Alla scoperta del Montenegro… dal mare alle montagne

Due settimane percorrendolo in lungo e in largo, in auto, in coppia. Pro e contro di questo paese così vicino ma anche così diverso dal nostro
Scritto da: diaridianna
alla scoperta del montenegro... dal mare alle montagne
Partenza il: 04/08/2016
Ritorno il: 19/08/2016
Viaggiatori: 2

BUDVA

Dopo aver passato la giornata alla bellissima spiaggia di Drobnji Pjesak (secondo noi la più bella), nel tardo pomeriggio ci siamo spostati a Budva dove avevamo affittato un altro miniappartamento per 2 giorni. In tutta la vacanza, siamo stati sempre in monolocali o appartamentini con bagno e cucinotto. In tutti c’era il frigo, in qualcuno anche lavatrice e stendino. Di media, abbiamo speso 40€ a notte in due, senza colazione (ce la preparavamo noi nella minicucina).

Budva non ci è piaciuta molto: caotica e rumorosa, con una Stari Grad (citàà vecchia) fatta di vicoletti ma nel complesso un po’ anonima. Però è decisamente più grande di Petrovac e offre di più. Si trovano ristoranti asiatici, qualche negozio occidentale, locali per la sera e casinò. Si può visitare il castello della Stari Grad e anche qualche museo. Gradevole il porto con diversi yatch di lusso ancorati.

La prima sera abbiamo cenato molto bene al thai Taste of Asia; bene anche la seconda sera nel minuscolo Konoba Bocun (suggerito da Trip Advisor): conviene prenotare oppure si rischia di aspettare (come noi) oltre 30 minuti. Ma il cibo era molto buono ed il titolare simpaticissimo!

Il secondo giorno, causa tempo incerto, abbiamo visitato la Stari Grad di Budva e abbiamo raggiunto in auto Przno da cui parte un sentiero pedonale molto bello (è bene indicato all’ingresso del paese) che, fra alberi e tenute signorili, porta prima alle graziose (ma costosissime: oltre 70€ al giorno per lettino e ombrellone) calette di Milocer e di Kraljičina Plaža, e poi all’immancabile Sveti Stefan. Riguardo a questa famosa lingua di terra tappezzata di casette dai tetti rossi, c’è da dire che è proprietà privata e non si entra neanche pagando (solo su invito): è piacevole però vederla da fuori e sostare nelle due spiaggette adiacenti o passeggiare fra le boutique di lusso proprio davanti.

BAIA di KOTOR

Lasciamo Budva per dirigerci verso le Bocche di Cattaro: inutile dire che la stradina che le costeggia è davvero bella e regala scorci emozionanti. E’ anche molto stretta e in vari punti bisogna fermarsi per far passare le auto in senso opposto. Procedere lentamente, però, offre l’opportunità di ammirare meglio il panorama. Prima tappa a Stolivo, un minuscolo paesino di pescatori, al termine del quale si può lasciare l’auto e inizia un cammino di circa 40-45 minuti in salita (ripidissima e molto faticosa) fra gli alberi. Conduce ad un antico villaggio in cima alla collina fatto di case di pietra, oggi completamente disabitato. Si può gironzolare fra le case abbandonate e raggiungere la chiesa (semi-abbandonata, ma il campanile ancora rintocca le ore). E’ faticoso, soprattutto col caldo, ma ne vale la pena e offre una vista dall’alto notevole di nota. In seguito ci siamo recati a Perast, grazioso villaggio sul fiordo con qualche banchina di cemento da cui tuffarsi. Su tutto il lungomare trovate ragazzi che vi offrono passaggi in barca di un’ora o due all’isola della Madonna dello Scalpello, proprio di fronte a Perast. Arrivando in auto, si può lasciare in un comodo parcheggio subito fuori dal paese per un paio di euro. I ristoranti sul lungo mare sono abbastanza turistici e si mangia abbastanza male: bisogna farsene una ragione in Montenegro.

