18 giorni a zonzo per l’egitto

Diario di Viaggio in EGITTO Dal 13 Dicembre 2005 al 2 Gennaio 2006 DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (14) E CARLOTTA (13) GRIGNANI 18 GIORNI A ZONZO PER L’EGITTO. ZAINI IN SPALLA FRA TEMPLI, CITTÁ, MONUMENTI STORICI, PIRAMIDI, NILO, ED OASI MOSCHEE MINARETI E MUEZZIN. PACE, CAOS, SPORCIZIA, LUCI, SUONI POVERTÀ, SFARZO, SOLITUDINE,...
 
Partenza il: 13/12/2005
Ritorno il: 02/01/2006
Viaggiatori: fino a 6
Spesa: 1000 €

Diario di Viaggio in EGITTO Dal 13 Dicembre 2005 al 2 Gennaio 2006 DI LAURA GIAMPAOLO MATTEO (14) E CARLOTTA (13) GRIGNANI 18 GIORNI A ZONZO PER L’EGITTO.

ZAINI IN SPALLA FRA TEMPLI, CITTÁ, MONUMENTI STORICI, PIRAMIDI, NILO, ED OASI MOSCHEE MINARETI E MUEZZIN. PACE, CAOS, SPORCIZIA, LUCI, SUONI POVERTÀ, SFARZO, SOLITUDINE, IMMENSITÀ SILENZIO E FRASTUONO BAMBINI, IMMONDIZIA, ASINI, CAMMELLI, GATTI TRAMONTI, CIELI STELLATI, AUTISTI FOLLI PERSONE GENTILISSIME E VENDITORI DA INCUBO HALLO MY FRIEND! L’EGITTO È TUTTO QUESTO CONDITO CON UN BUON THE ALLA MENTA ED OFFUSCATO DAL FUMO DEL NARGHILÈ!!! Ma soprattutto: NO PROBLEM, in Egitto si risolve tutto! 13 Dicembre 2005 Martedì (Szilvásvárad – Budapest) In una fredda serata di Dicembre partiamo da casa in autobus con meta Budapest. Alle 23:10 abbiamo il ns. Volo diretto per il Cairo. Quest’anno niente transfert ed attese interminabili negli aeroporti di scalo. D’altronde la ns. Vacanza in Egitto durerà solo 18 giorni. La direzione della scuola dei ns. Figli questa volta ci ha negato il permesso per gli usuali 31-35 giorni di vacanza. PECCATO! L’aereo è puntualissimo! 14 Dicembre 2005 Mercoledì (Budapest – Cairo) Circa alle tre di notte, mentre l’aereo sta sorvolando Alessandria, Carlotta mi sveglia dicendo: “Mammina, hai sentito? Il pilota ha comunicato che non atterriamo al Cairo ma in un altro posto”. Io la mando a quel paese e mi riaddormento. Dopo alcuni minuti però, mi risveglio e guardo incredula il monitor del computer di bordo che, indica chiaramente che l’aereo va nella direzione opposta. WHAT’S THE PROBLEM? Nebbia al Cairo. Impossibile atterrare. Si va a Cipro! Cipro??? Perché mai non atterrano ad Alessandria o a Sharm? Alcuni passeggeri, inoltre, che non capiscono bene l’inglese, né tanto meno l’ungherese, quando atterriamo a Cipro pensano di essere arrivati al Cairo! Sorpresaaaa! Alle 5:15 del mattino (avremmo dovuto già essere in albergo al Cairo) siamo ancora al bar dell’aeroporto di Larnaca. Abbiamo fatto amicizia con una famiglia che proviene dalla Svezia (lei egiziana e lui svedese, con due figli) e ci hanno anche invitato a casa loro quando passeremo per Alessandria. Nessuno sa ancora perché siamo scesi a Cipro né a che ora ripartiremo. L’unica cosa che sappiamo con certezza è che solo il ns. Aereo è atterrato qui. Matteo si mangia una specialità locale comprata al bar dell’aeroporto (che ancora non sapevamo quanto fosse cara!!!). Alle 6:00 (7:00 locali) ci trasferiscono in bus in un albergo situato a 30 km. Dall’aeroporto. Si ripartirà alle 16:00. Alla faccia del volo diretto (3 ore e venti al massimo!). Così ci perdiamo una giornata intera del ns. Programma (che poi sarà da recuperare), oltre alla notte in albergo al Cairo (già prenotata ed anticipatamente pagata)! Inoltre, la scusa della nebbia inizia a destarci dei sospetti. In ogni caso siamo in vacanza! Godiamoci Cipro. Ma il panorama dall’autobus non è granché. Non sappiamo se l’altro lato dell’isola sia migliore ma ciò che vediamo in questi 30 km. È un paesaggio alquanto desolante. Terreno arido, piccole colline rocciose, spiagge di sabbia nera. Ignoravamo inoltre che a Cipro la guida fosse a sinistra.

