15 chilometri dall’altra parte del mondo: il Perù ci ha condotti sulle strade della meraviglia e della libertà

Questo viaggio in Perù non è stato solo uno spostamento nello spazio: è la libertà di perdersi verso luoghi nuovi con gli occhi pieni di meraviglia e il cuore grato; un viaggio dal quale torniamo come persone nuove.
Indice dei contenuti
Itinerario in breve
- Giorno 1: Madrid – Lima
- Giorno 2: Lima – Arequipa
- Giorno 3: Arequipa – Salinas – Arequipa
- Giorno 4: Arequipa – Chivay
- Giorno 5: Chivay – Canyon del Colca – Puno
- Giorno 6: Isole Uros e Taquile
- Giorno 7: Puno – Vinikunka – Cuzco
- Giorno 8: Cuzco
- Giorno 9: Cuzco – Aguas Calientes
- Giorno 10: Aguas Calientes – Machu Picchu – Cuzco
- Giorno 11: Cuzco
- Giorno 12: Laguna Humantay
- Giorno 13: Cuzco – Lima – Paracas
- Giorno 14: Paracas – Huacachina
- Giorno 15: Huacachina – Lima
Diario di viaggio in Perù
Giorno 1: Madrid – Lima
Il nostro viaggio continua in Perù, dove arriviamo il 14 agosto con un volo diretto della Plus Ultra da Madrid. I servizi a bordo sono veramente essenziali: offrono un pasto principale e uno spuntino per 12 ore, non danno coperte e non ci sono gli schermi sulle poltrone. Tuttavia offrono un loro Wi-Fi di intrattenimento da vedere con i propri dispositivi, che possono essere ricaricati con prese ben nascoste sotto i sedili.
Hotel: Il Tambo 1. Bello, pulito e con un buon ristorante. Peccato esserci stati poche ore. Con il senno di poi, meglio un albergo vicino all’aeroporto. Il traffico a Lima è devastante a tutte le ore del giorno e della notte.
Giorno 2: Lima – Arequipa
Neanche il tempo di arrivare a Lima e ricongiungerci con i nostri amici che già siamo in partenza con un volo Latam per Arequipa. Il volo è alle 10:30, ma visto il traffico di Lima, ci muoviamo alle 7:00. Tuttavia sia il controllo passaporti che quello dei bagagli scorrono veloci e alle 9:00 siamo dentro. Cerchiamo allora di anticipare la partenza sul volo delle 9:30 o delle 10:00, ma essendo in 12 non ci riusciamo. Arequipa è la seconda città più grande del Paese ed è detta “la città bianca”. È circondata da 3 vulcani: il Pichu Pichu, il Misti e il Chachani, che sono alti circa 6.000 metri l’uno.
La nostra prima tappa è quindi il Mirador de tres volcanes. La giornata è tersa e fa caldo: siamo a maniche corte e pensiamo di aver fatto una cretinata a portare una valigia di panni invernali. Lasciate le valigie andiamo in centro e scopriamo che il Monastero di Santa Catalina e la Cattedrale sono chiusi perché ricorrono i 2.600 anni dalla fondazione della città. Andiamo quindi a vedere il Museo Santuarios Andinos dove è riposta Juanita, una bambina che è stata sacrificata dagli Inca nel 1480 circa e che è stata ritrovata in perfette condizioni perché congelata.
La seconda tappa del pomeriggio è Mundo Alpaca, dove facciamo alcuni acquisti di qualità. Andiamo a cena da Roqoto (930 soles in 12) dove troviamo carne di qualità, ma il proprietario è un po’ permaloso.
Hotel Benavides: 57 € la doppia per 2 giorni. Albergo pulito, acqua calda a sentimento, servizio lavanderia pessimo, colazione buona. È ubicato subito fuori dal centro. Purtroppo l’albergo che avevamo inizialmente scelto in centro ci ha annullato la prenotazione a 2 giorni dall’arrivo, per cui questo è stato un ripiego.
Giorno 3: Arequipa – Salinas – Arequipa
Oggi è prevista la gita alla Riserva Nazionale Salinas y Aguada Blanca, con visita alle saline a 4.400 m s.l.m. e poi alle Terme di Lojen.