Nel tardo pomeriggio siamo tornati indietro fino a Kotor e abbiamo raggiunto il ns appartamento al Kotor Sunrise Apartments. Il monolocale, seppur piccino, era molto grazioso e moderno. Cucina ben equipaggiata e anche lavatrice e stendino disponibili. Il problema principale è stato arrivarci: strade così ripide e strette che l’auto non saliva neanche in prima, nessuna indicazione e quindi alcuni giri a vuoto. Questo è un problema un po’ diffuso ovunque lungo la costa montenegrina. Kotor, fra i vari paesini del fiordo, è sicuramente il più carino: la Stari Grad è adorabile, con tanti ristoranti (consigliamo di cuore Cesarica: buonissimo, e Tanjga, una macelleria appena fuori dalle mura del centro che griglia la carne al momento). Bellissima anche la montagna dietro alla Stari Grad, attraversata da un percorso di migliaia di gradini (noi non l’abbiamo fatto, ma ne abbiamo sentito parlare) che conduce alle rovine di una roccaforte. Il sentiero di notte è illuminato e incendia la montagna con bellissimi giochi di luci. Una nota particolare, invece, la merita il porto di Kotor che è forse il più grande della gola e concede alle navi da crociera di attraccare proprio davanti alla Stari Grad. La nostra impressione è stata che – di giorno – la presenza di questi transatlantici sia molto sgradevole in quanto oscura completamente la vista del fiordo. Tuttavia, scesa la sera, le grandi navi si illuminano, riflettendosi nell’acqua attorno alla città vecchia e lo spettacolo cambia nettamente.

Il giorno successivo abbiamo passato la mattinata al mare nella spiaggia Plavi Horizonte di Przno. Ovviamente era molto affollata, poiché è una delle rare spiagge della baia di Kotor, che altrimenti offre solo banchine di cemento. Il mare è bello e la sabbia fina. Possibilità di parcheggiare gratuitamente un po’ distante, oppure a pagamento (qualche euro) più vicino.

Una nota su Herceg Novi: è l’ultimo paese sul fiordo prima della Croazia. Si presenta con un notevole lungo mare pieno di ristoranti e negozi ed un’ampia spiaggia di sabbia sempre affollatissima. In acqua, centinaia di pedalò, moto d’acqua e anche scivoli gonfiabili piuttosto grandi. L’unico motivo per cui siamo passati da Herceg Novi era per fare la gita in barca alla Blue Grotto e all’Isola di Mamula, di cui avevo letto commenti positivi. Purtroppo ho scoperto che le gite partono verso le 11:30/12:00 e si rientra solo per le 18:00. Il costo è abbastanza contenuto. Non avevamo tutto il giorno a disposizione e abbiamo dovuto rinunciare. Le gite si possono prenotare contattando le varie agenzie che mettono stand o cartelloni lungo la spiaggia.

RAFTING NEL DURMITOR

Dalle Bocche di Cattaro, ci siamo spostati al confine con la Bosnia per fare rafting nel parco nazionale del Durmitor, dove le gelide acque del fiume Piva si incontrano con quelle del Tara e generano un nuovo fiume più largo chiamato Drina. In questa zona di confine ci sono varie minuscole località (Brijeg in Montenegro, oppure Bastasi e Tečići in Bosnia) in cui pullulano i campeggi che organizzano giornate di rafting e canyoning. Per attraversare il confine, bisogna passare dalla frontiera e mostrare tutti i documenti dei passeggeri e dell’auto. Non sono richiesti visti.

Guarda la gallery
avventura-dtf13

Rijeka Crnovica

avventura-pwv8x

Affluente del lago Skadar

avventura-qjtmp

Sveti Stefan

avventura-prbn9

Perast

avventura-nc58k

Petrovac

avventura-u76k2

Kotor

avventura-3gpgs

Crno Jezero

avventura-z6dfe

Perast

avventura-36b1z

Bocche di Cattaro

avventura-ngxkh

Crno Jezero

avventura-x76uh

Manastir Ostrog



    Commenti

    Lascia un commento

    Balcani: leggi gli altri diari di viaggio

    Video Itinerari