Australia: bello, molto bello ma non bellissimo

Note generali. Viaggio bello, molto bello ma non bellissimo (la parola bellissimo la spendo solo per le isole Whitsunday con Whitheaven Beach e per le balene di Hervey Bay) ma mentre per altri viaggi del passato potremmo valutare di tornare in Australia non pensiamo. Ci aspettavamo molto di più ma alcuni siti o aree molto reclamizzate ci hanno...
 
Partenza il: 04/08/2007
Ritorno il: 31/08/2007
Viaggiatori: in coppia

Note generali.

Viaggio bello, molto bello ma non bellissimo (la parola bellissimo la spendo solo per le isole Whitsunday con Whitheaven Beach e per le balene di Hervey Bay) ma mentre per altri viaggi del passato potremmo valutare di tornare in Australia non pensiamo. Ci aspettavamo molto di più ma alcuni siti o aree molto reclamizzate ci hanno un poco deluso. Spiego meglio questo concetto portando alcuni esempi (e consigli).La foresta pluviale di Cap Tribulation: bella ma niente a che vedere con la ricchezza di flora e fauna delle foreste pluviali del Centro-Sud America (Costarica, Panama, Venezuela etc). Le spiagge: belle ma vuoi mettere le Hawaii o Los Roques… Gli aborigeni e le loro tradizioni: uniche e interessanti (ma anche molto turistiche) ma niente in confronto alla cultura degli indios delle San Blas o di alcune regioni del Chiapas…Le città: belle, moderne, funzionali (a nostro giudizio meglio Brisbane di Sydney) ma senza nessuna storia e cultura. Animali: non pensate di vederne a centinaia come in altre parti del mondo (il costarica era uno zoo a cielo aperto) e come raccontano le guide. Di Wallaby e canguri ne vedrete pochi pochissimi, Koala solo negli zoo, serpenti zero (uno di sfuggita) molti uccelli questo si e al Kakadu molti coccodrilli. Unica eccezione le balene a Hervey Bay: spettacolo unico.

Inoltre è tutto molto turistico e badate bene noi abbiamo viaggiato in totale libertà (non intruppati in tour o gruppi numerosi) e scegliendo noi hotel e posti da visitare (turistifaidate). L’Australia si può girare in assoluta libertà e non comprendo come invece molti si facciano intruppare (e fregare) dai classici tour operator. Gente non vi è nessun pericolo a visitare questo paese da soli. Le strade sono generalmente in buono stato e il traffico quasi assente, la gente gentile e mai invadente.

Turistico spesso vuol dire ovviamente anche costoso; in questo gli australiani si sono fatti furbi per cui in molti posti turistici (come Ayer Rock-Uluru) ti “obbligano” a dormire e a mangiare dove dicono loro con prezzi esagerati rispetto al valore dato. Oppure come alle Whitsunday il ferry dall’aeroporto all’isola di destinazione (20 minuti) ha un prezzo esagerato (circa 80euro!!!! a persona); ma o così o a nuoto. Turistico vuol dire che molte guide (anche la Lonely e ovviamente le agenzie viaggi italiane e anche locali) indicano alvune strade e\o zone (come quelle del Kakadu) difficili da visitare da soli: FALSO. E’ solo un modo per farvi pagare una tassa aggiuntiva sulle prenotazioni o a utilizzare tour operator carissimi.

Infine segnalo la scarsa pulizia degli hotel (a parte un paio direi di tutti alcuni addirittura classificati 4 stelle) e in generale di alcuni servizi.

Se tornassimo cosa vedremmo di nuovo: Sydney (anche per riprendersi dal viaggio), Ayer Rock e dintorni (Olgas, King Cayon – qui basta un giorno), Darwin&Kakadu, Isole WhitSunday, Fraser Island (e le balene) e infine Brisbane Dove non torneremmo: Cap Tribulation (per i motivi di cui sopra) e la zona di Cairns (Kuranda, Green island noi non lo eravamo ma chi va in viaggio di nozze scelga un posto meno turistico e magari più romantico. E’ la zona più turistica (mai visti tanti giapponesi). Tanto la barriera è raggiungibile anche da altri posti come le Whitsunday che è stato anche l’unico posto del viaggio senza giapponesi e senza anche…Italiani.