È il nostro primo giorno in altitudine ed è subito ecatombe. Il mal di altitudine ci colpisce in 4 su 12, con malesseri tutti diversi: io svengo e mi devono attaccare all’ossigeno, Elena vomita, Eleonora si sente spossata, a Simona scoppia il mal di testa.
La salina è però spettacolare: ricorda il Salar de Uyuni in piccolo; si vedono fenicotteri volare e i lama e gli alpaca pascolano liberi.
Alle Terme di Lojen purtroppo non siamo andati visto lo stato penoso del gruppo.
Ritornati in albergo alle 15:00, ci riposiamo un attimo e alle 16:00 siamo già in giro per recuperare la visita al Monastero di Santa Catalina (50 soles adulti, 30 studenti) che ci porterà via un’ora buona. Il monastero è immenso e molto interessante; sicuramente la visita ne vale la pena.
La Cattedrale è invece rimasta chiusa anche oggi.
In compenso in Plaza de Armas ci sono balli e festeggiamenti vari, tra cui una maratona di ragazzini che blocca tutta la città.
Cena da Wayrana: ottima scelta e ottimi prezzi. C’era anche musica dal vivo e ballerini locali (700 soles in 12).
Giorno 4: Arequipa – Chivay
Giornata di spostamento per arrivare a Chivay, in cui saliamo fino a 4.910 m s.l.m. per arrivare al Mirador dei Vulcani e poi, dopo pioggia e neve, arriviamo a Chivay.
Qui andiamo ai bagni termali Puje (15 soles a testa) dove troviamo 7 pozze di acqua fumante, incastonate nel canyon, con spogliatoi, docce e bagni, ovvero tutto il necessario per godersi un’esperienza nella natura in modo comodo.
Chivay ci piace: è piccola, ma ha un buon mercato dove acquistare pile Patagonia, cappelli e sciarpe varie.
Hotel: La Pascana: veramente nuovo, centrale e bello. Acqua calda e termosifoni in camera.
Ristorante per pranzo La Casona: al centro della piazza, locale carino ed economico (330 soles in 11).
Ristorante per cena Maray: anche questo al centro della piazza, ma meno buono del primo (545 soles in 12).
Giorno 5: Chivay – Canyon del Colca – Puno
Questa mattina sveglia all’alba perché alle 6:45 ci vengono a prendere.
Purtroppo ci sono lavori di rifacimento del manto stradale per cui si può passare verso Puno solo tra le 13:00 e le 14:00.
La nostra prima tappa è il Mirador Achoma dove possiamo ammirare i terrazzamenti Inca.
Andiamo poi al Mirador de la Cruz del Condor ad ammirare il volo dei condor: ne vediamo veramente tantissimi, prevalentemente giovani (piumaggio marrone) e femmine (senza cresta sulla testa). Alcuni volano proprio vicino alle nostre teste: stupendo!
Altra tappa al Mirador Wayrapunko dove finisce la Valle del Colca e inizia il canyon.
Ci fermiamo poi al villaggio di Maca a bere il succo di sancayo, a visitare la chiesa coloniale (purtroppo terremotata nel 2015) e a comprare qualche souvenir.
Ci avviamo poi verso Puno, ripassando per il Mirador dei Vulcani a 4.910 m s.l.m. dove acquistiamo le sciarpe fatte a mano viste il giorno prima.
Arriviamo al blocco stradale dei lavori all’una e mezza e riusciamo a passare per il rotto della cuffia qualche minuto prima delle 14:00.
Subito dopo ci fermiamo al Mirador Lagunillas, dove sei piccoli laghi si sono formati con una diga naturale e si possono vedere anche alcuni fenicotteri.
Arriviamo a Puno alle 17:00 ed andiamo subito alla Cattedrale, che si trova nell’area pedonale (15 soles) e dove si può salire sulla torre.
Facciamo poi un giro nel centro e troviamo un paio di negozi interessanti: un negozio di vestiti tecnici e un negozio che vende polo Inca (Illari), oltre ad una gustosa pasticceria (di fronte), visto che siamo in crisi di astinenza da dolcetti.
