3 giorni ci sono bastati per innamorarci di Aosta e dintorni: ecco cosa abbiamo visto nella più piccola regione d’Italia

La prima volta in Valle d’Aosta è stata per un viaggio di appena 3 giorni, ma durante i quali abbiamo scoperto le magnifiche location della più piccola regione d’Italia. Ecco il nostro racconto.
Indice dei contenuti
Diario di viaggio in Valle d’Aosta
Giorno 1 – Quart, Fantainemore
Alle cinque suona la sveglia: ci vestiamo, facciamo colazione al Bar Expo e, alle sei, siamo già in autostrada verso Aosta. Io e Iris amiamo dedicare i fine settimana alla scoperta di città e luoghi nuovi; con la Valle d’Aosta arriviamo a 19 regioni italiane visitate su 20: manca solo la Calabria, ma rimedieremo. Dopo la barriera di Milano, la tangenziale e un altro tratto di autostrada, usciamo ad Aosta Est e ci fermiamo al Castello Savoia. C’è il sole, ma alle 11 la temperatura è ancora sotto zero. A Fournaille lasciamo la strada principale, percorriamo un chilometro su una via innevata e poi altri 600 metri a piedi su un sentiero coperto di neve. Quando il castello di Quart appare, sembra davvero uscito da una fiaba, e le foto partono subito. All’ingresso una ragazza ci propone una visita guidata: accettiamo volentieri. Ci avvisa che dentro ci sono cinque gradi in meno rispetto all’esterno, poi ci racconta la storia della Regina Margherita, qui ricordata non per la pizza, ma per il lavoro portato e per l’eredità lasciata al territorio. Scopriamo che non era un vero castello, ma una residenza estiva: d’inverno faceva troppo freddo perfino per lei. Gli interni, ancora arredati con mobili originali, sono bellissimi e sorprendentemente moderni per l’inizio del Novecento: acqua corrente, fognature, elettricità e riscaldamento. Terminata la visita, riprendiamo la strada e ci fermiamo a Fontainemore, uno dei Borghi più belli d’Italia. Passeggiamo tra il vecchio ponte in pietra e i vicoli, resi ancora più suggestivi dal fumo dei camini. In un alimentare compriamo due panini con prosciutto e fontina e una birra per 11 euro, poi ci sediamo su una panchina con vista sul fiume, sul ponte e sul campanile: una cartolina perfetta, anche se il termometro resta sottozero. Alle 14:30 la camera è pronta e noi, puntualissimi, lasciamo l’auto in piazza della Repubblica e raggiungiamo l’hotel a piedi. Ci serve un po’ di tepore prima di uscire di nuovo. L’alloggio è nel centro storico e, appena fuori, siamo già sulla via principale di Aosta, che ci fa subito un’ottima impressione. Arriviamo in piazza Chanoux, dedicata a un martire della Resistenza ucciso dai nazisti; al centro, il monumento dell’Alpino sembra sorvegliare la piazza. Cala il buio, si accendono le luci e le Alpi innevate fanno da cornice: un momento speciale. Nonostante il freddo, continuiamo fino a Porta Pretoria e all’Arco di Augusto, purtroppo in restauro. Tornati in piazza Chanoux, visto che è presto per cena, ci concediamo un aperitivo. Abbiamo prenotato alla Vache Folle (Piazza Cavalieri di Vittorio Veneto, 14): il locale è caldo, e già questo basta a rendercelo simpatico. Io scelgo fonduta e fettina con formaggio fuso, Iris una zuppa di verdure e carne e uno spezzatino con polenta. Con una buona bottiglia di vino valdostano, spendiamo 82 euro ben meritati. Il locale è caratteristico, pieno di campanacci da alpeggio, ma il vero dettaglio memorabile è il cameriere, con pizzo lunghissimo e zoccoli da montanaro. Prima di uscire ci concediamo due shottini alle erbe, perfetti per affrontare il gelido ritorno in hotel.
