Toscana, la cupola del Brunelleschi ha una “sorella” gemella in miniatura in questo borgo della Val d’Elsa

La cupola di San Michele a Semifonte ha una storia molto particolare. Siamo nel cuore della Vald’Elsa, una delle zone più belle e affascinanti della Toscana (qui tutte le info per i tour turistici in regione). Prima curiosità: Semifonte è una località che non esiste più, visto che è stata rasa al suolo dai fiorentini, un po’ come Roma fece con Cartagine. La seconda curiosità è quella che ha reso quest’edificio celebre: si tratta infatti di una copia in miniatura della cupola del Duomo di Santa Maria del Fiore, uno dei capolavori di Filippo Brunelleschi. Torniamo allora alla storia di Semifonte. Quando venne distrutta la città di Firenze impose che sul colle dove sorgeva non potesse sorgere più un abitato.
Evidentemente l’astio – o il timore – era veramente alto. Fatto sta che alcuni secoli dopo un canonico proprietario del terreno ottenne dalla signoria dei Medici il permesso di poter edificare una cappella commemorativa. Nel 1597 così terminarono i lavori e venne alla luce la cupola di San Michele a Semifonte, una perfetta riproduzione in scala dell’opera del Brunelleschi che al giorno d’oggi rappresenta una delle più affascinanti attrazioni per chi si trova in Val d’Elsa.
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San Michele a Semifonte: una cupola in miniatura
La Cupola di San Michele a Semifonte si trova a Barberino Tavarnelle, nel cuore della campagna toscana, tra le dolci colline punteggiate di vigneti e oliveti. La chiesetta, costruita alla fine del XVI secolo, è una riproduzione in scala di un ottavo della cupola di Santa Maria del Fiore. Nonostante le dimensioni ridotte, la cupola di Semifonte colpisce per la sua eleganza e perfezione formale, e per il suo fascino discreto e raccolto.
Un confronto tra gigante e miniatura
Entrambe le cupole sono esempi di grande maestria architettonica. La Cupola di Santa Maria del Fiore a Firenze, con i suoi 45 metri di diametro e i suoi 114 metri di altezza, è la più grande cupola in muratura mai costruita e rappresenta un punto di riferimento indiscusso del panorama fiorentino, ma non solo: può essere considerata l’antesignana di capolavori dell’architettura italiana e universale, ancor prima dell’altra cupola più celebre d’Italia, quella della Basilica di San Pietro in Vaticano.
La Cupola di Semifonte, con i suoi 5,6 metri di diametro e i suoi 14,3 metri di altezza, può sembrare piccola in confronto, ma non per questo è meno affascinante. Anzi, la sua scala ridotta e il suo contesto rurale le conferiscono un fascino particolare e un’atmosfera di pace e serenità, circondata com’è non già dai monumenti del Rinascimento fiorentino, quanto piuttosto dall’idilliaco paesaggio delle campagne toscane, verdissime e accoglienti.
Entrambe le cupole vedono l’uso della tecnica dell’anello di catena, che permette di scaricare il peso della cupola sui pilastri portanti. Questa tecnica, innovativa al tempo di Brunelleschi, ha eliminato la necessità di utilizzare le cèntine, ovvero lo scheletro ligneo, perché i costruttori non avrebbero potuto impiegarle a causa delle enormi dimensioni della cupola. Questo complesso architettonico, che per molti supera in importanza anche gli edifici dell’epoca Romana, è un esempio di come l’ingegno umano possa superare le sfide tecniche e creare opere di straordinaria bellezza.
La storia della cupola di Brunelleschi non ha avuto ripercussioni solo sull’architettura, ma anche nella letteratura. A questo capolavoro è stato dedicato il libro Fra terra e cielo. La vera storia della cupola di Brunelleschi, di Sergio Givone per edizioni Solferino.
San Michele a Semifonte: un tesoro nascosto
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La Cupola di San Michele a Semifonte è un tesoro nascosto che merita di essere scoperto. Poco conosciuta e lontana dai circuiti turistici più battuti, rappresenta una meta ideale per chi ama la Toscana più autentica e desidera scoprire angoli di quiete e bellezza. Una visita a Semifonte può essere l’occasione per una piacevole escursione nella campagna toscana, alla scoperta di un luogo carico di storia e di fascino.
La Cappella di San Michele, infatti, è solo una parte dell’antica città fortificata che oggi si trova a Barberino Tavarnelle (il comune nato nel 2019 dall’unione di Barberino Val d’Elsa e Tavarnelle Val di Pesa). In zona si può anche ammirare la magnifica Badia di San Michele a Passignano, costruita nel IX secolo e che ospita un’opera attribuita a Davide e Domenico Ghirlandaio.

