Abbiamo passato 30 giorni in Brasile per scoprire il paese da cima a fondo, ed ecco cosa ci è rimasto di questo viaggio

Un viaggio che ha toccato le principali città del paese, la Chapada Diamantica, i Lencois Maranhenses e Fernando de Noronha
Scritto da: puremorning1999
Rio de Janeiro, Brasile

Un mese intero e un viaggio straordinario che ci ha consentito di conoscere il Brasile, uno dei paesi più interessanti al mondo, senz’altro pieno di problemi ma anche di una bellezza naturale e umana che lascia il segno. Dalle grandi città alle meraviglie naturali, ecco il nostro racconto e tanti consigli utili per partire preparati, consapevoli e anche sicuri.

Informazioni utili per visitare il Brasile

Sicurezza

La mancanza di sicurezza è uno dei problemi più noti del Brasile e sulla base della nostra esperienza resta difficile dare un giudizio definitivo. Per limitare i rischi il più possibile, abbiamo applicato delle accortezze ulteriori rispetto a quelle che in genere adottiamo quando viaggiamo e che abbiamo letto su vari siti Internet e forum di viaggi ed il nostro viaggio è filato liscio. Tra queste, abbiamo usato pochissimo la reflex e quasi sempre fuori dai centri urbani, utilizzando l’iPhone per le foto e la consultazione delle app solo con un laccetto legato al polso e facendo sempre attenzione al contesto; ci siamo affidati a delle guide per visitare il centro di Rio, São Paulo e Salvador; ci siamo mossi in taxi molto più di quanto non facciamo di solito; in città siamo andati in giro con uno zaino piccolissimo ed un po’ trasandato per passare il più possibile inosservati; abbiamo lasciato quasi sempre il passaporto, la reflex ed una buona parte dei contanti in hotel, girando con un duplicato dei documenti; siamo stati estremamente attenti ad evitare strade poco battute e siamo usciti molto poco la sera e solo in zone frequentate. C’è da dire anche che nelle zone turistiche delle città la presenza della polizia è evidente e notevole e non abbiamo mai assistito a situazioni problematiche che hanno coinvolto altre persone. Una peculiarità che abbiamo notato è che, tranne che a Salvador de Bahia, le auto si fermano sempre con il rosso, mentre fino a qualche anno fa erano autorizzate a non fermarsi ai semafori di sera per limitare il rischio di aggressioni. Comunque, tantissimi brasiliani, anche passanti per strada, ci hanno suggerito di prestare la massima attenzione a come ci muovevamo. In ogni caso, al di fuori delle grandi città questo problema ci è sembrato estremamente più limitato. Per avere dei dettagli e suggerimenti ulteriori sull’argomento, può essere utile consultare questo sito: https://brazilsafetravel.com.

Periodo migliore per viaggiare

Il periodo da noi scelto è stato ottimo. Abbiamo avuto quasi sempre il sole e temperature calde, ma mai insopportabili.

Viaggio fai da te o con agenzia?

Abbiamo organizzato in autonomia l’itinerario, le prenotazioni di voli, bus e hotel e richiesto il supporto di agenzie locali per le escursioni nella Chapada Diamantina, nei Lençóis Maranhenses e per le passeggiate nei centri storici di alcune città. Non abbiamo noleggiato un’auto sapendo che questo avrebbe comportato un aumento del rischio e sarebbe stato faticoso; siamo stati contenti di non averlo fatto considerato che lo stile di guida locale lascia un bel po’ a desiderare. Per la prima volta, inoltre, abbiamo utilizzato l’app Claude sia per la pianificazione del viaggio che, una volta in loco, per avere delle risposte alle domande che sorgevano ogni tanto. È stata spesso utile, ma è sempre necessario effettuare un’ulteriore verifica, perché le risposte a volte non sono state corrette.

Quanto tempo serve?

Sono sufficienti quattro settimane per visitare il Brasile? Assolutamente no! Noi abbiamo visitato le regioni più classiche per un primo approccio alla nazione e questo ci ha consentito di vedere alcune delle attrazioni più note e di farci un’idea di base del paese, ma per una conoscenza più approfondita, anche se ancora non esaustiva, sarebbero state necessarie almeno altre due o tre settimane.

Costi

 In generale, i costi sono medi per i ristoranti ed i trasporti, compresi i taxi. Si riesce a cenare con una spesa compresa tra 100/120 BRL a testa. Anche i costi delle escursioni sono contenuti, mentre sono più elevati quelli degli hotel, anche perché bisogna selezionarli con attenzione per evitare problemi di sicurezza o di igiene. Un discorso a parte va fatto per Fernando de Noronha, che invece è una destinazione molto più costosa (i prezzi sono più o meno quelli di Milano). Un esempio: 1,5 l. di acqua costa tra 3 e 5 BRL, ma a Fernando de Noronha viene venduta a 12 BRL.

Trasporti

Abbiamo utilizzato aerei e autobus per i trasporti interurbani, tutti prenotati dall’Italia online prima della partenza e taxi per i trasporti urbani. A Rio e São Paulo abbiamo anche utilizzato il metrò, notoriamente sicuro di giorno ed efficiente.

Voli: all’andata abbiamo preso il Milano Malpensa- Madrid-São Paulo Guarulhos delle 15.30-5.20 (Air Europa, acquistato su Booking; costo totale a persona: 1564 € a testa con un bagaglio spedito ed uno a mano per ciascuno) e nel corso del viaggio abbiamo anche preso i seguenti voli:

  • São Paulo Congonhas – Rio de Janeiro Santos Dumont GOL (7.00-8.05; acquistato da Trip.com; 122,92€ per 2 biglietti);
  • Rio de Janeiro Galeão – Salvador de Bahia GOL (21.00-22.39; acquistato da Trip.com; 168,26€ per 2 biglietti);
  • Salvador de Bahia – Brasília LATAM (5.25-7.25; acquistato dal sito della LATAM; 221,90€ per 2 biglietti);
  • Brasília – São Luís LATAM (21.10-23.35; acquistato dal sito della LATAM; 323,16€ per 2 biglietti);
  • São Luís – Natal LATAM (via Fortaleza; 11.55-15.10; acquistato dal sito della LATAM; 408,88€ per 2 biglietti);
  • Recife – Fernando de Noronha e Fernando de Noronha – São Paulo Guarulhos (8.10-10.30; 16.30-23.50 via Recife; acquistato da Trip.com; 1169,68 per 2 biglietti).

Non abbiamo mai avuto problemi di nessun tipo, tranne che con il volo di ritorno perché, per un problema che non ci è stato chiarito fino in fondo, fare il check-in online con la GOL è stato estremamente complesso e, come se non bastasse, in aeroporto hanno dovuto farlo di nuovo, trattenendoci per circa 50 minuti.

