A NEW YORK per assaporare la mela succosa

Con i soliti due amici di sempre, fin dai banchi di scuola. Io, Paola, con Silvano e Graziella con Bruno tra fine ottobre e novembre negli ultimi anni siamo andati a scoprire i paesi del Nord Africa (Tunisia, Marocco, Egitto). Quest’anno avevamo programmato la Siria. Per colpa mia, invece, per impegni di lavoro, abbiamo dovuto pensare ad una...
 
Partenza il: 19/11/2009
Ritorno il: 25/11/2009
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 1000 €

Con i soliti due amici di sempre, fin dai banchi di scuola.

Io, Paola, con Silvano e Graziella con Bruno tra fine ottobre e novembre negli ultimi anni siamo andati a scoprire i paesi del Nord Africa (Tunisia, Marocco, Egitto). Quest’anno avevamo programmato la Siria. Per colpa mia, invece, per impegni di lavoro, abbiamo dovuto pensare ad una alternativa, perché le ore di luce erano troppo poche per metà novembre per godere pienamente questa terra lontana. Tutto rinviato, ma non perso. E allora perché non visitare una bella città. Se dico New York a Silvano, solo al pensiero, gode. E pensare che per noi è la quarta volta, ma NY è una città così straordinaria che non ci si stanca mai di visitarla. Graziella e Bruno erano incuriositi, ma la metà non era tra le loro priorità, ma si sono fidati… Totale costi prepagati ad Expedia, per persona: euro 1.011,01 Hotel New Yorker per 6 notti Volo aereo Suiss a/r 1 scalo a Zurigo euro 852,89 Shuttle dal Kennedy all’hotel euro 12,62 City pass euro 55,81 Cena e jam session ad Harlem euro 89,69 Giovedì 19 novembre 2009 Partiti dunque da Venezia alle 9.45 con Suiss via Zurigo, arrivati a NY alle 16.30 locali. Avevo prenotato dopo laboriose ricerche in internet a metà settembre, quindi con due mesi di anticipo, tramite Expedia. Il meccanismo è semplice e sicuro e c’è una tale varietà di proposte, che è difficile anche scegliere. Ho fatto un errore perché cercavo il volo diretto e alla fine ho acquistato un pacchetto con 1 scalo: questo perché le proposte Expedia possono cambiare tutti i giorni. C’era un volo diretto e poi per settimane è scomparso, tanto che, per paura di non trovare il pacchetto con hotel e compagnia che desideravo, non ho più saputo aspettare ed ho prenotato. Bastava fare una prenotazione di massima, senza pagamento, per fermare volo e hotel e solo i costi sarebbero stati aggiornati, ma la prenotazione definitiva avrebbe rispettato l’interesse per la scelta. La prossima volta sarò più brava. In precedenza, in effetti, avevo sempre prenotato tramite agenzia viaggi e non mi ero mai impegnata in prima persona a cercare e definire il viaggio.

All’arrivo a New York la solita fila alla dogana americana. Fila forse di 200 persone, ma ce la siamo cavata in 40 minuti: presentazione passaporto e documento dichiarante 1 – Cognome e Nome di battesimo; 2 – Data di nascita, giorno/mese/anno; 3 – Numero di familiari che viaggiano insieme a Lei; 4 – Indirizzo negli Stati Uniti, nome dell’Hotel/destinazione; 5 – Passaporto rilasciato da (Paese); 6 – Numero di Passaporto; 7 – Paese di residenza; 8 – Paesi visitati durante il presente viaggio prima dell’arrivo negli Stati Uniti; 9 – Compagnia aerea e n. Di volo o nome della nave; 10 – Lo scopo del presente viaggio è professionale: Sì – No; 11 – Sto/Stiamo portando: a – frutta, piante, beni alimentari, insetti; b – carni, animali, prodotti di origine animale, selvaggina; c – agenti patogeni, culture cellulari, lumache; d – humus, oppure sono/siamo stato/a/i in una fattoria/azienda agricola/pascolo: Sì – No; 12 – Sono/Siamo stato/a/i/e a contatto ravvicinato con bestiame: Sì – No; 13 – Porto/Portiamo valuta o strumenti monetari per un valore di oltre USD $ 10.000 o importo equivalente in valuta estera: Sì – No; 14 – Ho/Abbiamo merci commerciali: Sì – No; 15 – Il valore totale di tutti gli articoli che rimarranno negli Stati Uniti è pari a $…

Non dimenticare, quindi: – L’indirizzo negli Stati Uniti (nome dell’hotel/destinazione); – Compagnia aerea/n. Di volo; – Se si importano monete, valute, travellers checks, assegni personali o circolari, azioni od obbligazioni per un valore di oltre US$ 10.000 è obbligatorio descrivere gli articoli ed indicarne il singolo valore.

foto, impronte digitali e infine…Ai bagagli. All’uscita un info point ci ha chiamato lo shuttle che avevamo già prepagato tramite Expedia. Il pulmino ci ha fatto perdere un bel po’ di tempo da un terminal all’altro per caricare altri turisti da accompagnare agli hotels. Devo verificare se non basta prendere un taxi.

