1000 Km di Andalusia

Questo è il racconto del viaggio in Andalusia di Fre e Saretta avvenuto dal 6 al 17 Agosto 2006. Muniti di Lonely Planet abbiamo deciso di effettuare un giro in tondo della regione, partendo da Siviglia per toccare Cordoba, Granada, Malaga, Gibilterra, Tarifa e Jerez de la Frontera prima di ritornare a Siviglia e da lì a casa attraverso...
 
Partenza il: 06/08/2006
Ritorno il: 17/08/2006
Viaggiatori: in coppia
Spesa: 1000 €

Questo è il racconto del viaggio in Andalusia di Fre e Saretta avvenuto dal 6 al 17 Agosto 2006.

Muniti di Lonely Planet abbiamo deciso di effettuare un giro in tondo della regione, partendo da Siviglia per toccare Cordoba, Granada, Malaga, Gibilterra, Tarifa e Jerez de la Frontera prima di ritornare a Siviglia e da lì a casa attraverso Valencia.

Tutti gli hotel li abbiamo prenotati dall’Italia così come la macchina da ritirare all’aeroporto di Siviglia.

6 AGOSTO Sveglia di buon mattino e partenza da Roma Ciampino con volo RyanAir alle 7.05: destinazione Valencia. Da lì con volo Vueling partenza per Siviglia e arrivo nella capitale Andalusa alle 12,30, in leggero ritardo.

Ci rechiamo allo sportello CrownHire per ritirare la macchina prenotata e troviamo la prima piacevole sorpresa. La nostra piccola Ford Ka diventa una molto più spaziosa Peugeot 206, allo stesso prezzo, a causa dell’indisponibilità della vettura prenotata. Ottimo! Arriviamo in città verso le 14.30 e la prima impressione è desolante. Fa molto caldo e la strada dove parcheggiamo è deserta. Sospettiamo che l’intera città sia partita per le ferie. Il portiere dell’albergo ci spiega invece che a quell’ora i sivigliani si concedono la “siesta” nell’attesa che passi la calura. Ci adeguiamo immediatamente anche noi…L’hotel ha l’aria condizionata! Non dobbiamo neanche preoccuparci del parcheggio, visto che è domenica.

Usciamo verso le 19 per un primo giretto per le vie del centro, calle Sierpes e calle Tetuan. Purtroppo è domenica e molti negozi sono chiusi, però si vede che le strade cominciano a riempirsi. Ogni tanto sosta in un bar per assaggiare le famose tapas e sorseggiare una “cerveza”, la birra. La cattedrale essendo domenica è chiusa ai turisti per la celebrazione della messa. Il giorno dopo l’apertura è fissata alle 11.

Verso le 21 entriamo all’Alcazar, il palazzo reale che si trova proprio di fronte alla cattedrale, per una visita notturna. L’audioguida ci racconta la storia mentre noi rimaniamo a bocca aperta di fronte ai fregi ed agli interni dei palazzi arabi, ma soprattutto di fronte ai giardini: di notte sono un vero spettacolo. Ecco perché i sovrani di Spagna hanno scelto proprio l’Alcazar come loro residenza a Siviglia! All’uscita passeggiamo per il centro di Siviglia cercando un tablao, un locale dove si esibiscono ballerini di flamenco, ma i prezzi si rivelano proibitivi: fino a 40€ e bisognava prenotare. Decidiamo allora di rimanere in giro fino a tardi, e tra una tapas e una cerveza la serata trascorre rapidamente.

7 AGOSTO Dopo aver parcheggiato in un parcheggio sotterraneo convenzionato con l’hotel la 206, alle 11 siamo davanti alla cattedrale, fila per il biglietto, la solita audioguida ed entriamo. Dopo essere stati a San Pietro e St.Paul non potevamo farci sfuggire la terza cattedrale più grande al mondo. Delle tre è l’unica in stile gotico, il preferito di Fre. Di tutto ci colpisce maggiormente il monumento funebre di Cristoforo Colombo, le cui reliquie sono conservate proprio a Siviglia. Dopo un po’ di insistenza con Saretta la convinco a salire sulla Giralda, il campanile costruito sui resti del vecchio minareto e simbolo della città. L’ascesa è più semplice di quelle di San Pietro e di St Paul, dal momento che non ci sono gradini. La salita avviene superando 35 tratti in salita disposti internamente tutt’intorno al campanile e che nell’antichità venivano percorsi anche a cavallo. La vista dall’alto è, inutile a dirsi, molto bella. Uscendo dalla cattedrale attraversiamo l’onnipresente “patio de los naranjos”, il giardino degli aranci, una vera costante in Andalusia.

Il resto della mattinata è dedicata allo shopping per calle Sierpes, oggi molto affollato, alla ricerca di souvenir per amici e parenti. In particolare gli abanicos, i ventagli, sono molto belli. Un rapido pranzo e poi in hotel a fare la siesta come dei veri andalusi.

Si esce di nuovo in serata con destinazione plaza de toros. Siamo entrambi contrari alla corrida come spettacolo, ma a me piacerebbe assistervi per formulare un giudizio più completo. Purtroppo su questo Saretta non si lascia convincere e devo desistere. La plaza de toros è comunque molto caratteristica, anche se arriviamo troppo tardi per la visita guidata all’interno (fino alle 20).

La lonely planet ci indica nei paraggi il miglior posto dove gustare il famoso jamon jabugo de bellota, il prosciutto crudo ottenuto da maiali allevati allo stato selvatico solo con ghiande, il ristorante 5jotas, e non ci lasciamo scappare l’occasione. I prezzi sono molto elevati ma ci concediamo una media racion di jamon e un paio di tapas di cana de lomo (salsiccia). Fantastici. Nel resto della vacanza dei salumi così buoni non li abbiamo più mangiati.

Usciamo però ancora affamati ed allora il nostro giro dei bar di tapas continua. Arriviamo fino ad un locale ricavato da un’ex carboneria dove è in corso un’esibizione di cantanti di flamenco. Lo stile appare amatoriale ma la gente partecipa con entusiasmo e ci aggreghiamo volentieri. Si tira fino a tardi visto che è la nostra ultima serata a Siviglia. Domani si parte per Cordoba.

8 AGOSTO Partenza al mattino senza troppa fretta ed arrivo a Cordoba verso mezzogiorno dopo un viaggio di poco più di un’ora. Tutta “autovia”, autostrada che in Spagna non si paga. Sistemazione all’hotel Riviera, vicino a plaza de las tendillas, al centro della città. Lì vicino il portiere mi indica una zona dove si può parcheggiare a 0,90€ al giorno.

Sistemata la macchina ci concediamo un primo giretto per il centro della città, plaza de las tendillas e le stradine che portano fino alla mezquita, la moschea ed al quartiere arabo. Visitiamo la sinagoga ebraica, mangiamo qualcosina e poi torniamo in albergo per la siesta. Anche a Cordoba fa molto caldo.

A sera usciamo con l’intenzione di prenotare i bagni arabi. La guida suggerisce i bagni Amman e noi seguiamo il suo consiglio. Prenotiamo bagno ed idroterapia per il giorno successivo e poi cerchiamo un ristorante dove mangiare qualcosa. Sulla stessa strada dei bagni, allontanandosi dalla Mezquita, sulla destra troviamo “el Patio”, un ristorante gestito da uno spagnolo molto simpatico. Ci racconta di essere stato a Milano, mette alla prova il nostro spagnolo e ci offre tapas che a noi sembrano poco appetitose solo per farci scoprire quanto invece siano buone. Un’ottima scelta.



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