3 settimane in Tibet: è un viaggio che consigliamo a tutti, ma bisogna sapersi adattare (e anche molto)

Rispetto, spirito di adattabilità e una sostenibilità che non è solo di facciata, ma reale: nel nostro viaggio di 3 settimane in Tibet abbiamo scoperto un modo di viaggiare diverso, che richiede una certa flessibilità ma che riempie il cuore e incanta.
Indice dei contenuti
Scheda del viaggio in Tibet
- Periodo: 4 – 25 Agosto 2026 (21 giorni)
- Tipo di viaggiatori: Viaggio di coppia
- Destinazione: Ladakh, Zanskar, Suru Valley, Nubra, Pangong, Hanle e Changthang (India)
- Voli: intercontinentale con Lufthansa; voli interni Delhi-Leh con Air India (andata) e Leh-Delhi con IndiGo (ritorno).
- Pernottamento a Delhi: Holiday Inn Express New Delhi International Airport T3, comodissimo hotel di transito situato direttamente all’interno del Terminal 3, perfetto per riposare all’andata senza dover uscire dall’aeroporto.
- Alloggio a Leh: Hotel Bodhi Tree, una scelta ottima per comfort e accoglienza, prenotato e pagato direttamente online in autonomia.
- Costi indicativi a persona: voli interni Delhi-Leh (acquistati in bassa stagione) circa 130 – 160 euro; servizi a terra con agenzia locale circa 1.400 euro (inclusi permessi in Ladakh, auto, autista, guida in lingua inglese, uso bastoncini da trekking, ingressi e tutti i restanti pernottamenti con colazione, cena e fornitura costante di bottiglie d’acqua).
- Organizzazione: agenzia locale Himalayanz Mount Ladakh su Facebook (che online trovate anche sotto il sito web landtourladakh.com), guidata da Stanzim e con staff tutto ladakho, che promuove un turismo sostenibile e ha pianificato perfettamente auto, autista, guida, homestay ed ecolodge.
Diario di viaggio in Tibet
L’inizio dell’avventura e l’acclimatamento a Leh
Il nostro viaggio di coppia comincia ad alta quota il 4 agosto. Dopo il volo intercontinentale Lufthansa atterriamo a Delhi, dove trascorriamo la notte all’Holiday Inn Express New Delhi International Airport T3, una soluzione confortevole situata direttamente all’interno del Terminal 3 che ci permette di riposare ed evitare trasferimenti notturni e lungaggini burocratiche. La mattina successiva prendiamo il volo interno Air India e atterriamo finalmente a Leh, a circa 3.500 metri di altitudine. La prima regola d’oro in Ladakh è tassativa: acclimatamento.
Dedichiamo il primo giorno al riposo assoluto per abituare il corpo alla carenza di ossigeno, coccolati dall’ottima ospitalità dell’Hotel Bodhi Tree, una struttura eccellente che abbiamo prenotato e pagato direttamente online prima di partire e che si è rivelata perfetta per iniziare l’avventura con il piede giusto. Il secondo giorno, sempre muovendoci con calma, iniziamo a esplorare i dintorni di Leh insieme alla nostra guida e all’autista messi a disposizione da Stanzim, la mente ed il cuore dell’agenzia Himalayanz Mount Ladakh.
Visitiamo lo scenografico monastero di Thiksey, che ricorda in piccolo il Potala di Lhasa, l’antico palazzo e monastero di Shey e infine la bianca e suggestiva Shanti Stupa, da cui si gode di una vista pazzesca su tutta la valle. Affidarsi a una realtà locale originaria del territorio e guidata da una filosofia etica e sostenibile é stata la chiave di volta del nostro viaggio. Non si è trattato solo di logistica: la passione e l’approccio di Stanzim ci hanno permesso di spalancare le porte del Ladakh più autentico, trasformando ogni singola giornata in un’esperienza profondamente coinvolgente, intima e umana. Attraverso gli occhi della nostra guida e l’accoglienza calorosa nelle homestay e negli ecolodge scelti per noi, ci siamo sentiti parte di questa terra e non semplici spettatori. Siamo stati coccolati da attenzioni quotidiane straordinarie: dalla fornitura costante di bottiglie d’acqua, vitale a queste altitudini, fino ai dolcissimi stop rigeneranti a base di tè caldo durante i lunghi ed intensi tragitti in auto. Sorseggiare il tipico chai o il tradizionale tè salato, circondati dal silenzio delle vette in perfetto stile “Piccolo Tbet” è diventato il nostro rituale preferito per respirare l’immensità del paesaggio.