Arrivati all’Hotel New Yorker del gruppo Ramada sulla 34^, angolo 8^, ci sono state attribuite le due camere: noi al 21° piano (alla 2138) con vista sull’Empire Building e Graziella e Bruno al 23° piano (la 2309) con tre finestre che guardano sopra i palazzi sino all’Hudson. Uno spettacolo! Peccato che cominci a piovere. L’Empire ha la punta immersa nella nebbia. Devo dire, peraltro, che avevo scelto questo hotel per la categoria (3 ½), la posizione (la 34^), ma soprattutto per il punteggio ricevuto dai clienti di Expedia : 4.1 su 5. Io darei però qualcosa in meno. E’ un bel grattacielo di 40 piani art decò, le camere sono piccole ma con comodi letti queen (con piccolo sovrapprezzo al posto del matrimoniale che gli americani normalmente utilizzano, ma è una piazza e mezza). Ma in camera non c’è il frigo, il bollitore per the o caffè e non c’è neppure una cuffia per la doccia: strano! Va bene, siamo soddisfatti lo stesso, usciamo e sotto una pioggerellina leggera facciamo una breve passeggiata verso l’Empire; è già Natale per luci ed addobbi ed abbiamo quindi cenato proprio sotto l’hotel e alle 22.30 locali siamo andati a letto, ma erano già 23 ore che eravamo in piedi. Una pastiglia di melatonina ci ha fatto dormire sino al mattino e non abbiamo avuto problemi con il jet leg.

Venerdì 20 novembre 2009 Silvano alle 7.30 era già sceso e mi ha portato a letto un caffè small (piccolo per loro), in realtà era mezzo litro e faceva ‘schifo’. Non siamo riusciti a berlo.

Alle 8.30, tutti gasati, perchè la giornata era splendida, siamo andati a far colazione in un locale sulla Broadway. Non voglio fare commenti al caffè! Silvano ha mangiato eggs and becon, ma non so per quante mattine riuscirà a resistere. Abbiamo camminato per tutto il giorno sino a Time Square (anche di giorno lo spettacolo è assicurato!), poi attraverso la 47^ siamo arrivati al paradiso dei musicisti: tanti negozi specializzati in strumenti ad arco, a pizzico, a fiato, a tastiera, a percussione e Bruno aveva la bava alla bocca. Siamo entrati in uno specializzato in chitarre: centinaia appese a tutte le pareti sino al primo piano. Si è accontentato di acquistare i plettri con le teste dei Beatles. Continuando sulla 6^ strada con gli occhi rivolti a destra e sinistra, in alto per la varietà di panorami, luci e colori. Siamo arrivati a Central Park e abbiamo deciso di visitarne una parte, data la giornata favorevole: è un parco straordinario, con alberi secolari, con colline, rocce, sottopassi, giochi, laghetti con le barchette, parco del pattinaggio sul ghiaccio, passeggiate e percorsi footing e giochi per i bambini, scoiattoli e uccellini che si avvicinano per mangiare dalla mano. Da noi non succede mai: a me venivano già in mente cucinati con la salvia ed il lardo sotto le ali e mangiati con la polenta. Il Parco è veramente un polmone che dà serenità e la gente si rilassa, si diverte e mangia nei chioschi. Abbiamo attraversato il Parco e sul lato west, alla 72^, c’è il lussuoso palazzo dove abitava John Lennon e l’8.12.1980 di fronte all’ingresso, un venticinquenne squilibrato, esplose contro di lui quattro colpi di pistola dicendo: «Ehi, Mr. Lennon! Sta per entrare nella storia». Morì a quarant’anni. Per uno scherzo del destino, uno degli artisti che maggiormente avevano appoggiato il pacifismo nella storia della musica, era morto di morte violenta. La moglie Yoko Ono che ancora abita nelle 28 stanze del palazzo, ha fatto costruire di fronte all’entrata del parco di Strauberry Fields, un mosaico dedicato al marito con la scritta IMAGINE (una delle più belle canzoni dei Beatles).Verso l’8^ (angolo 59^) in metropolitana alle 15.30 siamo rientrati in hotel. Al mattino, avevamo comperato alla Penn Station (appena fuori l’hotel) a $ 27 per 7 giorni la card per la metropolitana e bus: una vera comodità! Girare in metro è facile: l’importante è avere una carta dettagliata e seguire, rispetto a dove si entra, il nord (updown) o il sud (downtown). Per i bus basta seguire la direzione (di solito le strade sono a senso unico) e si sa da che parte andare.



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