  • Taxi. Purtroppo non è possibile utilizzare l’app 99 Taxi a meno che non si abbia un telefono intestato ad un residente in Brasile. Tuttavia, ottime alternative sono Uber e InDrive, utilizzabili anche per andare dagli aeroporti in città grazie alla presenza di chiari punti di pick-up (tra l’altro hanno un costo nettamente inferiore a quelli delle cooperative di tassisti presenti in aeroporto). Entrambe si collegano ad una carta di credito, con la differenza che con InDrive si paga all’arrivo; con Uber si paga subito alla chiamata. A Barreirinhas e a Fernando de Noronha queste app non sono operative, per cui abbiamo utilizzato rispettivamente un servizio di taxi locale (Cooptáxi; WhatsApp: (98) 98425 2725; (98) 99174 1237) e l’app Orla Contectada.
  • Bus. Abbiamo utilizzato la compagnia Guanabara per spostarci da Salvador de Bahia a Lençóis (e ritorno; 8-15.10 e 9-16, 114,48€), il cui servizio è stato buono e la compagnia Progresso per la tratta da Natal a Recife (9-14.10 52,95€ entrambi i biglietti), che si è rivelata nettamente inferiore in quanto internet non funzionava, c’era un forte odore di urina proveniente dal bagno ed è entrata la pioggia in cabina. Non avendo un CPF, non siamo riusciti ad acquistare i biglietti dai siti brasiliani ed abbiamo dovuto farlo su Busbud, che prevede un ricarico.
  • Applicazioni utili. Abbiamo utilizzato spesso Google Maps, che si è rivelata ottima e l’app Maps.me, buona ma con i soliti limiti.

Comunicazioni

Abbiamo acquistato una eSIM su Trip.com (3GB per 30 giorni; circa 5€), che ha funzionato molto bene. In ogni caso, il Wi-Fi è quasi sempre disponibile in hotel, bar e ristoranti.

Alberghi

Come già indicato, è necessario prestare attenzione alla zona, oltre che al livello degli stessi per evitare problemi di sicurezza e di igiene. Noi abbiamo sperimentato sia le pousadas, paragonabili alle nostre pensioni, che gli hotel veri e propri. In generale, la nostra esperienza è stata positiva con entrambe le categorie. Una particolarità per Salvador: ci sono molti hotel nel quartiere Pelourinho che sembrano carini, ma sulle piattaforme di prenotazione non compaiono.

Moneta

Il Brasile è uno degli stati in cui la carta di credito è utilizzabile davvero ovunque; ci sono addirittura degli esercizi che non accettano contante. Purtroppo gli stranieri non hanno accesso ai pagamenti diretti in PIX, che sono comunque possibili tramite Wise e preferibili ad un bonifico bancario a causa delle commissioni nettamente più basse, ma che richiedono qualche giorno per la finalizzazione. A volte, quando si paga con la carta di credito, è possibile scegliere se pagare in euro o in BRL: è preferibile pagare in BRL perché i pagamenti in euro prevedono un ricarico di circa il 14% a fronte di nessun vantaggio! I bancomat sono numerosi, ma noi abbiamo avuto delle difficoltà a ritirare contante. Alla fine siamo riusciti a ritirare in una filiale della Santander, che ha applicato una commissione di circa 20 BRL e in una filiale della Bradesco, che invece non ha addebitato nessuna commissione. Il cambio indicativo è stato il seguente: 1 € = quasi 6 BRL; 1 BRL = 0,17€.

Cibo

In genere buono, soprattutto nei ristoranti di livello leggermente più elevato. Interessante anche il cibo di strada. Frutta in genere ottima, compreso l’açaí, che viene consumato in grandi quantità sotto forma di granita con l’aggiunta di granola ed altri topping.

Igiene

Sulla pulizia possiamo dire che il livello è vario. Le strade, soprattutto nelle grandi città, a volte sono sporche. In linea di massima, la situazione è buona negli hotel ed anche nelle toilette di locali, ristoranti e stazioni di servizio.

Guide

Abbiamo utilizzato la Rough Guide del 2024, che è buona. Tuttavia, per il Maranhão e Fernando de Noronha, consigliamo vivamente di fare un po’ di ricerche sul web, in quanto le informazioni della guida sono molto scarse; tra i vari siti consultati, è stato particolarmente utile il sito Melhores Destinos (https://guia.melhoresdestinos.com.br/).

Approccio al turismo

Abbiamo visitato alcuni uffici del turismo e gli addetti sono stati sempre molto disponibili, anche se il loro aiuto non è stato determinante per la nostra vacanza. Due passi importanti che invece sarebbero necessari per migliorare l’esperienza dei turisti stranieri sono una migliore conoscenza dell’inglese, che non è parlato tanto, a volte neppure negli hotel di livello elevato e il miglioramento dei siti web ufficiali, che sono farraginosi e obsoleti per gli stranieri, sopratutto quelli che consentono la prenotazione delle visite guidate ai monumenti governativi di Brasília e dei tour a Fernando de Noronha. In genere, non ci pare che le mete che abbiamo visitato siano affette da overtourism, con alcune evidenti eccezioni (il Pão de Açúcar ed il Corcovado a Rio, i Lençóis Maranhenses e un po’ anche Fernando de Noronha), alimentate da turismo prettamente italiano, sicuramente dovuto al momento dell’anno.

Gente

I numerosi brasiliani con i quali siamo entrati in contatto sono sempre stati molto simpatici, gentili e loquaci. Conoscere qualche parola di portoghese è sicuramente utile, perché, a causa della scarsa conoscenza dell’inglese, si riesce ad entrare molto meglio in contatto con i locali e questo è un aspetto molto piacevole del viaggio.

Assicurazione

Non partite senza assicurazione: noi abbiamo stipulato un’assicurazione annuale con Globelink.

Diario di viaggio in Brasile

1-2° giorno – Arrivo a San Paolo

Partiamo da Malpensa e dopo una sosta di qualche ora all’aeroporto di Madrid, atterriamo a São Paulo con circa 15 minuti di anticipo. Prendiamo un taxi della Guarucoop, una cooperativa che gestisce i trasporti dell’aeroporto di São Paulo Guarulhos (211 BRL), che ci porta al nostro hotel (Ibis Budget Paulista, Rua Consolaçao 2303; 242.39 BRL per una doppia con bagno; semplice ma pulito e centralissimo; https://all.accor.com/hotel/5323/index.pt-br.shtml). Da qui usciamo poco dopo ed iniziamo la scoperta della città da Avenida Paulista perché dobbiamo ritirare (i tentativi di ritirare in aeroporto sono infatti falliti). Dopo qualche tentativo riusciamo finalmente a ritirare i reais dalla Santander. A questo punto, raggiungiamo in metro il Teatro Municipal, dove ci aspetta Lucas, la nostra guida della Guruwalk, che con un tour prenotato dall’Italia e basato sulle mance, ci fa scoprire il centro della città, da Palacio Martinelli ai bei palazzi che un tempo costituivano il nucleo finanziario della città. Chiudiamo il tour alla Sé. Da qui facciamo un giro nella limitrofa Caixa Cultural, per ammirare il panorama… il mirador in realtà non c’è, ma scopriamo un palazzo che ci stupisce con i suoi bellissimi arredi d’epoca. Passeggiamo quindi fino al Mercado Municipal, dove ci fermiamo per una sosta a base di un pantagruelico panino alla mortadella, che in realtà assomiglia più al pastrami, ed un piatto di sformati a base di baccalà e carne secca (Brasileirinho – O rei do Baião; 146 BRL; molto buono). Dopo pranzo proseguiamo a piedi fino a Praça da República, dalla quale partiamo per una visita alla vicina Rua São Luís e dintorni, che termina nel quartiere giapponese di Libertade, davvero singolare a queste latitudini. Torniamo in metro ad Avenida Paulista, che ripercorriamo tutta a partire dalla Casa das Rosas. Dopo una rapida sosta in un McDonald’s per un gelato, torniamo in hotel davvero molto stanchi e andiamo a dormire immediatamente. Informazione utile: ci sono dei tour gratuiti organizzati dalla Secretaria Municipal de Turismo de São Paulo disponibili su questo sito.