Tappa 1: il riscaldamento nella Sham Valley e l’ospitalità locale
Il viaggio entra nel vivo nella Sham Valley. Qui ci scalda le gambe un bellissimo baby trek, ideale per immergerci nella natura ladakha senza sforzi eccessivi dopo i giorni di acclimatamento. Questa tappa si rivela magica anche dal punto di vista umano: abbiamo l’opportunità di pernottare a Hemis Shukpachan, un villaggio incantevole circondato da alberi di cedro sacro e ruscelli. Qui dormiamo alla Hersuk Homestay, dove riceviamo una calorosa e indimenticabile accoglienza dalla famiglia locale. Condividere i loro spazi e la loro gentilezza ci fa sentire subito a casa, immersi nella vera cultura del posto.
Tappa 2: l’ingresso in Zanskar (Zangla, Stongdey e Padum)
Ci addentriamo finalmente nella remota e mistica regione dello Zanskar. Prima di stabilirci nel centro principale, la nostra esplorazione inizia da Zangla, l’antica capitale della valle, dove visitiamo l’affascinante e antico Palazzo reale arroccato sulla roccia. A Zangla viviamo un’autentica esperienza rurale pernottando alla Tsering Dolma Homestay, una delle storiche pioniere dell’ecoturismo locale. Questa struttura incarna perfettamente il fascino dell’ospitalità contadina: ordinata, circondata da piccoli orti di ortaggi e piante di frutti locali, ci accoglie con sapori freschi direttamente coltivati dai proprietari. Subito dopo facciamo tappa al maestoso monastero di Stongdey, il secondo più grande dello Zanskar, arroccato su una scogliera rocciosa che offre una vista panoramica incredibile su tutta la pianura fluviale.
Ci stabiliamo poi per le notti successive a Padum presso la Shingkula Homestay. Questo luogo si rivela una vera e propria oasi di calore umano. Ciò che rende indimenticabile questo soggiorno è l’accoglienza calorosa della proprietaria: una donna meravigliosa, sempre sorridente, gentile e premurosa, che ti fa sentire parte integrante della famiglia, deliziando gli ospiti con cibo tradizionale squisito. Da Padum, oltre a visitare i monasteri della zona e il suggestivo Sani Lake, dedichiamo le nostre energie a un’esperienza indimenticabile: il trekking per il monastero di Phugtal. Questo incredibile gompa è letteralmente incastonato nella roccia di una gola isolata. Raggiungerlo a piedi, condividendo il silenzio della valle con i pochi pellegrini, è un momento che rimarrà impresso per sempre.
Tappa 3: verso ovest attraverso la Suru Valley, Kargil, Lamayuru e Alchi
Lasciato lo Zanskar, risaliamo attraversando la spettacolare e verdeggiante Suru Valley, dominata da vette imponenti. Superiamo la storica cittadina di Kargil e iniziamo a rientrare verso est. Lungo la strada incontriamo la suggestiva “valle lunare” di Lamayuru con il suo iconico monastero sospeso nel tempo, per poi fare tappa ad Alchi, celebre per i suoi straordinari e antichissimi affreschi dell’XI secolo. Da qui rientriamo temporaneamente a Leh per fare base prima di affrontare la seconda parte del viaggio.
Tappa 4: i grandi passi ed i soggiorni nella magica Nubra Valley
Ripartiamo da Leh puntando verso nord e affrontiamo i grandi passi montani della catena, superando il leggendario Khardung La, uno dei passi carrozzabili più alti del mondo a oltre 5.300 metri. Scendiamo così nella celebre Nubra Valley, dove il paesaggio cambia di continuo regalandoci dune di sabbia fredda a Diskit e Hunder, incorniciate da montagne maestose. Qui viviamo un’esperienza senza tempo: una passeggiata a dorso dei caratteristici cammelli batteriani a due gobbe. Avanzare lentamente tra le dune di sabbia regala la sensazione di trovarsi in un’antica carovana lungo la Via della Seta.
La nostra permanenza nella valle è scandita da due soste eccezionali pianificate da Stanzim. La prima notte la passiamo a Diskit presso l’hotel The Creek, una struttura fantastica e curata. La notte successiva ci spostiamo a Sumur, dove pernottiamo al celebre Nubra Ecolodge: un esempio perfetto di ricettività ecosostenibile, immerso nel verde e con una vista magnifica sulle montagne circostanti, dove la cura per l’ambiente si sposa a un comfort impeccabile.
Tappa 5: le sfumature del Pangong Lake, le stelle di Hanle e il Tso Moriri
Dalla Nubra ci spostiamo verso il famosissimo Pangong Lake, il leggendario lago salato d’alta quota che si estende fino in Tibet, un’immensa distesa d’acqua le cui sfumature passano dall’azzurro al turchese intenso. Qui passiamo la notte alla Marzee Homestay, una sistemazione a gestione familiare che permette di dormire a pochissima distanza dalle sponde del lago, godendosi la quiete e i colori spettacolari del tramonto e dell’alba in totale tranquillità.
