Alby e Roby nella terra dei canguri

Albi e Roby in Australia Questa è la rivisitazione del racconto già pubblicato sul sito di Turisti per caso: ho fatto delle piccole correzioni che sono principalmente il frutto delle numerosissime mail che mi sono arrivate dopo la pubblicazione del racconto stesso. Buona lettura! PARTENZA Siamo partiti da Venezia alla volta di Sydney il 25...
 
Partenza il: 25/04/2004
Ritorno il: 14/05/2004
Viaggiatori: in coppia

Albi e Roby in Australia Questa è la rivisitazione del racconto già pubblicato sul sito di Turisti per caso: ho fatto delle piccole correzioni che sono principalmente il frutto delle numerosissime mail che mi sono arrivate dopo la pubblicazione del racconto stesso. Buona lettura! PARTENZA Siamo partiti da Venezia alla volta di Sydney il 25 aprile 2004 il giorno dopo esserci sposati: che bello! Siamo stanchi ma pieni di felicità per il matrimonio e per il fantastico viaggio che ci aspetta e che io, Roberta, ho fortemente voluto ed organizzato. Il Boeing 737 che ci porterà a Francoforte è pieno e decolla in perfetto orario da Venezia. Arrivati alla prima tappa, abbiamo ancora parecchie ore prima di imbarcarci sull’enorme 747!! Alby è molto emozionato ed allo stesso tempo eccitato nel vedere il via vai di decolli ed atterraggi di quei “bestioni” volanti! La prima tratta è molto lunga: circa 13 ore per raggiungere Singapore. Per allietare il viaggio c’è un monitor LCD posizionato di fronte ad ogni sedile e tra le diverse opzioni c’è la possibilità di visionare la mappa per individuare la posizione corrente del nostro velivolo. Alby sostiene più volte che:”l’India non finisce mai!!!” Dopo l’estenuante viaggio, arriviamo a Singapore: siamo affascinati da queste latitudini; durante la sosta Alby ne approfitta per bere una birra in un bar all’esterno dove la quantità di umidità è incalcolabile. Le ore che sono necessarie per collegare Singapore a Sydney sembrano decisamente meno rispetto la prima tranche di volo. Atterriamo a Sydney col buio della mattina: non dimenticherò mai la sensazione di aver perso totalmente la cognizione del tempo e di non sapere che giorno fosse .

SYDNEY Dopo 30 ore d’”agonia” tra gli aeroporti internazionali di mezzo mondo finalmente arriviamo in Australia; dopo avere sbrigato la super minuziosa procedura d’immigration australiana ( ricordo che non si può portare niente di vegetale in Australia!!!), ci dirigiamo verso la metropolitana: dobbiamo raggiungere Cronulla, una ridente cittadina poco fuori Sydney dove ci aspettano alcuni lontani parenti che ci ospiteranno per i 3 gg di soggiorno nella più importante e conosciuta città australiana. La prima cosa che ci colpisce è che si sentono e vedono moltissimi uccelli…Forse perché è mattina presto, pensiamo, presto scopriremo invece che qui Down Under ci sono veramente tantissimi volatili in libertà anche in centro città. Facciamo la prima telefonata a casa mentre aspettiamo il treno; è veramente strano essere dall’ altra parte del mondo! Dal treno ci si allontana dalla zona aeroportuale e ci si dirige verso le zone residenziali: ampie, ordinate e piene di natura! L’accoglienza è ovviamente calorosissima (non vedevano un parente italiano da 45 anni!!!); in questi 3 giorni avremo modo di conoscerli un po’ meglio imparando anche le abitudini alimentari tipicamente “aussie”, e avremo delle ottime guide per la città. Decidiamo subito di dare un’occhiata alla cittadina che si rivela molto bella e poi andiamo in centro con la metro. Passeggiamo tra l’opera house e il quartiere The Rocks e poi decidiamo di avere un’idea generale della città salendo sulla tower di Sydney dove si può ammirare un panorama a 360 gradi.

Siamo distrutti dal fuso orario e quindi ce ne torniamo a Cronulla dove ci aspetta una dormitona, non prima però di aver onorato la cucina della Zia che, incurante della nostra inappetenza e della nostra sonnolenza, ci prepara una serie di specialità non proprio leggerissime.

