Aquitania e dintorni

Un viaggio tra natura, arte e spiritualità
 
Partenza il: 04/08/2013
Ritorno il: 13/08/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

AQUITANIA e dintorni 2013

04 agosto 2013

Partiamo da Varese di primo mattino, e attraverso il traforo del Frejus facciamo il nostro ingresso in territorio francese. A parte un po’ di traffico intorno a Lione, il viaggio procede tranquillo e senza intoppi, e nel pomeriggio arriviamo a Le Puy En Velay, nella regione della Auvergne.

Dominata da tre imponenti pinnacoli vulcanici, Le Puy è una cittadina piacevole e scenografica. Ci incamminiamo lungo le vie acciottolate (e in salita), e raggiungiamo la Cattedrale, una maestosa costruzione su due livelli cui si accede tramite una bella scalinata.

Dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, è sede di una delle più famose Madonne Nere della regione (le “Vierges Noires” sono molto diffuse e venerate in Auvergne), nonché punto di partenza per i pellegrini che percorrono la Via Podensis, diretti a Santiago de Compostela. La conchiglia, il simbolo dei pellegrini, è riportata sui ceri votivi disposti intorno alla statua di S.Giacomo, oltre che un po’ ovunque in città.

Lasciata la Cattedrale, nonostante il caldo (36 gradi), raggiungiamo la cima della Rocher Corneille, il vulcano più alto (707 m.), su cui svetta una gigantesca statua della Madonna (Notre Dame de France). Il panorama è davvero bello, e spazia sulla città e sulla campagna circostante; il particolare che mi colpisce maggiormente è il cono vulcanico che si innalza a poca distanza, con l’antica Chapelle Saint-Michel d’Aiguilhe sulla sua cima.

Torniamo in città, dove curiosiamo un po’ tra i negozi che vendono i prodotti tipici del luogo (lenticchie verdi e merletti), prima di rimetterci in macchina e raggiungere l’hotel che abbiamo prenotato, situato ad Allegre, a qualche chilometro di distanza (hotel Leydier).

Sarà che l’aria si è fatta più fresca, sarà che Allegre è immersa nel verde di queste colline, sarà che la nostra camera è tutta di legno, ci sembra di essere in montagna!

Ceniamo in hotel, anche perché il paese è davvero piccolo e non offre altro, poi usciamo per fare due passi, nonostante sia quasi buio. E’ un paesino antico, Allegre, dall’aria medievale, su cui torreggiano le rovine di un antico castello, che raggiungiamo con pochi minuti di cammino.

L’aria ora è frizzante, tanto che devo indossare la felpa, e c’è una pace incredibile. Ci piace!

05 agosto 2013

Lasciamo Allegre dopo un’abbondante colazione, impazienti di arrivare in Aquitania. Facciamo però quasi subito una sosta, a St Paullien: abbiamo visto delle frecce che indicano “chiesa storica” e le abbiamo seguite, e siamo felici di averlo fatto perché la chiesa merita davvero una visita. Proseguiamo verso Clermont-Ferrand, dove imbocchiamo l’autostrada che ci conduce attraverso il Massiccio Centrale, zona verde e rigogliosa. Avvicinandoci a Bordeaux, il traffico si fa davvero intenso e, muniti del nostro fido atlante stradale, modifichiamo il percorso per raggiungere Salles, paesino ordinato e fiorito tra Bordeaux e Arcachon, dove abbiamo prenotato per tre notti (hotel Domaine du Pont de l’Eyre).

Il nostro hotel è situato in periferia, sul fiume e accanto a un noleggio di canoe. Lasciamo i bagagli e ci dirigiamo immediatamente verso la Dune du Pilat, dover arriviamo nonostante il traffico pazzesco in direzione Arcachon. Lasciamo l’auto al parcheggio, che si trova in una fitta pineta, e seguiamo il breve sentiero sabbioso che ci porta alla nostra meta.

La duna è davvero imponente: si innalza per 114 metri, e si estende a perdita d’occhio di fianco all’oceano. E’ anche in continua crescita: ha già inghiottito alberi, incroci stradali e un albergo!

Come molti altri turisti, ignoriamo la scaletta che conduce alla sua cima e la risaliamo affrontando il pendio, sprofondando nella sabbia, soffice e piacevolmente tiepida, fino alle caviglie. La vista, una volta arrivati sulla sommità della duna, è semplicemente magnifica: a ovest si vedono le secche del Bassin d’Arcachon e Cap Ferret, mentre a est la pineta si estende come un verde tappeto. Il sole sta per tramontare, e la luce calda e dorata rende il panorama ancora più speciale.

Scendo quasi fino all’oceano, e proseguo un po’ lungo la duna, poi ritorno sulla cima, con un po’ di fatica, devo ammettere. Scattiamo numerose foto e ci godiamo ancora per qualche istante il panorama, prima di tornare indietro. Per un attimo siamo indecisi se scendere buttandoci di corsa a tutta velocità giù per il pendio (come fanno in molti, e sembra divertente!) o se farlo con più calma, e optiamo per la seconda possibilità. Vista l’ora, decidiamo di cenare in uno dei bar/ristorantini nella pineta, poi riprendiamo la nostra auto e torniamo in hotel, percorrendo la strada che costeggia l’oceano.

06 agosto 2013

Durante la notte il tempo è cambiato, e al risveglio troviamo un cielo grigio piombo e l’aria freddina. Ci avviamo comunque in direzione di Arcachon, meta di villeggiatura dalla fine del XIX secolo. La spiaggia è immensa, e delimitata da due moli, e al largo si vedono le palafitte dei pescatori, tipiche del luogo. Camminiamo un po’ sulla sabbia umida, prima di addentrarci nella cittadina dalle case decorate con motivi coloniali. E’ un luogo piacevole, e con il sole probabilmente sarebbe invaso di turisti, ma il clima non sembra decidersi a migliorare e siamo costretti a rivedere il nostro programma, che prevedeva un po’ di relax in spiaggia. Decidiamo di andare a Bordeaux.

Lasciamo la nostra auto in un parcheggio in periferia (parking Bougnard), dove paghiamo poco meno di 5 Euro per il parcheggio e due biglietti a/r del tram: una soluzione economica, oltre che molto pratica.

Scendiamo in centro (fermata: Quniconces), vicino alla Maison du Vin, a cui dedichiamo poco più che un’occhiata, dal momento che ci torneremo domani mattina per una lezione sui vini della zona. Iniziamo la visita della città passando dal Grand Theatre, e raggiungiamo la scenografica Place de la Bourse, che si specchia nel Miroir d’Eau, una fontana sottilissima che alterna un effetto nebbia, che con questo cielo grigio rende l’atmosfera particolarmente autunnale, a un effetto specchio, come suggerisce il suo nome.

Il lungofiume, recentemente riqualificato, è una lunga passeggiata abbellita da aiuole verdi e fiorite. Lo percorriamo fino alla Porte Cailhau dove, attraversandola, notiamo una targa che indica che da qui transitavano, già nel medioevo, i pellegrini diretti a Santiago. E’ il secondo riferimento al Cammino in tre giorni: inizio a chiedermi se siano suggerimenti per il nostro prossimo viaggio… Arriviamo alla Grosse Cloche, per poi proseguire attraverso il quartiere Saint-Michel, decisamente multietnico, fino all’omonima chiesa. Torniamo poi verso il centro e visitiamo la Cattedrale di Saint Andre’, davvero bella e maestosa, accanto alla quale svetta il campanile gotico chiamato Tour Pey-Berland.



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