3° giorno – Rio de Janeiro

Sveglia all’alba, perché alle 7 del mattino abbiamo il volo per Rio de Janeiro. Partiamo puntuali e arriviamo con un quarto d’ora di anticipo. Prendiamo il taxi della coop locale, che ci porta al nostro hotel a Copacabana (Riale Vilamar Copacabana; 267€ per una doppia con bagno in totale per 3 notti; buono; https://rialehoteis.com.br/hoteis/riale-vilamar-copacabana). Lasciamo le valigie e ci precipitiamo verso la spiaggia di Copacabana, una delle più famose del mondo, dove passiamo quasi un’ora. Raggiungiamo quindi in metro Cinelândia: abbiamo prenotato dall’Italia tramite Freetour 3 tour del centro della città. Oggi iniziamo con Rio Downtown Free Tour: A Journey through History, Art, and Culture e la nostra guida, Eduardo Lopez, ci attende alle 11 alla chiesa di Santa Luzia. Questa è solo la prima tappa di un lungo giro che terminerà dopo le 16. La zona del Centro è molto vivace ed è un mix di edifici coloniali ed edifici amministrativi degli anni 50/60, alcuni dei quali interessanti. Tra i primi emergono il Palacio Tiradentes, il Paço Imperial ed alcune chiese, tra i secondi un ex ministero progettato da Niemeyer e Le Courbusier. Dopo una sosta al Sobrado do cidade (Rua do Rosario 34) per un combo espresso 3 coraçoes ed un brigadeiro gourmet, visitiamo la Chiesa da Candelaria, la Avenida Vargas, la chiesa di Santa Rita da Cascia e uno degli highlights della giornata, vale a dire la chiesa di São Bento, carica di intarsi in legno coperto di foglie d’oro che coprono completamente l’interno della chiesa. Concludiamo il tour con un giro dalle parti del Museu de Amanhã di Calatrava, situato in posizione scenografica proprio sulla baia e con una passeggiata lungo i vecchi magazzini portuali, ristrutturati per le Olimpiadi e fronteggiati da alcuni edifici un tempo in rovina che adesso presentano degli interessanti murales – è la zona di Etnias. La storia di quest’area è molto interessante, perché fino a poco prima delle Olimpiadi su questa strada insisteva un’autostrada sopraelevata circondata da edifici completamente abbandonati, che ospitavano barboni e tossici. Salutiamo Eduardo e raggiungiamo in Uber il Pão de Açúcar, primo momento di overtourism in Brasile. Il prezzo è oltraggioso, le file sono molto lunghe, ma il panorama è davvero meraviglioso, per cui se decideste di venire fin qui mettetevi l’anima in pace. Ne approfittiamo anche per provare un gelato di un frutto locale, che si chiama açaí. Tornati giù, ceniamo al vicino Terra Brasilis, consigliatoci da Eduardo, con un Trio Nordestino ed un piatto di coxinha (135,42 BRL; molto buono) e poi torniamo in hotel.

4° giorno – Rio de Janeiro

I tour di oggi con Eduardo prevedono i tesori artistici del centro e il quartiere di Santa Teresa. Iniziamo da Cinelândia, la vecchia Broadway di Rio, dove i teatri di un tempo sono stati riconvertiti ed il cui splendido Teatro Municipal è probabilmente l’attrazione principale. Proseguiamo con la Igreja de São Antonio, con l’annesso museo da non perdere per la cappella incredibilmente decorata e, dopo alcuni monumenti minori, raggiungiamo uno dei capolavori artistici della città, il Real Gabinete Português de Leitura, il cui interno è sensazionale. È quindi la volta della moderna Cattedrale: anche in questo caso l’interno è molto più interessante dell’esterno. Dopo una breve pausa caffè proseguiamo per Santa Teresa. La coda per il tram è di un paio d’ore, per cui decidiamo di raggiungere il quartiere a piedi. Iniziamo dagli Arcos da Lapa e proseguiamo per quella che è diventata una delle principali attrazioni della città, la Escalera de Selarón: anche se pienissima di turisti, è molto suggestiva. Un giro nell’interessante quartiere ci porta al Centro Cultural Municipal Parque Glória Maria, un tempo conosciuto con il nome di Casa das ruinas, ospitato nella residenza Belle Époque di una socialite dell’inizio del secolo scorso. L’edificio è interessante ed il panorama molto bello, per cui vale la pena arrivare fin qui. Dopo un’ulteriore esplorazione di Santa Teresa, che si rivela davvero un quartiere piacevole, salutiamo Eduardo e prendiamo un Uber per il Trem do Corcovado. Purtroppo però, una volta arrivati, ci comunicano che la vetta è completamente avvolta dalle nuvole, per cui non avrebbe molto senso arrivare in cima. A tal proposito, sconsigliamo di prenotare con anticipo, perché, anche se le previsioni del tempo sono ottime, c’è sempre il rischio che la cima del monte sia avvolta dalle nuvole. Consigliamo invece di verificare su YouTube la visibilità collegandosi con il canale “Paineiras Corcovado ao vivo” prima di recarsi in zona. A questo punto, decidiamo di cambiare area e raggiungiamo la Ponta do Arpoador, posta tra Ipanema e Copacabana, per ammirare il tramonto. Proseguiamo quindi per il lungomare di Copacabana e ci fermiamo a cena presso l’Espeto Brasileiro (Rua Miguel Lemos 18; 232 BRL per una picanha per due; molto buono). Subito dopo arriviamo a Leme con una lunga passeggiata e poi torniamo in hotel. 

