Alla scoperta di Tunisi

In giro tra musei, shopping e carri armati
Partenza il: 03/01/2013
Ritorno il: 06/01/2013
Viaggiatori: 2
Spesa: 500 €

Volo: TunisAir 215 euro a testa; Hotel: Tunisia Palace Golden Jasmin; Cambio: 1 Euro 2 Dinari; Guida: Lonely Planet.

La decisione sulla meta della vacanza di fine anno arriva tardi, causa lavoro della mia compagna e dei pochi giorni a disposizione, prenoto il biglietto a fine novembre e tra Belgrado e Malta decidiamo di scegliere Tunisi per la convinzione di un clima più mite e della cucina araba che amiamo.

3 Gennaio

Il volo, nonostante un’ora di ritardo e il poco spazio tra i sedili, scorre velocemente (circa 50 minuti di volo). Atterrati facciamo la fila per il visto sui passaporti e usciamo, non prima di aver cambiato i soldi, non ho trovato grande differenza tra il cambio in aeroporto e quello nelle banche. Sulla guida avevo letto di stare molto attenti ai tassisti che cercano di non mettere il tassametro e di altre truffe, cosicchè ho cercato di scegliere bene. Ho chiesto a un poliziotto e mi ha indicato le fermate dei taxi, ho preso il primo della fila e mi sono assicurato che mettesse il tassametro. Dall’aeroporto al mio Hotel ci saranno voluti 15 minuti circa, e prima di arrivare vedo il tassametro che indica 27 dinari. Incomincio a insospettirmi e a lamentarmi, lui dice che c’è il tassametro… io continuo con le mie lamentele, ma alla fine vuole 20, così, pur consapevole della truffa appena subita scendo e vado in Hotel. L’hotel è molto bello, un quattro stelle proprio a ridosso della Medina, unica pecca il fatto di non avere il wi-fi in camera ma solo nella hall.

Sono le due, così decidiamo di iniziare la visita della Medina, patrimonio dell’Unesco, passiamo sotto la porta di Francia (si dice che porti fortuna) e ci addentriamo in queste strettissime viuzze piene di negozi che vendono di tutto, dai classici cammelli di pezza all’oro, si tratta del classico suk arabo, ma molto carino. Ci ritroviamo casualmente in piazza della Kasbah, molto carina e piena di bandiere turche, però la cosa che ci colpisce è vedere i militari armati a presidiare la piazza e intorno a loro filo spinato. Un po’ perplessi ci rimettiamo in cammino, costeggiamo le mura fino ad arrivare all’ingresso di Bab ej Jazira. Questo lato della città mi ha ricordato molto Aleppo e le sue mura, confusione inclusa. Una volta entrati ci dirigiamo passando dentro viuzze piccolissime e un po’ troppo sporche verso il Tourbet el Bey, riconoscibile per la sua cupola verde a squame di pesce. È un Mausoleo che custodisce le tombe di re, principesse e ministri, sfortunatamente è chiuso per restauri, quindi niente visita. Allora ci dirigiamo verso il museo Dar Ben Abdallah, centro per le arti e le tradizioni popolari, distante pochi metri. Sfortunatamente anche questo e chiuso, è in uno stato di semi abbandono, cosi come il caffè del teatro situato di fronte pubblicizzato dalla Lonely Planet. Adesso non so i motivi di queste chiusure, ma secondo me non hanno più riaperto da dopo la rivoluzione di due anni fa!

Fallite queste due visite ci ributtiamo nel suk fino a che torniamo in Hotel, incominciavamo a sentire la fame, così ci fermiamo in un locale proprio a ridosso dell’ingresso del suk, prendiamo 2 kebab con patatine fritte e una bottiglia di acqua pagando 8 dinari, tutto ottimo. Dopo un po’ di riposo in hotel usciamo verso le 8 e 30. Sulla guida i ristoranti che mi avevano maggiormente incuriosito erano due: Chez slah, in una parallela di Habib Bourguiba, e Dar el Jed nella medina. Essendo un po’ diffidenti sulla medina di sera optiamo per il primo. Appena usciti dall’hotel notiamo che la confusione del pomeriggio era un lontano ricordo, le strade erano quasi deserte, le uniche persone erano gruppetti di uomini, oltre che i militari a presidiare punti strategici. Percorriamo tutta Habib Bourguiba cercando la traversa del ristorante, ma con scarsi risultati. Ho chiesto anche a diverse persone, ma nessuno sapeva di preciso dove fosse, tanto che ho pensato che il locale avesse chiuso, visto che la guida era aggiornata a ottobre 2010. Percorrere le stradine interne, poi, non mi sembrava il massimo della sicurezza, cosi optiamo per tornare in Hotel e cenare lì. Il ristorante dell’Hotel, The Dome è molto bello e si mangia in maniera eccellente, prendiamo una zuppa del giorno, un cous cous di carne, dolce e acqua spendendo 35 dinari.



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