Atene, Peloponneso e isole Ionie

Su e giù da mille autobus per scoprire una Grecia inaspettata
 
Partenza il: 14/07/2012
Ritorno il: 25/07/2012
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

Budget

Cifre da intendersi a testa viaggiando in 2; Volo, pernottamenti, trasporti (autobus e metro, traghetti, scooter, carburante) e pasti: 750 € aggiungendo ogni altro tipo di spesa, dall’organizzazione del viaggio a casa fino al rientro, quindi incluse guide, ingressi, souvenir, drinks: 950€

Info generali

Prefisso internazionale: +30

Presa elettrica: per le spine bipolari italiane (senza la terra) non c’è la necessità di nessun adattatore, mentre x le spine con la terra sì. Ogni tanto si può trovare la presa senza il foro centrale.

Fuso orario: 1 ora in più rispetto l’Italia.

Volo: c’è parecchia scelta, ma in estate i voli vanno prenotati per tempo se si vogliono avere buone tariffe.

Spostamenti: il viaggio è itinerante e la distanza tra la partenza e l’arrivo è molta e soprattutto con numerosi traghetti nel mezzo, quindi abbiamo optato per i trasporti locali, puntualissimi ed efficienti

Accomodations: come il solito preferisco sistemazioni che sacrificano a volte i fronzoli a vantaggio della praticità della posizione. Evitando le alte stagioni la Grecia non è di certo un paese caro. In questo paese adoro affidarmi alle stanza che i greci offrono nelle loro case oppure a piccole pensioncine o guest house.

Pasti: in Grecia la carne e le insalate la fanno da padroni… Altre pietanze decisamente importanti sono i sottoli e sottaceti, le olive, le salse, la moussaka (simile alle melanzane alla parmigiana), ovviamente nelle zone costiere il pesce e la onnipresente feta. Per quanto riguarda il cibo, la Grecia è decisamente più economica rispetto l’Italia, un pasto costa circa 30% in meno, anche se molto dipende dalla stagionalità e dalla “turisticità” del luogo.

Telefonia: non ho acquistato alcuna sim locale, mi sono limitato ad usare quella italiana in roaming approfittando di qualche connessione wi-fi qua e la.

Sabato 14

Finalmente di nuovo Grecia! Uno dei miei più grandi amori! Peccato che la situazione economica sia così mal messa. Nel momento in cui dico che vado in Grecia sono in molti a chiedermi se sono convinto della scelta e se non ho paura. Devo dire che invece il viaggio andrà benissimo e non avremo alcun problema con le persone, anzi le troveremo amichevoli e gentili come sempre. Qualcuno scoprendo che siamo italiani ci chiederà com’è la situazione nel nostro paese, ma noi non abbiamo nulla di cui vantarci, anzi, e forse di questo un po’ si rincuorano. Col cambio d’orario arriviamo ad Atene alle 14.10. La lunga metropolitana che collega il centro città col nuovo aeroporto è comodissima e in breve siamo nell’unico hotel prenotato da casa. Prendiamo possesso della stanza, lasciamo i bagagli e via subito per il centro. La prima tappa ci porta subito a quella che secondo molti è l’unica attrazione di Atene: la mitica Acropoli. Anch’io, devo ammettere, avevo sentito parlare molto poco di altri luoghi di interesse ad Atene e quindi ero abbastanza convinto che fosse la verità. Ho iniziato a ricredermi quando ho iniziato a pianificare questa vacanza, ma soprattutto in questi due giorni passati nella capitale ellenica. La città ha saputo stupirci positivamente oltre ogni aspettativa. La metropolitana ci porta comodamente fino a destinazione: alla base della collina dell’Acropoli, ma la salita va fatta a piedi, oppure coi classici trenini turistici che fanno il giro della città.

Di questo sito c’è ben poco di non ovvio da dire, è stupendo come c’è lo si aspetta, con bellissimi scorci per le foto e un magnifico panorama sulla città. Peccato che alcune parti proprio del Partenone siano chiuse per restauri. Ho sentito dire che sono chiuse da anni. Mi sa che con l’aria che tira non hanno i fondi. È un opera perfetta: per annullare l’illusione ottica della prospettiva gli architetti di 2500 anni fa hanno studiato alcune correzioni davvero ingegnose. Ogni colonna, ad esempio, è leggermente inclinata verso l’interno e presenta un rigonfiamento centrale, come anche la base del tempio è più alta in centro rispetto alle estremità.

Scendiamo dal monte dell’Acropoli e sfioriamo uno dei due stupendi quartieri di Atene che più ci hanno sorpreso: Plaka. Il quartiere più antico di Atene, anche se ormai le case antecedenti al periodo ottomano non sono più molte. Questa zona della città mantiene la propria atmosfera residenziale malgrado gli innumerevoli turisti e numerosi ateniesi che si recano nelle sue tipiche taverne. Lambiamo questo paradiso con direzione stadio Kallimarmaro ripromettendoci di tornare l’indomani per un pasto. Per arrivare allo stadio panatenaico passiamo davanti al Tempio di Zeus. Questo è, o almeno era, il tempio più grande della Grecia, addirittura più mastodontico del Partenone. Malgrado rimangano solo 15 delle 104 colonne alte 17m, riescono ugualmente a dare un’idea della sua maestosità. Eccoci allo stadio che ha ospitato la prima, ed alcune successive, edizioni delle olimpiadi moderne, oltre a numerose dei giochi panatenaici. Mi piace considerare anche questo come uno dei numerosi templi di Atene: il tempio dello sport. Dopo le solite foto di rito in pose plastiche da atleti, lasciamo anche questa perla di Atene e ci incamminiamo attraverso i giardini nazionali verso la sede del parlamento: il Voulì.

Il parco dei giardini molto amato dagli ateniesi si estende per oltre 16 ettari. Al suo interno sono presenti oltre 15 mila specie di piante fatte arrivare dalle regina Amalia nel 1840 servendosi addirittura della marina. Il parco è uno dei luoghi più tranquilli della città e, con le temperature estive, i suoi vialetti ombreggiati rendono difficile allontanarsi da questa frescura. Attraversato il parco arriviamo all’edificio del parlamento giusto in tempo per il cambio della guardia davanti al monumento al milite ignoto. Molto particolari le uniformi dei soldati con tanto di caratteristica fustanella (gonnellino) e babbucce con la punta ricurva e suole chiodate che emettono un forte rumore quando battute a terra durante la cerimonia. Proprio lì di fronte c’è la fermata della metro che ci riporta in hotel. Per oggi le visite sono finite, ma non le sorprese che ci riserva Atene. Dopo esserci rilassati in camera, infatti, ci rechiamo a Monastiráki per la cena. Questo quartiere la sera è semplicemente spettacolare. Si scende dalla metro in una stazione a cielo aperto che già fa presagire ciò che ci aspetta. Infatti, già dai binari basta guardare in alto, al di là della balaustra in ferro battuto, che si scorgono decine di tavolini delle taverne con persone in festa che mangiano.



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