A Londra tra cultura e street art

Immersione nel mondo colorato dei mercati e lunghe passeggiate… perché a Londra trovi sempre qualcosa da fare
 
Partenza il: 03/01/2017
Ritorno il: 06/01/2017
Viaggiatori: 4
Spesa: 1000 €

punto di passaggio con la zona di Brick Lane, un quartiere abitato in prevalenza da bengalesi, dove abbiamo incontrato una piccola moschea con il suo alto minareto ed esempi di Street Art molto interessanti. Per apprezzarla è necessario camminare lentamente, voltarsi indietro per cambiare prospettiva di osservazione, prendere stradine laterali, perché dietro un muro uno slargo può riservare una sorpresa. Si tratta in massima parte di graffiti, alcuni coloratissimi, altri in bianco e nero come la famosa Gru di Roa, ma abbiamo trovato anche alcuni esempi dei mosaici tipici di Space Invader (figurine dei computer games), analoghi a quelli visti a Roma o a Parigi.

In sintesi: a Londra, anche se ci sei stato molte volte, c’è sempre qualcosa di nuovo, diverso, interessante da vedere, fare…

Aspetti organizzativi

1. Trasporti. Per raggiungere Londra abbiamo volato all’andata da Roma Fiumicino a Gatwick con Easy Jet, prenotato con sole due settimane di anticipo: costosissimo! Circa 250 € a persona. Il ritorno con Vueling (Gatwick-Fiumicino), 50 € a persona con bagaglio in stiva. Puntuali sia il volo dell’andata che quello del ritorno. Per il transfer Gatwick-Londra abbiamo comperato dall’Italia il biglietto A/R (22,20 €) per il treno della ThamesLink. È più conveniente del Gatwick Express, ma va tenuto conto che la linea è frequentata dai pendolari: la tratta Londra-Gatwick alle 18.00 era affollatissima, una corsa saltata per una protesta sindacale, il treno pieno zeppo, lento, per fortuna eravamo partiti per tempo!

A Londra ci siamo mossi con la metropolitana, acquistando una Oyster (la nota card dei trasporti londinesi, 5 £ di deposito), caricata con 30 £ (costo limite giornaliero di 6,40 £). La rimanenza la utilizzeremo al prossimo viaggio.

2. Sistemazione. Abbiamo prenotato da Roma con Booking il London Shepherd’s Bush, della catena Ibis, situato nel quartiere di Hammersmith. Costo 238 € per tre notti la camera doppia, senza prima colazione. Standard Ibis: semplice, essenziale, pulitissimo. Personale cortese ed efficiente. In Zona 2, a pochi passi dalla stazione della metropolitana (Shepherd’s Bush, sulla Central Line). Il quartiere è popolare, multietnico, tranquillo e, nello stesso tempo, vivace. La scelta si è rivelata ottima, sotto tutti i punti di vista, compreso il rapporto qualità/prezzo.

3. Pasti. Per la colazione, nei pressi dell’hotel, il primo giorno siamo andati nell’immancabile Starbucks. Poi abbiamo scoperto lì accanto, Soussa, una pasticceria tunisina che ci è piaciuta molto!

A pranzo nei mercati ci siamo affidati allo street food: l’immancabile fish & chips, pie di verdura, pita con falafel.

A cena, cucina etnica. Quella indiana di Masala Zone a Covent Garden (48 Floral Street); quella giapponese di Bone Daddies (63-97 Kensington High Street) dove abbiamo mangiato un ottimo ramen (brodo di pollo, con pezzetti di carne e spaghetti di riso). All’uscita abbiamo fatto un giro nel Whole Foods Market, ospitato nello stesso stabile, con un’incredibile offerta di prodotti alimentari biologici; quella nepalese di Nepal Restaurant (121, Uxbridge Rd ad Hammersmith), in una zona multietnica, frequentato essenzialmente da inglesi (eravamo noi gli unici turisti quella sera), dove abbiamo gustato ottimi ravioli con ripieno vegetale e piatti di agnello, speziato, ma non troppo piccante. Il tutto accompagnato da un lassi salato (tipica bevanda a base di yogurt).



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