Quando arriviamo all’albergo ci offrono la colazione. L’albergo è anche bellino, con piscina, spiaggia privata e terrazza ristorante con vista mare. Unica nota dolente é che non dovevamo essere qui, ma al Cairo.

Giampaolo ed io proviamo a farci un riposino sui lettini della piscina, ma si alza un vento freddissimo. Allora andiamo a fare due passi sulla spiaggia. Non c’è vento, quindi decidiamo di farci una dormitina in riva al mare ma… ci assaltano le mosche! Quindi finiamo con l’andare a riposarci in camera. Alle 11:30 ci svegliano comunicandoci che alle 12:00 si pranza ed alle 13:00 c’è il bus per l’aeroporto.

Pagando gli extra in Hotel (e quindi entrando in stretto contatto con la valuta locale) ci rendiamo conto che al bar dell’aeroporto di Larnaca, stamattina, per due the, una birra, un sandwich locale e un bicchiere di latte, abbiamo speso oltre 33 euro! (ringrazia che non avevamo fame…). Il ns. “amico” Omar (quello dell’agenzia cairota tramite la quale avevo prenotato via internet, l’hotel al Cairo e con il quale avevamo un appuntamento stamattina per la consegna dei biglietti del treno di dopodomani per Aswan) ci ha fatto un SMS comunicandoci che il ns. Volo arriva al Cairo alle 15:00. Un turista del ns. Gruppo sentendo la notizia mi chiede se sono anche in grado di dirgli qual è il terminal d’arrivo ed il numero del Gate…?! C’è proprio gente strana in giro…!! Alle ore 14:00 l’aereo comincia a rollare sulla pista di Larnaca. Ce la faranno i ns. Eroi stavolta a raggiungere il Cairo? Siiii!! Alle 15:00 atterriamo al Cairo con solo 11 ore e mezza di ritardo.

Facciamo i visti, preleviamo un pó di denaro al bancomat e poi ci dirigiamo all’uscita. Mentre gli uomini vanno alla toilette, Carlotta ed io cerchiamo un taxi (il transfer proposto dell’agenzia d’internet lo ho rifiutato… volevano 25 usd!!). {NDR: È strano come funzionano le agenzie turistiche in Egitto. Per quanto riguarda gli alberghi tramite agenzia spendi molto meno, mentre per gli altri servizi è esattamente il contrario…} Ne troviamo subito uno o, meglio, lui trova subito noi: 60 Pounds (10 usd). Non trattiamo. (anche se al ritorno ne pagheremo solo 50…).