Infine le prenotazioni: noi a parte il biglietto andata e ritorno le abbiamo fatte tutte o via internet (esempio i voli interni e alcuni hotel) o attraverso una agenzia di Hervey Bay trovata sempre su Internet: efficienti e precisi. I voli (per avere le tariffe basse) e alcuni posti come Ayer Rock o King Cayons o Whitsunday sono necessariamente da prenotare con largo anticipo. Altri come Sydney, Brisbane no.

4 agosto 2007 Si parte per il viaggio più distante effettuato in questi anni. Due scali e 22 ore effettive di aereo. Da Milano Malpensa andiamo a Francoforte dove in orario parte il volo FrancoforteSingapore (scalo tecnico)Sydney con Qantas compagnia abbastanza deludente e scadente tra le tante utilizzate in questi anni (Emirates, Air France, Delta e anche Taca sono di un altro pianeta). Volo pienissimo. 6-7 agosto 2007 Dopo apppunto 22 ore e lo scalo a Singapore atterriamo abbastanza stravolti a Sydney dove scopriamo, insieme a molta altra gente, che un nostro bagaglio(1 su 2) è rimasto probabilmente a Francoforte. Allo sportello Qantas ci garantiscono che in 2 giorni comunque lo riceveremo al nostro hotel. Come avevamo letto su molte guide compriamo il Sydney Pass che permette l’utilizzo di tutti i mezzi pubblici di Sydney (tra cui il treno-navetta da\per l’aeroporto, 2 linee di bus turistici e anche i ferries della baia): consigliamo vivamente tale Pass in quanto consente di muoversi in libertà e sicuramente di risparmiare molti soldi. Raggiungiamo il nostro hotel vicino alla Central Station (The Marquee Hotel) abbastanza anonimo e non troppo pulito (la poca pulizia degli australiani sarà una costante di tutto il viaggio).

Riposiamo un paio di ore e poi usciamo per una prima presa di contatto di Sydney. Scendiamo verso il centro a piedi attraversando Chinatown e raggiungiamo l’Harbour dove mangiamo il nostro primo Fish&Chips (ne avremo a nausea al termine delle vacanze). La stanchezza del viaggio si fa però sentire e quindi decidiamo di vedere una parte della città dai finestrini del bus turistico (linea rossa) e con esso raggiungiamo l’hotel dove crolliamo a letto senza cena.

La lunga dormita ci toglie la stanchezza e anche l’effetto-fuso (da oggi mai patito). Di prima mattina quindi usciamo e sempre a piedi raggiungiamo Circular Quay dove finalmente vediamo l’OperaHouse e il famoso HarbourBridge. Prenotiamo la visita all’Opera House e nell’attesa facciamo una passeggiata nei giardini botanici dove si incontrano numerosi tipi di uccelli tra cui i famosi pappagalli bianchi e quelli multicolori. Sugli alberi invece ci sono centinaia di volpi volanti. La visita all’OperaHouse è abbastanza deludente (la nostra Scala è un vero teatro non questo). Al termine seguendo le indicazioni di molti turstipercaso e non solo decidiamo di andare a pranzare al mercato del pesce… Una vera delusione… Evidentemente chi scrive che si mangia del buon pesce non ha mai mangiato del pesce cucinato come si deve. E’ vero costa abbastanza poco (ma dipende dai piatti) ma cucinato in modo veramente dozzinale (essenzialmente fritto in olio penoso) e mal cucinato. Per rientrare a Circular Quay utilizziamo un ferry e bisogna dire che la vista della baia è veramente molto bella. Nel pomeriggio prendiamo il bus turistico (linea blu) e raggiungiamo Bondi la famosa spiaggia di Sydney. Ta le altre cose il bus percorre una bella strada panoramica e quindi il percorso è molto piacevole. Bondi è una bellissima spiaggia con onde dove decina di surfisti cavalcano le onde. Vi è inoltre una Scenic Walk che da Bondi va verso nord per un paio di kilometri. Bella e con bei paesaggi.



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