Il giorno successivo decidiamo di fare un’escursione col ferry boat a Manly: forse una delle località più nominate di Sydney. Nonostante il tempo non sia dei migliori (il brutto tempo ci perseguiterà per quasi tutto il viaggio e dato che ha caratterizzato la nostra uscita dalla chiesa il giorno del matrimonio, non c’è affatto da stupirsi!!!), la nostra gita in barca si rivela meravigliosa. A Manly dopo una passeggiata sulla spiaggia ci fermiamo a mangiare il mitico fish & chips australiano (molto meglio di quello inglese N.D.R.), e ci avviciniamo per la prima volta all’arte aborigena chiedendo maggiori informazioni riguardo ai dipinti e ai didgeridoo. La baia di Sydney con l’Harbour bridge e l’Opera house è così bella!!!!! Al ritorno decidiamo di salire sulla Sydney monorail fermandoci a tutte le fermate per visitare i vari punti turistici di Sydney.

Questa sera ci aspetta una cena con tutta la famiglia: siamo molto curiosi di confrontarci con degli australiani di origine italiana. La serata si rivela esilarante soprattutto grazie all’inglese di mio marito e alle parole gergali australiane che ci rivelano Claudio e Tony!Il giorno successivo in compagnia di Danny e Paula visitiamo il Darling harbour, dove mangiamo. Dopo una capatina al footy shop in darling Harbour, dove Alby fa incetta di maglie e cappellini da rugby (la sua passione!) andiamo in una galleria d’arte dove troviamo una fantastica foto in bianco e nero di Sydney di notte: sarà perfetta per il nostro nuovo salotto!!! Paula e Danny decidono di portarci a Bondi (che si pronuncia Bondai), la più famosa spiaggia di Sydney che d’estate pullula di surfisti; purtroppo il cielo è coperto e gli audaci surfisti sono pochi, approfittiamo quindi per guardare le vetrine ricche di vestiario da surf e prenderci un frappè. Al ritorno Danny e Paula ci lasciano in centro per la cena, decidiamo di stare a Darling harbour approfittando di uno dei fantastici ristoranti della zona . Ci fermiamo da I’m Angus , dove assaggiamo per la prima volta le ostriche ma anche il canguro che è veramente ottimo.

È l’ultima sera a Sydney e dobbiamo dire che la città ci è molto piaciuta e che vogliamo ritornarci per visitarla un po’ meglio.

MELBOURNE Sydney – Melbourne distano circa 3 ore di aereo; ci imbarchiamo quindi su di un 777 Quantas , impazienti di vedere cosa ci propinano per il pranzo (questi australiani sono molto fantasiosi per quanto riguarda l’alimentazione a bordo dell’ aereo). Arrivati a destinazione ci aspetta una macchina a noleggio per percorrere la Great Ocean Road, la strada panoramica a sud di Melbourne. E’ una Toyota corolla 1800 benzina, rossa 5 porte: non male e va pure veloce! Il nostro albergo si trova in centro e dopo qualche strada sbagliata arriviamo finalmente all’hotel…La manovra per parcheggiare è tipicamente italiana ma con qualche gesto made in Italy Albi si fa fare subito i complimenti dal parcheggiatore dell’hotel. Dobbiamo dire che la città non ci fa una così bella impressione ma forse siamo troppo ansiosi di partire per la G.O.R. La mattina dopo lasciamo la città prestissimo anche per non trovare il traffico cittadino, la meta non è ancora decisa: o Lorne o Apollo bay decideremo al momento. La scelta di percorrere questa famosissima strada che ci porterà ai 12 Apostoli, si rivela azzeccatissima: i panorami sono mozzafiato e c’è pochissima gente! Nell’itinerario che ci porterà ad Apollo bay, ci fermiamo in moltissimi posti tra cui la famosa Bells Beach dove hanno girato la scena finale di Point Break . Ci tratteniamo a Lorne ma c’è un vento pazzesco ed è ancora presto quindi vale la pena di proseguire fino ad Apollo bay dove vogliamo visitare il Cape Otway park. Arrivati in questa ridente cittadina di mare, lasciamo i bagagli in albergo e ci dirigiamo a Cape Otway dove vediamo per la prima volta un koala su di un albero di eucalipto: che emozione! La signora del centro informazioni ci aveva segnalato la Sky forest e così decidiamo di andarci. Si tratta di una struttura metallica sospesa tra le cime degli alberi della wet forest di Cape Otway; l’altezza è considerevole ed io non vedo l’ora di scendere anche se camminare a questa altitudine tra alberi bellissimi è veramente incredibile. Al tramonto decidiamo di ritornare ad Apollo bay ma come all’andata il percorso si rivela piuttosto lungo, senza indicazioni e soprattutto senza incontrare anima viva per km e km tant’è che pensiamo di esserci persi ; Alby dallo stress di guidare su strade sterrate in mezzo alla foresta ha le allucinazioni e vede i serpenti che scendono dagli alberi e sulle strade. Alla fine ce la facciamo e raggiungiamo il paese.; questa sera gusteremo una fantastica bistecca da Buff’s e poi a nanna presto.



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