Ci arriva però la notizia che la Guardia Civil ha chiuso i siti di Vinikunka e Palcoyo per troppa neve e che a Machu Picchu piove a dirotto e il sito è allagato. Non ci resta che sperare che nei prossimi giorni la situazione migliori, altrimenti siamo fregati.
Nel frattempo si sente male Massimo, a cui viene un forte mal di testa.
Albergo: Casona Plaza Balsa Inn. Non ci è proprio piaciuto: asciugamani bagnati, personale scortese, puzza di cucinato nelle stanze 201, 301 e 401. A colazione vassoi vuoti, assenza di piatti e tazze: veramente imbarazzante. Unica nota positiva l’acqua calda corrente senza dover aspettare e la posizione centralissima dietro Plaza de Armas.
Cena: Mojsa (570 soles in 10), posizione scenografica di fronte alla cattedrale, cibo ottimo. I piatti forti sono l’alpaca e la trota.
Giorno 6: Isole Uros e Taquile
Neanche inizia la giornata che Federico vomita… un altro caduto! Decidiamo di lasciarlo in albergo e andiamo comunque alla gita programmata sul Lago Titicaca.
La prima tappa sono le Isole Uros, dove ci fanno vedere come si costruiscono le isole galleggianti e poi ci propongono un giro in barca a 15 soles che facciamo. Nel complesso carino, ma veramente troppo turistico. Basterebbe veramente poco per far vivere un’esperienza autentica. La seconda tappa è l’Isola di Taquile, che invece è stupenda. Troviamo anche i festeggiamenti per un matrimonio e la cittadina di 3.000 abitanti è tutta in festa con coriandoli sparati in aria e lanci di caramelle fuori dalla chiesetta. Gli abitanti fanno anche una danza in abiti tradizionali.
Cena: La Hostaria (550 soles in 12), non abbiamo mangiato male, ma decisamente un livello inferiore rispetto a Mojsa sia per atmosfera che per servizio.
Giorno 7: Puno – Vinikunka – Cuzco
Quando abbiamo progettato questo viaggio abbiamo deciso di unire lo spostamento a Cuzco con l’escursione alla montagna dei 7 colori per recuperare un giorno di viaggio e dare senso ad uno spostamento lungo sulla Ruta del Sol, che in realtà offre ben poco.
Ieri sera tardi ci hanno confermato che hanno riaperto il sito di Vinikunka, mentre resta chiuso per un altro giorno Palcoyo, che era la nostra prima scelta.
Partiamo quindi alle 6:00 e dopo un paio di soste bagno e 6 ore di pulmino (di cui una su sterrato) arriviamo finalmente a Vinikunka.
Visto l’orario (è l’una) ed Elena che sta nuovamente male, decidiamo di accelerare i tempi e affittare le moto e i cavalli per salire (120 soles andata e ritorno a persona), che ci lasciano sotto la salita.
Saliamo l’ultimo tratto in 45 minuti, su terreno innevato e scivoloso, ma la fatica è ripagata dalla vista quando arriviamo in cima a 5.007 metri: la montagna dei sette colori è stupenda e se si ha il coraggio di salire gli ulteriori 30 metri finali lo è ancora di più.
Inoltre, siamo praticamente da soli perché tutte le gite da Cuzco sono già andate via. Ci godiamo il panorama per un’oretta e poi lentamente ci avviamo giù.
Importante: i bagni sono disponibili sia al parcheggio che all’inizio dell’ultima salita.
Arriviamo a Cuzco alle 19:00 avendo saltato il pranzo, sfatti ma contenti.
- Hotel Kantu: (99 € la doppia per 2 notti). Pulito, centrale, con scaldini e acqua calda. Buona la colazione.
- Cena in hotel: pessima.
