A spasso per Kusadasi e Istambul !

KUSADASI Giungiamo a Kusadasi nelle tarda mattinata; ho già fatto la mia solita colazione abbondante e aspetto il momento di poter sbarcare. Il nome Kusadasi, letteralmente isola degli uccelli, si riferiva all'antico villaggio, coincidente con la fortezza, che nel XVI secolo era usata come base dai pirati. In origine tale nome indicava una...
Scritto da: maurizio-fabbri
a spasso per kusadasi e istambul !
Partenza il: 23/05/1995
Ritorno il: 24/05/1995
Viaggiatori: in gruppo
Spesa: 1000 €

KUSADASI Giungiamo a Kusadasi nelle tarda mattinata; ho già fatto la mia solita colazione abbondante e aspetto il momento di poter sbarcare.

Il nome Kusadasi, letteralmente isola degli uccelli, si riferiva all’antico villaggio, coincidente con la fortezza, che nel XVI secolo era usata come base dai pirati.

In origine tale nome indicava una piccola isoletta vicina alla costa, che ora, di fatto, non esiste più; é stata infatti collegata al paese da una strada costruita su di un terrapieno.

Qui é prevista l’escursione guidata a Efeso, ma dato che sono un pò stanco delle guide che mi costringono a vedere quello che rientra nel loro giro, senza poter godere liberamente del luogo in cui mi trovo, ho deciso di non parteciparvi e di farmi un giro in piena libertà in questo piccolo centro, che anche se ormai é snaturato dai moltissimi negozi che sorgono nella zona adiacente al porto, conserva al suo interno i caratteri tipici del borgo marinaro.

Tra l’attracco e lo sbarco, stranamente, passa poco tempo e mi ritrovo col mio zainetto a spalle sulla banchina del piccolo porto locale.

La cittadina é veramente piccola e appena uscito dalla zona del porto, mi dirigo verso l’unico centro di attrazione : il bazar.

Come sempre vengo chiamato da moltissime persone che mi invitano a entrare nei loro negozietti, a comprare dalla loro bancherella, a provare i loro vestiti e resistere a tale pressione é veramente arduo, soprattutto per un caratterino come il mio, che si scalda velocemente, in queste situazioni…

Questa mattina però mi sembra di reggere più del solito e ripensandoci adesso, non mi so spiegare il motivo.

Comunque proseguo il mio cammino e guardo con molta attenzione la merce messa in mostra; ci sono gli immancabili capi di pelle, le spezie, magliette contraffatte di qualsivoglia marca e soprattutto della Lacoste, ma che al tatto mostrano tutta la loro “falsità”.

Finalmente trovo quello che cercavo, un “narghilè”, e con disinvoltura comincio ad avvicinarmi e a guardarlo per bene.

Non passano neanche cinque secondi dal momento in cui ci poso gli occhi, che ecco arrivare l’avventore, che mi comincia a elencare le straordinarie qualità dell’oggetto, che ho scelto.

Taglio corto e chiedo quanto costa; la risposta é un’altra domanda : “sei italiano ?”. Rispondo affermativamente ed eccomi ricoperto di mille complimenti nazionalistici, su quanto siamo simpatici, bravi, buoni e belli e l’immancabile menzione sul calcio ! Ci riprovo e domando nuovamente quanto costa; risposta : “cinquantamila lire !”, ma non turche, italiane !!! “Non se ne parla nemmeno, é uno scippo…”; allora mi capovolgono la domanda : “quanto mi vuoi dare ?”. Chiaramente ne approfitto e sparo un prezzo molto basso : “ventimila”. “No, no, no, troppo poco, almeno quaranta” e così via sino ad arrivare al prezzo giusto per me, vantaggiosissimo, sicuramente per il venditore di venticinque mila lire.

Prendo il mio souvenire e continuo il mio giro; sono piacevolmente soddisfatto, anche se la contrattazione mi ha portato via una buona mezz’ora.

Improvvisamente vengo attratto da un negozio che vende borse di pelle; non faccio a tempo a fermarmi un attimo, che mi invitano o meglio sarebbe dire, mi costringono, anche se molto garbatamente ad entrare.

Appena dentro cominciano a mostrarmi un’infinità di borse, anche molto carine e ad occhio ben fatte e per mettermi a mio agio, mi offrono una tazza di tè alla menta.

Lo accetto volentieri ed é una delle cose migliori che mi ricordo di questo paese.

Per quanto riguarda le borse, anche se ne trovo una che mi piace, pur contrattando e tirando sul prezzo all’inverosimile, simulando di andarmene, non riesco a scendere sotto le cinquantamila lire; oggettivamente è un pò troppo caro… E poi in tasca mi sono rimaste solo ventimila lire, quindi rinuncio e lascio il negozio.

Attraverso a ritroso il bazar e torno sulla nave; é quasi ora di pranzo e poco prima che mi sieda al tavolo, lasciamo il porto di Kusadasi; prossima tappa Istambul.ISTAMBUL Dopo una notte di navigazione tranquilla, attracchiamo al porto di Istambul, città cosmopolita, che erroneamente molti pensano essere la capitale della Turchia (anche tra l’equipaggio, visto che avvisano tramite autoparlante, che siamo giunti nella capitale turca !); ma non é Ankara ?  La città, fondata dai Greci nel lontano 600 avanti Cristo con il nome di Bisanzio, divenne Costantinopoli dopo la conquista da parte di Costantino, assumendo il ruolo di capitale dell’impero romano in Oriente.

Solo nel 1453, con l’invasione turco ottomana, assunse il nome attuale di Istanbul.

Oggi con i suoi 12 milioni di abitanti é una delle metropoli europee più vaste e vanta un particolare record : é l’unica città al mondo che sorge su due continenti, Europa e Asia.

La parte europea é divisa da quella asiatica dallo stretto del Bosforo, che mette in comunicazione il Mar Nero con il Mar di Marmara.

A sua volta la parte europea é divisa in due dal Corno d’Oro, un piccolo estuario di acqua dolce.

A differenza delle precedenti soste, qui non ho acquistato il tour guidato completo, ma solo quello di mezza giornata, con la visita del museo del Topkapi; dopo la bella esperienza di Kusadasi, mi sono convinto che é molto meglio arrangiarsi da solo, visto e considerato, che il pomeriggio é previsto solo il giro della città e per questo posso tranquillamente organizzarmi da solo.

Operazioni di sbarco veloci e senza alcun problema di documenti e dogana; si sale sui pullman e via verso il museo del Topkapi.

Canonica sosta presso un grande negozio di abbigliamento in pelle, dove la guida avrà sicuramente la provvigione sugli eventuali acquisti e arrivo al museo.

Il palazzo del Topkapi si trova all’estremità del corno d’Oro e un tempo era la residenza dei sultani, che continuarono ad ampliarlo per oltre tre secoli.

Ciò lo rende oggi uno dei musei più grandi al mondo, in cui sono conservati innumerevoli opere d’arte e oggetti preziosi, che venivano offerti ai sultani, dagli ambasciatori in visita di tutto il mondo.



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