10 giorni in Montenegro, Dalmazia e Bosnia Erzegovina

Giro con partenza e arrivo a Podgorica con auto a noleggio
 
Partenza il: 27/05/2018
Ritorno il: 05/06/2018
Viaggiatori: 2
Spesa: 1000 €

DOMENICA 27 MAGGIO 2018

La frase del mese è: “eh, ma il Montenegro deve essere bellissimo…” lo scopriremo solo vivendo. Pogdorica è quindi la meta della nostra partenza da Malpensa. Voliamo con Wizz air con meno di 100 euro a cranio. Abbiamo prenotato un’auto con Sixt (140 euro per dieci giorni): gli addetti non sono particolarmente cerosi, effettivamente la popolazione non è rinomata per essere la più affabile e cerimoniosa del pianeta.

Sono però molto puntigliosi nel controllo dell’auto: ci affidano un cesso di Dacia come se fosse un prezioso gioiello di famiglia, dopo averla fotografata ed averne fatto uno scan tecnologico con lo smartphone, ci inviano per email il check up completo della carrozzeria, indicando i segnetti grossi come moschini spiaccicati, ed alcuni forse lo sono. Invece di queste pignolerie borghesi, personalmente mi focalizzerei su altri elementi contrattuali decisamente più importanti, tipo che il mezzo meccanico sia dotato di pneumatici non lisi e di pianale posteriore del portabagagli, per evitare di bucare al primo sasso non perfettamente arrotondato, o di invogliare chiunque ad aprirti il portellone posteriore per impadronirsi della, seppur misera, refurtiva costituita dai nostri zaini. Quando facciamo notare questo particolare, ci guardano come se avessimo dato dei ladroni a tutti i loro familiari ed all’intera popolazione jugoslava… ci giustifichiamo dicendo: “sai noi veniamo dall’Italia, dove appena ti giri c’è qualcuno che tenta di incularti…” Promettono di farci trovare un pianale l’indomani mattina, quindi dovremo ripassare dall’autonoleggio dell’aeroporto… La città di Pogdorica è a dir poco orribile, l’unica cosa bella è il fiume che l’attraversa e l’albergo dove soggiorniamo (hotel Pogdorica – 62 euro a notte) vi si affaccia. La stanza è bella, ampia e pulita con balcone con vista. Lo abbiamo prenotato anche per il ristorante con terrazza panoramica sul bacino fluviale. Peccato che il ristorante non sia aperto, quindi per cena decidiamo di andare al Pod Volat, una specie di istituzione, molto frequentato e con un discreto menù, soprattutto incentrato sulla carne alla griglia, a prezzi veramente convenienti (esempio: birra media 1.40 euro, bistecca di vitello 5 euro).

LUNEDÌ 28 MAGGIO 2018

Da Pogdorica prendiamo la direzione Petrovac, attraversiamo il ponte sul lago Skadar che offre una bella visuale. Petrovac è il classico insediamento turistico tipo Finale ligure, di cui viene criticato tanto l’abominio architettonico retrostante, ma noi non troviamo particolarmente interessante nemmeno il lungo mare; c’è una spiaggia frequentata da famiglie poco distante (Lucice) con adiacente parcheggio. Proseguendo sulla litoranea verso il Cattaro, tre minuti dopo il paese di Rijekarezevici, si incontra la bella spiaggia di Drobni Pijesak: c’è una breve deviazione dalla strada principale e si scende ripidamente verso uno slargo dove si può lasciare il veicolo e continuare a piedi, per un paio di minuti, durante i quali si sentono ancora nitidi i profumi del mediterraneo. Risalendo sulla strada principale e continuando nella stessa direzione, dopo circa un quarto d’ora si arriva a Przno, un paesino adagiato sul mare, che sarebbe anche carino se non avesse ambizioni da fighettismo sublimante. Comunque per noi è importante solo come parcheggio per ingaggiare una bella camminata di 15 minuti fino a Sveti Stefan. Si tratta di un isolotto collegato alla terra ferma da una radiosa striscia di sabbia. Il posto sarebbe veramente incantevole, ma dove cede il demanio di stato prolifera l’arroganza dell’opulenza; infatti è stato tutto privatizzato e sull’isola non si può più andare nemmeno a piedi, perché gli edifici presenti sono stati riconvertiti in resort e la spiaggia è solamente per i clienti o per qualche buontempone che si può permettere di cacciare 100 euro per un ombrellone e due lettini.

Ritornando al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto ci fermiamo a fare qualche foto ad un’altra spiaggia molto bella, ma anch’essa, purtroppo, privatizzata da un altro albergo di lusso. Ci spostiamo ancora di poco per andare a visitare lo stari grad di Budva che può vantare edifici storici ben conservati e delicatamente appoggiati sul mare, ma fortemente difesi da mura e bastioni.

La spiaggia di Budva è affollatissima e un po’ squallida, ma da qui si gode di una bella vista sulla cittadella. Ci facciamo attrarre inutilmente dalla rutilante jazz beach, tanto famosa quanto brutta, per poi avere la brillante idea di inoltrarci nella penisola Lustika. La strada è in pessime condizioni. Il luogo dovrebbe essere tranquillo ed isolato (nonostante si tratti di una penisola), invece c’è un traffico che neanche a viale Zara all’ora di punta e la spiaggia che ci ha affascinato sulla carta, beneficiando di descrizioni di lodi sperticate, Plavi Horizzont o spiaggia di Przno (sui cartelli stradali), è in realtà una cala piuttosto anonima con l’acqua non super pulita. Risaliamo con le pive nel sacco, ma ci rifacciamo subito, perché decidiamo di saltare Tivat, dove pare che l’unica attrattiva sia rappresentata dallo yacht club in stile Principato di Monaco, e di puntare direttamente verso il fiordo di Kotor (Bocche del Cattaro). Siamo un po’ sfigati perché ci accoglie un temporale di tutto rispetto, che, però, non riesce ad attenuare la bellezza commovente del paesaggio. La strada che si snoda sul versante sud è strettissima e corre a pelo d’acqua, attraversa una serie di paesini, con le case in pietra, uno più suggestivo dell’altro: Stoliv, Prcanj, Mou, sino ad arrivare all’apoteosi di Kotor, che è una vera e propria cittadina, con una parte vecchia incantevole, dove i mille vicoli misteriosi sbucano in altrettante piazze e slarghi ariosi e ricchi di edifici di pregevole fattura; assai riconoscibile è l’influenza veneziana. A Kotor c’è un’ampia scelta di appartamenti economici. Noi scegliamo Apartments Moskov, a pochi passi dalla porta del fiume che immette nel centro storico. L’alloggio è perfetto con fondamentale parcheggio e costa solo 40 euro a notte. Per raggiungerlo è fondamentale NON seguire le indicazioni del navigatore, ma farsi indicare il percorso dal gentilissimo proprietario, che ci sconsiglia di bere l’acqua del rubinetto. Nella cittadina ci sono moltissimi ristoranti e locali caratteristici non proprio economici (con prezzi simil italiani), ma noi ce la caviamo egregiamente al Bokun, che ha dei bei tavolini all’aperto, ordinando l’omonimo panino che è una sleppazza gustosa preparata con una specie di panpizza ed una ricca insalata.



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