Alla scoperta della Sardegna

Non mi definisco un amante del mare, ma quando si tratta di un mare di un certo tipo (e quello della Sardegna lo sarebbe stato) non mi dispiace trascorrerci del tempo
Scritto da: colaci77
alla scoperta della sardegna
Viaggiatori: 1
Spesa: 500 €

Estate 2010, il tour organizzato degli Stati Uniti dell’Ovest era saltato per mancanza di partecipanti e c’era la concreta possibilità di trascorrere le mie ferie senza viaggiare…ma non avrei potuto sopportarlo e mi misi a pensare dove porter andare. Sarei stato da solo (per vari motivi) e avrei quindi avuto carta bianca…fatta mente locale e con un’auto nuova nuova a disposizione, ho individuato nella Sardegna il posto dove dirigermi.

Non mi definisco un amante del mare, ma quando si tratta di un mare di un certo tipo (e quello della Sardegna lo sarebbe stato) non mi dispiace trascorrerci del tempo. Inizio così a cercare per prima cosa il traghetto per raggiungere l’Isola. Elaborati un pò di preventivi sui siti delle compagnie più conosciute (Sardinia Ferries, Moby, Grimaldi, Snav) la scelta ricade su Sardinia Ferries, sia come prezzo (70 euro a/r, con auto al seguito e nessun posto/cabina prenotato) sia come orario. All’andata infatti la partenza sarebbe avvenuta alle ore 13 (con arrivo alle 19) e al ritorno alle ore 8 (arrivo alle 14). In entrambi casi avrei quindi viaggiato di giorno (cosa da non sottovalutare) e avrei potuto raggiungere i porti (Civitavecchia e Golfo Aranci) in orari e tempi più che accettabili. Acquistato (via internet) il biglietto (al momento dell’arrivo al porto è poi sufficiente presentare il file che ti mandano per email con codice a barre), potevo cominciare a studiare l’itinerario migliore, in base ai posti che avrei voluto vedere. Golfo Aranci, come Olbia, si trova nella parte nord dell’isola e avrei quindi cominciato da lì la mia esplorazione.Tramite i siti che ormai sono per me una Bibbia in fatto di B&B e agriturismi (www.bed-and-breakfast.it e www.agriturismo-on-line.com) faccio richiesta a tutte le strutture nelle province di Sassari, Olbia e Nuoro e in tre giorni mi ritrovo centinaia di possibili soluzioni. La scelta ricade sulle tre strutture che più mi hanno convinto in base a decoro, prezzo e posizione e cioè “La Chicca di Francesca”,a Santa Teresa di Gallura, “Agriturismo Baratz”, a Santa Maria la Palma vicino Alghero e “B&B Phocea”, a San Teodoro. E in effetti, tutti e tre i posti (con solo qualche riserva per l’agriturismo) hanno mantenuto le promesse. Il signor Gigi a S. Teresa e Giuseppe a San Teodoro sono stati squisiti nella loro ospitalità e disponibilità e quando tornerò da quelle parti tornerò di sicuro presso le loro case. L’Agriturismo Baratz invece mi ha riservato la (credo) peggiore stanza tra le disponibili (almeno a confrontarla con le immagini del sito) e poca flessibilità negli orari della colazione. D’altro canto però, la pulizia era ai massimi livelli, così come la qualità del cibo (sono stato due notti a mezza pensione).

Questo in breve l’itinerario che ho seguito nei miei 7 gg di permanenza.

GIORNO 1 – CAPO D’ORSO, PALAU, COSTA PARADISO, ISOLA ROSSA, CAPO TESTA. CAPO D’ORSO si trova sulla COsta Smeralda ed è famoso per il parco (ingresso 2 euro, parchieggiate fuori se no pagate anche il parcheggio) che ospita la roccia che con il passare degli anni grazie all’erosione del vento ha assunto la forma di un orso. La visita merita (belli anche gli scorci che si possono ammirare) ma lascia con l’amaro in bocca in quanto non c’è modo di vedere (e quindi immortalare) l’orso per intero, ma solo il corpo (prima) e la testa (poi). PALAU è un paesino famoso solo per il suo bel porto turistico ma una breve visita la merita comunque, a differenza di ISOLA ROSSA, che non mi ha fatto un’impressione positiva. Bellissimo è invece il tratto di costa (tra Santa Teresa di GAllura e Castelsardo) che prende il nome di COSTA PARADISO. Prima di partire mi rammaricavo di non poter arrivare fino ad Arbatax per ammirarne le spiagge delimitate da scogli di granito rosso, ma Costa Paradiso offre il medesimo scenario, a cui si unisce un’acqua di una trasparenza unica. Vi consiglio di cercare di arrivare il più vicino possibile al mare e di non fermarvi ai parchieggi che troverete sulla strada, perchè poi il mare è abbastanza lontano da raggiungere a piedi. Infine CAPO TESTA merita una visita per le particolari forme delle rocce che lo caratterizzano e che si trovano nei pressi del faro, da cui si intravedono anche le coste della Corsica.

GIORNO 2 – ESCURSIONE a LA MADDALENA Nella Piazza di Santa Teresa, si trovano gli uffici del Consorzio delle Bocche dove ci si puà prenotare per le escursioni che partono dal porto tutti i giorni verso le 9.30 e durano tutta la giornata fino alle 17.30-18.00. La gita costa 40 euro, ma li vale tutti. Spiaggia Rosa, Isola di Santa Maria, Spargi (cala Corsara), centro storico de La Maddalena sono i punti che abbiamo toccato con la barca Uragano I. Nei 40 euro è compreso anche il pranzo a bordo (pennette al sugo di pesce e pane e formaggio). Inutile dire che l’acqua ammirata in quest’escursione non l’avevo mai vista in nessun altro posto di mare dove ero stato.

GIORNO 3 – CASTELSARDO, CAPOCACCIA, GROTTE DI NETTUNO, ALGHERO CASTELSARDO è un paesino che fa parte del circuito dei Borghi più Belli d’Italia ed effettivamente è molto caratteristico sia per la sua posizione che per i colori delle sue abitazioni. Prima di arrivare, seguite le indicazioni per la Roccia dell’Elefante, una roccia che con l’erosione dovuta al vento ha assunto la forma dell’animale. Proseguendov verso Alghero si arriva al promontorio di CAPOCACCIA, il cui profilo imponente di vede anche dal lungomare di Alghero. Scendendo una scalinata di 654 gradini (L’escala del Cabirol) si arriva presso le GROTTE DI NETTUNO (ingresso 12 euro). Ve lo dico prima, la discesa e soprattutto la risalita sono molto faticose, ma una volta dentro lo spettacolo a cui si assiste (con guida) lascia a bocca aperta. Le grotte si possono raggiungere anche via mare, al prezzo di 13 euro (più il prezzo del biglietto di ingresso). ALGHERO infine, merita sicuramente una visita. E’ chiamata la picolla Barcellona e in effetti la dominazione catalana è palese. Già i nomi delle vie sono scritti in doppia lingua, ma poi i viali alberati tipo le Ramblas spagnole e le via strette come quelle del Barrio Gotico, rimandano alla capitale della Catalogna.



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