A zonzo tra Kent e East Sussex

Alla scoperta di un angolo di autentica Inghilterra ancora poco conosciuta, tra splendidi castelli medievali, cattedrali gotiche, selvagge scogliere e ottimo cibo.
 
Partenza il: 21/03/2013
Ritorno il: 24/03/2013
Viaggiatori: 4
Spesa: 500 €

rappresenta davvero un luogo di rara bellezza, capace di lasciare i turisti a bocca aperta per la perfetta armonia che si crea tra la natura circostante e questo edificio che sembra catapultato nel presente da un passato lontano fatto di cavalieri e spade nella roccia. Facciamo un giro completo attorno al castello, fotografandolo da tutte le angolazioni possibili e ogni volta sembra di scattare l’immagine perfetta per cogliere l’essenza del luogo. Preferiamo non visitare il castello dall’interno perchè la Lonely lo descrive come un ammasso di rovine e proprio non ci va di rompere l’atmosfera magica che Castle Hurst dall’esterno regala. Prima di andare via, vediamo con nostra grande sorpresa, sbuffare e fischiare in lontananza, immerso nel verde della campagna adiacente, il treno turistico a vapore della ferrovia Kent & East Sussex. Dal medioevo ci ritroviamo così catapultati in pochi secondo all’epoca della rivoluzione industriale…peccato non avere il tempo per farci anche un bel giro sopra, ma visto che ci sono solo 4-5 corse al giorno ci possiamo già ritenere ben fortunati ad averlo visto “sfrecciare” sotto i nostri sguardi rapiti.

Terminata la visita al Castello di Bodiam, passiamo prima per Battle, piccolo centro dal sapore molto medievale famoso per la bellissima Abbey e ci dirigiamo dopo verso Eastbourne, località di villeggiatura prediletta dagli inglesi. Qui abbiamo prenotato, sempre su Booking, uno dei tanti alberghi che sorgono nei pressi del lungomare, l’Hotel The Sheldon, con camere rinnovate di recente, pulite e ben arredate ma con spazi estremamente ridotti. Eastbourne come gran parte delle località estive, di questi freddi tempi appare abbastanza triste e dimessa, anche nel suo famoso molo ottocentesco. Ma noi l’abbiamo scelta perchè rappresenta la base di partenza priviliegiata per la visita alle Seven Sisters, le fantastiche scogliere bianche, che si ergono maestose a qualche chilometro ad ovest della città e che fanno parte del South Downs National Park. Per raggiungere le Seven Sisters nel suo punto più suggestivo, Beachy Head, ci avvaliamo del passaggio dell’Eastbourne Sightseeing che ci lascia proprio ai piedi del tratto di scogliera più spettacolare. Qui, nonostante il freddo gelido e il vento forte, ci godiamo appieno uno spettacolo della natura, credo, unico nel suo genere. Passeggiare su queste dune ondulate coperte da soffice erba che improvvisamente si fratturano lasciando posto al vuoto e ad un repentino senso di vertigine, mentre nel frattempo si ascolta in lontananza il rumore del mare che si infrange sulle bianche pareti di gesso, è un esperienza davvero inebriante. Fotografare l’aspro tratto di scogliera che fronteggia il faro di Beachy Head è una tentazione continua da cui è difficile liberarsi. Insomma le Seven Sisters sono assai meno celebrate rispetto alle più famose White Cliffs di Dover ma dal nostro punto di vista la differenza di fama è davvero inspiegabile. Nonostante il vento percorriamo un lungo tratto di scogliera a piedi finchè non vediamo in lontananza l’ultimo SightSeeing di giornata che ci riporterà ad Eastbourne. Breve riposo in albergo e poi si va a cena nel pub più antico della città, il The Lamb Inn, locale storico che può vantare illustri frequentazioni passate, tra cui quella di Charles Dickens. Il pub è molto bello, serve ottimi hamburger e zuppe, ma pessimi gelati. Comunque ha una caratteristica abbastanza rara per queste latitudini: e’ abbastanza economico. Prima di andare in albergo decidiamo di fare, questa volta in macchina, un ultimo giro notturno sulle strade che lambiscono le Seven Sisters, passando anche per il minuscolo villaggio di Birling Gap. La domenica, dopo aver fatto una non trascendentale colazione al The Sheldon, carichiamo per l’ultima volta i bagagli in auto pronti per ritornare all’aeroporto di Stansted. Sulla strada del ritorno facciamo una deviazione verso Wilmington, località a poche miglia da Eastbourne, da dove è possibile scorgere nel bel mezzo di una collina quella strano e gigantesco geroglifico (alto quasi 70 metri) creato con blocchi di gesso raffigurante un uomo che si poggia su due bastoni conosciuto come The Long Man. Più strana che bella, la figura, che ricorda vagamente la pittura di Haring, fa da sempre molto discutere riguardo la sua origine (i più sostengono che sia databile tra il XVI e XVII secolo). Lasciato The Long Man ai suoi misteri puntiamo dritti su Stansted da dove, nonostante l’abbondante nevicata della notte, l’aereo ci riporterà puntuale in Italia.

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Ingresso Castello di Bodiam

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Canterbury Cattedrale

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Bodiam Castle Hurst

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The Long Man of Wilmington

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Le bianche scogliere di Dover

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Beachy Head - Eastbourne



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