Roma, da 1000 anni questa abbazia è una vera capitale della fede: non ce ne sono altre così in tutto il mondo

Un vero simbolo della cultura greco-bizantina che ancora dopo mille anni costituisce un fenomenale ponte tra Oriente e Occidente e parla di storie antiche, ma straordinariamente attuali
Alessandro Cipolla, 31 Lug 2026
grottaferrata

Tutti noi abbiamo sentito nominare Grottaferrata almeno una volta nella vita. In molti pensano che sia un quartiere di Roma – qui tutte le info sui tour turistici in città -, altri invece sorridono al pensiero di uno dei più celebri sketch di Corrado Guzzanti. Invece siamo nel cuore dei Castelli Romani, anche se la Capitale in fondo è distante solo pochi chilometri. Qui ci abitano oltre 20mila persone, il centro storico è delizioso e si mangia divinamente, ma oggi parleremo di quello che senza dubbio è il luogo più celebre di Grottaferrata: l’Abbazia di San Nilo.
Quest’iponente e affascinante edificio ha oltre mille anni di storia ed è uno dei monasteri più antichi d’Italia. La prima particolarità è che, nonostante si tratti di un luogo di culto cattolico, qui le celebrazioni avvengono in rito bizantino. Un caso più unico che raro in tutto il Vecchio Continente, con le liturgie secondo la tradizione orientale e i canti anche in greco. Una tradizione che è sopravvissuta anche allo Scisma d’Oriente. Poi c’è la bellezza architettonica. L’Abbazia di San Nilo infatti assomiglia a una fortezza, con mura e torri. Insomma, un luogo unico a un passo da Roma: andiamo allora alla scoperta della celebre abbazia di Grottaferrata.

Dalla Calabria a Roma: la storia di un monaco diverso da tutti gli altri

abbazia di grottaferrata

Tutto parte più di mille anni fa da Rossano, un paese che dista qualche chilometro dalla costa ionica, e in cui, oltre al protagonista del nostro articolo, San Nilo, si contano numerosi punti d’interesse nazionale: il Codice Purpureo, già oggetto di un altro articolo; l’Abbazia di Santa Maria del Patire; la liquirizia. Nilo, in origine Nicola, nasce agli inizi del X secolo nella Calabria bizantina – a quel tempo popolata da numerosi monasteri, ad oggi scomparsi –, e aderisce al monachesimo basiliano; oltre all’attività di amanuense, vive l’esperienza da eremita nelle zone interne del Pollino, fra Calabria e Basilicata.
Dopo quasi mezzo secolo di viaggi spirituali e peregrinazioni nel sud Italia, sarà durante un pellegrinaggio a Roma, compiuto insieme ad alcuni discepoli, che Nilo deciderà di fondare un monastero appena fuori dalla città, nello stesso luogo dove morirà nell’anno 1004, quindi esattamente 1021 anni fa. Quel monastero, un’abbazia in realtà, esiste ancora oggi ed è un mondo in cui la spiritualità greco-bizantina si è mantenuta viva ed è sopravvissuta allo scorrere del tempo. La biblioteca, che conserva numerosi codici in lingua greca databili fra il X e l’XIX secolo, parte dei quali di carattere musicale, fondamentali per la conoscenza della musica e dei canti bizantini; l’architettura e la presenza dell’iconostasi, struttura tipica delle chiese ortodosse, che consiste in una parete divisoria fra la navata e il presbiterio – l’area in cui viene officiata la messa –, decorata con molte icone su fondo dorato.

Il rito greco-bizantino

Ma, soprattutto, ad essere stato gelosamente conservato è il rito greco-bizantino, che in Italia si è mantenuto anche grazie alla comunità arbereshe, presente sul territorio nazionale a partire dal XV secolo. Differiscono dal rito latino in particolare i sacramenti – laddove battesimo, comunione e cresima vengono impartiti insieme –, e le decorazioni della chiesa, dagli affreschi sulle pareti – con storie dei santi e della vita di Cristo –, alla presenza dell’iconostasi e delle relative icone mariane.

Perché l’Abbazia di San Nilo a Grottaferrata è così speciale

L’Abbazia territoriale di Santa Maria di Grottaferrata, che tutti chiamano, con semplicità, l’Abbazia di San Nilo, ha una caratteristica che la rende unica: è, a tutti gli effetti, l’ultimo dei monasteri bizantini rimasti in Italia. La Chiesa bizantina cattolica, nonostante il rito diverso da quello comunemente in uso nelle nostre parrocchie, appartiene ed è in comunione con la Chiesa cristiano cattolica di Papa Leone XIV, e insieme all’abbazia che si trova alle porte di Roma, ha altre due suddivisioni ecclesiastiche: l’eparchia di Lungro in Calabria, che, oltre a quest’ultima, comprende Abruzzo, Puglia e Basilicata e l’eparchia di Piana degli Albanesi in Sicilia.

L’origine curiosa del nome di Grottaferrata

grottaferrata

Sono state una grotta e del ferro a dare il nome al comune elegante dei Castelli Romani? Più o meno; ad ogni modo, questa è l’ipotesi più realistica ed accattivante. Il nome deriverebbe da “crypta ferrata”, un ambiente sotterraneo, che costituì il primo insediamento dei discepoli di Nilo da Rossano quando questi arrivarono dalla Calabria alle pendici del Monte Tuscolo.
E, molto probabilmente, furono proprio gli allora Conti di Tuscolo – una delle più importanti famiglie baronali romane dell’epoca –, a concedere a Nilo e ai monaci uno spazio in cui risiedere, una cripta, per l’appunto, o comunque uno spazio ristretto, dotato di una grata in ferro. Da qui crypta ferrata, più tardi divenuta Grottaferrata. Comune elegante, ricco di locali dove gustare la cucina locale, decisamente residenziale e particolarmente apprezzato dai romani che si concedono ‘na gita a li Castelli, come nel famoso stornello.


Alessandro Cipolla
Alessandro Cipolla

Giornalista pubblicista e laureato al D.A.M.S., ama scrivere di tutte le cose belle che ci sono da vedere in Italia e in giro per il mondo.



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