Giorno 8: Cuzco
Iniziamo la giornata con calma e decidiamo di partire con il sito di Sacsayhuamán, scegliendo il secondo ingresso in modo da non fare le scale. Acquistiamo il boleto turístico integral (130 soles adulti, 70 soles studenti) che include anche i siti della Valle Sacra, escluse le Salinas de Maras (20 soles). Prendiamo una guida all’interno del sito per un’ora e mezza (200 soles in 8), senza la quale non è possibile comprendere il sito che non è ben conservato. Verso le 12:00 scendiamo in città e visitiamo la Cattedrale (50 soles adulti, 25 studenti, che include anche altre chiese), il quartiere di San Blas e il Mercato di San Pedro, che però è in chiusura. La Cattedrale vale veramente la pena, perché è un museo con circa 3.000 dipinti all’interno.
Cena da Campo di Micaela: un posto veramente di livello, con servizio impeccabile e cibo squisito, presentato in modo scenografico. Voto 10.
Giorno 9: Cuzco – Aguas Calientes
Per oggi è prevista la visita alla Valle Sacra con guida in italiano e partenza per Aguas Calientes da Ollantaytambo alle 16:36.
Usciamo dall’albergo alle ore 7:30, direzione Valle Sacra con le seguenti tappe:
- Chinchero: non ci ha impressionato.
- Moray: splendido sito. Anche se si sa poco del sistema di sperimentazione della biodiversità, questo posto riempie gli occhi e il cuore.
- Salinas de Maras: anche queste 6.000 vasche da cui si estrae il sale sono bellissime. Le saline possono essere di proprietà della sola gente residente nei due comuni di appartenenza delle saline.
- Ollantaytambo: impressionante sito Inca; anche se noi lo abbiamo fatto di corsa, fa capire che sarebbe potuta essere una seconda Machu Picchu se non fossero arrivati i conquistadores.
Alle 16:06 siamo pronti alla stazione per prendere l’Inca Rail delle 16:36. Qui inizia tutto il rituale per salire sul treno: ognuno ha una lettera che indica il vagone ed una signorina vestita in abiti tradizionali ti accompagna al controllo biglietti. La scenografia continua a bordo con canti e balli. Sul treno c’è un servizio ristorazione con prezzi accessibili (22 soles sandwich e bibita). Arriviamo ad Aguas Calientes dopo le 18:00.
- Hotel: Mapi Gardens.
- Cena da Ayahuasca Grill: buona la carne, mentre le zuppe sono troppo speziate.
Giorno 10: Aguas Calientes – Machu Picchu – Cuzco
Come in ogni vacanza c’è un giorno che è il grande giorno, ovvero quello su cui ruota tutto il viaggio. Per noi il grande giorno è la visita a Machu Picchu, la penultima meraviglia del mondo moderno che mancava al nostro appello.
Per giorni abbiamo studiato l’orario migliore di ingresso, usando anche l’intelligenza artificiale, finché il 19 gennaio, quando hanno aperto le vendite, abbiamo scelto la domenica alle 8:00 di mattina facendo il seguente ragionamento: entrare alle 6:00 richiede una sveglia alle 3:00 e c’è il rischio di nebbia; entrare troppo tardi espone al rischio di sovraffollamento dei turisti della domenica; così abbiamo scelto un orario intermedio.
Per il circuito da scegliere abbiamo visto tutti i video dell’Ufficio del Turismo del Perù e ci siamo orientati sul Circuito 2A (159 soles adulti, 70 ragazzi).
Alle 6:20 siamo alla fila degli autobus e alle 7:15 ci caricano per salire. Trenta minuti di tragitto e alle 7:45 siamo ai tornelli di ingresso, dove ci aspetta la nostra guida in italiano.
Il sito è avvolto nella nebbia che va e viene e un po’ di sconforto ci sale quando comincia anche a piovere. Poi verso le 10:00 il cielo si apre definitivamente e tutto prende forma.
Importante sapere che nel circuito non si può tornare indietro, per cui noi siamo rimasti sulla terrazza superiore (e poi abusivamente su quella inferiore) finché non siamo stati soddisfatti della foto perfetta.
A metà percorso, al bivio tra il Circuito 2 e quello 3, siamo passati al Circuito 3 per andare a vedere il Tempio del Condor e il settore delle fontane.
Alle 11:50 siamo fuori e pronti a scendere. Giusto il tempo di mangiare da Missky (660 soles in 12) e prendere il treno delle 14:30 per tornare a Cuzco alle 18:00.