Giorno 2 – Aosta
Ci alziamo con calma: le visite aprono alle 10:00, quindi scendiamo in sala colazioni, dove la gentile ragazza della reception ci prepara qualcosa da mangiare. Anche oggi splende il sole, ma il freddo non molla. Alle 10:00 siamo puntuali al Museo archeologico e acquistiamo un biglietto cumulativo che comprende anche gli scavi della chiesa di San Lorenzo e il Criptoportico Forense. Tra i reperti ci colpiscono soprattutto le monete romane, ordinate per periodo e imperatore. Finita la visita, sentiamo il bisogno di un caffè: in piazza Chanoux entriamo al Caffè Nazionale di Paolo Griffa, noto chef, e prendiamo due espressi e un dolcetto al banco per 14 euro. Proseguiamo con la chiesa e il chiostro di Sant’Orso, santo per noi sconosciuto ma molto venerato in Valle d’Aosta. La chiesa è gratuita; per il chiostro scegliamo la visita guidata da 7 euro, che include anche la cappella di San Giorgio. Saliamo sul tetto della chiesa per vedere affreschi dell’anno 1000, in parte coperti da interventi successivi, poi entriamo nel chiostro romanico: molto bello, con capitelli tutti diversi e le cime innevate sullo sfondo. Uno dei capitelli è bianco e sembra di gesso; la guida ci spiega che l’originale è stato rubato, anche se resta difficile immaginare come. Chiudiamo con la piccola cappella di San Giorgio, interamente affrescata e davvero deliziosa. Proviamo poi a entrare nella vicina chiesa di San Lorenzo, già compresa nel biglietto, ma un signore poco cordiale ci comunica che sono in pausa pranzo. Ne approfittiamo anche noi per uno spuntino in un bar dall’arredamento fermo agli anni ’80: vissuto, ma proprio per questo perfetto per noi. Tornati al sito, troviamo una signora sorridente e visitiamo gli scavi: c’è poco da vedere, solo le basi dell’antica chiesa, e in un quarto d’ora siamo fuori. L’ultima tappa, quella che attendiamo di più, è il Criptoportico Forense. Mostriamo il biglietto ed entriamo: davvero affascinante, soprattutto per chi, come me, ama l’archeologia. Un filmato spiega funzione e costruzione del sito; poi facciamo il giro, le foto di rito e rientriamo in hotel per un po’ di riposo e di calore. Usciamo di nuovo al tramonto e, in piazza, ammiriamo i raggi che scendono dietro le vette innevate, incorniciando gli edifici storici. In un negozio di prodotti tipici compriamo formaggi e polenta valdostana, i nostri souvenir. Continuiamo a passeggiare in un’atmosfera serena e quasi magica, proprio come piace a noi. Per cena restiamo leggeri e scegliamo l’Erba Voglio, attratti dal banco di salumi e formaggi. Ordiniamo due bollicine e un tagliere rigorosamente valdostano: tutto ottimo, locale consigliato. Prima di rientrare al nostro hotel, Le Reve Charmante, ci concediamo anche due buonissime grappe, giusto per prepararci al freddo.
Giorno 3 – Aosta
Alle 8:00 siamo pronti per la colazione. Oggi dobbiamo lasciare la camera ma, prima di rientrare, vorremmo visitare il castello di Fénis, che apre alle 10:00. Facciamo il check-out e andiamo a riprendere l’auto, parcheggiata a 200 metri in un parcheggio libero. Appena partiamo comincia a nevicare e, lungo la strada, la neve diventa sempre più fitta. A malincuore rinunciamo alla visita: non vogliamo correre rischi e, non essendo esperti di montagna, preferiamo cambiare programma. Si torna a casa, e così si chiude il nostro primo assaggio di Valle d’Aosta. Torneremo sicuramente in questa splendida regione, magari d’estate: ci ha conquistati con la sua storia, il cibo e l’accoglienza. Abbiamo ancora molto da vedere e da scoprire; questi tre giorni sono stati solo un antipasto, abbastanza per farci venire voglia di organizzare un secondo viaggio.




