A Bosa in febbraio

Com'è il Carnevale in Sardegna?
Scritto da: matusca
a bosa in febbraio
Partenza il: 13/02/2009
Ritorno il: 23/02/2009
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 500 €

Dico subito che è stato un viaggio sui generis. Ho un’amica che ha la casa a Bosa (dove non vive), dal momento che doveva andare lá per risolvere alcuni problemi relartivi alla casa ne ho approfittato. Siamo partiti da Livorno, con la compagnia che arriva a Golfo Aranci. Dal momento che abbiamo portato la macchina siamo partiti subito. Bosa si trova a circa 40 km a sud di Alghero e circa 56 a nord di Oristano. Più o meno fino a Mores la strada è piuttosto monotona ma dalle parti di Monti si è presentato proprio un bello spettacolo: era tutto innevato, completamente innevato. Dopo Mores (interessante per i suoi murales) il paesaggio cambia, diventa molto mosso, la strada è tutta un saliscendi pieno di curve che ti permette di estendere la vista. Bosa (OR) si trova a circa 3 o 4 km dal mare (Bosa Marina) sul fiume Temo, l’unico fiume sardo navigabile. Ha circa 8000 abitanti ed è quindi piuttosto piccola. Ha però una lunga storia alle spalle. E’ stata insediamento punico, poi romano. Nel medioevo fino al 1300 circa è stata possedimento dei toscani Malaspina, che fecero erigere il castello che domina il paese. Dopo fu ceduta agli Aragonesi e dopo ancora passò a far parte del Giudicato d’Arborea. Fra le varie cose da vedere c’è la Chiesa di San Pietro (XI secolo) il castello (al cui interno c’è la cappella della Vergine de Regnos Altos ma era chiusa), la Cattedrale (XII secolo), oltre ad altre due o tre chiese e due o tre piccoli musei. A Bosa Marina, c’è la Torre aragonese dell’Isola Rossa, di difesa contro gli attacchi saraceni. A b. Marina oltre alla spiaggia di sabbia ci sono anche “spiagge” di lastroni di pietra verde, veramente suggestivi. Da lí siamo andati un giorno a Magomadas passando per il lungomare. Magomadas, che si trova in alto, non è gran cosa ma la strada per arrivarci è molto bella.

Comunque la cosa piú carina è stata il carnevale. Giovedí grasso i bambini delle scuole sono sfilati mascherati e con carri, tra i quali grande spazio aveva quello dedicato a Gelminia dea d’Istruzione. Il venerdí pomeriggio da tre paesi sono arrivate manifestazioni tipiche. Ricordo solo il nome di Gavoi, gli altri nomi dei paesi li ho dimenticati. Comunque c’era la sfilata dei mamutones con le loro mantelli di pelliccia credo di pecora ed ossa che mimavano la caccia e la cattura al cinghiale ed un gruppo di ballerini che hanno ballato il “ballo tondo”. Il sabato sera erano aperte tutte le cantine del centro storico e tutta la gente si è riversata in piazza passando di cantina in cantina dove ti davano, gratis, un bicchiere di vino e piatti o salumi tipici, frittelle. Naturalmente il 90% della gente era mascherata. Una serata veramente diversa e divertente, in cui un turista o visitante può attaccare bottone con chiunque e riceve il suo bicchiere di vino ed il suo piatto di maiale e baccelli secchi come se fosse un paesano.

La domenica siamo andati ad Oristano. La strada per arrivarci è spettacolare, sopratturtto dopo Cuglieri. A Oristano c’era la Sartiglia “Sa Sartiglia”, preceduta dal corteo storico in costume con i cavalieri, su cavalli bardati, con il volto coperto dalle maschere. La Sartiglia è una prova di abilitá: il cavaliere cerca di prendere una stella (con un foro) pendente da un filo con la spada. Questo la mattina il pomeriggio invece c’era la Pariglia, corsa di cavalli con cavalieri in costume. Probabilmente sartiglia deriva dalla parola spagnola sortija (anello). A me ha fatto ricordare le gare tradizionali dei gauchos la domenica mattina nel quartiere di Matadero a Buenos Aires: galoppano fino a dove c’è un anello pendente e cercano di infilarlo con una specie di spadino tipico loro.

Comunque è stato proprio bello ed emozionante assistere a una manifestazione tipica chiaramente fatta con amore, il corteo in costume era lunghissimo con anche bambini, i costumi erano molto belli non per la ricchezza messa in mostra ma per l’accostamento e la bellezza dei colori e la grazia con cui erano portati. Mi sono ritrovata a gridare come un oristanese quando un cavaliere riusciva ad infilzare la stella.

La pariglia non l’abbiamo vista perchè i tempi si erano troppo allungati, comunque pare che un uomo abbia passato le transenne e sia stato investito da due cavalli.

Il lunedí sono ripartita in aereo da Alghero, perchè d’inverno prendere una nave per Livorno e Piombino è molto complicato. E’ molto più semplice andare ad Algero (50 km all’aeroporto) e da lí a Pisa (50 euro), Ryanair. Non male devo dire, puntualissimo. Certo non possiamo portare più di dieci kg ma si viaggia benino. A parte che un quartino d’acqua “solo” due euro. Così mi ha detto (“solo”) l’hostess, mi sono sentita presa un pochino per il culo. La strada da Bosa ad Alghero è la litoranea, quasi tutta a picco sul mare. Dico la verità, soffro un po’ di vertigine ed è stata dura (solo una ora) ma dire che il paesaggio è spettacolare, incredibile è dire poco, da vedere assolutamente. E se la bellezza del mare è direttamente proporzionale a quella della costa deve essere meraviglioso. La zona è ancora selvaggia e c”è il rischio che la nuova amministrazione cominci a lottizzarla come la costa est, sarebbe un crimine. Per finire, andate in Sardegna, ha paesaggi stupendi, bei paesi, bel mare e gente simpatica, oltre che tradizioni meritevoli di essere conosciute.



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