5° giorno – Rio de Janeiro

Decidiamo di cambiare l’itinerario programmato, saltando il Jardim Botanico per dedicare più tempo a Niterói. Arrivare in questo distretto è molto semplice, perché è sufficiente prendere il traghetto da Praça XV de Novembro, pagabile tramite carta di credito ai tornelli arancioni dedicati. In 20 minuti arriviamo a Niterói ed iniziamo a percorrere il Caminho Niemeyer, costituito dai contigui Teatro Popular, dal Memorial Roberto Silveira e dalla Fundação Oscar Niemeyer, nella quale riusciamo ad entrare girando intorn o all’edifici per trovare l’ingresso principale. Lo spazio, che sembra chiuso, in realtà è visitabile e ne vale assolutamente la pena. Raggiungiamo con un Uber il Museu de Arte Contemporânea, che è al livello della sua fama. Decidiamo di entrare: le mostre non sono niente di che, ma la vista sulla baia è spettacolare. Torniamo quindi a piedi verso l’imbarco, passando per il Centro Petrobras de Cinema Brasileiro e la Praça Juscelino Kubitschek, che però non sono all’altezza dei monumenti precedenti. Facciamo ritorno a Rio e raggiungiamo a piedi Rua Lavradio, nel quartiere di Lapa: Eduardo ci ha consigliato di fare un giro qui oggi per la Feira di Rio Antiguo, un mercatino di merce varia, radical chic ma interessante. Dopo una pausa per un caffè, un açaí ed un succo di mango in un baretto per strada (Bar Estação Lavradio; BRL 28,50), visitiamo O Solar, centro culturale con una mostra interessante e poi raggiungiamo il Trem do Corcovado. Fortunatamente non c’è fila, per cui riusciamo a prendere subito il treno (tra l’altro ci informano che l’orario indicato sul biglietto in realtà è irrilevante e si può prendere il primo treno disponibile). Quanto scritto per il Pão de Açúcar vale anche per il Corcovado: treno caro e tanta gente che si fa la stessa foto, ma il panorama è davvero straordinario. Dopo il tramonto torniamo nel quartiere di Santa Teresa per cenare al Portella (BRL 354 per una moqueca ed un dolce; molto buono) e concludiamo la serata con un’altra passeggiata fino all’hotel sul lungomare di Copacabana.

6° giorno – Rio de Janeiro, Salvador de Bahia

Oggi giorno di relax sul lungomare. Partiamo dal Mirante di Leblon e arriviamo a Leme, fermandoci alla Feira Hippy di Ipanema, un mercatino turistico e deludente, in un paio di bar per un cocco ed un gelato di açaí ed uno snack a base di bolinho de feijoada ed una coxinha (Combinado Carioca, Rua de Santa Clara 33; 76 BRL; molto buono). È arrivato il momento di lasciare Rio, una città della quale tutto quello che si dice è vero: bellissima e piena di costanti contraddizioni. Raggiungiamo in Uber l’aeroporto Galeão e alle 21 prendiamo il volo per Salvador de Bahia, dove arriviamo puntuali (Pousada Maria Maria, quartiere Barra; https://www.pousadamariamaria.com.br/;  784 BRL in totale per 2 notti per una doppia con bagno e colazione; molto buono).

7° giorno – Salvador de Bahia

Abbiamo prenotato dall’Italia un tour con To Know Salvador basato sulle mance (https://toknowsalvador.com/). La nostra guida, Adriano, porta noi ed altri 15 turisti in giro alla scoperta del centro storico di Salvador de Bahia. Iniziamo da Praça Castro Alves, passando per la Escalera Lacerda e terminando al Largo do Pelourinho. Anche se non ci ha rivelato segreti incredibili della città, il tour è stato piacevole ed un buon inizio per conoscere Salvador. Dopo un eccezionale suco de limão com coco, visitiamo la Fondazione Jorge Amado: anche se non si conosce lo scrittore, è un posto che vale la pena di visitare, non fosse altro che per gli splendidi panorami sul Largo. Continuiamo quindi a camminare in centro e ci spingiamo fino alla Igreja São Antonio. Facciamo una pausa provando l’acarajé, tipico street food locale, dal banchetto di Mary Jane e dopo raggiungiamo in taxi il Farol da Barra per vedere il tramonto. Cena sul lungomare presso l’Aruba Grill (113 BRL per una grigliata per 2 e contorni di routine; buono).

8° giorno – Lençóis

Partiamo con un bus della Guanabara dalla nuovissima rodoviária alle 8 diretti a Lençóis, dove arriviamo verso le 15.30. Facciamo un salto nella nostra guesthouse (Pousada do Tom; 192 BRL per una doppia con bagno senza colazione; molto buono; https://www.pousadadotom.com.br) e poi andiamo in giro per il paesino, che è molto turistico ma altrettanto carino. Chiudiamo la giornata cenando al ristorante Cozinha Aberta (BRL 285 per 3 piatti; ottimo).

9° giorno – Cachoeira de Buracão

Abbiamo prenotato un tour collettivo per i prossimi 3 giorni con Chapada Adventure Daniel (BRL 3.338 in totale incluse guide, trasporto, ingressi, snack e la notte a Mucugé in doppia con colazione; http://chapadaadventure.com.br/; servizio davvero impeccabile) e la nostra guida Jair viene a prenderci dalla pousada alle 6 del mattino. Dopo una sosta per la colazione, raggiungiamo la Cachoeira de Buracão. Un trek abbastanza facile di 6 km andata e ritorno passa vicino al fiume e ad alcune piccole cascate molto fotogeniche, ma è solo alla fine che la cascata si rivela in tutta la sua maestosità: prima si può vedere dall’alto legandosi ad un cavo per ragioni di sicurezza e poi si può arrivare alla base. Qui ci si immerge nel canyon e con qualche bracciata si arriva proprio accanto al punto nel quale la cascata si immerge nella dolina. L’esperienza è incredibile e ne vale assolutamente la pena! Torniamo su e poi a Mucugé, dove lasciamo i bagagli nella nostra pousada (Pousada Mucugé; buono; http://www.pousadamucuge.com.br/) e ceniamo in uno dei pochissimi ristoranti che stasera sono aperti (Point da Chapada; 260 BRL per due piatti di carne; molto buono).

10° giorno – Poço Encantado e Poço Azul

Il tour di oggi ci porta ad esplorare con Emiliáno Poço Encantado e Poço Azul. Si tratta di due grotte nelle quali si trova un lago che per qualche ora durante il giorno è illuminato da un raggio di sole che entra nella grotta. In questo periodo dell’anno il sole entra nel Poço Encantado dalle 10 alle 13.30 circa e noi siamo lì proprio alle 10: anche se ci sono delle nuvole, abbiamo la fortuna di avere un momento di sole, per cui vediamo questo posto in tutta la sua bellezza. Arriviamo quindi a Poço Azul verso le 12 e attendiamo una mezz’oretta per il nostro turno: dopo una doccia fredda, armati di maschera, boccaglio e giubbotto salvagente, scendiamo nel lago per fare il bagno. Qui è consentita una permanenza di circa 15/20 minuti e l’esperienza è davvero straordinaria. D’altra parte, se l’accesso fosse libero e indeterminato, la grotta sarebbe invasa dai turisti e quindi questa è la soluzione ottimale. Tornati a Lençóis nella nostra Pousada do Tom (305 BRL in totale per una doppia con bagno e colazione; molto buono), usciamo poco dopo per cercare il cimitero bizantino che ci ha indicato Jair ieri, ma, dopo aver raggiunto il cimitero locale, ci ricordiamo che quello bizantino era a Mucugé! Dopo una pausa per un gelato all’açaí, ceniamo al Dom Obá (180 BRL per due piatti; buono).

11° giorno – Morro do Pai Inácio

Poco dopo le 8 vengono a prenderci le guide di oggi, Antônio e Daniel, per portarci prima alla Gruta de Lapa Doce, carina anche se non spicca rispetto alle altre attrazioni della regione, e subito dopo alla Fazenda Pratinha, molto più divertente perché include la Gruta Azul, con un raggio di sole che illumina il lago interno, un’altra grotta con un lago, Pratinha ed un fiume dalle acque cristalline nel quale nuotiamo per un po’. Terminiamo il tour nel modo più spettacolare, vale a dire ammirando il paesaggio e il tramonto dal Morro do Pai Inácio, che è davvero spettacolare. Ceniamo a Lençóis al ristorante Cozinha do Ricão (quasi 140 BRL per una picanha do sol per due; buono) e concludiamo la serata con un gelato all’açaí. Termina oggi la nostra avventura nella Chapada Diamantina, che ci ha svelato dei panorami e regalato delle esperienze straordinarie.

