Assaggi di Sicilia 2

Breve ma intenso on the road nel sud-est della Sicilia, dalla cima dell'Etna a Taormina, visitando le città di Catania e Noto, il borgo di Marzamemi, la riserva naturale di Vendicari e arrivando fino alla punta più a sud d'Italia.
Scritto da: alvinktm
assaggi di sicilia 2
Partenza il: 16/06/2021
Ritorno il: 22/06/2021
Viaggiatori: 3
Spesa: 1000 €

Tornando verso il Mavà Rooms Bed & Breakfast percorriamo la prima parte della lunga via Etnea, chiamata così per il fatto di puntare in direzione del vulcano. Attraversiamo piazza Università, con i palazzi di San Giuliano e dell’Università degli studi, poco oltre ammiriamo l’elegante facciata concava della splendida Collegiata, quindi svoltiamo a sinistra per far capolino in via dei Crociferi. In realtà ha inizio oltrepassando l’arco delle Benedettine in piazza San Francesco d’Assisi e dal punto di vista architettonico è famosa per le quattro chiese raccolte in soli 200 metri. Fra loro quella di San Benedetto è fra le più importanti testimonianze del barocco siciliano e fra le più belle d’Europa. E’ celebre per la scalinata degli angeli che conduce al portale d’ingresso, costruita in marmo e decorata con statue di angeli. Edifici religiosi a parte, ciò che contraddistingue via dei Crociferi sono le trattorie tipiche con le tavolate all’aperto. Tante chiacchiere, allegria, luce, contrapposte alla poco illuminazione del resto della strada, alle cartacce abbandonate, all’aria di trasandatezza aumentata dal grigiore della cenere espulsa dall’Etna che crea una patina sopra tutto. GIORNO 2

E’ arrivato il grande giorno dell’ESCURSIONE SUL VULCANO più alto d’Europa e tra i più attivi al mondo. L’emozione è forte e durante il viaggio in auto di circa un’ora fino al Rifugio Sapienza, punto d’inizio del trekking, già veniamo catturati dallo splendore del luogo. Continui sbuffi fuoriescono dai crateri sommitali, formando pesanti nuvoloni grigi che si stagliano nel blu del cielo di una giornata limpida, perfetta. La strada si snoda come un serpentone sui fianchi neri della montagna modellati dalle eruzioni di migliaia di anni. Le colate di lava incandescente giunte fino al mare hanno creato un paesaggio lunare composto da grandi rocce, piccoli ciottoli e sabbia scura su cui crescono distese di muschi verdissimi, ritagli di boschi, pinete e magnifiche ginestre di un giallo spettacolare. La presenza di tutti questi colori accesi crea una visione mozzafiato da fotografare decine e decine di volte. L’escursione antecedentemente prenotata con il gruppo guide alpine Etna sud, sito internet: https://www.etnaguide.eu/, dovrebbe partire tra le 9 e 9:30 del mattino dal piazzale del rifugio Sapienza a 1910 metri di quota, proprio davanti alla Baita delle guide. Vista la forte attività vulcanologica la partenza è però posticipata di un’ora, abbiamo così il tempo di girovagare tra i tanti negozi di souvenir, bere un caffè e indossare con calma l’attrezzatura fornita in loco, ovvero calze, scarponcini a collo alto, giacche e caschi, compresa nella quota d’iscrizione. Finalmente siamo pronti per salire con la cabinovia a 2500 metri di altitudine e da lì cominciare il trekking che occuperà l’intera giornata. Pian piano prendiamo quota intervallando il camminare con soste durante le quali la brava e preparata guida, Luciano, elargisce spiegazioni sulla formazione dei vari coni vulcanici man mano visibili, sulle eruzioni più imponenti e le personali esperienze vissute scalando l’Etna. La salita fino ai 2920 metri della Torre del Filosofo è impegnativa, si cammina su ghiaioni ripidi e scivolosi, accompagnati da enormi coccinelle, una delle poche forme di vita presenti. Per garantire la sicurezza non è possibile proseguire oltre ma già da quassù la vista sulla costa sud orientale della Sicilia è meravigliosa e ancora più incredibile è la visione verso i crateri sommitali in continua attività. La discesa lungo un canalone in cui sembra a ogni passo di corsa di sprofondare nelle sabbie mobili è di certo la parte più divertente. Segue una risalita in un canyon di lava solidificata i cui lati, a tratti, si congiungono sopra le nostre teste formando bassi passaggi, ricchi di suggestione. Persino il pranzo al sacco è particolare, divoriamo i panini accanto a una bocca effusiva dalla quale fuoriesce l’aria calda e scaviamo nel terreno attorno a noi scoprendo la neve ben conservata sotto lo spesso strato di sassi e sabbia. La ciliegina sulla torta è la fascinosa valle del Bove, dalla caratteristica forma a ferro di cavallo rivolta verso il mare. Dal punto di vista tecnico si tratta di una depressione vulcano-tettonica e per la sua conformazione consente agli scienziati di leggere la storia dell’Etna, che è poi uno dei vulcani più studiati al mondo grazie alla rete di sorveglianza sismica, di monitoraggio dell’attività e di scambio di dati con le altre stazioni internazionali.

