Una nave senza mare e un palazzo che “schifa il mondo”: in Lombardia c’è il monumento più discusso del ‘900

A Gardone Riviera si trova un luogo che trasuda letteratura, storia e arte: il Vittoriale degli Italiani che il Vate ha costruito e progettato insieme all’architetto Giancarlo Maroni tra il 1921 e il 1938. Incastonato tra le dolci colline moreniche a sud e le montagne che cadono a picco a nord, il Lago di Garda – qui tutte le info sui tour turistici in zona – ha l’aspetto di un piccolo fiordo ed ha stupito viaggiatori di ogni epoca come Catullo, Dante, Goethe e D’Annunzio, che qui celebrò le sue imprese letterarie, di guerra e patriottiche. Sulle sue sponde si erge così il Vittoriale degli Italiani, la casa-museo di D’Annunzio.
Un luogo che circa un secolo dopo ancora conserva tutta la sua bellezza, anche se ancora oggi continua a far discutere. La buona notizia è che il Vittoriale degli Italiani è aperto al pubblico. Si può organizzare una visita al parco e al museo, visitare le mostre che spesso vengono allestite e anche organizzare eventi e cerimonie. Insomma, un luogo che ancora oggi è vivo. Andiamo allora a vedere la storia del monumento più discusso del secolo scorso.
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La storia del Vittoriale degli Italiani
È risaputo che Gabriele d’Annunzio fosse una persona molto piena di sé e lo dimostrò anche attraverso questa casa (poi diventata museo) che occupa circa nove ettari in posizione panoramica sul Lago di Garda e che volle per commemorare sia la sua “vita inimitabile” che le imprese degli italiani durante la prima guerra mondiale.
Dopo aver affittato e poi acquistato la villa, nella quale ospitò personalità come Mussolini, il poeta chiamò l’architetto Moroni per realizzare la sua idea. Nel 1923 compare per la prima volta il nome di “Vittoriale” che identifica le “colonne memoriali” erette nel giardino delle magnolie e che solo in seguito indicò l’intero complesso che, nel corso degli anni, si riempì di cimeli, opere d’immenso valore, nonché una piazza, vari edifici, giardini splendidi e un anfiteatro. D’Annunzio usò il Vittoriale come la sua casa, nella quale si dedicò, immerso nella pace del lago di Garda, alla conclusione del “Notturno”.
Cosa vedere per fare un tuffo nella storia
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L’edificio della Prioria all’interno del Vittoriale degli Italiani fu l’ultima dimora di D’Annunzio, la sua casa privata nella quale creò un vero e proprio museo nel quale sono conservati più di 10 mila oggetti e libri; sugli architravi sono impressi frasi e motti che creano un gioco di affascinanti rimandi simbolici.
Quella che sarebbe dovuta diventare la nuova residenza del poeta, ma che venne ultimata solo dopo la sua morte, è lo Schifamondo, un palazzo ispirato a quello di Schifanoia di Ferrara. La volontà era quella di sottolineare la voglia del Vate di isolarsi dal resto del mondo in un ambiente costruito a sua immagine e somiglianza; basti pensare che all’interno c’è un auditorium capace di ospitare circa duecento persone e al cui soffitto è appeso uno degli 8 aerei che parteciparono al celebre volo su Vienna.
Il parco del Vittoriale degli Italiani
Meraviglioso è il parco del Vittoriale degli Italiani. Stiamo parlando di un’enorme area verde disseminata di opere e monumenti. Sulla sommità si trova il Mausoleo che ospita la tomba di Gabriele d’Annunzio, dalla quale si ammira un bellissimo panorama sul lago di Garda. Il parco è attraversato dal Torrente dell’Acquapazza, la cui acqua confluisce nella fontana del delfino, la quale si trova vicino a un hangar con all’interno il MAD 96, un motoscafo anti-sommergibile utilizzato da D’Annunzio nel 1918.
Un’altra chicca del parco è la nave Puglia. Si tratta di una nave militare che venne donata al poeta nel 1921 e che fu protagonista della Prima Guerra Mondiale. La particolarità è che all’interno della stiva c’è un museo con diversi modellini di navi da guerra. Da non perdere anche il Laghetto delle Danze, uno specchio d’acqua a forma di violino, luogo dove il poeta organizzava concerti e spettacoli di danza.