L’hotel Cosmopolitan è bello! In pieno centro del Cairo ma posizionato in una via trasversale abbastanza tranquilla. L’atmosfera del Cosmopolitan è coloniale, elegante, art decó. Posiamo gli zaini e usciamo subito all’esplorazione della Città! La città del Cairo, con circa 18 milioni d’abitanti, è caos allo stato puro… Migliaia di persone per le strade. Auto che suonano il clacson all’impazzata, traffico indisciplinatissimo. Anche attraversare le strade pone alcuni problemi. Persino ai semafori che, un ragazzo del luogo ci spiega – quando per poco non finisco investita da un’automobile mentre gridavo il semaforo è VERDE!! – sono stati installati come decorazioni natalizie! Alle 19:00 ci fermiamo in Via Alfy (una via pedonale del centro) in un’Aiwa – caffè tipico egiziano – a fumarci la sheesha (narghilè) e a berci un the alla menta. Il Cairo è particolare. Le donne musulmane anche qui hanno il capo coperto (non tutte ma la maggior parte), alcune hanno fuori solo gli occhi o nemmeno quelli, la più parte invece porta dei foulard. Quello che ti salta all’occhio è che le giovani musulmane, pur avendo il foulard che copre il capo, indossano jeans attillati all’ultima moda o gonne stretch. Siedono al bar, anche solo fra donne, fumano il narghilè. Questo nelle altre località egiziane non lo vedremo più. Dato che il ristorante prescelto (Abu As Sid, in Zamalek) quando abbiamo provato a telefonare dall’hotel, era tutto pieno, cercheremo un posto qui in centro dove cenare stasera, a caso. Poi vogliamo andare a vedere la danza del ventre al Palmyra (Night Club Egiziano non per turisti… ahi ahi ahi ahi!). La scelta del ristorante ricade su un locale fra tanti ma la cui griglia ed i vari pollami esposti promettono molto bene! Cena ottima! Assaggiamo in pratica tutte le specialità in un colpo solo: L’hamam (piccione ripieno di riso) era favoloso, così come pure il shish kebab (spiedino di pollo alla griglia) e il Fuul, la salsina di ceci e comino che ci accompagnerà per tutto il viaggio! Alle 22:00 tutti sufficientemente stanchi siamo in un locale vicino al Palmyra a bere una birra (ci voleva… giacché abbiamo cenato ad acqua) e ad aspettare l’inizio dello spettacolo che sarà, purtroppo, solo alle 23:30. Potremmo anche andare a dormire ma il Tour Operator (cioè la sottoscritta) è cattivissimo e deve a tutti i costi recuperare la giornata persa a Cipro! Giampaolo mi ha anche regalato una rosellina e la sig.Ra del locale (senza veli) ci avrà già cambiato il portacenere 10 volte. Il servizio è da 5 stelle… Le toilette no! Per far passare il tempo facciamo ancora un giro per i quartieri del centro, tanto i negozi sono aperti fino alle 23:00, e facciamo i ns. Primi acquisti in Egitto: due paia di scarpe Puma (PUMA???) per Matteo e Carlotta. Alle 23:30 (unici clienti stranieri ma anche unici clienti in assoluto) sediamo ad un tavolo del Palmyra in attesa dello spettacolo. Un gatto s’infila nel tamburo principale della batteria (chissà che fará quando inizieranno a suonare?). Dopo dieci minuti comincia la musica. C’è anche un cantante (uno strazio vero e proprio… peggio delle litanie ecclesiastiche cantate da cori stonati). Il gatto, al terzo tocco della batteria, sguscia fuori come un fulmine. Dopo un paio di canzoni strascicate e/o ululate, arriva la danzatrice del ventre. Beh… Da lì in poi abbiamo faticato a trattenere le risate. La danzatrice era una vera pena, saltellava… sbatteva la pancetta a destra e a sinistra, ogni tanto si fermava, si guardava intorno, chiacchierava col cantante (CANTANTE???) passeggiava per la pista.. A mezzanotte, di comune accordo, decidiamo di andarcene tutti a letto! Domani ci aspetta il Museo Egizio (che era in programma oggi) e la visita al Cairo Copto. Quello che era in programma per domani (Giza Saqqara e Dashur) lo faremo il primo dell’anno! Rientriamo in Hotel dove troviamo tutto esageratamente buio, anche l’ingresso. Quasi ci spaventiamo. … Risparmio energetico? …Coprifuoco? …Misure anti-terrorismo? Niente di tutto questo, stanno semplicemente cambiando una lampadina alla reception. NO PROBLEM! 