Ci spingiamo ancora più a est e a sud verso l’altopiano del Changthang, raggiungendo Hanle, una delle zone più remote e incontaminate della regione. Hanle è famosa in tutto il mondo per il suo cielo incredibilmente limpido e il suo osservatorio astronomico: di notte la Via Lattea è così nitida e brillante da togliere il fiato. Successivamente raggiungiamo lo splendido lago Tso Moriri, un altro paradiso d’alta quota a oltre 4.500 metri incastonato tra vette innevate e terre frequentate dai nomadi Changpa.
Sulla via del ritorno verso Leh, facciamo un’ultima, grandiosa tappa al monastero di Hemis, il più grande e ricco del Ladakh, nascosto in una gola laterale dell’Indo.
Il 21° giorno, il 25 agosto, saliamo sul volo IndiGo da Leh a Delhi e successivamente sul volo Lufthansa che ci porta in Italia. Visibilmente emozionati, lasciamo il Ladakh con gli occhi pieni di luce e la gratitudine profonda verso Stanzim e il team di Himalayanz Mount Ladakh per averci fatto vivere un sogno nel massimo rispetto della terra che ci ha ospitato.
Consigli e informazioni utili sul Tibet
- Aeroporti: attenzione perché le regole di sicurezza all’ingresso e all’interno degli aeroporti indiani sono estremamente rigide e severe. Se avete un operativo voli con tempi di coincidenza molto lunghi o distanti tra loro, tenete conto che le forze di sicurezza (CISF) consentono l’accesso alla struttura, ma i banchi del check-in aprono generalmente solo 3 o 4 ore prima del volo. Dal momento che non è possibile superare i controlli di sicurezza generali senza la carta d’imbarco fisica o definitiva, non vi sarà permesso di accedere alle lounge, che si trovano tutte nella zona airside (dopo i controlli). Di conseguenza, sarete costretti a rimanere ad aspettare nell’area landside dei banchi check-in, una zona di passaggio molto caotica, rumorosa e decisamente poco confortevole per le lunghe attese.
- Voli interni: se il vostro itinerario non prevede uno scalo programmato a Delhi e dovete acquistare i voli in autonomia, conviene volare solo con Air India. Questa compagnia utilizza infatti il Terminal 3 (T3), lo stesso identico terminal dei voli internazionali. Volare con compagnie low-cost che atterrano o partono dal Terminal 1 (T1) comporta trasferimenti interni molto disagevoli e faticosi a bordo di autobus navetta, allungando i tempi e aumentando lo stress del viaggio.
- Mal di montagna: l’acclimatamento iniziale a Leh (3.500 m) è sacro. Non pianificate sforzi per le prime 48 ore. Bevete almeno 3-4 litri d’acqua al giorno per contrastare la disidratazione da alta quota ed evitate alcolici. Sfruttate al massimo la fornitura costante di bottiglie d’acqua inclusa nella quota dell’agenzia. Valutate con il vostro medico l’assunzione preventiva di acetazolamide (Diamox).
- Permessi di viaggio: per aree sensibili e vicine al confine come la Nubra Valley, il Pangong Lake, Hanle e lo Tso Moriri, sono obbligatori permessi governativi speciali. L’agenzia locale sbriga e gestisce interamente tutte le pratiche necessarie per superare i checkpoint militari lungo le strade d’alta quota, garantendo un transito sereno. Per il visto per l?india noi lo abbiamo fatto direttamente om line dall’Italia.
- Abbigliamento: ad agosto il clima varia dai 20-25 °C diurni nelle valli fino vicino allo zero la notte o sui passi montani (come il Khardung La). Sono indispensabili capi caldi e leggeri da sovrapporre.
- Spirito di adattamento: Scegliere il turismo sostenibile con homestay e strutture rurali (Hersuk, Tsering Dolma, Shingkula, Marzee, Nubra Ecolodge) significa immergersi nella vita reale e virtuosa delle comunità. La formula prevede sempre colazione e cena genuine incluse, cucinate direttamente dalle famiglie con ingredienti locali. Ricordate che l’elettricità può essere razionata ad alcune ore della sera, l’acqua calda viene spesso fornita in secchi riscaldati dal sole o dalla stufa a legna e i bagni possono essere in stile tradizionale “compost” ladakho. La pulizia è sempre garantita, ma occorre uno spirito flessibile e un rispetto profondo per le scarse risorse idriche della regione.
- Connettività e internet (SIM ed eSIM): La gestione di internet in Ladakh è molto particolare a causa della vicinanza a confini sensibili. Sappiate che le eSIM internazionali (acquistate online prima di partire) qui non funzionano in alcun modo. La rete è strettamente controllata e regolamentata per motivi di sicurezza. Nelle homestay e nei villaggi più remoti il Wi-Fi è spesso presente, ma la connessione è instabile e soggetta a frequenti restrizioni. Il consiglio migliore è avvisare a casa che sarete spesso offline e godervi un po’ di “digital detox”. Se avete assoluto bisogno di connettività, coordinatevi prima con l’agenzia locale per capire se si può ottenere una SIM fisica locale abilitata per la regione del Ladakh.

