Amon Mink: chi era costui?

Vorrei riportare qui di seguito la mia esperienza non del tutto positiva con una crociera sul Nilo. E’avvenuta nel 2004 a marzo, proprio la settimana degli attentati alla stazione Atocha di Madrid. I miei hanno acquistato un pacchetto come ce ne sono tanti per 1000 € a testa una settimana dove saremmo arrivati a Luxor e da qui avremmo...
 
Partenza il: 08/03/2004
Ritorno il: 15/03/2004
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 1000 €

Vorrei riportare qui di seguito la mia esperienza non del tutto positiva con una crociera sul Nilo. E’avvenuta nel 2004 a marzo, proprio la settimana degli attentati alla stazione Atocha di Madrid.

I miei hanno acquistato un pacchetto come ce ne sono tanti per 1000 € a testa una settimana dove saremmo arrivati a Luxor e da qui avremmo iniziato e terminato la crociera. Già da lì avevo capito che i pacchetti non fanno per me, e il resto lo ha solo confermato. Bisogna poi aggiungere che io sono una di quelle difficili da tenere ferma, per cui la crociera non è proprio la vacanza ideale da propormi. Comunque mi ero laureata da poco e volevo regalarmi qualcosa prima di iniziare il tirocinio. Già la rottura c’è stata dall’inizio: i pacchetti non personalizzati prevedono charter che partono da Roma o Malpensa di primo mattino, per cui chi abita sulle isole deve pernottare in loco una notte. Ma vabbè… L’aereo era un Blue Panorama (un 737), compagnia charter nata da poco che è stata affidabile e puntuale almeno all’andata. Verso l’ora di pranzo atterriamo a Luxor. Io sono rimasta incantata perché è una pista nel deserto, per cui affacciandosi alle vetrate è possibile a pochi metri vedere gli aerei più colorati del mondo (tutti charter) atterrare lasciando dietro di sé un enorme sbuffo di polvere… E chi non si incanta sempre a vedere gli aerei atterrare e decollare?!!? Veniamo presi e trasportati in un pullmino antidiluviano a Luxor dove ci imbarchiamo. Noi, che solo l’anno dopo avremmo preso una vera nave da crociera, la Romantica Costa, veniamo colpiti in positivo non sapendo che nel giro di 24 ore un insidiosissimo dubbio si sarebbe insinuato nelle nostre menti riguardo la qualità della nave. Ci sistemiamo e iniziamo a girare la nave. Manco a dirlo, in dieci minuti l’avevi girata tutta anche perché è un battello fluviale e non è che può essere grande come il Titanic. La sera facciamo conoscenza con i nostri vicini di tavolo (con cui siamo rimasti tuttora in ottimi rapporti!) E poi si va a nanna.

Da questo momento io non ricordo più nulla con precisione. Le motivazioni potrebbero essere le più disparate: non avevo con me una guida da consultare e non fissavo bene i nomi, il cibo era drogato (??), soffrendo di pressione bassa il caldo mi abbatteva un po’… Tuttavia io imputo la faccenda al fatto che in questa stramaledetta crociera non ricordo (e non perché non sia avvenuto) una mattina in cui non siamo stati buttati giù dal letto alle 3, alle 4 o alle 6 (evviva!!!) del mattino. Guardate, per me è stata una cosa terribile! La nostra guida, un egiziano molto preparato anche nella conoscenza dell’italiano, ci spiegava che le levatacce erano indispensabili per non morire dl caldo poi. Sicuramente era fatto con le migliori intenzioni, peccato che alle 7 del mattino in Egitto te la facevi addosso dal freddo e l’umidità e dovevi avere il giubbotto che, appena giunte le 10, dovevi toglierti e tenere a braccia per non soffocare dal caldo (o svenire per la pressione bassa). La cosa che più mi rammarica non sono i 1000 € spesi, ma il fatto che ho ricordi spezzettati dei siti archeologici più belli del mondo! Luxor era meraviglioso, ma tra il freddo e il fatto che non mi ero ancora ripresa dalla stanchezza del viaggio ero sempre mezzo imbambolata, mi dovevano spostare per non intralciare gli altri! Abu Simbel è uno spettacolo immenso, peccato che per vederlo ci siamo dovuti svegliare alle 3 del mattino, prendere un autobus che in 4 o 5 ore ci ha portato sul sito. Di quel tragitto esistono 2 ricordi: uno è mio personalissimo, quando ho aperto gli occhi mentre albeggiava sul deserto, una roba dell’altro mondo, la sabbia rosa e arancione e il cielo azzurrino sullo sfondo e in mezzo il nulla… l’altro è la foto che ho scattato a Pier Luigi (il nostro primo viaggio insieme) che dormiva (ma guarda un po’?!) insieme a tutto il resto del pullman. Poi ho preferito chiudere gli occhi anche perché visto come guidava il nostro autista autoctono ho pensato che era meglio morire nel sonno per non soffrire. Però vedere quell’immensità del passato mi ha in parte ripagato: dico in parte perché a causa della ressa degli altri turisti bisognava entrare ad uno ad uno, l’interno era buio e per vedere i colori delle pitture avevi necessità di qualche minuto per adattarti. Quel poco che ho visto entrando di frodo una seconda volta mi consente di dire che è sicuramente una delle meraviglie del mondo contemporaneo.

Luxor l’abbiamo vista come ho già detto all’alba, forse avrebbe meritato di più al tramonto. Comunque molto maestoso, anche qui già verso le 10 ci sono orde di turisti.

Kom’ Ombo (scusate ma per molti nomi ricordo la pronuncia ma ignoro la corretta ortografia) me lo ricordo come un tempio con kilometri quadri di geroglifici. Ricordo che una di queste conteneva dei disegni che la guida mi chiese di interpretare sapendo che ero medico. Chiaramente esponendomi a una figuraccia come pochi non ho riconosciuto quasi nulla se non un forcipe, meravigliandomi del fatto che la medicina ai tempi degli egizi possedeva degli strumenti insospettabili! In compenso ricordo tutti i gustosissimi aneddoti che ci raccontava tipo quando ci mostrò una figura che aveva una sospetta protuberanza a livello dell’inguine e ci disse: “questo dovrete ricordarlo perché si chiama Amon Mink!”, oppure di quando raccontò di qualcuno (lo stesso Mink?) che venne tagliato in 42 pezzi gettati poi nel Nilo. Di questi solo 41 vennero recuperati dalla sua sposa la quale non fu contenta del 42esimo smarrito e possiamo immaginare perché! Era infatti il suo… membro! Una signora della compagnia però evidentemente non sapeva cosa volesse dire e chiese ripetutamente di sapere quale fosse questo 42esimo pezzo che non si trovava! Si può immaginare l’ilarità del momento! La valle dei Re quando siamo andati noi era uno scavo a cielo aperto piena di archeologi americani tutti indaffarati ma è forse il sito che ho apprezzato di più perché era luminosissimo, coloratissimo e la fila per entrare nelle diverse tombe ti faceva rallentare abbastanza da goderti le pitture.



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