15 Dicembre 2005 Giovedì (Cairo) Sveglia presto, anche perché alle 8:00 viene Omar (quello dell’agenzia che ci deve consegnare i biglietti del treno di questa sera per Aswan). Provo a chiedere alla reception se posso prenotare due doppie per il 29 ed il 31 Dicembre e quanto costano (ancora incredula sul fatto che l’agenzia me le venda a meno). Ma la risposta é 66 usd per camera contro i 56 usd dell’agenzia! Quindi quando arriva Omar gli annunciamo che ci servono anche le camere per il 29 e per il 31). C’informa che il cenone di Capodanno è obbligatorio. Tanto meglio poiché non sapevamo che altro fare. C’è anche la danza del ventre? BELLO!!… basta che sia meglio di quella di ieri sera (ma ci vuole poco). 8:30 colazione. Scendono anche Matteo e Carlotta. Abbiamo già chiuso tutti i bagagli ma c’informano che, dato che l’altra notte non abbiamo utilizzato le stanze, possiamo tenerle fino a stasera, alla partenza del treno. SUKRAN! Dopo colazione ci dirigiamo direttamente al Museo Egizio, che si trova a cinque minuti a piedi. Presumevo una coda lunghissima invece in dieci minuti (compresi i controlli della polizia ai vari posti di blocco) siamo già all’interno. Avevamo letto sulla Lonely Planet che agli studenti fanno uno sconto del 50% su tutti gli ingressi ai siti e musei, bisogna però presentare una tessera studentesca internazionale, che noi per i nostri figli non siamo riusciti a fare. In ogni modo ci provo… E alla biglietteria estraggo le tessere ‘ungheresi’. Le accettano. Bene. Almeno un pó di risparmio… (NDR: dato che in tutto il viaggio abbiamo speso oltre 500 euro per i vari ingressi a Musei e siti!) Il Museo Egizio è bellissimo. Non tanto il museo, che è un pó decadente, ma i reperti in esso contenuti. Dato che abbiamo poco tempo, seguiamo i consigli della Lonely Planet e ci limitiamo a visitare determinate sale. L’atrio, le sale dell’antico regno, la sala di Amarna (Faraone Akhenaten dai lineamenti completamente diversi dagli altri faraoni), le gallerie di Tutankhamen, la sala delle mummie degli animali, la sala dei gioielli antichi e la sala delle mummie reali. Ciò che colpisce della storia dell’antico Egitto è anche la finezza delle arti. I gioielli ad esempio: sembra che i monili esposti nelle migliori gioiellerie dei nostri tempi non siano altro che imitazioni dei modelli dell’epoca faraonica (e nemmeno cosi ben riuscite). E che dire dei sandali infradito di Tuthankamon? Della sua collezione di mutande di seta? E il suo splendido trono con la raffigurazione di sua moglie mentre gli spalma unguenti profumati? La sala dei tesori ritrovati nella tomba di Tuthankamon è stupefacente. Anche la sala delle Mummie reali, all’interno della quale (a parte la presenza di una bambina giapponese che saltava e strillava come un’ossessa) nel silenzio assoluto e nella penombra, quasi si rivive l’atmosfera funeraria dell’epoca. Le mummie di Ramesse II e di suo padre Sheti I sono le meglio conservate, ma anche le altre non sono da meno. Nuovo Regno (già.. Appena 3200 anni fa!). Meditate gente, meditate… perché nemmeno a me spiacerebbe (sono una collezionista di tante cose) l’idea di potermi portare, dopo morta, tutto nella tomba – compreso il mio gatto! Quello che non mi ispira molto sono i contenitori d’alabastro per le viscere…! Solo all’uscita del Museo Egizio scopriamo di esserci persi la sala delle carrozze d’oro di Tutankhamen che i ns. Figli hanno visitato mentre noi eravamo presi dai gioielli e monili vari. Facciamo una passeggiatina veloce sul lungo Nilo, poi cerchiamo il ristorante Arabesque per rifocillarci. Mangiamo benissimo. Ci portano un’infinita serie di piattini con salsine, involtini di foglie di vite, triangolini di pasta sfoglia, ripieni di formaggio di capra (stupendi) e tante altre cose. Mangiamo anche i secondi, annaffiati da un ottimo vino rosso egiziano e così ci avviamo bei satolli alla stazione della metropolitana! Direzione Cairo Copto. – Al riposo non pensiamo! – I denti stringiamo ed avanti proseguiamo! – Certo… colti diventiamo.



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