Alaska & Yukon 2003

ALASKA & YUKON di Luciana Lenci e Stefano Saccardi 02 Agosto / 20 Agosto 2003 Prima di raccontare il nostro viaggio alcune annotazioni di carattere generale che non abbiamo trovate evidenziate in nessuna guida : CLIMA – Le temperature sono effettivamente basse ma il tasso di umidità è così limitato da renderle non solo...
 
Partenza il: 02/08/2003
Ritorno il: 22/08/2003
Viaggiatori: in coppia

ALASKA & YUKON di Luciana Lenci e Stefano Saccardi 02 Agosto / 20 Agosto 2003 Prima di raccontare il nostro viaggio alcune annotazioni di carattere generale che non abbiamo trovate evidenziate in nessuna guida : CLIMA – Le temperature sono effettivamente basse ma il tasso di umidità è così limitato da renderle non solo sopportabili, ma piacevoli, per cui gli indumenti veramente pesanti (giacca a vento, sovrapantaloni, cappello e guanti) serviranno solo per traversate in mare, tour notturni e passeggiate sui ghiacciai(in mancanza di sole).

ABBIGLIAMENTO – Se volete fare passeggiate non potete lasciare a casa la “mantella” perché la pioggia è una componente fondamentale del clima di queste regioni. Non essere attrezzati per la pioggia può significare la rinuncia a splendide occasioni; il tempo muta in fretta e non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla pioggia come non dobbiamo farci illudere dal sole splendente.

VIABILITA’ – E’ notorio che le Higway sono ottime strade, inoltre qualsiasi variazione del fondo stradale è segnalata con pignoleria e precisione. Meno noto è che anche le strade sterrate sono, generalmente, in ottime condizioni e permettono una guida scorrevole e veloce(40ml. Orarie, di media, sono possibili), sia pure con la dovuta prudenza.

CARTE STRADALI – Eravamo preoccupati perché sprovvisti da carte stradali dettagliate, ma ci siamo presto tranquillizzati perché quelle che avevamo, e che ritenevamo incomplete, erano più che sufficienti. Le strade sono così limitate, nel numero, che su qualsiasi cartina ci sono tutte e non è possibile sbagliare percorso.

FINESTRE – Il fatto che siano sprovviste di persiane è perfettamente noto. Non sapevamo che, spesso, hanno solo tendine leggere. Chi ha bisogno del buio per prendere sonno è meglio che abbia una mascherina per gli occhi.

TRAIL – Letteralmente si traduce “pista” ed in Nord America quando si parla di trail normalmente ci si riferisce, non ad una passeggiata, sia pure di qualche ora, ma ad un percorso, da fare ovviamente a piedi, della durata di più giorni.

1° giorno SABATO 02 AGOSTO (17 ml., 27 km.) FIRENZE – FRANCOFORTE – ANCHORAGE Sveglia alle 04:15 am ed alle 05:00 am partenza per l’aeroporto di Firenze grazie alla collaborazione di nostro genero Nicola che si presta gentilmente a fare da autista.

Partenza ed arrivo a Francoforte in perfetto orario. Il tempo è bello e possiamo ammirare l’attraversamento delle Alpi. Una volta sbarcati cerchiamo la compagnia aerea Condor, come da programma, e scopriamo che si tratta in realtà della Thomas Cook e che ha un unico check-in per tutte le sue numerose partenze e che la coda è lunghissima. Sono necessari circa 45 trepidanti minuti per avere la carta d’imbarco, ma arrivati al nostro “gate” scopriamo che il volo partirà con oltre mezzora di ritardo.

Saliti a bordo prendiamo atto che i nostri posti 29k e 29h sono sull’ala e quindi la visibilità è parzialmente compromessa. La posizione migliore è dalla fila 31 alla 35; purtroppo dalla 40 alla 45 è permesso fumare. E’ una piacevole sorpresa scoprire che la qualità del cibo servito a bordo è ottima, per contro il servizio è decisamente scadente.

Il tempo è splendido, sole pieno e niente nuvole, e tale si manterrà fino all’arrivo. Seguiamo la rotta artica e quindi dopo la Germania sorvoliamo la Danimarca e successivamente la Groenlandia con un paesaggio veramente grandioso di ghiacciai; a seguire il pack, poi i territori desolati del nord dell’Alaska, poi le foreste e, spettacolo nello spettacolo, il monte Mc Kinley (20320ft.,6193m.) e la catena degli Alaska Ranger si mostra in tutta la sua imponente bellezza; non riusciremo più a vederlo senza nuvole e, pare, che solo pochi fortunati siano riusciti a vederlo come è capitato a noi.

Atterriamo alle 11:00am e rimaniamo impressionati dalla intensità della luce dovuta ad un’aria tersa a cui non siamo abituati. Notiamo, in prossimità dell’aeroporto internazionale un campo di atterraggio al lato del quale stazionano tantissimi piccoli aerei ed un bacino per l’atterraggio degli idrovolanti.

Enorme fila all’immigrazione e fila anche alla Hertz per ritirare l’auto Ford Taurus Ses.

Alle 01:pm siamo in albergo, che dista dieci minuti dall’aeroporto, è il Barratt In B.W., comodo ma non bello, con camere grandi la cui pulizia lascia a desiderare. Voto complessivo 6+.

Alla reception troviamo una busta della Xperience Alaska(il tour operator che ha fatto le prenotazioni per noi) con i biglietti dei traghetti e con un messaggio a firma Carol che ci informa che i documenti per l’escursione a Glacier Bay ci saranno recapitati all’aeroporto di Haines.

Una rapida doccia e via alla scoperta di Anchorage (www.Anchorage.Net) che, in realtà, non ha molto da scoprire ma che ci è rimasta impressa per una atmosfera di rilassante e piacevole comunità multietnica.

La città è situata nel cuore del Golfo dell’Alaska in una bassa pianura alluvionale fra due fiordi del Cook Inlet ed è circondata dalla spendida catena delle Chugach Mountains. Con i suoi 250.000 abitanti è la più grande, importante e popolosa città del paese; fondata nel 1914 quale campo di lavoro per la costruzione di una ferrovia che collegasse un porto oceanico al circuito fluviale interno, fu distrutta da un terremoto nel 1964. La scoperta del petrolio e la costruzione della Trans-Alaska Pipeline l’ hanno trasformata in un grande centro industriale, in una vera metropoli moderna e cosmopolita.

Per prima cosa andiamo a vedere il passaggio dei salmoni dal ponte di Post Rd. Sullo Ship Creek e ci piange il cuore nel vedere quei poveri pesci che cercano di risalire, con fatica, la corrente mentre torme di pescatori gettano i loro ami e, facilmente, li catturano. I salmoni sono suddivisi, per semplificare, in cinque specie i Red (Sockeye), i Pink, i King (Chinook), i Dog (Chum) ed i Silver(Coho), e ciascuna specie ha un particolare periodo dell’anno per la risalita dei fiumi onde depositare le uova: adesso tocca a tutti escluso i King.

Non distante si svolge il tradizionale “Mercato del Sabato”. E’ una via di mezzo fra una festa paesana ed una mostra dell’artigianato o, meglio, è l’unione delle due cose: bancarelle che vendono prodotti artigianali, cucine che sfornano piatti tipici, orchestrine che suonano e cantano, artisti di strada che danno spettacolo ed una folla, vestita in modo molto informale, che fa da corona e da completamento al quadro. Da non mancare.



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