12° giorno – Salvador de Bahia

Poco prima delle 9 siamo alla Rodoviária per prendere il bus Guanabara per Salvador, che parte con mezz’ora di ritardo e che arriva un’ora dopo l’orario di previsto. Raggiungiamo la nostra pousada, Chez Marianne in zona Rio Vermelho (314 BRL per una doppia con bagno e colazione; molto buono; https://chezmarianne.com.br/) e poi ci precipitiamo in centro perché con Toknowsalvador abbiamo prenotato un tour notturno privato della città (BRL 500 in totale). Iniziamo dall’Elevador Lacerda, dove ci attende la nostra guida Eduardo, proseguendo per le vie del centro e provando un’ottima caipirinha con il frutto del cacao. C’è una fiera del libro in questi giorni, per cui c’è tantissima gente in giro ed altrettanta polizia: avevamo deciso di prendere un tour guidato considerata la leggendaria pericolosità della città, ma non ci sentiamo mai in pericolo e concludiamo che qui in centro avremmo potuto venire da soli. Una volta percorsa tutta l’arteria principale, che di sera ha un’atmosfera molto diversa rispetto al giorno grazie alla quantità di bar e ristoranti aperti, raggiungiamo in taxi la zona di Ribeira, molto poplare, che guardiamo di passaggio, per fermarci alla Igreja de Bomfim. Dopo una rapida cena in un locale lì vicino con vista sulle favelas illuminate della città (Santto e Profano, 104 BRL per due piatti di bolinhos, inclusivi di una cover di 30 BRL per l’atroce accompagnamento di musica dal vivo), arriviamo al quartiere di Rio Vermelho, molto vivace e ricco di locali e di gente. Eduardo ci fornisce alcune informazioni interessanti sulla città che non sapevamo, come ad esempio che il 40% della popolazione vive nelle favelas e che sta prendendo piede molto rapidamente la chiesa evangelica, dalle connotazioni estremamente conservatrici. Dopo un giro per i locali, salutiamo Eduardo e torniamo in hotel. Salvador de Bahia è una delle città più affascinanti che abbiamo visitato nel corso del nostro viaggio ed il Pelourinho probabilmente il centro storico più bello.

13° giorno – Brasilia

Sveglia alle 3 perché alle 5.25 parte il nostro volo per Brasilia, dove arriviamo alle 7.15, con una decina di minuti di anticipo. Lasciamo le valigie in hotel (Kubitscheck Plaza, 78€ per una doppia con bagno e colazione; ottimo; https://www.plazabrasilia.com.br/kubitschek-plaza) ed iniziamo la visita della città. Abbiamo dovuto pianificare attentamente i nostri 2 giorni a Brasília perché uno di questi è un lunedì e quindi diversi musei e la cattedrale sono chiusi. Qui di seguito un paio di consigli per il vostro soggiorno a Brasília: 

  • come dicono correttamente molte guide, dimenticate quasi del tutto le passeggiate, perché tra i monumenti di interesse non c’è altro, per cui non è piacevole andare in giro. Inoltre sappiate che i supermercati e le banche si trovano principalmente nella zona residenziale o degli hotel, per cui una volta fuori da quest’area, non è facile organizzarsi se vi occorrono acqua o generi alimentari. 
  • Conviene prenotare in anticipo la visita ai monumenti governativi, perché sono molto interessanti anche all’interno. È possibile farlo via Internet, anche se nel caso del Planálto non è stato particolarmente facile e le visite sono disponibili in varie lingue. Per noi l’unica opzione disponibile è in portoghese, tuttavia non è stato difficile comprendere i concetti fondamentali.

Iniziamo la nostra visita da Praça das Três Poderes, che ha alcuni dei principali monumenti di Brasília: Museu da Cidade/Museu Historico de Brasília e Panteão da Pátria e da Liberdade Tancredo Neves (entrambi interessanti da fuori, ma niente di che all’interno), Palácio do Planalto, sede della Presidenza della Repubblica (molto interessante dall’interno), Memorial dos Povos Indígenas (niente di che, né da fuori, né all’interno) ed il Memorial JK, che abbiamo visto solo dall’esterno ed è interessante. Dopo una breve pausa, ci dirigiamo a Palazzo Itamaraty, sede del Ministero per gli Affari Esteri, all’interno ancora più bello che all’esterno, per cui una visita vale assolutamente la pena. Proseguiamo quindi a piedi per la Catedral Metropolitana Nossa Senhora Aparecida, anch’essa meritevole di una visita dall’interno e poi raggiungiamo il Santuário Dom Bosco, che con la luce del tramonto si illumina di una luce azzurra meravigliosa. Ci spostiamo alla torre della TV, ma scopriamo che il terrazzo panoramico è chiuso fino a ottobre. Cerchiamo quindi un bancomat della Bradesco, con esito completamente negativo, anche perché sia il sito web che l’app della banca sono pessimi. Stanchi della giornata, decidiamo di cenare nel centro commerciale nel quale ci troviamo e fortunatamente ci va abbastanza bene (Manía de Churrasco; 102 BRL per due piatti). Chiudiamo la giornata con un breve tour notturno in taxi per vedere la Cattedrale ed il Palazzo Itamaraty illuminati.

14° giorno – Brasilia

La giornata inizia al teatro Claudio Santoro, di cui riusciamo a intravedere anche l’interno approfittando delle prove in corso dell’orchestra. Raggiungiamo quindi il Congresso Nacional: alle 10 abbiamo una visita guidata, che ci porta alla scoperta delle due Camere e, anche se l’edificio non è allo stesso livello del Palacio Itamaraty o del Planálto, lo apprezziamo ugualmente. Dopo essere finalmente riusciti a trovare un’agenzia Bradesco con annesso bancomat, visitiamo l’Ermida Dom Bosco, una minuscola cappella costruita in una zona un po’ fuori Brasília, dalla quale si ammira un bel panorama sul lago artificiale Paranoá e sullo skyline di Brasília. Subito dopo ci spostiamo in zona Pontão do Lago Sul, dove ci sono numerosi caffè e ristoranti proprio in riva al lago. Nel primo pomeriggio torniamo in centro e visitiamo la Biblioteca Nacional: è simpatico vedere uno spazio qualificato come “area zen“ dove i ragazzi sono stesi su dei cuscini messi per terra per rilassarsi ed una “Sala Geek”, dedicata esclusivamente alla lettura di fumetti e all’uso di videogiochi che sono disponibili in biblioteca. Bello anche il panorama sull’adiacente museo. A questo punto facciamo un salto nel vicino centro commerciale, Conjunto Nacional, per comprare un libro e cenare rapidamente, dopodiché ci dirigiamo in aeroporto, dove alle 21.10 parte il volo per São Luís, che arriva con qualche minuto di ritardo. Chiamiamo un Uber e andiamo subito in hotel perché domattina abbiamo un’altra sveglia all’alba (Pousada Litoranea, 279 BRL per una doppia con bagno e colazione; buono; https://www.instagram.com/pousadalitoraneaslz/).

