moto o scooter. I canguri sono grossi. Posate le valigie in hotel, visto che c’è un bel sole ancora per più di due ore e mezza, andiamo subito a fare il giro nel parco di Flinders Chase (adulti 1 giorno 11 AUD, 2 giorni 16). Tappe principali il vecchio faro, Admiral Arch e Remarkable Rocks dove rimaniamo fino al tramonto. Sulle rocce ci sono colonie molto numerose di grosse foche della Nuova Zelanda con i cuccioli. Frutto di una attività di ripopolamento visto che erano quasi scomparse a causa della caccia nei decenni passati. Questo ripopolamento però ha avuto anche l’effetto negativo di decimare le colonie di pinguini che c’erano a Kingscote e a Peneshaw. Insomma, qualunque cosa faccia l’uomo se tappa un buco apre un’altra falla.

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