Australia in libertà 2

Inizia la nostra avventura australiana partendo da Milano Malpensa con scali a: Roma, Bangkok e, a nostra insaputa Melbourne, per raggiungere, in 28 ore compresi gli scali, Sydney, con la compagnia di bandiera Qantas. Abbiamo prenotato dall’Italia il volo Milano-Sydney e 4 voli interni, perché è più conveniente che pagarli là , e le...
australia in libertà 2
Partenza il: 07/08/2001
Ritorno il: 25/08/1999
Viaggiatori: in coppia

Inizia la nostra avventura australiana partendo da Milano Malpensa con scali a: Roma, Bangkok e, a nostra insaputa Melbourne, per raggiungere, in 28 ore compresi gli scali, Sydney, con la compagnia di bandiera Qantas. Abbiamo prenotato dall’Italia il volo Milano-Sydney e 4 voli interni, perché è più conveniente che pagarli là , e le notti ad Ayers Rock e Kings Canyon. Arriviamo un po’ frastornati all’aeroporto e scopriamo, con sommo dispiacere che una delle due nostre valigie non è arrivata. Così ci rivolgiamo all’apposito ufficio di smarrimento bagagli e il tipo addetto ci dice che ha il computer fuori uso e non può dirci al momento dove si trova la nostra valigia e neanche darci il n° di riferimento della pratica. Ci fa lasciare il recapito di Sydney assicurandoci che entro il gg. Dopo ci avrebbe recapitato il bagaglio. Così prendiamo un taxi e ci dirigiamo in albergo, prenotato via internet e nella zona di Darling Harbour. La stanza non è ancora pronta, dato che sono le 7 del mattino, ma noi, avendo nella valigia smarrita le giacche e le scarpe pesanti, ci facciamo prendere dallo sconforto e non usciamo se non nel pomeriggio, quando la temperatura sale un po’. Visitiamo la zona di Darling Harbour, con il suo acquario e le sculture d’acqua in questa immensa area ricreativa che si affaccia sulla baia ai confini del centro. Qui si trova anche la monorotaia che la collega al centro e i traghetti che portano tutti a Circular Quay, il cuore di Sydney. Decidiamo di visitare l’acquario, che è composto da 3 vasche ancorate nella baia contenenti squali , razze, e la riproduzione fedele della barriera corallina, con le sue anemoni, stelle marine e coralli di ogni colore. I tunnel trasparenti permettono di vedere i pesci in ogni angolazione. Il costo del biglietto è di 22$ australiani , ma ne è valsa la pena, veramente bello. Andiamo a cercare il posto dove prenoteremo l’autobus per Melbourne, 2 gg. Dopo, e grazie alla nostra affidabile guida EDT, lo troviamo senza fatica. Si trova vicino alla stazione ,all’angolo tra Pitt St. E Eddy Avenue. Con la cifra di $124 in due, abbiamo la prenotazione .

2° giorno SYDNEY Partiamo alla volta di Circular Quay, col traghetto che parte di fronte all’acquario e in 10’ ci porta in questa zona, ricca di ristoranti e bar, da dove si gode la vista dei simboli di Sydney: Harbour Bridge e Opera House. Dopo averli fotografati da tutte le angolazioni, decidiamo di visitare la zona di the Rock, ovvero il quartiere storico e turistico di Sydney. Ci fermiamo a mangiare al ristorante ”Caminetto”, naturalmente italiano, e mangiamo una discreta pasta. E’ molto caratteristica questa zona, con strade strette e chiuse al traffico, ricca di negozi di marca e ristoranti italiani. Decidiamo di andare al Taronga Zoo, posto sulla baia in uno stupendo posto. Prendiamo il traghetto che parte sempre da Circular Quay e ci arriviamo in 15’. E’ molto arroccato e bisogna prendere un autobus per arrivarci una volta sbarcati dal traghetto. Ci hanno venduto comunque un Zoo pass dove sono comprese le trasferte e l’ingresso. Ci sono più di 4000 animali in questo zoo, molti dei quali tipici della fauna australiana, come i mitici canguri, i koala, i vombati e altri ancora. Molto bello. Torniamo stanchi in albergo e una brutta sorpresa ci attende: la nostra chiave magnetica non apre la porta della camera. Così scendiamo alla reception per farcela sostituire, ma il tipo ci dice che la nostra prenotazione era per un solo giorno. In effetti da casa avevamo prenotato un solo gg, ma gli spieghiamo che avevamo chiesto al suo collega di estendere il nostro soggiorno ,peccato che si sia dimenticato di registrarlo. Così, armi e bagagli, ci dobbiamo spostare in un altro hotel della stessa catena. Finirà la sfiga? No, perché intanto la nostra valigia non arriva, malgrado la telefonata in aeroporto per avere notizie. L’addetta dice che la nostra valigia è rimasta a Roma … Che strano … E che arriverà sicuramente col prossimo aereo a Sydney. Peccato che noi domani sera partiamo alla volta di Melbourne. Sempre la signora allora ci dice che se riesce ce la fa fermare a Melbourne. 3° giorno SYDNEY La temperatura oggi è più mite, circa 20° e decidiamo di visitare Hyde Park, situato vicino al nostro hotel . E’ un bel parco con un viale alberato, fontane e l’ Anzac Memorial,con una mostra all’interno dedicata ai 9 conflitti d’oltremare in cui combatterono i soldati australiani. Poco più in centro è situata la Sydney Tower, o AMP tower, una torre sottile con una piattaforma panoramica in cima e un ristorante rotante posto a 305 mt. D’altezza. Saliamo con un ascensore interno e ci godiamo la vista di Sydney e dei suoi sobborghi. Proseguiamo verso Circular Quay a piedi e ci imbattiamo in Martine Place,il cosiddetto centro civico di Sydney, un viale pedonale che si estende da Macquarie St. A George St, la via che attraversa tutto il cuore della città. Qui si trova l’ufficio postale, palazzi che ospitano istituzioni finanziarie e un paio di fontane. Capitiamo nell’ora in cui molti escono dagli uffici per il pranzo e camminano velocemente. Questo ci riporta un po’ alla nostra vita frenetica di tutti i gg. E siamo contenti di essere in vacanza. Proseguiamo il nostro cammino e raggiungiamo Circular Quay, dove ci fermiamo per il pranzo e poi continuiamo dall’Opera House verso i Botanic Gardens, il polmone della città, dove molti fanno footing. Un pazzo con un aereo si mette a scrivere nel cielo, con i fumogeni. Tutti a guardare intenti in aria per capire cosa vuole dire : “Sandy, we miss you”, ovvero Sandy ti abbiamo perso????? Ma …

