A ogni angolo Berlino cambia volto e identità culturale

A spasso per le vie della capitale tedesca
 
Partenza il: 10/11/2012
Ritorno il: 16/11/2012
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

Paola e Silvano con Graziella e Bruno a Berlino dal 10 al 16.11.2012

Ore 12.20 di sabato 10 novembre 2012: si parte da Venezia per Berlino. Silvano lo aveva pensato questo viaggio già da mesi. “Il 12 novembre andiamo a Berlino per il mio anniversario”: un anno dalla sua caduta con l’aereo biposto (salvo anche Andrea) e quindi lo equiparava alla caduta del muro. E con chi si va a Berlino? Con Bruno e Graziella con i quali abbiamo organizzato negli ultimi anni, sempre a novembre, viaggi in Tunisia, Egitto, Marocco, New York, Londra e Parigi. Ed eccoci pronti per partire per questa stupenda capitale dove eravamo stati già due volte, prima e dopo la caduta del muro, ma con il camper; ma è passato troppo tempo dall’ultima volta e tutto è cambiato, ma in meglio.

Mio il compito di prenotare: tramite Expedia a fine agosto ho trovato volo EasyJet (perfetto) e Hotel Moevenpick per 6 notti ( 4 stelle e mezza a un passo da Potsdamer Platz e con tre linee metro fuori della porta: perfetto). Tutto questo ci è costato con annullamento e trasporti (5 gg) un totale di € 330 a testa: un’inezia!

Alle volte mi domando perché si sta a casa perché, come diceva Javier Revert “Viaggiare ti allunga la vita, la riempie di volti e di paesaggi, di canti e di suoni e di orizzonti che ignoravi.” Finchè è possibile, bisogna girare il mondo.

Siamo arrivati a Berlino alle 14: piove e fa un po’ di tristezza, ma stiamo allegri perché abbiamo letto e ci siamo documentati e Berlino ci aspetta perché c’è molto da vedere e da godere. Ritiriamo con i voucher al terminale A dell’aeroporto di Schonefeld la Welcome Card per le zone ABC (Berlino e Potsdam) e tutti i trasporti sono a nostra disposizione per soli 5 giorni. Raggiungiamo perciò con € 32 l’hotel Moevenpick in taxi: l’hotel è attaccato alla più vecchia stazione di Berlino S-Bahn Anhalter Bahnhof, a una fermata da Potzdamer Platz. La struttura è una ex fabbrica Siemens, acquistata dalla catena Moevenpick (Svizzera) e adibita ad hotel. Lo stile è molto particolare, il design moderno, anche se non proprio di mio gusto, ma si amalgama perfettamente con l’architettura industriale della fabbrica e lungo i corridoi sono esposti pezzi di lavorazione della Siemens. E’ un edificio storico ristrutturato in modo da “rendere visibile il passato industriale e conservare lo charme del passato”. Uno stile minimalista ma estremamente confortevole. C’è anche la palestra e la sauna, ma non l’abbiamo neppure vista. So che internet era a pagamento e questo non è piaciuto a molti clienti. Bella sala colazioni/ristorante con soffitto di vetro apribile, ma la colazione costa € 22 e noi abbiamo optato nei giorni successivi per un piccolo bar/panetteria a 100m uscendo a destra dell’hotel ed era perfetto. E’ difficile altrimenti trovare un bar aperto prima delle 10 del mattino. Sistemati i bagagli, via subito verso la Potsdamer Platz. Inizia a far buio e appena fuori dell’hotel sembra di essere in periferia, ci pare strano. Arrivati, dopo 500m., alla Potzdamer Platz tutto cambia, anche se piove: luci, pista pattinaggio, scivolo con la neve per i gommoni che si lanciano dall’alto come slittini, piccole casette che vendono dolci, wurstel, frittelle, birra, vin brulè e tutto a tempo di musica. Peccato che piova. Potsdamer Platz, uno dei grandi spazi cittadini, prima della guerra era il cuore della metropoli e ogni giorno vi transitavano così tanti tram, circa 600, che qui fu montato il primo semaforo del mondo. Poi, rasa al suolo dalle bombe della guerra, dalle ruspe della DDR e tagliata in due dal Muro, divenne un enorme terra di nessuno. E’ davvero impressionante vedere le foto della piazza ai tempi del Muro! Ora del Muro è rimasto solo il tracciato per terra a ricordarne i tempi che furono; la piazza è centralissima (a pochi metri dalla Porta di Brandeburgo) ed enorme e per riempirla l’amministrazione comunale si è affidata a grandi architetti come Renzo Piano e Arata Isozaki, che l’hanno trasformata nel più grande cantiere d’Europa (162.000 mq). Attualmente ospita cinema, uffici, appartamenti e il Festival Internazionale del cinema di Berlino. Dopo un po’ decidiamo di andare al caldo e prima ci prendiamo un the caldo e poi entriamo all’Arkaden, un centro commerciale progettato da Renzo Piano che risplende grazie ad un’architettura moderna ed offre ai visitatori 140 negozi e dove ceniamo con piatti tipici. Dopo cena, proprio a due passi, il famoso Sony Center dove una volta c’era il muro ed oggi è un impressionante complesso con tetto ‘a tenda’: è spettacolare. Le luci della volta cambiano, da rosa, viola ad azzurro. Siamo rimasti estasiati.

Domenica 11 novembre 2012

La giornata è limpida, anche se il meteo prevede per il pomeriggio pioggia leggera, mentre in Italia del nord diluvia e in Piazza S. Marco a Venezia fanno il bagno. Alle 8.30 siamo già pronti per i mercatini delle pulci domenicali. Avevo trovato sul web la segnalazione che nella parte a ovest di Berlino, alla fermata di Tiergarten i mercatini sono divisi in due parti differenti: all’ombra dell’immensa Porta di Charlotte (Charlottenburger Tor) e prima della grande rotonda, nota come Ernst-Reuter-Platz, ogni sabato e domenica dalle 10 alle 17. Graziella, invece, sulla guida di Lonely Planet (risultata sempre molto precisa e con validi suggerimenti) ha trovato un vero mercato delle pulci, un mercatino meno turistico (U-Bernauerstrasse). Bisogna capire anche in questa città il meccanismo della metro, poi è facile.

A differenza di qualsiasi altra città del mondo qui non ci sono blocchi per entrare, non ci sono barriere, tornelli, porte, quindi l’accesso sembra libero, ma bisogna avere il biglietto e obliterarlo o, come noi, il biglietto per 5 giorni su tutti i mezzi senza alcun passaggio od obliterazione, tranne la prima. In molte carrozze – che sono molto più larghe delle nostre – possono entrare le biciclette e il passaggio dalla strada è con un ascensore: comodo! Le carrozze sono pulitissime sino a sera e in 5 giorni noi abbiamo avuto un solo controllo. Sono tutti corretti i tedeschi? Pagano tutti il biglietto? Hanno senso civico, etico? Pare di si. E’ un segno per noi che cerchiamo di fare sempre ‘i furbi’.

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