Brasília è una città che, se da un lato ha dei monumenti interessanti collegati al chiaro progetto alla sua base, dall’altro risulta alienante e non piacevole da girare. In altre parole, siamo contenti di averla visitata, ma non credo che ci torneremo.

15° giorno – Barreirinhas 

Alle 6.30 siamo nella lobby della pousada e 15 minuti dopo passa a prenderci l’autista del pulmino che ci porta nella nostra pousada di Barreirinhas (Casa dos Paiva; 711 BRL in totale per 4 notti per una doppia con bagno; estremamente semplice e fuori mano, ma lo staff è molto gentile) dopo quasi 7 ore di minivan invece delle solite 4 ore e mezzo, perché siamo i primi ad essere prelevati e quasi gli ultimi ad essere lasciati di un gruppo numeroso!

La nostra avventura in Maranhão è stata organizzata con Lençois Ecoturismo (BRL 2452 in totale per tutti i tour, incluso il transfer da e per la pousada di São Luís; buono; https://www.lencoisecoturismo.com.br/). Abbiamo appena il tempo di occupare la nostra stanza che arriva Daniel, il driver di oggi, che, dopo aver prelevato una coppia di italiani, ci porta con un 4×4 scoperto in un’oretta e mezzo di pista molto dissestata, alla Lagoa Bonita. Nonostante la quantità impressionante di turisti presenti (una buona parte dei quali italiani), lo spettacolo è davvero straordinario. Facciamo un bagno nella laguna per oltre un’ora, dopodiché torniamo su per ammirare lo stupendo tramonto. Cena presso il ristorante O Bambu (232 BRL per un piatto di carne per due con riso e vatapá; discreto https://www.instagram.com/restauranteobambu/).

16° giorno  – Lagoa Azul

Alle 8.50 compare Emerson, la nostra guida di oggi. Il tour ci porta al circuito Lagoa Azul nel Parco Nacional dei Grandes Lençóis. Partiamo con una Toyota 4×4 e, arrivati al Parco, iniziamo la passeggiata attraverso le dune di sabbia bianca, che ci porta a visitare la Lagoa Azul, la Lagoa Esse e la Lagoa Paiz. Ci fermiamo nel Parco per 2 ore ed il panorama, inutile dirlo, è spettacolare, soprattutto quando ci si allontana dalle aree più vicine al parcheggio, prese letteralmente d’assalto dalla miriade di turisti, anche stavolta prevalentemente italiani. Torniamo alla Casa dos Paiva verso le 12:30 e finalmente abbiamo qualche ora per riposarci, considerato che in questi giorni proprio non è stato possibile. Alle 16.15 andiamo in aeroporto in taxi perché alle 17 ci attende un volo di mezz’ora con Voar Voos Panoramicos (1780 BRL in totale per 2 persone; https://voarvoospanoramicos.com/) e abbiamo la fortuna di avere 3 compagni di volo brasiliani molto simpatici. Lo spettacolo è davvero sensazionale e non si può raccontare, per cui consigliamo il volo a tutti. Torniamo in città e ceniamo sul lungofiume al ristorante Canoa (220 BRL per due piatti; molto buono).

17° giorno – Circuito de Santo Amaro

Alle 8 passa a prenderci la 4×4 che ci porta all’autobus per il tour di oggi. Visitiamo il Circuito de Santo Amaro, che raggiungiamo in un’ora e mezzo. Le prime due lagune sono Massaricu e Andorinha, in ciascuna delle quali ci fermiamo per 50 minuti e dove si può fare il bagno. Dopo una pausa di un’oretta per il pranzo in un ristorante vicino, passiamo quasi un’ora e mezzo nella Lagoa Da Ilia. Il paesaggio che ammiriamo oggi è un po’ diverso da quello di ieri: le lagune sono più grandi e più profonde e la distesa di sabbia è molto più ampia. Inutile dire che i panorami sono sempre spettacolari e la giornata è stata particolarmente piacevole perché socializziamo con una simpatica coppia di italiani. Assistiamo al calar del sole da una duna e poi ci rimettiamo in marcia per Barreirinhas. Cena da Nauts (162 BRL per un hamburger ed un poke; molto buono) e chiusura con un açaí in un locale vicino.

18° giorno – Caburé

Verso le 9 arriva l’autista che ci porta all’attracco della lancia per un tour sul fiume Preguiças verso Caburé. Il percorso è ricco di splendidi paesaggi dell’APA (Zona di Protezione Ambientale) ed è reso più piacevole dalla presenza di una signora e di una coppia di paulistas con i quali chiacchieriamo un po’. La prima sosta è alla Ilha dos Macacos (Barracao da Graça), così chiamata per la presenza di un nutrito gruppo di scimmie, la seconda è a Mandacaru, per visitare il Faro di Preguiça, dal quale si ammira uno splendido panorama sulla laguna e sull’Atlantico. Poi l’ultima tappa, Caburé, penisola che separa il fiume dal mare, dove, dopo una rapida sosta pranzo, facciamo il bagno nell’Atlantico. Al ritorno abbiamo anche la fortuna di avvistare più di un esemplare di ibis rosso. Tornati nella pousada a metà pomeriggio, usciamo in prima serata e ceniamo al Mangue con una grigliata di pesce locale davvero ottima, accompagnata dall’arroz de cuxá e da altri contorni… per scoprire verso la fine la presenza di una mosca nel piatto! A questo punto facciamo presente la situazione e ci fanno pagare il 50% del prezzo dovuto, scusandosi ripetutamente per l’accaduto (123 BRL). Torniamo nella pousada dopo un gelato al bacuri. 

19° giorno – Praia Deserta

Poco prima delle 9 viene a prenderci Thago con una 4×4 e ci dirigiamo verso il Parco Nazionale. Dopo una sosta alla Lagoa da Esmeralda, raggiungiamo Praia Deserta, che in realtà di deserto ha ben poco, almeno oggi, anche se spostandosi un po’ dalla folla, si ammira la bellezza del posto con la quiete che merita. Pranziamo al Restaurante do Sr Antônio (1 piatto di gamberi per 2 con contorno di riso e fagioli; 250 BRL; ottimo) e dopo una breve sosta sull’amaca, passando per il paesino di Atins, raggiungiamo la orla, vale a dire la riva del mare dove vediamo un nugolo di kitesufers. Facciamo quindi un’ultima sosta in una laguna, la Lagoa Treis Cores, anche questa splendida e poi poco prima delle 17, torniamo nella pousada, che lasciamo verso le 20 con un minivan diretti a São Luís, dove arriviamo a mezzanotte e mezzo (Casa Imperial Hotel Pousada, doppia con bagno e colazione, BRL 367; buono). La nostra esperienza in Maranhão è stata ottima: nonostante il grande affollamento, la bellezza e l’ampiezza dei panorami consentono di goderne comunque. La speranza è che il turismo non aumenti in maniera così consistente da rompere questo equilibrio.

