Australia fai da te 2

Tour di diciotto giorni nelle zone principali della costa est, da Cairns fino a Kangaroo Island, organizzato da casa con voli interni e auto a noleggio
 
Partenza il: 27/07/2012
Ritorno il: 15/08/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 4000 €

Ciao a tutti prima di tutto! In questo diario di viaggio vi darò le mie impressioni e suggerimenti dopo i nostri 18 giorni in Australia. Il tour è stato tutto organizzato a casa prenotando voli, alberghi, macchina e traghetti direttamente dall’Italia. La cosa è fattibilissima per chiunque, basta aver voglia e tempo da spendere per documentarsi un po’. Percorso sintetizzato: Sydney-Cairns-Melbourne- Great Ocean Road- Kangaroo Island- Sydney e ritorno.

Volo di a/r Milano Sydney con sosta ad Abu Dhabi di Ethiad, scelto sia per i tempi di percorrenza (20 ore totali di volo), che per la lunghezza degli scali (un paio d’ore, giusto per sgranchirsi le gambe) che per il costo ed orari di partenza e arrivo. Voli entrambi comodi nonostante la lunghezza, tutto puntuale e nessun bagaglio perso. Arrivo il giorno dopo a Sydney alle 18:30 locali in perfetto orario. Noi abbiamo deciso di prender il taxi per andare all’hotel in centro perché stanchi dal volo non avevamo voglia di prendere il treno. Costo del taxi per la corsa: 62$ contro i 30$ che si sarebbero spesi per il treno a cui poi però bisogna aggiungere una passeggiata con i bagagli in mano o veloce corsa in taxi per raggiungere l’albergo. Se arrivate in pieno giorno consiglio vivamente il treno, rapido e porta vicino a tutti i vari punti del centro.

Per le prime notti abbiamo soggiornato al Travelodge in Philipp Street e siamo rimasti contenti della scelta per il costo (tra i più abbordabili in centro) e la posizione (a 15 minuti a piedi dall’opera house). Camera pulita ed in ordine. 4 giorni a Sydney ci vogliono per vedere un po’ di cose e godersi la città, lascio ad altri diari e guide l’onere di elencarvi i vari posti da vedere, in breve posso dirvi di non perdervi un tour guidato all’opera house, una passeggiata ai Botanic gardens e una mezza giornata a Bondi Beach (bella la spiaggia, ma le altre che seguono e che si raggiungono a piedi sono molto più belle, anche se meno frequentate e conosciute). Per chi vuole fare la passeggiata sull’harbour bridge si prepari, l’escursione può durare dalle 2 alle 3,5 ore e costa sui 220$, una mazzata. Sydney e l’australia sono generalmente molto cari, quindi preparatevi.

Per la cena vi suggerisco il ristorante giapponese Sake, su argyl street, nella zona di The Roks, ci siamo andati 2 volte e ci siamo trovati benissimo pur non amando particolarmente questo tipo di cucina. Evitate le pizze, io ne ho provate 2 in giro ma rimpiangerete persino quelle di pizza hut!

Volo successivo a Cairns con Virgin, tutto perfetto, usciti c’erano già i bagagli sul nastro che giravano.

Per la macchina a noleggio mi sono affidato a enoleggioauto ed il voucher prevedeva l’affitto della macchina da east costal rental i cui uffici sono in pieno centro. Fuori dall’aeroporto attendeva un bus che ci ha portato ai loro uffici e dopo pochi minuti ci hanno dato l’auto. La patente internazionale non è necessaria, non me l’hanno mai chiesta per prendere l’auto, ma a quanto pare facilita molto il lavoro della polizia nel caso vi fermasse per un controllo, con quella italiana sembra ci mettano molto di più. In ogni caso, avendo percorso 2300 km vi posso dire che ho incrociato solo una pattuglia della polizia, la prossima volta la patente internazionale non la faccio. Abbiamo proseguito a nord verso Port Douglas per avvicinarci alla Daintree Forest National park, alloggiando all’hotel Martinique on Macrossan. Posto moto carino, camere molto confortevoli a 50 metri dalla spiaggia di 6 km per una bella passeggiata. Il centro è piuttosto piccolo, i posti per mangiare sono racchiusi su 2 vie principali parallele tra loro.

Il giorno seguente siamo andati fino a Cape Tribulation, ci vuole circa 1,5 ore di macchina. Il consiglio è di cominciare da lì che è il punto più lontano e tornando indietro fermarsi nei vari altri punti di interesse per addentrarsi nella foresta, vedere altre spiagge incontaminate o fare un tour per avvistare i coccodrilli (cosa però che non abbiamo fatto).

La sera siamo rientrati verso Palm Cove, bellissima cittadina di fronte al mare, piccola e tranquilla con dei bei locali sul lungo mare. Abbiamo alloggiato per 2 notti al The Reef Retreat, bagno con vasca idromassaggio, bella camera, angolo cottura, piscina e zona bar con a disposizione dei barbeque per cucinarsi qualcosa ai ferri se a qualcuno va, ottimo quando da loro è estate. Per mangiare c’è un ristorantino nella piazzetta sopra l’ufficio postale dove si mangia divinamente, altrimenti noi abbiamo poi provato un altro locale chiamato (se ricordo bene) The after beach. Abbiamo mangiato in entrambi molto bene, il primo è più piccolo e più riservato quindi c’è anche un’atmosfera più intima.

Per il giorno dopo c’erano tantissime possibilità, da un’escursione sulla barriera in giornata, ad un tour nel wooroonooran park (a sud di Cairns) che dura tutta la giornata e che chi ha fatto mi ha detto essere molto bello. Noi abbiamo optato per un tour nella zona nord di cairns, visitando un’altra parte di foresta pluviale, stavolta con la guida di una guardia forestale di origine aborigena che ci ha spiegato le varie piante, i frutti, come faceva la gente sopravvivere in quell’ambiente ecc. molto interessante. Ci siamo poi recati al granite gorge, un piccolo parco in cui svettano queste enormi rocce di granito dal nulla abitate da wallabi a cui è possibile dar da mangiare. Il posto è interessante più che altro per queste rocce, i wallabi erano abituati all’uomo, era una specie di parco-zoo e non ci è piaciuto molto. A seguire dovevamo andare nelle wet lands visto l’orario, erano le cose più vicine, ma il parco ha chiuso alle 16 anziché alle 16:30 come indicava la Lonley. Preparatevi perché in Australia, almeno in questo periodo, dopo le 17 non troverete praticamente nulla di aperto, chiude tutto! Abbiamo fatto giusto in tempo a visitare una cantina che produce vini con il mango. I “vini” son quel che sono, ma il liquore da mettere sul gelato non era male e ne abbiamo presa una bottiglia. Sui voli nazionali si può portare a bordo da bere, bottiglie d’acqua o di vino, non è un problema.



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