Amsterdam e dintorni 7

In giro per Amsterdam e le zone limitrofe tra mare, cultura e mulini a vento con un bimbo di 18 mesi
 
Partenza il: 18/08/2010
Ritorno il: 23/08/2010
Viaggiatori: 3
Spesa: 500 €

macchina nel parcheggio (non mlto economico) appena fuori dal paese e noleggiamo le biciclette. Ubicato tra il Gouwzee e l’IJsselmeer, Marken divenne in passato un’isola, quando le onde del Mare del Nord vi formarono un mare interno. Da vari decenni, il villaggio è tornato a congiungersi alla terraferma grazie ad una strada sopraelevata, anche se vi si respira ancora un’atmosfera da isola. Furono i monaci frisoni i primi a stabilirsi originariamente nel luogo, dove crearono alcuni poggi su cui edificarono case e fattorie. Poi se ne andarono, abbandonando l’isola alle inondazioni. Quando il vento forza 10 spingeva da nordovest, masse d’acqua invadevano l’isola, una campana avvertiva dell’ennesima inondazione. Il faro Het Witte Paard a gas ha illuminato a lungo le notti d’inverno il ghiaccio trasportato che avanzava verso terra e arrivava a sfondare le finestre. Marken, divenne allora, un porto di pescatori che trasformarono questo piccolo triangolo verde del Markermeer dedicandosi al commercio dell’olio di balena, ma gli inizi del XX secolo, la chiusura graduale dello Zuiderzee pose fine all’attività e gli abitanti dovettero cercare altri mezzi di sussistenza e si misero a produrre fieno, ritenuto uno dei migliori della zona. Da qui deriva l’architettura dell’isola: allineate ai margini di strade striminzite, case alte e strette, un tempo appoggiate a palafitte sui dei terrapieni artificiali, detti ‘werf ‘ e dipinte di verde, poi rivestite per creare un ulteriore spazio abitativo. La diga che collegò Marken alla terraferma fu finalmente completata nel 1957, si tratta di una striscia di terra lunga 1 km e larga poche decine di metri. Meravigliose sono le scene disponibili ancora oggi di quelle che furono le imbarcazioni nelle deliziose acque dello IJsselmeer. Nei giorni di festa alcuni abitanti indossano ancora il colorato e variopinto costume tradizionale, molti ragazzi calzano gli zoccoli, i vestiti rappresentano il loro stato sociale e l’attività lavorativa che svolgono. Il tramonto è spettacolare e la quiete che vi si respira non è da meno. Ceniamo nell’ottimo ristorante dell’albergo, tra l’altro l’unico nel paese e dopo facciamo una passeggiata in bicicletta.

21 agosto

Dopo l’abbondante colazione partiamo alla volta di Amstedam. Purtroppo anche oggi abbiamo problemi con le strade, non riusciamo a trovare l’ufficio dove lasciare l’auto… ci avevano detto che era in centro e invece si trovava in periferia. La prossima volta specificherò meglio! Il Rho hotel si trova in una posizione perfetta, sulla Nes a pochissimi metri da piazza Dam. La camera è spaziosa e pulita. Consigliato! Dedichiamo la giornata a una visita a piedi della città, andiamo nel quartiere a luci rosse, sulla Damrak, al Flower Market e Rembrandt Plein. Ci riposiamo in albergo prima di cena. Decidiamo di mangiare al KFC (essendo io una fan sfegata), poi ce ne andiamo giro per il centro, che essendo sabato sera è talmente pieno di gente che quasi non si cammina.

22 agosto

Per questa giornata abbiamo deciso di fare qualcosa che piaccia a Duccio, che nonostante tutto è sempre stato molto bravo e si è adattato bene a ritmi di viaggio. Andiamo all’Artis Zoo di Amsterdam! Questo è lo zoo più antico e più bello della città. È stato creato nel 1838 e oggi ospita 8.000 animali, un acquario, un planetarium e una grande area che ricrea l’ambiente della savana africana. Molte attrazioni sono al coperto, perciò è perfetto da visitare in una giornata piovosa come questa. A sinistra dell’ingresso, il Planetarium ospita una mostra di fotografie del telescopio Hubble, mentre a destra c’è il museo geologico, con un’interessante raccolta di fossili. All’estrema sinistra dello zoo, la savana ospita zebre, antilopi, gnu. Nell’Aquarium, sono stati ricreati differenti sistemi ecomarini, dalle acque del Rio delle Amazzoni, pullulanti di pesci, alla barriera corallina. Per i bimbi, c’è la fattoria con gli animali da cortile. I recinti con gli animali hanno sia spazi all’aperto che al coperto, e i giardini intorno sono decorati da sculture e monumenti. Tra le recinzioni all’aperto ci sono quelle di uccelli acquatici, cervi e castori. Lo Zoo si trova in Plantage Kerklaan 38-40 e si raggiunge con le linee 9 e 14, oppure col battello Artis Express dalla stazione centrale. Nel pomeriggio decidiamo di fare un giro in battello nei canali e scegliamo la compagnia che si trova sulla Rokin. Purtroppo la scelta si rivela disastrosa, poiché dopo aver fatto il biglietto arriva una comitiva proveniente dall’est europeo, e fin qui nulla di strano, ma quando arriviamo a salire noi non c’è più posto, così decidiamo di aspettare il seguente battello. Mentre stavamo aspettando seduti su una panchina ci arriva addosso una pagnotta di pane bagnato, che per poco non prende in viso Duccio. Non siamo riusciti a capire da dove provenisse, ma sicuramente da qualche imbarcazione che transitava nel canale. Arrabbiatissimi ce ne andiamo dopo averci fatto rimborsare il biglietto. La sera decidiamo di cenare a Leidse-Plein, dove ci sono molti ristoranti e pub.

23 agosto

Purtroppo il tempo oggi non è dei migliori pioviscola e tira vento, quindi per fare qualcosa e stare riparati decidiamo di riprovare con il giro in battello. Scegliamo la la compagnia Rederij Plas che si trova sulla Damrak, pier 1,2 e 3, al costo di 8 euro a persona (0,50 in meno di quella del giorno prima). La voce giuida è in 4 lingue: olandese, inglese, italiano e tedesco. La gita dura circa un ora ed è molto interessante. Il pomeriggio lo dedichiamo allo shopping e alla visita della città. Prendiamo un taxi (scelta che si è rivelata un po’ troppo costosa, 50 euro) per l’aeroporto e alle 19.30 il nostro aereo parte per Firenze Amsterdam ci è piaciuta molto anche se in agosto è un po’ troppo affollata e purtroppo molto sporca, mentre le zone limitrofe ci hanno sorpreso positivamente. Questo è un viaggio che consiglio anche a chi a bimbi piccoli, con il nostro Duccio di 18 mesi.



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