20° giorno – São Luís

Ci svegliamo presto per visitare il centro di São Luís ed in quasi un’ora e mezzo riusciamo a vedere i principali luoghi di attrazione: la Cattedrale, Avenida Dom Pedro II con i begli edifici governativi, Rua Portugal con le case ricoperte di azulejos, il Convento das Mercês e la Igreja do Desterro. È domenica mattina, per cui spesso siamo da soli e il silenzio aumenta il fascino della zona storica di questa cittadina, che, nonostante i fondi UNESCO, versa purtroppo in condizioni decisamente precarie. È vero, come dice la Rough Guide, che il centro di São Luís ha un fortissimo potenziale, per cui la speranza è che questo potenziale possa essere sfruttato senza però snaturare lo spirito del luogo. Andiamo poi in aeroporto e prendiamo il volo per Natal via Fortaleza, in leggero ritardo. Lasciamo i bagagli alla Pousada America do Sol, in zona Ponta Negra (490 BRL doppia con bagno e colaz in totale per 2 notti; ottimo; https://www.pousadaamericadosol.com.br/) e, a metà di un giro sul vivace lungomare, ceniamo al Pérola (198 BRL per un piatto di merluzzo con riso e purè di batata; molto buono).

21° giorno – Dunas de Genipabu

Alle 8.30 passa a prenderci Alejandro, il driver del tour che abbiamo prenotato con Natal Vans (BRL 300 per due persone per un tour condiviso con altre due passeggere, oltre a 60 BRL per il passaggio del fiume; molto buono). Il percorso prevede una gita in dune buggy “com emoção” che passa per le scenografiche Dunas de Genipabu, la meno bella Lagoa de Pitangui (una specie di villaggio vacanze sulla riva di una laguna dalle acque scure), le belle Dunas Douradas e poi si ferma in due punti attrezzati per attività ludiche: il primo è il Dunas Splash, che è solo un tubing con uno scivolo; il secondo è il Pargos Club, che è molto meglio del precedente, perché, per lo stesso prezzo, consente non solo di fare lo stesso tubing su un percorso più lungo, ma ha anche una specie di zip line, chiamata Tirolesa ed uno scivolo su tavoletta chiamato Kamikaze. Tutte le attività, che costano 25 BRL cadauna, terminano in un laghetto artificiale. Ci dirigiamo poi verso una spiaggia vicina con annesso ristorante. Finalmente la spiaggia è quasi deserta, per cui è molto bello passeggiare sulla riva. Dopo un’ora e mezzo torniamo a Natal e visitiamo un negozio di libri usati. Prendiamo quindi un açaí e ceniamo molto bene in un ristorante consigliatoci dalla pousada (Beira-Mar; BRL 218 per due piatti di pesce e un dolce).

22° giorno – Recife

Partiamo da Natal alle 9 con il bus Progresso diretti a Recife, dove arriviamo con circa 40 minuti di ritardo, verso le 14.50. Dopo una sosta all’ufficio del turismo per prendere qualche piantina di Recife e Olinda, raggiungiamo con un Uber il nostro hotel (Mar Hotel Conventions, Rua Barão de Souza Leão 451, Boa Viagem; 207,81€ in totale per tre notti per una doppia con bagno e colazione; molto buono; https://marhotel.com.br/). Anche se il tempo è brutto, facciamo qualche passo sul lungomare, che però ci delude tantissimo: la spiaggia nella zona vicina al nostro hotel non esiste e il marciapiede è attaccato al mare. Ci sono, inoltre, dei lavori in corso che rendono il tutto ancora meno bello. A questo punto inizia a diluviare, per cui ci rifugiamo in una galleria e dopo un po’ di attesa andiamo a cena lì vicino (Chica Pitanga; 223 BRL per due piatti di pesce e dolce; ottimo).

23° giorno – Recife

Fortunatamente oggi non piove, per cui raggiungiamo con un Uber il centro della città. Iniziamo la nostra visita dall’isola di Santo Antônio: nonostante il degrado generale, ci sono alcune aree tenute bene molto interessanti, in particolar modo il Patio di São Pedro, la Igreja de Nossa Senhora do Carmo e Praça da República, dove riusciamo a visitare il teatro. Attraversiamo quindi il ponte e raggiungiamo Recife Antiguo, che da numerosi anni è soggetta a una profonda operazione di rivitalizzazione grazie al progetto ”Porto Digital”, che ha lo scopo di attirare aziende nell’area. Grazie a questa ristrutturazione passeggiare è molto piacevole. Tra gli highlights ci sono il Paço Alfandega e il Marco Zero, mentre la visita al museo con i resti della sinagoga è più deludente. Dopo una breve sosta, iniziamo il tour guidato a piedi organizzato da Olha Recife (http://www.olharecife.com.br/): abbiamo provato più volte a prenotarlo anche con l’aiuto dell’ufficio del turismo, ma purtroppo, non avendo il CPF, non è possibile. Per fortuna la guida, Maria Alice, ci accoglie volentieri senza problemi e con lei visitiamo più approfonditamente quello che abbiamo visto in mattinata, con una serie di spiegazioni e di aneddoti che non conoscevamo. Il tour è in portoghese, per cui richiede un minimo di conoscenza della lingua. La parte antica di Recife ci sembra molto interessante: anche se le zone degradate sono numerose, le oasi ristrutturate valgono sicuramente una visita. Cena, ottima e abbondante, in un ristorante vicino all’hotel (Entre Amigos, 208 BRL per tre piatti; https://www.facebook.com/entreamigosobode/).

24° giorno – Olida

La destinazione di oggi è Olinda, che raggiungiamo in taxi verso le 9:30, come consigliatoci dall’ufficio del turismo. Con l’aiuto di una mappa della città regalataci dall’ufficio, iniziamo la nostra visita dalla Igreja Nossa Senhora de Guadalupe, che si trova al limite della città. Tuttavia, ci rendiamo subito conto di essere finiti in una zona abbastanza degradata, per cui decidiamo di seguire la via principale fino a raggiungere la zona più turistica del centro. Il paese è davvero splendido; gli highlights comprendono l’Alto da Sé, il Mosteiro de São Francisco, da visitare anche all’interno perché è davvero meraviglioso e bellissimi panorami che si vedono da numerose aree della città. Carini anche il Museo di Arte Contemporanea ed il Museo Regionale di Olinda. Al di là dei monumenti, comunque, l’attrazione principale è il paese stesso, con le sue case coloniali colorate, le stradine acciottolate, i negozi e i bar del centro. Dopo una pausa gelato ed una pausa shopping al Mercato Barbosa, optiamo per una cena a metà pomeriggio al Bar & Restaurante do Mirante (187 BRL per un piatto per due di gamberi al latte di cocco, oltre ai contorni d’ordinanza; ottimo), che lasciamo per tornare in hotel dopo il tramonto.