A conti fatti l’orario è stato perfetto, visto che alle 12:00 il sito era super affollato e la gente continuava a salire.
Hotel: El Mariscal (50 € a notte la doppia, zona San Blas).
Cena: Casa Cusqueña (700 soles in 11), buono, location con vista sulla piazza, peccato per il freddo del locale.
Giorno 11: Cuzco
Oggi giornata relax. Avremmo potuto andare a Pisac o a cavallo, invece decidiamo di dedicarci ai mercati locali (San Blas e San Pedro) e di visitare il Palazzo Arcivescovile (stupendo, incluso nel biglietto della Cattedrale) e il Mirador di San Cristóbal, da cui la vista di Plaza de Armas è spettacolare. Anche l’ingresso a questa chiesa e alla sua torre è incluso nel biglietto della Cattedrale.
Per pranzo ci dividiamo: le donne si concedono il lusso di andare a mangiare da Micaela (fronte piazza, ottimo ma un po’ caro), i maschi entrano in un pub per vedere la prima giornata di campionato. Per il pomeriggio ci attende una visita al Museo Archeologico (si può evitare) e un bel massaggio da Rumi Ancestral Spa (40 soles per 30 minuti).
Cena da Inti Llay: un gradino inferiore agli altri ristoranti di Cuzco, ma non male.
Giorno 12: Laguna Humantay
Partenza alle 3:30 per andare a fare trekking sul ghiacciaio Salkantay, partendo da Soraypampa a 3.900 m s.l.m. Il trekking include una salita di circa un’ora e mezza con una discreta pendenza; chi vuole o non ce la fa può salire a cavallo (90 soles). Alla fine del percorso si arriva a un lago ai piedi del ghiacciaio, con sfumature di colore verde in inverno e blu in estate. Ho trovato il percorso sicuramente più impegnativo rispetto a quello di Vinikunka, sia per la pendenza che per il terreno sconnesso; tuttavia ci si trova a 4.000 m s.l.m. e non a 5.000 m s.l.m., il che fa molta differenza. A conti fatti questa escursione è l’unica che mi ha deluso: oltre ad essere impegnativa, si cammina in promiscuità con i cavalli e i loro escrementi. La laguna è carina, ma fa molto Lago di Braies.
Torniamo a Cuzco alle 17:30 distrutti.
Cena da Hapya: posto scenografico all’interno di un ex palazzo Inca. Servizio perfetto, piatti buoni e scenografici (960 soles in 12 con vino e succhi freschi per tutti).
Giorno 13: Cuzco – Lima – Paracas
Giornata di trasferimento che ci porterà finalmente al caldo. Partenza con volo Latam alle 7:30 per Lima, dove ci aspetta un transfer privato per Paracas di circa 4 ore. Lasciate le valigie, ci catapultiamo all’interno della Riserva Nazionale di Paracas per andare a vedere le bellissime spiagge e le scogliere.
Hotel: Los Frayles (40 € la doppia a notte), stanze piccole ma nuove e funzionali.
Cena: baracchino sul lungomare che cucina alla brace pesce fresco e aragoste (1.000 soles in 12 con vino e 3 aragoste).
Giorno 14: Paracas – Huacachina
Partenza ore 8:00 con la barca per andare a vedere il Candelabro e le Isole Ballestas. La leggenda narra che il Candelabro sia stato realizzato dalle popolazioni pre-incaiche che volevano rappresentare un cactus allucinogeno. Le Isole Ballestas sono invece popolate da pinguini di Humboldt, leoni marini, pellicani, cormorani e delfini, in uno scenario di rocce erose dal mare e dal vento con archi naturali magnifici. Trasferimento a seguire all’oasi di Huacachina, dove scegliamo di fare l’escursione con i tubulares (70 soles a testa) e ci divertiamo da matti. Cena in un posto giovanile con vista oasi.
Hotel Rochabus: una piccola Bali, carinissimo ed economico (36 € la doppia a notte).