La giornata sull’Etna non poteva essere più appagante e ha valso il viaggio in Sicilia. Con l’adrenalina ancora in corpo consumiamo l’ultima cena a Catania all’Uzeta Bistrot, su una via appartata eppure piacevole e caratteristica che, dopo una scalinata, diventa la ben più nota via Crociferi. Il locale è adatto alle famiglie, gestito da personale giovane e propone piatti sfiziosi come la vellutata fredda e il baccalà, molto buoni e dal giusto rapporto qualità prezzo. E poi ancora un giro nel centro storico per rivedere le bellezze della sera precedente e scoprire qualche altra viuzza laterale comunque ricca di fascino.

GIORNO 3

Oggi partiamo alla scoperta della RIVIERA DEI CICLOPI, quel particolare tratto di costa compreso tra Acicastello e Acireale da percorrere in auto ad andatura lenta, per potersi affacciare dal finestrino lasciando che la brezza e il profumo del mare ci accarezzino il viso. Il nome deriva da tenebrose leggende, una su tutte è quella legata alla formazione degli imponenti faraglioni che sbucano tra le onde proprio di fronte alla frazione di Acitrezza, un piccolo borgo marinaro e seconda tappa della giornata. Stando al mito pare che le particolari formazioni rocciose siano pietre lanciate dal rabbioso ciclope Polifemo contro Ulisse, colpevole di averlo reso cieco. Storie a parte, la riva estesa oltre Catania è il frutto delle eruzioni dell’Etna la cui lava ha plasmato un territorio fertile, ricco di valli e insenature. Prima di giungere ad Acitrezza però fermiamo la macchina nel paese limitrofo di Acicastello. Come ricorda il nome il posto è famoso per il suo castello normanno, costruito in posizione suggestiva aggrappato su un promontorio a picco sul mare. Fortunatamente è visitabile e con l’esiguo costo di 3 euro a persona saliamo la scalinata scavata nella pietra lavica nera per raggiungere le terrazze della fortezza da cui, è superfluo dirlo, si gode di una vista incantevole. Oggi ospita un piccolo eppure grazioso giardino botanico e il museo civico con vetrine nelle quali sono raccolti minerali, fossili e reperti archeologici prodotti dall’uomo dalla preistoria al Medioevo. Il loquace addetto alla biglietteria ci guida tra i ruderi del maniero narrandone in versi poetici le vicende e guidandoci al pozzo dei desideri in cui bisogna lanciare una monetina sperando ardentemente che le nostre aspirazioni si realizzino. La costruzione nella quale camminiamo risale al 1071 e il 1081, anni della conquista dell’isola da parte dei normanni. Nella sua lunghissima e travagliata storia è curioso ricordare l’immensa eruzione del 1169 che andò a riempire il canale marino tra il paese e la rupe del maniero, andando di fatto a creare una piccola penisola e ponendo fine all’isolamento prima colmato da un ponte levatoio. A pochi chilometri di distanza è d’obbligo un’altra fermata nel borgo di Acitrezza, dove lo scrittore Giovanni Verga ambientò il famosissimo romanzo ‘i Malavoglia’. Davanti al lungomare si stagliano l’isola Lachea e i Faraglioni dei Ciclopi, uno scenografico arcipelago protetti da una riserva naturale istituita nel 1998. E’ possibile raggiungerli in barca, a nuoto o in pedalò e distendersi in ritagli di zone non soggette alla caduti di massi. A noi basta contemplarli dalla riva con una piacevole passeggiata e una sosta rinfrescante con bibita gelata acquistata allo storico chiosco Luna Rossa.

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Isola Bella a Taormina

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i colori di Taormina

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Sbuffi di cenere dall'Etna

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i colori di Marzamemi

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Cristo Redentore nel punto più a sud d'Italia e sullo sfondo isola delle correnti

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Corso Umberto a Taormina

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Fonte Aretusa a Ortigia, Siracusa

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Cattedrale di Noto

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scalinata via Dante Alighieri a Noto



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