5 terre, anzi 6

Avendo già fatto le ferie estive, quelle con la f maiuscola, per il lungo ponte di ferragosto (e per la prima volta che riuscivo ad avere ferie in questo mese) abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno alle Cinque Terre, pervasi da una smania di conoscenza della nostra terra. Decidiamo per una sistemazione ovviamente economica ma che ci...
 
Partenza il: 14/08/2006
Ritorno il: 19/08/2006
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 500 €

Avendo già fatto le ferie estive, quelle con la f maiuscola, per il lungo ponte di ferragosto (e per la prima volta che riuscivo ad avere ferie in questo mese) abbiamo deciso di trascorrere qualche giorno alle Cinque Terre, pervasi da una smania di conoscenza della nostra terra. Decidiamo per una sistemazione ovviamente economica ma che ci consenta di raggiungere facilmente i luoghi di maggiore interesse. Prenotiamo, tramite internet, un bellissimo bed and breakfast immerso nelle colline di La Spezia, La Collina degli Ulivi (www.Lacollinadegliulivi.It) e gestito dalla gentilissima signora Salvina e consorte. Al prezzo di 25 € a notte abbiamo dormito in un mini appartamento con terrazza, 6 posti letto, completamente ristrutturato di recente. La colazione, che veniva servita in casa della proprietaria, era compresa nel prezzo e soprattutto abbondante. La strada è un pò impervia, nel senso che, come dice il nome stesso della struttura, il bed and breakfast si trova alla sommità di una strada tortuosa e in salita. La nostra Zafira a metano ce l’ ha sempre fatta, ma che fatica la prima volta! Il pomeriggio dell’ arrivo abbiamo deciso di visitare Portovenere, che rimarrà in assoluto il paese più bello e suggestivo. Consiglio di parcheggiare, se minuti di auto, dopo aver attraversato il paese, dove inizia la risalita: lì infatti il parcheggio costa solo 0,70 € all’ ora, contro 1.50 € dei parcheggi che si trovano venendo da La Spezia. Andateci nel tardo pomeriggio: il fascino è davvero ammaliante e la luce del crepuscolo accentua i colori pastello delle case “attaccate” alla roccia.

Addentratevi all’ interno, nelle varie viuzze che vi portano indietro nel tempo. Ci siamo chiesti: ma gli abitanti come fanno a vivere quì? non possono avere una bici (non è utilizzabile con tutte quelle scale), trasportare la spesa è un immane sforzo fisico. Però le abitazioni sono davvero caratteristiche Se poi, come noi, siete amanti del rito- aperitivo consiglio di fermarsi nel primo bar a destra, provenendo dal porto: non ricordo il nome ma l’ aperitivo è ottimo e costa SOLO 2.50 € che, per noi di Verona, è un ottimo prezzo visto che solitamente un semplice sprizz lo si paga anche 3.50 €..

Aperitivi a parte, Portovenere è proprio bella: consiglio la visita alla chiesa sul promontorio, da dove si abbraccia con lo sguardo il mare; date un’ occhiata anche allo strapiombo che vi è poco prima della chiesa. Da lì Lord Byron partì per la nuotata che da Portovenere lo condusse a Lerici. Per la cena: sconsiglio vivamente la pizzeria che si trova direttamente di fronte al Porto: il gestore, o chiunque fosse, ci avrebbe appioppato qualsiasi cosa pur di spennarci. La pizza non era nulla di spettacolare, ma anche lo fosse stata, l’ antipaticità del “gestore” l’ avrebbe comunque resa un piatto amaro. Il giorno successivo, giovedì, iniziamo il canonico tour delle 5 terre: inutile dire di fare la Cinque Terre Card, al costo di 5.40 € che consente viaggi illimitati in treno e l’ accesso alla Via dell’ Amore (nulla di che..) e al sentiero che da Manarola porta a Corniglia. Arrivati in stazione di La Spezia, sulla destra c’è l’ apposito ufficio Siamo scesi alla fermata di Levanto, un paese che non rimane impresso nella memoria, soprattutto dopo aver visto Portovenere. Da lì facciamo il percorso contrario: dopo Levanto, vediamo Monterosso, forse la meno affascinante: piena di turisti, sviluppata solo lungo il lungo-mare; però se proseguito dritto, dopo la stazione, dalla parte opposta della spiaggia, cambierete probabilmente idea. Si apre una splendida passeggiata sul lungo-mare, ancora più suggestiva se la fate dal sentiero alto. Il sentiero è punteggiato da iscrizioni marmoree del grande Eugenio Montale, e da lì potete osservare una roccia, immersa in mare, che è una riproduzione perfetta, almeno secondo noi, di una cornucopia, spruzzata incessantemente dal mare.

Seguendo il sentiero si arriva ad una chiesa conventuale dove è conservata una crocifissone attribuita al pittore fiammingo Van deck (o Diick, non conosco bene l’ ortografia fiamminga). L’ ultima tappa del primo giorno è stata Vernazza: anche questa, molto carina, da visitare in un’ oretta circa, e ammirandola dalla sommità del castello e relativa torre. L’ ingresso mi pare sia di 1 €, quindi da vedere. Si può fare anche il bagno: dimenticatevi però le spiaggie di sabbia: non esitono! Tutto è scogliera, sassi ma ci si abitua in fretta. Portatevi un materrassino (di quelli da campeggio) e il gioco è fatto. Evitate di noleggiare lettino e ombrellino allucinante: per fare un esempio, a Monterosso il costo era di 19 € per un giorno!! Il mare è cristallino, sempre molto agitato, ma limpidissimo: a Manarola, il secondo giorno ci siamo messi, come un milione di altre persone, al porto sui famosi sassolini a prendere il sole e a fare i tuffi dalle roccie che affioravano dal mare. Alcuni temerari hanno avuto il coraggio di buttarsi da circa 10 metri, con esplosione di applausi da parte di turisiti che dalla balaustra sovrastante il porto si gustavano lo spettacolo.

Dei due sentieri da fare a piedi ho già detto: se avete ancora fiato in corpo, fate quello che da Manarola va a Corniglia. Ci si mette circa un’ ora, è alla portata di tutti e vi fa sbucare vicino alla stazione ferroviaria. Poco prima vi trovate a vedere quello che era un villaggio turistico fatto di bungalow, ora completamente abbandonati. Vedere queste costruzioni abbandonate, abitate ora dalla vegetazione mi ha fatto venire un pò di malinconia: sono fatta così. Mi piace molto, guardando costruzioni disabitate, immaginare che qualche tempo prima esse erano vive, erano abitate, c’erano persone che animavano il luogo. Da lì una scalinata di oltre 300 gradini vi porta al paese che, come tutti quelli precedenti, è abbirbicato sulla collina. Prima di lasciare la Liguria abbiamo visitatolLerici, che dopo Portovenere, è il paese che mi è piaciuto di più. Bello il porto, bella la piazza centrale, bello il clima di vivacità che si respirava.

Si parcheggia (sempre a pagamento) comodamente nella parte alta della città e da lì, a piedi, in 10 minuti si è in centro. E con molto rammarico abbiamo imboccato la via del ritorno. Quindi consiglio a chiunque abbia qualche giorno di visitare questi luoghi, molto suggestivi e di pranzare,almeno una volta, con le tipiche focaccie che, solo a guardarle, aumentano la circoferenza ma che sono irresistibili.



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