Giorno 15: Huacachina – Lima
Ultimo giorno di vacanza, ovvero un nuovo giorno di trasferimento verso Lima: questa sera alle 20:00 abbiamo il volo che ci porterà a casa, per cui partiamo presto e andiamo a fare una puntatina a Miraflores a Lima per mangiare qualcosa di caratteristico. Scegliamo Rincón Chami (700 soles in 12) e non veniamo delusi. Ottimo il pescato del giorno alla griglia, la causa, il suspiro limeño. Ci avviamo poi con calma in aeroporto. Anche questa vacanza è finita, è ora di cominciare ad organizzarne un’altra.
Consigli utili per un viaggio in Perù
- Appena possibile (noi l’abbiamo vista e presa a Chivay perché non l’avevamo trovata ad Arequipa), prendere la bomboletta di ossigeno da usare in caso di necessità (50 soles la bombola grande, 35 la piccola).
- Comprare anche Agua de Florida (11 soles la bottiglietta da 270 ml) da odorare in caso di necessità.
- Per alleviare i sintomi del mal di altitudine, bere tanto e usare le tisane di muña, inca muña e mate de coca.
- A Cuzco, scegliere lo stesso albergo prima e dopo la visita a Machu Picchu oppure due alberghi molto vicini, in modo da poter trasportare facilmente i bagagli (noi ovviamente abbiamo sbagliato).
- Chinchero nella Valle Sacra è una tappa che si può saltare: meglio dedicare più tempo ad Ollantaytambo.
- La visita a Machu Picchu va studiata attentamente: meglio il Circuito 2B con la Casa del Guardiano rispetto al Circuito 2A. Le terrazze inferiori in realtà sono più in alto delle terrazze superiori. A metà percorso, passare al Circuito 3 per vedere anche il Tempio del Condor. Valutare se dormire 2 notti ad Aguas Calientes ed entrare per due giorni di seguito a Machu Picchu.
- A conti fatti avrei saltato la Laguna Humantay e avrei fatto un giorno di relax in più a Huacachina.
- Tornando indietro forse sarebbe stato meglio non andare subito alle Salinas de Maras da Arequipa (il secondo giorno), visto che sono a 4.400 m s.l.m.: è stato un azzardo che né noi né il tour operator che ci ha consigliato avevamo considerato.
- Abbigliamento: nella prima parte di viaggio fa freddo, tanto freddo. Mentre si trovano facilmente da acquistare pile Patagonia (65/80 soles), guanti (10/12 soles), cappelli (a partire da 18 soles, di alpaca almeno 50 soles) e sciarpe (da 60 soles), è più difficile trovare intimo termico per la parte inferiore e pantaloni tecnici. A conti fatti li abbiamo visti solo a Cuzco, ovvero quando avevamo ormai abbandonato il freddo estremo. La valigia perfetta potrebbe essere composta da: giacca a vento, 4 pantaloni tecnici, 3 maglie termiche a maniche lunghe, 3 a maniche corte, calzamaglia termica per le gambe, 2 pile, 1 felpa, calzini da running, scarpe da trekking idrorepellenti, un costume e un telo/pareo. Cappello, bandana e guanti, lasciando spazio per il pile Patagonia che sicuramente acquisterete.
- Il miglior posto dove fare acquisti è Cuzco: per qualsiasi articolo precedentemente acquistato abbiamo trovato prezzi inferiori.
- Il cambio è abbastanza stabile (1 € = 3,9 soles). Sapendo che le commissioni di prelievo sono alte (9 €), noi abbiamo portato euro da cambiare e dollari per pagare gli alberghi. In genere il pagamento con carta di credito prevede una commissione tra il 3,5% e il 5%.
- Per l’organizzazione degli spostamenti ci siamo rivolti a un tour operator locale (Casa Yolanda), ma non ci siamo trovati particolarmente bene. La nostra referente non è mai stata proattiva e non ha fatto altro che girarci i numeri del referente in loco del trasporto privato, che a sua volta subappaltava lo spostamento.
- Durante lo spostamento da Chivay a Puno abbiamo conosciuto un autista e guida in italiano freelance che ci ha fatto un’ottima impressione; tornando indietro ci saremmo rivolti a lui per avere un unico pulmino e autista da Arequipa a Cuzco (Marco, +51 955880909).