25° giorno – Fernando de Noronha

Alle 8.10 abbiamo il volo per Fernando de Noronha, che atterra qualche minuto in anticipo. Dopo aver fatto la fila e pagato la tassa ecologica (ci sarebbe piaciuto riuscire a farlo prima, ma il pessimo sito dell’isola non consente agli stranieri di effettuare il pagamento con carta di credito; BRL 635 in totale per 2), raggiungiamo la nostra pousada (Pousada do Anjo; 817 BRL in totale per tre notti per una doppia con bagno; semplice e funzionale; https://www.instagram.com/pousadacasadoanjo), che lasciamo poco dopo per andare nelle vicine Praia do Cachorro e Praia do Meio. Lo spettacolo naturale è splendido, le acque sono cristalline e la fauna marina molto vivace: nel giro di poche ore riusciamo a vedere una tartaruga, due razze, quella che sembra una murena, un banco di pesci chirurgo ed altri pesci ancora. Dopo qualche ora a mollo ed una breve pausa alla pousada, andiamo a cena al Restaurante Meu Quintale (BRL 258 per una zuppa di pesce per 2; ottimo).

26° giorno – Praia di Sancho

Abbiamo prenotato con Mahalo Noronha un tour collettivo in barca di 3 ore per un giro dell’isola, inclusivo di 40 minuti di snorkeling (418 BRL totale per 2 persone, compreso il transfer da e per la pousada; non sono disponibili sulla barca maschera e pinne, che però possono essere noleggiati al porto; professionali). Alle 7.30 vengono a prenderci e aspettiamo circa un’ora prima dell’inizio del giro. Vedere l’isola dal mare è molto bello e consente anche di avere un’idea delle spiagge, che non sempre sono descritte accuratamente sul web. Anche lo snorkeling a Praia di Sancho, che pare che abbia vinto più volte il titolo di spiaggia più bella del mondo, è una bella esperienza: non aspettatevi la barriera corallina, perché nelle acque dell’isola non esiste, ma sia il colore del mare che la fauna marina sono uno spettacolo di sicuro effetto. Il giro inizia con le Islas Secundárias e termina alla Ponta da Sapata; durante il tour abbiamo il piacere di incontrare due branchi di delfini che si avvicinano moltissimo alla barca. Tornati brevemente alla pousada, raggiungiamo in taxi la spiaggia che ci ha colpito di più, la Praia do Cacimba do Padre, che è particolarmente bella soprattutto al confine con la Praia dos Porcos. Qui passiamo circa 3 ore facendo snorkeling nelle due spiagge, che sono magnifiche. Decidiamo poi di provare a vedere il tramonto dal Forte do Bodró. In questo modo, visitiamo anche le spiagge di Quixabinha e Bode. Arrivati però al forte, scopriamo che è in restauro, per cui raggiungiamo il vicino mirante di Bodró. Scesi in spiaggia, ci capita l’unica esperienza relativamente negativa che abbiamo vissuto nel corso del viaggio. Decidiamo di prendere due aguas de coco e chiediamo all’addetto se possiamo sederci sotto un ombrellone. Il cameriere ci dice che non c’è problema e ci fa pagare il cocco. Quando andiamo via dopo aver visto un tramonto oggettivamente molto bello, una ragazza ci chiede di pagare 100 BRL per l’occupazione dell’ombrellone e sfodera un menu con il prezzo. Discutiamo un po’ e alla fine le facciamo vedere che davvero non abbiamo soldi. Lei ci fa quindi andare senza farci pagare, ma il comportamento del ragazzo è inqualificabile, perché avrebbe dovuto perlomeno avvertirci in anticipo. Tornati in paese, ceniamo molto bene al Maré (BRL 219 per due pokè locali).

27° giorno – Praia di Consolação

Oggi è una giornata dedicata interamente al mare. Prendiamo un ombrellone e due sdraio alla Praia di Consolação (100 BRL), dove passiamo una giornata in totale relax, tra snorkeling, che ci regala un incontro ravvicinato con uno squalo e una serie infinita di sule che si tuffano in acqua per afferrare i pesci, e lunghi bagni nel mare cristallino. Siamo anche entrati nella piscina naturale do Morro da Fora, ma in tutta onestà non ci ha dato grandi soddisfazioni, esattamente come le altre due che abbiamo visto nei giorni precedenti. Torniamo a cena al Meu Quintal perché scopriamo che il ristorante che abbiamo selezionato stasera ha solo pizza e hamburger (BRL 228 per un pesce alla griglia con contorni; molto buono).

28° giorno – Fernando de Noronha

Chi direbbe mai che il porto di un paese è uno dei posti migliori per fare il bagno? A Fernando de Noronha capita anche questo! Il porto difatti ha una spiaggia che, anche se è meno bella di quelle che abbiamo già visto, riserva delle sorprese notevoli a livello di fauna marina: abbiamo visto alcune famiglie di tartarughe a pochi metri dalla riva, i soliti banchi di pesci, un paio di razze e uno squaletto! Inoltre, a qualche metro di distanza dalla riva ci sono i relitti di due navi, chiaramente visibili anche senza bisogno di immersione e una piscina naturale proprio in riva al mare. In tarda mattinata, torniamo nella nostra pousada e, dopo aver preso i bagagli, andiamo in aeroporto, dove ci aspetta il nostro volo per São Paulo via Recife. Atterriamo poco prima di mezzanotte e andiamo subito in hotel (Ibis Budget Paulista, Rua Consolaçao 2303; 238,14 BRL per una doppia con bagno; semplice ma pulito). In conclusione, Fernando de Noronha è stata una meta molto bella e diversa rispetto a quanto abbiamo finora visto in Brasile. A differenza delle impressioni che avevamo prima di venirci, è un’isola nella quale i vantaggi della modernità sono tangibili: la carta di credito è accettata quasi ovunque e ci sono banche per ritirare (abbiamo visto ad esempio una Santander e una Bradesco).

29°/30° giorno – Ibirapuera e rientro in Italia

Ci svegliamo molto presto: è l’ultimo giorno e vogliamo vedere alcune cose della città. La prima tappa è il parco di Ibirapuera, nel quale si trovano alcuni edifici di Oscar Niemeyer, molto interessante e piacevole. Andiamo poi al MASP: fortunatamente abbiamo prenotato ieri i biglietti su Internet per il primo slot disponibile alle 10, perché oggi si entra gratis e quindi se non l’avessimo fatto, forse non saremmo riusciti ad entrare, anche considerata la fila importante che c’è già a quest’ora. La nostra visita è stata estremamente interessante, tanto che abbiamo visitato due volte la parte dedicata alla collezione permanente. In tarda mattinata raggiungiamo il Mercado Municipal per tornare da Brasileirinho – O rei do Baião per due panini al prosciutto e alla calabresa (BRL 111.44, sempre molto buono) e poi proseguiamo per la bella Casa das Rosas in Avenida Paulista, una casa degli inizi del secolo scorso che è rimasta com’era all’epoca – circostanza questa più unica che rara a São Paulo – e che riusciamo a visitare anche all’interno. Tornando verso il nostro hotel lungo Avenida Paulista, ci fermiamo per l’ultimo açaí della vacanza e qui incredibilmente incontriamo per caso la coppia che aveva fatto con noi il volo in Maranhão! Tornati in hotel, prendiamo i bagagli, ci rechiamo in aeroporto e dopo una estenuante interazione con le hostess della GOL, riusciamo ad imbarcarci per Salvador prima e per Madrid poi, arrivando a Milano in tempo.


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