continuiamo il nostro pomeriggio a the Rock, comprando qualche souvenir e poi ci incamminiamo verso l’hotel , dove ritireremo le valigie e ci avvieremo alla fermata degli autobus. Viaggiamo con la Greyhound Pioneer che parte in perfetto orario, alle 20. Gli elementi che ci sono sul pullman sono pazzeschi….Le soste sono solo 2 e si riesce a dormicchiare un poco, malgrado il freddo e la luce. Nel tragitto vedo la luna che è in fase calante, ma dall’alto al basso. D’altronde qui è tutto girato al contrario, anche le stelle. Infatti scorgo la croce del Sud, che al di sopra dell’equatore non si vede, e tutte costellazioni differenti da quelle che siamo abituati a vedere da noi. 4° giorno MELBOURNE Alle 8 siamo a Melbourne, e abbiamo la fortuna di trovare un rent a car nella stazione degli autobus, che ci pratica un prezzo molto conveniente: essendo venerdì c’è la tariffa week-end, se l’auto la consegniamo lunedì entro le 10. Perfetto, non ci resta che telefonare in aeroporto per avere notizie della nostra valigia. Ma ci dicono che senza il file number non si può fare niente. Allora decidiamo di andare direttamente in aeroporto, che dista 20’ dal centro. La guida a destra ci causa qualche problemino iniziale, soprattutto nel traffico cittadino e nell’imboccare le strade in senso contrario rispetto alle nostre abitudini. Per fortuna il cambio è automatico. Arrivati, troviamo il banco “servizio bagagli” e chiediamo informazioni. Fortunatamente questa volta, anche senza numero si riesce a risalire alla nostra valigia , che attualmente si trova a Sydney . Ci chiedono dove alloggiamo questa notte, ma noi siamo in partenza per Phillip Island e non sappiamo ancora dove ci fermeremo a dormire. La signora dice che non c’è problema, appena troviamo un hotel di chiamare per lasciare il recapito, e ce la consegneranno in breve tempo. Scoraggiati pensiamo che ormai non rivedremo più la nostra valigia e ripartiamo. Il rent a car, gentilmente, ci ha dato uno stradario molto dettagliato e riusciamo senza problemi a raggiungere Phillip Island, che dista 137 km da Melbourne ed è unita al continente da un ponte che va da San Remo a Newhaven. L’isola è famosa per la parata dei pinguini, nella parte sud occidentale dell’isola, che avviene ogni sera pochi minuti dopo il tramonto e per il vecchio circuito automobilistico, ora rinnovato e che ospita il Gran Premio Motociclistico d’Australia. Arriviamo all’ingresso del visitor centre con largo anticipo e io acquisto un pile, dato che la temperatura dopo il tramonto scende di parecchi gradi, e aspetteremo i pinguini seduti su una gradinata a pochi metri da uno dei mari normalmente più agitati del mondo. E’ vietato fotografare e anche usare la telecamera. Aspettiamo circa un’ora prima che i primi pinguini escano dall’acqua, intorno alle 18. Sono alti solo 30 cm e si riuniscono in gruppi prima di attraversare la spiaggia che li separa dai loro nidi. Che bello spettacolo, ne è valsa proprio la pena, malgrado il freddo pungente. Nel percorso che poi facciamo per raggiungere la nostra auto vediamo molti pinguini da vicino che emettono suoni, intenti a raggiungere la propria tana per la notte. Andiamo a cena a Cowes, il maggior centro dell’isola, e troviamo una pizzeria di proprietà di italiani. Torniamo al motel e, dopo 10 minuti che siamo in stanza, la padrona ci telefona dicendo che è arrivata una valigia per noi. Evviva!!!! Controlliamo che ci sia tutto, perché la valigia ha il lucchetto manomesso. E per fortuna è così.



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